Introduzione

La sesta malattia è un’infezione generalmente non aggressiva che di solito colpisce i bambini attorno all’età di 2 anni e solo occasionalmente gli adulti; è così comune che la maggior parte dei bambini l’hanno contratta e superata nel momento di entrata alla scuola materna.

La malattia è causata da un virus e in alcuni pazienti può decorrere in modo del tutto asintomatico (senza sintomi).

Quando presenti, i sintomi caratteristici della sesta malattia sono

  • febbre (della durata di diversi giorni),
  • malessere generale,
  • sintomi di raffreddore,
  • gola arrossata e che fa male,
  • congiuntivite,
  • irritabilità e/o nervosismo,
  • raramente vomito o diarrea,
  • ingrossamento dei linfonodi,
  • eruzione cutanea (che non tutti i bambini manifestano).

Una volta superata si acquisisce immunità ed è quindi improbabile ripetere la malattia, anche se in letteratura medica esistono alcuni casi.

In genere viene diagnosticata semplicemente attraverso l’anamnesi e la visita medica.

Cause

Il microorganismo che causa la sesta malattia è stato scoperto solo nel 1986 ed è rappresentato da tre varianti di virus (HHV–6A, HHV- 6B e HHV-7) appartenenti al genere herpes virus.

Fattori di rischio

  • Uomini/Donne: A titolo di curiosità ricordiamo che un lavoro ha identificato come a maggior rischio le bambine con fratelli/sorelle più grandi (A population-based study of primary human herpesvirus 6 infection. N Engl J Med).
  • Età: Diffusa soprattutto tra i 9 (quando sono spariti gli anticorpi materni) ed i 21 mesi di età, ma può colpire in generale nei primi anni di vita. Raramente in età adulta.
  • Frequentazione di asilo nido e scuola materna.
  • Il contatto con bambini, per esempio per ragioni professionali, può aumentare il rischio di contagio per gli adulti.
  • Sistema immunitario indebolito

Contagio

La malattia è contagiosa e si diffonde attraverso piccole gocce di liquido emesse dal naso e dalla bocca dei pazienti infetti quando questi parla, ride, starnutisce o tossisce.

Il contagio avviene quando un bambino sano respira direttamente queste gocce, oppure quando le porta a contatto di una mucosa (tipicamente bocca o naso) con le mani venute in precedenza in contatto con superfici contaminate.

Attualmente si ritiene che il paziente sia contagioso soprattutto nella fase di incubazione (cioè prima di sviluppare i sintomi) e durante la febbre, non durante la manifestazione dell’esantema.

Sintomi

Si stima che il periodo d’incubazione sia compreso tra 5 e 15 giorni, ma comunemente si attesta attorno ai 9 giorni.

La febbre della sesta malattia dura 3-7 giorni ed è seguita da un rash che dura da alcune ore a pochi giorni.

Fase prodromica

Durata: 3-5 giorni

Il paziente classico affetto da sesta malattia ha frequentemente un’età compresa tra i 9 ed i 12 mesi e manifesta una febbre anche piuttosto alta (fino a 40 °C), con esordio improvviso, della durata di circa tre giorni con disturbi aspecifici. Al termine di questa fase la febbre diminuisce e scompare rapidamente così com’è comparsa.

Il 15% dei bambini può manifestare convulsioni febbrili.

Nei soggetti immunocompromessi la febbre può essere aggressiva ed accompagnata da severo malessere e coinvolgimento di altri organi.

Altri sintomi che possono comparire in questa fase sono:

  • astenia (stanchezza),
  • inappetenza (calo appetito),
  • irritabilità,
  • sintomi respiratori (mal di gola, tosse, naso chiuso).
  • raramente sintomi gastrointestinali (diarrea, nausea, …),
  • gonfiore degli occhi,
  • gonfiore dei linfonodi.

Fase esantematica

Durata: Da poche ore a qualche giorno

In questa fase si manifesta il classico e caratteristico esantema (rash cutaneo) lieve, rosato e simile a quello del morbillo.

Compare di norma prima sul tronco per poi diffondersi su collo e braccia, occasionalmente arriva a manifestarsi anche su viso e gambe. L’eruzione è caratterizzata da molte piccole macchie rosa generalmente piatte, ma alcune possono essere in rilievo. Può comparire un leggero anello bianco attorno alla macchia, ma non dà nè prurito nè fastidio.

Se premuto, l’esantema tende a diventare bianco.

Alcuni bambini possono non manifestare i puntini.

Gravidanza

Non è facile reperire informazioni relative al rischio in gravidanza, in quanto la quasi totalità delle mamme risultano di fatto immuni al virus e i casi di contagio documentati sono rari e recenti; in genere il consiglio è di evitare quindi rischi inutili, anche se ad oggi non si conoscono casi di complicazioni insorti a seguito di questa malattia.

Prognosi e complicazioni

La malattia, a parte in soggetti immunocompromessi (per esempio a seguito di trapianto renale, oppure pazienti con AIDS), ha decorso benigno e si risolve senza alcuna complicazione.

Solo i soggetti con sistema immunitario compromesso possono andare incontro a polmonite od encefalite.

Quando chiamare il medico?

Chiama il medico se:

  • Il bambino è letargico, non beve o la febbre non risponde ai farmaci.
  • Il rash cutaneo non sparisce dopo tre giorni.

Vai all’ospedale se:

  • Il bambino manifesta convulsioni febbrili.
  • Il paziente sembra confuso, letargico o se il rash non tende a sparire in caso di pressione (potrebbe trattarsi di meningite).

Cura e rimedi

La sesta malattia è associata a un decorso benigno senza particolari rischi di complicazioni, quindi il bambino viene in genere efficacemente seguito in casa attraverso il ricorso a farmaci sintomatici che possano dare sollievo ai sintomi lamentati.

Non esiste infatti un trattamento specifico né un vaccino in grado di prevenire la malattia, ma i seguenti rimedi possono aiutare:

  • riposo,
  • idratazione,
  • farmaci per la febbre (paracetamolo o ibuprofene, per esempio, mentre si raccomanda di non somministrare l’aspirina sotto i 16 anni).

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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