Introduzione

La parodontite rappresenta l’infiammazione del parodonto, ovvero l’apparato di sostegno del dente. È una malattia piuttosto subdola, che nel corso del tempo porta allo sviluppo di sintomi come:

  • mobilità dentale (dente che si muove),
  • sanguinamento gengivale,
  • ascesso dentale,
  • caduta del dente.

La parodontite è una malattia molto comune, che arriva ad affliggere fino al 60% della popolazione; la fascia di età maggiormente colpita è quella compresa dai 40 anni ai 65 anni, ma spesso si presenta anche in età infantile-adolescenziale.

È di grande importanza che venga diagnosticata quanto prima e curata precocemente, per evitare le gravi complicanze come ascessi o la caduta definitiva dei denti.

Fotografia di una bocca affetta da parodontite

iStock.com/danielzgombic

Cause

Il parodonto rappresenta l’apparato di sostegno del dente ed è formato da:

  • gengiva,
  • legamento parodontale,
  • cemento radicolare,
  • osso alveolare (a livello del quale si “incastra” il dente).

La parodontite ha un’eziologia batterica; nel cavo orale è presente una flora batterica endogena che normalmente, anche grazie ad una corretta igiene e alla funzione immunitaria, non provoca nessun problema.

Qualora si formi uno squilibrio tra i fattori patogeni e i fattori difensivi del cavo orale, i batteri possono moltiplicarsi e sviluppare processi infiammatori, tra cui la parodontite.

Il processo è favorito dalla formazione della placca batterica, una sottile patina che ricopre ed aderisce tenacemente alla superficie dei denti. All’interno di questa placca i batteri trovano un terreno di coltura ideale e soprattutto un’efficace forma di protezione dal sistema immunitario, formando vere e proprie colonie batteriche; quest’ultime, moltiplicandosi, provocano lo sviluppo di un processo infiammatorio cronico.

I batteri maggiormente coinvolti nella parodontite sono:

  • Streptococco mutans e viridans,
  • Bacteroides,
  • Fusobacterium,
  • Aggregatibacter,
  • Prevotella intermedia,
  • Treponema denticola.

Nello sviluppo della parodontite rivestono una notevole importanza, spesso determinante, anche i seguenti fattori:

  • Locale:
    • presenza di carie e tartaro,
    • malocclusione,
    • anomalie di forma e numero dei denti;
  • Generale:
    • malattie sistemiche croniche,
    • diabete,
    • uso e consumo di fumo e alcol,
    • farmaci,

Sintomi

La parodontite è una patologia subdola, che può svilupparsi senza dare segni e sintomi importanti ma progredendo in modo silente senza che il paziente possa accorgersene. Spesso l’esordio clinico della patologia è rappresentato già dalla caduta del dente.

Il primo sintomo che si sviluppa in ordine cronologico è la gengivite. L’infiammazione della gengiva provoca arrossamento e gonfiore, e facile sanguinamento durante il lavaggio dei denti con lo spazzolino.

Altri sintomi tipici della parodontite sono:

  • alitosi,
  • recesso gengivale (spazio tra dente e gengiva),
  • dolore dentale,
  • mobilità dentale aumentata,
  • ipersensibilità dei denti a vari stimoli (soprattutto quelli termici di tipo freddo e caldo),
  • aumentata formazione di carie e tartaro,
  • ascesso dentale,
  • caduta del dente.

La parodontite non colpisce tutti i denti allo stesso modo e contemporaneamente; la progressione della patologia è lenta ma ingravescente, con fasi acute che si presentato progressivamente fino al quadro finale con caduta del dente affetto.

La parodontite è definita:

  • localizzata, se interessa meno del 30% del cavo orale,
  • generalizzata, quando il processo coinvolge oltre il 30% dei denti.

Dal punto di vista clinico, sulla base dei sintomi e dell’aggressività della patologia potremo avere:

  • Parodontite cronica: è una forma generalizzata che si presenta sin dall’età infantile e si mantiene attiva costantemente senza fasi di remissione. Gli effetti distruttivi a carico dei denti si manifestano sin dalla prima età adulta; è stata associata a deficit delle difese immunitarie e all’inizio precoce dell’abitudine tabagica. Ha una prognosi sfavorevole con edentulia totale nella maggior parte dei casi (perdita completa dei denti).
  • Parodontite ulcero-necrotica: è una forma molto grave, caratterizzata dalla presenza di vere e proprie ulcere a livello gengivale, con necrosi di tutto l’apparato di sostegno del dente. Si presenta in età giovane-adulta nei paesi in via di sviluppo, con fattori di rischio quali: grave malnutrizione, igiene orale assente, depressione immunitaria, malattie sistemiche croniche. Assieme ai sintomi tipici potranno presentarsi anche: febbre, ingrossamento dei linfonodi cervicali e malessere generale.
  • Parodontite aggressiva: forma rara che si presenta nei bambini o negli anziani; è caratterizzata da un processo distruttivo piuttosto rapido e ingente, soprattutto a carico degli incisivi e dei molari. È presente spesso familiarità.

Diagnosi e cura

La diagnosi deve essere il più precoce possibile: qualora si notino un sanguinamento gengivale o un’aumentata mobilità di un dente è opportuno rivolgersi quanto prima ad un odontoiatra, il quale potrà riconoscere la patologia e mettere in atto le cure più efficaci per bloccarne la progressione.

Il primo approccio terapeutico della parodontite è senz’altro una corretta igiene orale di tipo professionale. L’odontoiatra effettuerà anche:

  • rimozione di carie e tartaro,
  • curettage gengivale,
  • rimozione di denti ormai non più recuperabili,
  • trattamento di altre patologie sottostanti che hanno prodotto secondariamente la parodontite.

Nelle forme più gravi può rendersi necessaria una terapia antibiotica e l’utilizzo di antisettici orali (a base di clorexidina).

Prevenzione

La parodontite è una patologia che risente molto positivamente della prevenzione, principalmente attraverso:

  • una corretta igiene dentale con spazzolino, dentifricio, filo interdentale, collutori. I denti vanno lavati almeno 3 volte al giorno dopo i pasti principali, attendendo circa 30 minuti dalla fine del pasto (questo evita infatti che gli acidi dei cibi e lo sfregamento dello spazzolino danneggino troppo lo smalto);
  • cessazione del fumo: è realmente un elemento cardine nella prevenzione di molte delle patologie odontoiatriche, nonché nella riduzione del rischio di sviluppo di patologie cardio-vascolari e polmonari.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


La sezione commenti è attualmente chiusa.