Introduzione

L’orecchio viene anatomicamente suddiviso in tre parti:

  • orecchio esterno, che comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno,
  • orecchio medio, separato dal condotto uditivo esterno dal timpano. È una cavità, detta anche cassa del timpano, che contiene i tre ossicini dell’udito. Per mezzo della tuba di Eustachio, l’orecchio medio comunica con la faringe;
  • orecchio interno, che comprende l’organo dell’udito vero e proprio e l’organo dell’equilibrio.

Per otite media si intende l’infiammazione dell’orecchio medio e ne riconosciamo due principali forme:

  • purulenta
  • sieromucosa (o catarrale)

I più comuni sintomi dell’otite sono:

  • male alle orecchie,
  • fuoriuscita di liquidi,
  • diminuzione dell’udito.

Nei bambini possono inoltre comparire:

  • difficoltà a dormire,
  • pianto frequente o addirittura inconsolabile,
  • irritabilità,
  • perdita di equilibrio,
  • febbe,
  • mal di testa,
  • inappetenza.
Fotografia di un orecchio evidenziato in rosso.

iStock.com/Evgeniy Anikeev

Cause

La patogenesi dell’otite media di solito coinvolge la combinazione di due fattori:

  • infezione da parte di un microrganismo (fattore predominante nelle forme purulente),
  • disventilazione, ossia perdita della capacità di areazione della cassa del timpano (predominante nell’otite catarrale).

Infezione

L’infezione è sostenuta dai comuni germi responsabili delle infezioni delle vie aeree (pneumococco, stafilococco, streptococco, haemophilus influenzae), che dal naso o dalla faringe giungono nell’orecchio medio attraverso la tuba di Eustachio.

A volte l’otite media nasce anche da un raffreddore, un’affezione di origine virale che predispone il terreno verso una sovrainfezione batterica.

Eccezionalmente i microrganismi possono possono arrivare all’orecchio medio in seguito a una lacerazione traumatica del timpano.

Qualunque sia la causa, il materiale purulento si accumula dietro al timpano, in quanto la tuba di Eustachio ha difficoltà a smaltire l’eccesso di liquido.

L’otite media non è una malattia contagiosa, a differenza invece del raffreddore che provoca l’infezione.

Disventilazione

La tuba di Eustachio assolve due compiti principali:

  1. fa sì che il timpano sia sottoposto alla stessa pressione, quella atmosferica, su entrambe le facce, dal momento che connette l’orecchio medio con la faringe,
  2. permette al muco prodotto dall’epitelio della cassa timpanica di defluire verso la gola.

La disventilazione dell’orecchio medio è conseguenza di problematiche a livello della tuba di Eustachio, quali:

  • cause meccaniche (come l’ostruzione dell’estremità faringea della tuba),
  • infiammazioni (coinvolgimento della tuba in corso di riniti, adenoiditi, faringiti),
  • barotraumi, a seguito di brusche variazioni della pressione atmosferica (immersioni subacquee, brusche salite o discese, voli in aereo).

Fattori di rischio

Questa condizione è più frequente tra i bambini, in età pediatrica è infatti, insieme al raffreddore, il disturbo di più comune riscontro negli ambulatori.

Le ragioni per cui l’otite media è più frequente tra i bambini sono:

  • fattori anatomici: la tuba è più orizzontale, più corta e più larga rispetto a quella dell’adulto, a causa di ciò le infezioni del rinofaringe si propagano con maggiore facilità,
  • i soggetti in età pediatrica sono nettamente più inclini a sviluppare ipertrofia delle adenoidi,
  • i bambini vanno maggiormente incontro a infezioni delle prime vie aeree.

I fattori di rischio per l’otite media in età pediatrica sono:

  • esposizione al fumo di sigaretta,
  • precedenti in famiglia di infezioni all’orecchio,
  • frequentare l’asilo,
  • stagione invernale, poiché sono più comuni le infezioni delle vie aeree superiori.

L’allattamento al seno si è invece dimostrato un fattore protettivo.

Sintomi

Le manifestazioni dell’otite media possono variare sensibilmente da un soggetto all’altro, anche in termini di entità; i sintomi e i segni di un’infiammazione all’orecchio medio comprendono:

  • dolore all’orecchio colpito, descritto come una fitta, con possibile irradiazione alla metà del cranio corrispondente; è dovuto all’accumulo di pus, che preme contro le pareti delle casa del timpano;
  • ipoacusia, ovvero riduzione dell’udito, in quanto la catena degli ossicini è bloccato dalla secrezione mucosa che ristagna nella cassa del timpano; il soggetto potrà quindi parlare a voce più alta o aumentare il volume della televisione;
  • autofonia (sensazione uditiva che descrive la percezione nelle orecchie della propria voce o di suoni che provengono dall’organismo, come rumori respiratori ),
  • acufeni,
  • sensazione di orecchio chiuso,
  • in alcuni casi febbre,
  • compromissione dello stato di benessere generale.

Se il timpano va incontro a perforazione è possibile osservare una fuoriuscita di materiale purulento dall’orecchio. Progressivamente, il liquido diviene sieroso e il timpano guarisce, con riparazione completa. Con la perforazione, la sintomatologia locale (dolore, ipoacusia, …) si attenua, dal momento che il liquido non comprime più la cassa del timpano.

Nel bambino piccolo che non sa parlare è possibile osservare i seguenti segni:

  • il bambino porta la mano all’orecchio o lo tira,
  • possibile tosse,
  • naso che cola,
  • piange o è lamentoso,
  • febbre (soprattutto nei bambini piccoli),
  • possibile fuoriuscita di materiale purulento dall’orecchio,
  • il bambino mangia di meno, in quanto masticare o succhiare possono essere causa di sbalzi pressori nell’orecchio medio, provocando dolore,
  • il sonno è disturbato,
  • il bambino non sente bene o non reagisce agli stimoli sonori,
  • ha disturbi di equilibrio.

Abbiamo visto che l’otite media purulenta è spesso associata a infezioni delle prime vie aeree, specie nel bambino, pertanto è comune riscontrare la contemporanea presenza di

  • naso che cola,
  • tosse,
  • raffreddore.

L’otite media sieromucosa può non presentare, al contrario, nessun sintomo. Tuttavia a volte può esserci:

  • sensazione di orecchio chiuso o pieno,
  • ipoacusia per il ristagno di materiale sieromucoso.

Talvolta l’otite da acuta può diventare cronica, se il liquido rimane nell’orecchio medio per un periodo prolungato o se il soggetto va incontro a frequenti recidive. Ciò aumenta la suscettibilità alle infezioni e può avere ripercussioni, anche permanenti, sull’udito.

Prognosi e complicazioni

La malattia si risolve in genere spontaneamente nell’arco di 2-3 giorni, senza ricorrere ad alcuna terapia specifica. Anche dopo che l’infiammazione è scomparsa può tuttavia permanere del liquido nell’orecchio medio, che scompare entro tre-sei settimane, anche se è stato somministrato un antibiotico.

Alcuni sintomi, come l’ipoacusia, quindi, possono persistere ancora per qualche tempo, anche quando il dolore sia passato.

L’otite media, specie nei bambini, può andare incontro a recidive e a lungo termine ciò può condurre a

  • esiti cicatriziali sul timpano,
  • sclerosi degli ossicini, con conseguente ipoacusia da trasmissione.

Se i germi responsabili sono particolarmente aggressivi o se le difese dell’organismo fossero compromesse, l’otite può dar luogo a numerose complicanze, di cui vediamo le più comuni.

Mastoidite

La mastoidite rappresenta la complicanza più frequente e si tratta dell’infiammazione della mastoide, quella sporgenza ossea che si trova dietro il padiglione auricolare, all’interno della quale sono presenti, scavate nell’osso temporale, numerose cavità ripiene d’aria che comunicano con l’orecchio medio.

La mastoidite viene sospettata se:

  • i sintomi e i segni dell’otite media persistono per più di due settimane,
  • la mastoide si presenta dolente, arrossata e tumefatta. L’infiammazione può anche propagarsi alle strutture vicine, per cui si potrà manifestare rigonfiamento degli zigomi, dell’angolo esterno dell’occhio oppure lungo il collo, simulando un torcicollo doloroso;
  • la pressione della mastoide provoca una dolorabilità spiccata.

Il trattamento è chirurgico.

Labirintite

I microrganismi patogeni possono giungere all’organo dell’equilibrio, determinando lo sviluppo di una labirintite.

Il paziente può presentare lievi e transitorie vertigini, spesso in rapporto a colpi di tosse o a sforzi fisici.

Meningite

L’otite media può anche complicarsi con una meningite, i cui sintomi più comuni sono:

  • cefalea,
  • fotofobia,
  • rigidità nucale,
  • agitazione psicomotoria,
  • convulsioni,
  • turbe della coscienza, che possono giungere fino allo stato confusionale e al coma.

Ascesso cerebrale

Un’altra complicanza è l’ascesso cerebrale, caratterizzata da un accumulo del pus nel lobo temporale o nel cervelletto. Si manifesta con:

  • febbre,
  • cefalea,
  • nausea e vomito,
  • meningismo (presenza dei sintomi descritti sopra in corso di meningite),
  • crisi epilettiche,
  • disturbi della coscienza,
  • compromissione dello stato generale.

Tromboflebite del seno mastoideo

La tromboflebite del seno mastoideo è la più comune complicanza vascolare in seguito a otite. Nella prima fase la sintomatologia è piuttosto vaga, potendo somigliare a una mastoidite.

La tromboflebite della giugulare interna coinvolge la vena principale del collo. Si manifesta con:

  • comparsa di un cordone duro e dolente al collo,
  • successivamente, in seguito al passaggio in circolo di trombi infetti, comparsa di un grave stato generale di tipo settico, con puntate febbrili violente e improvvise. Si tratta ovviamente di una condizione che richiede un immediato trattamento medico.

Diagnosi

La diagnosi viene posta in base all’anamnesi, cioè al racconto del paziente. L’anamnesi è tanto più importante quanto più il paziente è piccolo, in quanto i segni rilevati dai genitori possono essere di grande utilità.

L’osservazione dell’orecchio con l’otoscopio, uno strumento dotato di luce che permette di visualizzare il condotto uditivo esterno e il timpano, è infine in grado di dirimere eventuali dubbi residui.

In caso di otite, il medico potrà apprezzare la presenza di:

  • una membrana timpanica sporgente e arrossata. Talora il timpano può essere retratto, se prevalgono i fenomeni disventilatori;
  • bolle d’aria dietro al timpano (non sempre), che si formano a causa del liquido che si accumula nella casa del timpano.

Cura

La maggior parte dei soggetti affetti da otite media acuta migliora senza alcun trattamento tuttavia, poiché è difficile fare una previsione a riguardo, si prescrive in genere un antibiotico per via orale a tutti i pazienti. Alcuni medici, prima di prescrivere una terapia antibiotica, preferiscono attendere 72 ore per vedere se i sintomi si attenuano anche senza farmaci.

Per quanto riguarda i soggetti in età pediatrica, specie se di età inferiore ai 2 anni, le linee guida raccomandano uno stretto monitoraggio e, in caso di mancato miglioramento entro le 48-72 ore dall’insorgenza dei sintomi, la somministrazione di una terapia antibiotica.

L’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina per via orale da assumere per 7-10 giorni.

Molti medici prediligono un approccio di vigile attesa in base a diverse considerazioni cliniche, in quanto gli antibiotici:

  • non hanno effetto se l’infezione è di origine virale,
  • non contribuiscono a smaltire il liquido in eccesso accumulato nell’orecchio medio,
  • possono causare reazioni avverse; le più comuni per l’amoxicillina sono rash cutanei, dolori addominali, diarrea e alterazione della flora batterica intestinale,
  • non agiscono sul dolore prima delle 24 ore.

Alla luce di ciò si comprende che è necessario un impiego assolutamente razionale di tali farmaci, anche per evitare la selezione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici.

Per ridurre il dolore e la febbre si può ricorrere ai comuni farmaci analgesici: si può scegliere tra il paracetamolo o i FANS. È importante ricordare che ai bambini non va data l’aspirina, in quanto responsabile della sindrome di Reye, un raro ma temibile effetto collaterale.

Negli adulti (ma non nei bambini), può essere utile l’uso di decongestionanti contenenti per esempio fenilefrina.

A chi soffre di otiti ricorrenti può essere indicata una terapia antibiotica per un periodo più lungo. È opportuno, comunque, ricercare la causa che porta a infezioni frequenti dell’orecchio medio, soprattutto nei bambini (per esempio, si potrebbe trattare di adenoidi).

In caso di otiti recidivanti nei bambini, si potrà ricorrere all’inserimento di chirurgico di un tubicino di ventilazione nel timpano per garantire il flusso d’aria nell’orecchio medio e impedire il ristagno di pus o di muco. Questi tubi vengono tenuti posizionati nel timpano per sei-nove mesi e sottoposti a periodici controlli da parte dello specialista otorinolaringoiatra.

In sintesi, bisogna contattare un medico se:

  • i sintomi non si attenuano in 2-3 giorni,
  • il dolore è molto intenso,
  • vi è fuoriuscita di pus dall’orecchio.

Prevenzione

Per prevenire le infezioni dell’orecchio medio, è necessario ridurre i fattori di rischio associati. Si consiglia quindi di:

  • lavarsi spesso le mani per evitare la diffusione di germi,
  • evitare l’esposizione al fumo di sigaretta,
  • per quanto possibile, limitare i contatti con le persone malate,
  • non mettere a letto il bambino con un biberon,
  • allattare al seno, se possibile: alcuni studi hanno mostrato come l’allattamento al seno prevenga le infezioni precoci all’orecchio.

A cura della Dottoressa Giovanna Celia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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