Sincope vasovagale: cause, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

Viene definita sincope la momentanea perdita di coscienza che porta il soggetto ad una caduta flaccida, comunemente definita svenimento, solitamente a causa di un insufficiente apporto di sangue alle aree cerebrali.

La sincope vaso-vagale ne è la forma più comune, soprattutto in riferimento ai soggetti più giovani (ragazzi di età compresa tra i 12 e i 20 anni) ed è causata da una stimolazione del nervo vago; viene definita anche sincope riflessa-neuromediata ed è una condizione totalmente benigna che diminuisce di frequenza con la crescita fisiologica, pur ripresentandosi con l’anzianità.

La perdita di coscienza dura solitamente solo pochi minuti e, pur non avendo reali ripercussioni di salute, può comunque avere un impatto sulla qualità della vita dei soggetti che ne soffrono.

È importante rivolgersi al medico per accertare quali siano le cause della sincope e appurare che sia di origine vaso vagale, nonché al fine di stabilire eventuali trattamenti che possano migliorare la qualità della vita dei soggetti maggiormente colpiti che, a causa delle numerose sincopi, si trovano spesso in situazioni di disagio e a dover rinunciare a numerose attività.

La diagnosi si basa prevalentemente sulla raccolta anamnestica e sulla storia sintomatologica riportata dal paziente, ma può essere supportata da alcuni esami strumentali, volti anche ad individuare possibili cause più gravi e a discriminare esattamente la causa della sincope in oggetto.

Tra altre forme di sincope è infatti possibile annoverare:

  • Sincope da ipotensione ortostatica, causata da una riduzione della pressione arteriosa al passaggio dalla posizione stesa alla stazione eretta;
  • Sincope cardiogena, causata da disfunzioni cardiache come aritmie o cardiopatie strutturali (ad esempio stenosi aortica, cardiomiopatia-ipertrofica, valvulopatie)

Il trattamento non è sempre necessario, essendo una condizione che tende a risolversi spontaneamente e che beneficia dell’evitamento dell’evitamento dei possibili fattori in grado di favorirne l’insorgenza; se tuttavia diviene particolarmente invalidante dal punto di vista della frequenza e dell’intensità, potrebbe essere necessario ricorrere a trattamenti farmacologici o addirittura, in pazienti estreamamente selezionai, all’impianto di un pacemaker.

Sincope vaso-vagale

Getty/Science Photo Library

Cosa significa vaso-vagale?

Il nervo vago è il più lungo dei 12 nervi cranici e si estende dal tronco cerebrale attraverso il torace all’addome, su ciascun lato del corpo. Fa parte del sistema nervoso involontario che controlla i processi inconsci nel corpo, come la regolazione del ritmo cardiaco, della respirazione e della digestione.

La sincope vasovagale ha origine nel nervo vago, la cui stimolazione media la caduta della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, quest’ultima a causa di un’improvvisa dilatazione dei vasi sanguigni (soprattutto quelli delle gambe).

Causa

Le cause della sincope riflessa-neuromediata possono essere attribuibili ad un improvviso abbassamento della pressione arteriosa (ipotensione) e, contestualmente, una bradicardia (rallentamento della frequenza cardiaca), causate a loro volta da un aumento del tono vagale che ha come conseguenze la riduzione della gittata cardiaca e, dunque, un’ipoperfusione cerebrale che comporta la perdita di coscienza.

A causa di uno stimolo (definito trigger, dall’inglese “innesco” o “grilletto”) il cuore viene sottoposto ad un’eccessiva attività nervosa che richiede di essere immediatamente contenuta attraverso la bradicardia come meccanismo difensivo per quest’iperstimolazione.

Gli stimoli più comunemente associati sono:

  • Emozioni molto forti, compresi paura e spavento
  • Dolore fisico molto intenso
  • Vista del sangue o di ferite profonde, così come prelievi di sangue, in soggetti sensibili
  • Ortostatismo prolungato (rimanere per lungo tempo in stazione eretta).

In età più avanzata è invece più comune la cosiddetta “sincope non classica”, che si differenzia in quanto non associata a stimoli individuabili.

Sintomi

Il segno caratteristico della sincope è ovviamente la perdita di coscienza, ma è possibile individuare sintomi prodromici che si presentano prima della caduta stessa:

Durante la perdita di coscienza i soggetti esterni possono notare:

Caratteristica della sincope vasovagale è un recupero molto rapido, in genere entro un minuto; va tuttavia notato che recuperare la posizione eretta prima di un’adeguata ripresa (15-30 minuti) può condurre ad un nuovo episodio.

Complicazioni

La sindrome vaso-vagale è una condizione benigna e non legata allo sviluppo di complicazioni, fatto salvo il rischio di trauma durante la caduta (od eventuali incidenti).

Quando preoccuparsi

Rappresentano segnali che debbono destare preoccupazione, dunque riferiti alla possibilità di una sincope causata da motivazioni più gravi e che potrebbero comprendere problematiche cardiache:

Quando rivolgersi al medico

Si raccomanda di rivolgersi al medico in caso di svenimenti, in modo da poter procedere ad una diagnosi corretta e puntuale.

Allo stesso modo si raccomanda di segnalare eventuali peggioramenti (in termini di frequenza, intensità) e qualsiasi eventuale cambiamento nel tempo degli episodi.

Diagnosi

La diagnosi non può prescindere da una prima valutazione clinica sulla base della sintomatologia riportata e della storia clinica del soggetto, con particolare attenzione a

  • durata della sincope stessa
  • sintomi prodromici
  • velocità d’insorgenza
  • recupero (spontaneo o meno)
  • caratteristica della perdita di coscienza (completa, transitoria, …)
  • eventuale presenza di un trigger.

Le analisi strumentali che vengono affiancate alla diagnosi clinica possono essere:

  • Analisi del sangue
  • Elettrocardiogramma (ECG)
  • Ecocolordoppler cardiaca
  • Holter cardiaco
  • Holter pressorio
  • Elettroencefalogramma (EEG)
  • Tilt test, uno specifico esame che valuta la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca dopo le variazioni posturali

La diagnosi differenziale della sincope vaso vagale dev’essere effettuata con:

  • Sincope situazionale: si verifica durante sforzi addominali (ad esempio durante defecazione, minzione, tosse, …)
  • Sincope ortostatica: si verifica in caso di ipotensione ortostatica
  • Sincope da ischemia del miocardio: si verifica in associazione a segni patognomonici e diagnosi strumentali
  • Sincope aritmica: nei casi di brachicardie o aritmie ipercinetiche

Cura e trattamento

In alcuni casi lo svenimento in sé può essere contenuto prestando attenzione alla sintomatologia che si sta verificando (anche se in molti pazienti il tutto accade troppo rapidamente, non consentendo una reale possibilità di intervento dal parte del soggetto interessato) per cercare di:

  • Mettersi distesi, evitando di spostarsi cercando un luogo comodo (potrebbero verificarsi cadute traumatiche)
  • Se non è possibile stendersi, sedersi con la testa fra le ginocchia
  • Contrarre gli arti ed effettuare manovre di compressione per aumentare la pressione arteriosa:
    • Hand grip, presa ferma di un oggetto con la mano;
    • Arm tensing, stringere tra loro le mani e tirare con le braccia il più possibile;
    • Leg crossing, incrociando gambe.
  • Sollevare le gambe per consentire un maggior afflusso di sangue al cuore e al cervello

Per quanto riguarda il trattamento farmacologico, invece, possono essere utilizzati medicinali anti-ipotensivi (ad esempio la midodrina, Gutron®), somministrati in maniera prolungata e, eventualmente, per tutta la vita del soggetto al fine di evitare l’insorgenza di ulteriori sincopi.

In alcuni casi (specialmente in soggetti di età superiore ai 40 anni) viene valutata la possibilità di impiantare un pacemaker capace di stimolare elettricamente la contrazione del cuore nel momento in cui si verifica il rallentamento della frequenza cardiaca, al fine di tenerla costantemente sotto controllo.

Prevenzione

È possibile provare a prevenire l’insorgenza delle varie sincopi:

  • Evitando i fattori trigger che innescano la sincope vaso vagale
  • Evitando di rimanere in stazione eretta troppo a lungo
  • Mettendo in atto le manovre di compressione alla presentazione dei sintomi prodromici e, dunque, imparare a riconoscere velocemente quale sintomatologia precede la presentazione della sincope.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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