Introduzione

La rosacea è una comune malattia cronica della pelle che si localizza prevalentemente al centro del voto. È caratterizzata dalla presenza di alcune fasi evolutive che si manifestano con tipi di lesioni diverse, ma i segni e i sintomi più comuni sono rappresentati da:

  • eritema accessionale (anche detto flushing),
  • eritrosi: rossore e vasi sanguigni dilatati (teleangectasie),
  • formazione di papule e pustole,
  • formazione di fima: ispessimenti cutanei che si verificano soprattutto a livello del naso,
  • coinvolgimento oculare sotto forma di congiuntivite e blefarite (infiammazione palpebrale).

La presenza di lesioni infiammatorie di tipo acneiforme (cioè con papule e pustole apparentemente paragonabili a quelle dell’acne) è la ragione per cui in passato veniva chiamata anche “acne rosacea”, denominazione ormai in disuso per evitare fraintendimenti nella diagnosi.

Questa condizione colpisce prevalentemente le donne in età media, ma anche gli uomini possono esserne interessati e, quando questo accade, tendono a svilupparla in età più precoce e in forma più grave.

La rosacea può colpire chiunque, ma ha una maggiore predilezione per gli individui con fototipo I e II, che hanno cioè pelle e capelli chiari e occhi azzurri; per questo motivo un tempo veniva anche indicata con il termine “maledizione dei Celti”.

Particolare sui vasi capillare infiammati sul volto di una donna interessata dalla rosacea

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Cause

I fattori causali che stanno alla base della rosacea non sono del tutto noti, ma sono state scoperte alcune correlazioni che possono aiutare a comprendere l’origine di questo disturbo e i meccanismi che portano alla formazione dei sintomi.

In molti casi è dimostrabile una predisposizione familiare con comparsa delle manifestazioni cliniche in più membri della stessa famiglia; sono stati inoltre riscontrati alcuni geni che favoriscono lo sviluppo di questa malattia.

Le diverse fasi cliniche della rosacea sono causate da dei meccanismi patogenetici differenti.

L’eritema tipico della rosacea è provocato da una dilatazione e da un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni del derma superficiale, che può essere dovuto a svariate cause. Può infatti apparire come meccanismo riflesso in risposta a più stimoli come ad esempio

  • l’esposizione a temperature elevate,
  • forti emozioni
  • o riflessi gustativi durante il pasto.

L’eritema, inoltre, può essere causato anche dalla presenza di sostanze vasodilatatrici circolanti, come ad esempio l’alcool.

Oltre alla componente vascolare all’origine di questo disturbo è presente anche una maggiore sensibilità cutanea agli stimoli irritativi e una propensione allo sviluppo di una risposta infiammatoria locale.

Un ruolo rilevante nella patogenesi della rosacea sembra infatti essere rappresentato dalla risposta infiammatoria esagerata che si sviluppa, in individui predisposti, nei confronti del Demodex folliculorum, un acaro che abita normalmente nei follicoli pilo-sebacei. Questo micorganismo è considerato un normale commensale che non causa alcun tipo di problema nella maggior parte delle persone, ma è stata dimostrata una sua maggiore presenza in chi soffre di rosacea e in particolare risulta essere localizzato soprattutto nelle aree del volto più colpite dalla patologia.

Anche l’Helicobacter pylori, un batterio che colonizza la mucosa dello stomaco di molte persone, sembra essere associato alla rosacea. Questo batterio infatti, mediante il suo metabolismo, è in grado di produrre sostanze come i nitrati che portano alla formazione di ossido nitrico, un potente vasodilatatore. È stato inoltre osservato che il trattamento dell’infezione da H. pylori porta a una regressione dei segni e dei sintomi della rosacea.

Sono stati identificati alcuni fattori (trigger) in grado di scatenare più di altri l’episodio di eritema:

  • cibi piccanti,
  • bevande contenenti caffeina,
  • esposizione prolungata alla luce solare,
  • stress,
  • esercizio fisico intenso,
  • alcuni tipi di cosmetici,
  • consumo di alcolici,
  • bruschi cambi di temperatura.

Sintomi

Le parti del corpo maggiormente colpite da rosacea sono le aree al centro del viso come

  • guance,
  • naso
  • e fronte,

ma le manifestazione cliniche possono presentarsi anche nel cuoio capelluto dei soggetti calvi, nelle porzioni laterali del collo e nella parte alta del torace.

Localizzazione della rosacea sul volto

By PNG: Jean-no SVG: Karl Udo Gerth – Rasacee_couperose_zones.png, FAL, Link

I sintomi della rosacea spesso vanno e vengono in episodi successivi, alternando fasi in cui i sintomi sono più gravi e fasi di regressione, a volte anche totale.

Anche l’occhio risulta essere frequentemente interessato.

Più nel dettaglio la rosacea si può manifestare con:

  • Eritema o flush: è in genere il primo sintomo a comparire ed è caratterizzato da episodi di arrossamento temporaneo di durata in genere inferiore ai 15 minuti. È causato dalla vasodilatazione dei vasi sanguigni del derma superficiale e può essere scatenato da diversi fattori come forti emozioni, il consumo di cibi e bevande troppo calde, di alcolici o il brusco passaggio ad un ambiente a diversa temperatura.
  • Eritrosi o cuperose: è caratterizzata dalla presenza di un rossore persistente e vasi sanguigni dilatati e ben visibili (teleangectasie). L’eritrosi si accompagna ad una elevata sensibilità cutanea e chi ne soffre può percepire una fastidiosa sensazione di bruciore alla pelle. Colpisce soprattutto le persone che si espongono cronicamente al sole.
  • Fase papulo-pustolosa: questa fase interessa una minoranza dei pazienti, che vedono lo sviluppo di papule e pustole transitorie che possono assomigliare a quelle dell’acne. Queste lesioni sono in genere presenti in associazione alle precedenti e si manifestano nelle stesse aree interessate dall’eritema. In alcuni casi possono persistere in maniera cronica.
  • Coinvolgimento oculare: congiuntivite e blefarite (infiammazione palpebrale) sono molto comuni in chi soffre di rosacea e spesso si presentano accompagnate da orzaioli e calazi. Si possono inoltre manifestare:
    • sensazione di corpo estraneo a livello oculare,
    • secchezza oculare,
    • visione offuscata,
    • fotofobia (fastidio alla luce).
  • Fima o rinofima: i fima sono delle iperplasie del tessuto connettivo del derma e delle ghiandole sebacee che si localizzano soprattutto a livello del naso o comunque nelle sedi in cui si verificano episodi di eritema frequenti e intensi. Sono la manifestazione più rara fra quelle elencate e si verificano soprattutto negli uomini; possono portare a un ingrossamento del naso che appare turgido e bitorzoluto.

Implicazioni psicologiche

Qualsiasi condizione cronica, cioè con effetti sul lungo periodo, può innescare ripercussioni psicologiche negative, e la rosacea non fa eccezione; come tutte le malattie dermatologiche che impattano sull’aspetto esteriore può influire sulla percezione di sé stessi e sulle interazioni sociali.

Molti pazienti affetti da rosacea soffrono di sentimenti ed emozioni quali bassa autostima, imbarazzo e frustrazione, ma è importante comprendere che, sebbene non sia curabile, è controllabile; attenendosi scrupolosamente al piano di trattamento ed imparando ad evitare i fattori in grado di innescare la comparsa dei sintomi tutti i pazienti iniziano a sentirsi meglio, sia psicologicamente che emotivamente.

Diagnosi

La diagnosi della rosacea viene posta in seguito all’analisi dei segni e dei sintomi che presenta il paziente.

Sono state identificate delle manifestazioni primarie e secondarie di rosacea. Per porre diagnosi deve essere presente almeno una delle manifestazioni primarie, che può associarsi alle altre manifestazioni primarie o a quelle secondarie.

  • Manifestazioni primarie:
    • eritema,
    • papule,
    • pustole,
    • teleangectasie.
  • Manifestazioni secondarie:
    • secchezza, prurito o bruciore cutaneo a livello del volto,
    • presenza di placche o edemi della cute,
    • fimatosi,
    • coinvolgimento oculare,
    • lesioni in zone periferiche (cioè lontane dal volto).

Cura e rimedi

Nella terapia della rosacea è importante andare ad identificare i fattori scatenanti gli episodi eritematosi, al fine di cercare di evitarli il più possibile; la terapia deve essere individualizzata in base alle caratteristiche e alle manifestazioni cliniche che presenta il singolo paziente.

Alcuni importanti accorgimenti sono:

  • Fotoprotezione: i raggi UV sono dannosi per chi soffre di rosacea ed è consigliato utilizzare una protezione solare con almeno un SPF 30. È inoltre importante evitare esposizioni prolungate soprattutto nelle ore più calde della giornata e utilizzare indumenti o cappelli al fine di limitare l’esposizione solare diretta.
  • L’utilizzo di prodotti di make-up di buona qualità, dotati di filtri solari e di componenti a basso potenziale allergenico può aiutare a tenere sotto controllo i sintomi della rosacea.

Terapia farmacologica

I farmaci utilizzati nella terapia della rosacea hanno lo scopo di andare a diminuire l’eccessiva risposta infiammatoria che si verifica in chi soffre di questa condizione e di contenere la vasodilatazione.

Vengono a questo scopo somministrate e applicate diverse categorie di farmaci, che devono essere assunti solamente in seguito ad una prescrizione e sotto lo stretto controllo del medico in quanto possono presentare anche effetti collaterali importanti.

I trattamenti più utilizzati comprendono:

  • Farmaci antinfiammatori come isotretinoina, acido azelaico e ivermectina sono in grado di ridurre l’infiammazione e migliorare la sintomatologia cutanea. L’isotretinoina è da evitare in donne in età fertile a causa dei suoi noti effetti teratogeni. Può essere utilizzata negli uomini o nelle donne in post-menopausa e risulta efficace in molti casi.
  • Antibiotici come le tetracicline e il metronidazolo vengono anch’essi utilizzati perché in grado di diminuire i livelli di infiammazione a livello cutaneo e portare ad una riduzione della sintomatologia.
  • Brimonidina: può essere utilizzata per minimizzare l’eritema, ma solo una volta che sia cessata la fase infiammatoria. È un agonista selettivo dei recettori alfa-2 adrenergici con spiccata attività vasocostrittrice. Rappresenta il principale trattamento per l’eritema persistente.
  • Laser terapia: è in grado di migliorare l’aspetto delle teleangectasie, ma se utilizzata in fasi troppo precoci e in una cute infiammata può portare a irritazione e bruciore. È quindi consigliato prima controllare l’infiammazione con i farmaci.

È da escludere invece l’utilizzo dei corticosteroidi topici che recano solo temporanei benefici, ma sono in seguito responsabili di un aggravamento della sintomatologia.

Qualora sia presente una sottostante infezione da H. pylori è indicata la sua eradicazione ed è probabile che ne consegua una regressione dei sintomi della rosacea.

Fonti e bibliografia

  • Carsten Sauer Mikkelsen, Helene Ringe Holmgren, Petra Kjellman, Michael Heidenheim, Ari Kappinnen, Peter Bjerring, and Theis Huldt-Nystrøm. Rosacea: a Clinical Review. Dermatol Reports. 2016 Jun 15; 8(1): 6387.
  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di Dermatologia Medica e Chirurgica, IV edizione, McGraw-Hill, Milano, 2008.

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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