Quinta malattia in bambini e adulti: sintomi, foto e cura

Introduzione

L’eritema infettivo (o quinta malattia) è una malattia benigna dell’infanzia caratterizzata da un tipico arrossamento delle guance e da un esantema in grado di interessare varie parti del corpo.

È causato dal parvovirus umano (PV-B19), una forma di eritrovirus che colpisce soltanto la specie umana (è diverso da quello che colpisce i cani e i gatti).

La quinta malattia è tipica dei bambini e tra i sintomi più comuni ricordiamo:

  • febbre lieve,
  • sintomatologia del raffreddore,
  • mal di testa,
  • eruzione cutanea sul viso ed in particolare sulle guance, che assumono il tipico aspetto arrossato (guance schiaffeggiate).

L’eruzione cutanea può in una seconda fase diffondersi agli arti e al tronco, mentre gli adulti possono lamentare anche dolori e gonfiori articolari.

La malattia si diffonde facilmente attraverso saliva e muco, quando i malati tossiscono o starnutiscono. Si può prevenire il contagio lavandosi spesso e bene le mani.

La diagnosi di solito si basa solo sulla visita medica, quindi per i pazienti con il classico eritema non sono necessari ulteriori approfondimenti. Per chi invece manifesta sintomi dubbi o per le gestanti può essere utile una conferma della diagnosi attraverso test di laboratorio.

La quinta malattia di solito è molto lieve e guarisce senza alcuna terapia, tuttavia può avere conseguenze gravi in caso di:

  • gravidanza,
  • anemia,
  • tumori o altre forme di compromissione del sistema immunitario.

A seguito della guarigione si acquisisce in genere immunità.

Bambino affetto da quinta malattia

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Cause

La quinta malattia è causata dal virus PV-B19, che fa parte della famiglia dei Parvoviridae.

I casi sporadici sono rari, invece le epidemie sono più frequenti, tanto che fino al 60% della popolazione diventa immune prima dei 20 anni.

Negli Stati Uniti le epidemie si verificano ciclicamente ogni 4-7 anni e si stima che colpiscano una percentuale tra il 30 e il 50% delle famiglie, durando da 3 a 6 mesi.

È diffusa in tutto il mondo e in particolare nei climi temperati.

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio più comuni ricordiamo:

  • Uomini/Donne: L’eritema infettivo colpisce con uguale frequenza entrambi i sessi, anche se l’artropatia (sintomi che coinvolgono le articolazioni) è più diffusa tra le donne. Inoltre le donne possono soffrire delle complicazioni dell’eritema infettivo durante la gravidanza.
  • Età: Il 70% circa dei casi riguarda bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni, ma può colpire persone di ogni età (adulti compresi).
  • Contatto con bambini (scuole, asili, …).
  • Immunodeficienza (sistema immunitario indebolito).

Trasmissione e contagio

I bambini affetti dalla quinta malattia sono contagiosi soprattutto durante la fase asintomatica (cioè senza sintomi, che si verifica circa una settimana prima della comparsa dell’eruzione cutanea) e quella in cui la malattia sembra un semplice raffreddore, prima che compaiano l’eruzione cutanea, il dolore e il gonfiore articolare; questo rende peraltro conto della facilità con cui s’innescano piccole epidemie negli asili.

Le modalità del contagio sono analoghe a quelle del raffreddore, il parvovirus B19 si diffonde tramite le secrezioni respiratorie (cioè la saliva, il catarro o il muco nasale) quando il paziente infetto tossisce o starnutisce.

Dopo la comparsa dell’eruzione cutanea con ogni probabilità non si è più contagiosi, quindi si può ritornare al lavoro, a scuola o all’asilo.

Il parvovirus B19 può anche diffondersi tramite il sangue e gli emoderivati, ma si tratta ovviamente di un rischio più che altro teorico, mentre più concreta è la possibilità che le gestanti colpite da questo virus possano contagiare i loro figli.

Sintomi

Il periodo d’incubazione della quinta malattia è compreso tra 4-21 giorni, anche se di norma i sintomi compaiono dopo circa due settimane; le infezioni subcliniche (cioè senza sintomi o con sintomatologia molto leggera) sono peraltro piuttosto diffuse.

A fare la comparsa dopo il periodo d’incubazione è la cosiddetta fase prodromica, caratterizzata da sintomi aspecifici, e seguita dalla fase esantematica con la comparsa delle tipiche guance rosse (come fossero schiaffeggiate).

Fase prodromica

  • Durata 2-3 giorni.

I sintomi lievi di norma iniziano dopo 1-2 settimane circa dall’esposizione al virus.

Questa fase si manifesta in particolar modo negli adulti, soprattutto per quanto riguarda i dolori articolari che in questa fascia di popolazione colpiscono un soggetto su due.

I possibili sintomi includono:

Fase 1 (esantematica)

L’esantema di colore rosso vivo e in rilievo compare improvvisamente e solo sulle guance, risparmiando naso, la zona intorno alla bocca e intorno agli occhi. Può assomigliare a una scottatura e in alcuni casi può essere edematoso.

Fase 2

Dopo qualche giorno può iniziare la seconda fase, caratterizzata da un’eruzione eritematosa maculopapulare in corrispondenza del tronco e delle estremità (di solito sulle braccia e sulle superfici estensorie, cioè sulle parti di pelle che permettono l’estensione degli arti).

I palmi delle mani e dei piedi di norma non sono interessati e il prurito è più frequente negli adulti rispetto ai bambini.

La manifestazione dell’esantema sulle mucose (bocca, genitali) è rara.

Durante la guarigione l’eritema lascia tracce reticolari.

Con la comparsa della manifestazione cutanea il paziente non è in genere più contagioso.

Ci possono essere ricadute frequenti dell’esantema, per settimane o addirittura mesi in seguito a fattori scatenanti come

  • esercizio fisico,
  • irritazione,
  • stress,
  • surriscaldamento della pelle causato dalla luce del sole o dal contatto con l’acqua calda.

Adulti

Oltre a quanto visto finora, i pazienti adulti corrono un rischio maggiore di soffrire di dolori articolari durante l’esposizione al virus. Questa fase può iniziare con sintomi prodromici e con tracce di esantema, ma nella maggior parte dei casi si manifesta semplicemente con dolori articolari bilaterali mai avvertiti in precedenza.

Colpisce con maggior frequenza le donne e può durare per giorni o addirittura mesi.

Le zone colpite sono (dal più frequente al meno frequente):

  • mani,
  • ginocchia,
  • polsi,
  • caviglie.

Il dolore articolare, diversamente dall’artrite reumatoide, peggiora durante la giornata, ma le articolazioni non vengono danneggiate.

Gravidanza

La metà circa delle gestanti è immune al parvovirus B19 e di solito, quindi, queste donne e i loro figli sono protetti dal contagio.

Le gestanti non immuni di norma non soffrono di complicazioni gravi dopo l’esposizione al virus della quinta malattia e possono ammalarsi al massimo in modo lieve. Anche i bambini generalmente non hanno problemi, ma in rari casi il feto può iniziare a soffrire di anemia grave e la mamma potrebbe abortire. Questa situazione per fortuna non è frequente e si verifica in meno del 5% delle gestanti contagiate, quasi sempre durante la prima metà della gravidanza.

Consigliamo quindi alle gestanti non immuni di evitare inutili rischi di contatto con malati, ma la malattia è comunque considerata meno pericolosa di altre (come la rosolia).

Prognosi e complicazioni

La quinta malattia, nella forma classica che colpisce i bambini, guarisce spontaneamente senza complicazioni.

Le infezioni negli adulti, nelle persone con problemi del sistema immunitario, nei pazienti anemici e nelle gestanti possono causare invece complicazioni (anemia severa).

L’anemia è un disturbo in cui i globuli rossi, che trasportano l’ossigeno in tutto il corpo, si consumano prima che il midollo riesca a sostituirli. L’infezione da parvovirus nei pazienti anemici può interrompere la produzione di globuli rossi e causare una crisi anemica.

I soggetti più esposti a questo rischio sono:

  • pazienti affetti anemia falciforme,
  • feto (quando il contagio avviene prima della nascita, ossia nel caso di figli delle gestanti colpite dal parvovirus durante la gravidanza),
  • soggetti con sistema immunitario compromesso, ad esempio da:
    • AIDS,
    • terapie antitumorali,
    • farmaci anti-rigetto usati dopo i trapianti.

Quando chiamare il medico?

  • Chiamate subito il medico se vostro figlio ha un’eruzione cutanea, in particolare se è diffusa su tutto il corpo o accompagnata da altri sintomi.
  • Chiamate il ginecologo o l’ostetrica se siete incinta e avete un’eruzione cutanea oppure siete entrate in contatto con qualcuno con la quinta malattia (o con un’eruzione cutanea estesa).

Cura

Non esiste una cura specifica per la quinta malattia, che di norma tende a risolversi senza complicazioni.

Può essere utile alleviare i sintomi attraverso:

  • riposo,
  • abbondante idratazione e se possibile una normale nutrizione,
  • antipiretici per la febbre (come il paracetamolo),
  • antistaminici in caso di prurito.

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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