Ragadi alle dita delle mani: sintomi, rimedi e cura

Introduzione

La ragade è un’ulcerazione lineare che interessa la pelle o le mucose; in termini medici può essere indicata come fissurazione; le zone più colpite sono quelle soggette a stiramento, ossia

  • la regione ano-rettale,
  • le labbra,
  • le mani,
  • i i piedi,
  • i capezzoli
  • e il prepuzio.

Quando la pelle è disidratata, si mostra ruvida al tatto, secca e “tira”, fanno la loro dolorosa comparsa sulle dita delle mani, spesso anche come lesioni multiple, dall’epidermide fino allo strato superficiale del derma: visivamente appare quindi come un taglietto poco profondo.

Condizioni predisponenti sono quelle favorenti la disidratazione cutanea:

  • clima freddo,
  • umidità,
  • bagni prolungati,
  • età avanzata

La prognosi è ottima, in genere non causano alcuna complicazione e tendono a risolversi spontaneamente al più tardi con l’arrivo dei mesi caldi, ma essendo particolarmente dolorosi è consigliabile cercare di prevenirne la comparsa e favorirne la risoluzione con il ricorso a creme emollienti ed idratanti.

Primo piano di mani con ragadi

iStock.com/Cunaplus_M.Faba

Cause

Le ragadi si presentano facilmente sulle dita delle mani, dove la pelle è

  • più sottile,
  • meno elastica e
  • più soggetta agli insulti meccanici.

Numerosi sono i fattori di rischio per le ragadi alle mani, tra i principali ricordiamo:

  • il freddo e l’inverno, in quanto la pelle è più disidratata e meno irrorata, dal momento che il freddo provoca una vasocostrizione dei vasi sanguigni del derma cutaneo;
  • anche il caldo estremo, che per ragioni diverse tende ugualmente a disidratare la pelle;
  • umidità, che tende a seccare la pelle;
  • bagni e docce prolungati in acqua calda, che seccano la pelle rimuovendo lo strato lipidico protettivo (sebo) che ha la funzione di trattenere le molecole d’acqua sulla pelle;
  • lavaggi delle mani troppo frequenti, per lo stesso motivo di cui sopra;
  • l’età, in quanto la pelle diventa più sottile e disidratata; inoltre, venendo a diminuire il grasso sottocutaneo, la pelle diventa più suscettibile agli insulti meccanici;
  • malattie dermatologiche e in generale le tutte condizioni in cui la pelle “soffre”, divenendo più esposta alle lacerazioni. Gli eczemi cronici propri della dermatite da contatto si possono complicare con ragadi e sovra-infezioni. Tra le patologie che predispongono alla formazione di ragadi ricordiamo:
  • artrosi delle mani, a causa della ridotta vascolarizzazione,
  • patologie che alterano il normale flusso di sangue alle estremità, come il
  • diabete mellito, a causa della conseguente angiopatia diabetica (sofferenza dei piccoli vasi sanguigni),
  • professioni che espongono il soggetto a frequenti lavaggi con acqua pura o addizionata da detersivi e detergenti: gli addetti alle pulizie, i parrucchieri, gli infermieri, le casalinghe. Questi mestieri predispongono alla dermatite da contatto e, di conseguenza, alle ragadi alle mani;
  • traumi da sfregamento ripetuti, in quanto alterano il film idrolipidico della pelle.

Sintomi

Le ragadi alle mani si manifestano come taglietti

  • di forma lineare (fissurazione),
  • superficiali, ma che in alcuni casi possono anche diventare più profondi,
  • che raramente superano i 2 cm di lunghezza,
  • piuttosto dolorosi,
  • da cui può fuoriuscire del siero o del sangue (oppure con presenza di una costa di sangue secco),
  • talvolta accompagnati da prurito.

Le zone più colpite risultano essere i polpastrelli (e in tutta la zona attorno all’unghia) e gli spazi interdigitali (tra un dito e l’altro).

La cute circostante può apparire:

  • arrossata
  • disidratata,
  • ruvida al tatto;

mostrare

  • segni di irritazione o di una vera e propria infiammazione,
  • zone di desquamazione;

causare

  • sensazione di pelle “che tira”,
  • dolore durante le attività manuali quotidiane.
Dettaglio di una ragade sul dito

iStock.com/ArveBettum

Complicazioni

La guarigione avviene in genere nell’arco di due o tre settimane, se le lesioni vengono curate in modo opportuno e tempestivo, ma il tempo è strettamente legato all’esposizione ai diversi fattori di rischio (freddo, liquidi, …); il principale rischio è legato allo sviluppo di sovra-infezioni batteriche.

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente visiva e non richiede di norma ulteriori accertamenti.

Cura e rimedi

È opportuno consultare un medico se i sintomi persistono nonostante i rimedi casalinghi e le misure di prevenzione (vedi oltre).

Nei casi più lievi sarà sufficiente applicare con costanza una crema idratante. Qualora questa non apportasse risultati, il medico potrà prescrivere una pomata idratante a base di urea, vitamina E o acido lattico, oppure una crema specifica per pelli con tendenza atopica. Importante è in ogni caso l’applicazione di una crema cicatrizzante ed emolliente. L’urea è una molecola in grado di trattenere l’acqua, che garantisce quindi un buon effetto idratante (può essere utile applicarla subito dopo essersi lavati le mani, per inglobare e trattenere l’umidità residua).

Se la causa è una patologia sottostante, come la dermatite atopica o la psoriasi, è necessario che questa venga trattata con una cura specifica (che in genere consiste nell’applicazione di pomate cortisoniche).

Se le ragadi si allargano, provocando una “spaccatura” della pelle, si consiglia di detergere e curare la ferita con medicazioni umide o con prodotti, quali spray cerotto o smalti medicati.

Le ragadi possono costituire una breccia per i batteri, potendosi complicare con una sovrainfezione batterica. In tal caso, è opportuno farsi prescrivere una pomata antibiotica.

Prevenzione

Non esiste una prevenzione specifica contro le ragadi alle mani, tuttavia si possono osservare le seguenti norme comportamentali:

  • idratare le mani usando apposite creme, in particolare quelle contenenti urea,
  • evitare di lavare le mani troppo spesso,
  • impiegare detergenti per pelli sensibili, evitando quelli contenenti sostanze aggressive o allergeni,
  • usare solo creme e detergenti delicati, senza profumi e senza alcol,
  • indossare sempre dei guanti quando si esce di casa al freddo,
  • utilizzare guanti per i lavori domestici o professionali (parrucchieri, estetiste), onde proteggersi dalle sostanze irritanti contenute nei detersivi,
  • evitare di fare in bagno in piscine dove fanno uso di sostanze irritanti nell’acqua,
  • evitare docce e bagni prolungati in acqua calda: la durata non dovrebbe superare i 5-10 minuti,
  • usare acqua tiepida, non calda per lavarsi,
  • dopo la doccia o il bagno, frizionarsi delicatamente con un asciugamano, evitando di strofinare energicamente,
  • dopo essersi asciugati, applicare subito una crema idratante per impedire la disidratazione,
  • utilizzare creme a base di olio d’oliva, olio di jojoba, oli minerali, urea o acido lattico,
  • quando si va fuori casa, portare con sé una crema da usare dopo ogni lavaggio delle mani,
  • umidificare l’ambiente con un umidificare,
  • evitare di seccare la pelle, stando vicini a fonti di calore radiante come termosifoni e camini accesi,
  • adottare una dieta ricca di fibre e vitamine, essenziali per il nutrimento e l’elasticità della pelle,
  • bere molto per prevenire la disidratazione.

A cura della Dr.ssa Giovanna Celia, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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