Sindrome nefritica: cause, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

La sindrome nefritica è un complesso di segni e sintomi che si manifestano in conseguenza di numerose patologie renali, rappresenta  quindi la manifestazione dello stato infiammatorio del rene e la conseguente disfunzione che ne deriva.

La sindrome è caratterizzata dalla presenza di ematuria (sangue nelle urine), edema da ritenzione (gonfiore, soprattutto attorno agli occhi, alle gambe e alle caviglie) e pressione alta.

Può complicarsi con lo sviluppo di insufficienza renale acuta, evenienza che richiede dialisi per supplire alla funzione del rene venuta meno.

La diagnosi si effettua raccogliendo l’anamnesi del paziente, attraverso l’esame obiettivo ed esami di laboratorio; solo in specifiche circostanze può essere necessario ricorrere ad una più invasiva biopsia renale.

Il trattamento è mirato alla correzione della causa eziologica ed il supporto delle funzioni renali in attesa del pieno recupero dell’organo.

La prognosi della sindrome nefritica è direttamente correlata con l’agente eziologico responsabile; in genere i bambini hanno una prognosi migliore degli adulti, tendono a guarire completamente e solo raramente sviluppano complicanze.

Cause

Il primum movens della sindrome nefritica è la grande ritenzione di liquidi e sali che si verifica a causa della riduzione della funzionalità renale, che può essere causato da molteplici patologie, tra cui si annoverano

  • Glomerulonefrite (infiammazione del rene)
    • Glomerulonefrite post infettiva: la più comune causa di sindrome nefritica. In genere l’agente responsabile è lo streptococco beta emolitico di gruppo A, che infetta le alte vie respiratorie. La glomerulonefrite è causata dalla formazione di immunocomplessi – stimolata da alcuni antigeni di questo batterio – che vanno a depositarsi nel glomerulo, danneggiandolo.
    • Glomerulonefrite membrano-proliferativa
    • Glomerulonefrite a depositi mesangiali di IgA ( anche detta malattia di Berger)
    • Glomerulonefrite rapidamente progressiva
  • Lupus eritematoso sistemico (LES)
  • Porpora di Schonlein Henoch
  • Crioglobulinemia mista essenziale
  • Sindrome di Goodpasture
  • Epatite B o C
  • Malattie virali, come ad esempio mononucleosi, morbillo
  • Endocarditi
  • Neoplasie renali
  • Ischemia ed infarto renale
  • Patologie vascolari renali

In tutte queste situazioni il glomerulo renale, la struttura deputata alla filtrazione del sangue, subisce un danno a cui segue un’infiammazione acuta ed un deficit di funzione. Il glomerulo rappresenta una specie di barriera che filtra le sostanze da eliminare attraverso le urine (metaboliti, sostanze di scarto, …), separandole da quelle destinate ad essere recuperate. A seguito del processo infiammatorio si perde temporaneamente questa funzione di filtro, con il risultato che passano nelle urine e vengono eliminate anche sostanze come proteine ed globuli rossi; questi ultimi nelle urine assumono l’aspetto di cilindri, aspetto chiave nella fase di diagnosi (perché consente di identificarne la precisa origine glomerulare).

La ritenzione idrosalina dà avvio ad una cascata di fenomeni che portano allo sviluppo di gonfiore ed aumento della pressione del sangue, i due sintomi cardine della sindrome nefritica assieme all’ematuria (sangue nelle urine).

Sindrome nefritica e sindrome nefrosica, le differenze

Al contrario della sindrome nefrosica, dove l’edema si sviluppa a causa dell’imponente perdita di proteine nelle urine, nella sindrome nefritica la proteinuria non è tale da giustificare la comparsa di edema, che invece è ascrivibile alla grande ritenzione di acqua e sali, che aumentano il volume di sangue circolante e come conseguenza il caratteristico gonfiore dei tessuti lassi, tipicamente attorno agli occhi.

Sintomi

La sindrome nefritica è caratterizzata da:

  • Ematuria (sangue nelle urine) macroscopica: le urine vengono definita “a lavatura di carne” o a “coca cola”
  • Ipertensione arteriosa: si tratta prevalentemente di ipertensione sisto-diastolica con valori fino a 160-170 mmHg di massima e 115-120 mmHg di minima. Può essere molto marcata tanto da originare sintomi come:
  • Edema: imponente accumulo di liquidi in particolare a livello di gambe e volto
  • Oliguria o anuria: riduzione o blocco totale dell’escrezione urinaria
  • Modesta proteinuria (presenza di proteine nelle urine)

Sintomi meno frequenti sono:

Complicanze

La sindrome nefritica può aggravarsi con un’improvvisa riduzione della velocità di filtrazione glomerulare, che conduce ad un quadro di insufficienza renale acuta.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico nefrologo.

La visita si compone di

  • analisi della storia clinica del paziente (anamnesi)
  • esame obiettivo (approfondito esame clinico, per rilevare ed oggettivare i segni e sintomi sopra descritti).

A seguire verranno presumibilmente prescritti una serie di esami di laboratorio e di imaging volti ad accertare la presenza della sindrome nefritica ed ad appurare l’eventuale agente eziologico responsabile dello sviluppo:

  • Esami di laboratorio:
  • Tampone faringeo: per evidenziare infezione da streptococco beta emolitico di gruppo A (glomerulonefrite post infettiva)
  • Esami strumentali utili per appurare e valutare l’estensione dell’infiammazione e del danno renale:

Per giungere a diagnosi di certezza, in casi selezionati, occorre effettuare una biopsia renale, esame invasivo che consiste nel prelievo di un piccolo campione renale per la successiva analisi in laboratorio.

Cura

Il trattamento della sindrome nefritica è volto a:

  • correggere la causa che ha provocato il danno renale ed innescato la sindrome nefritica
  • ridurre l’infiammazione glomerulare
  • controllare i sintomi, in particolare l’ipertensione arteriosa e l’edema

in attesa del ripristino della funzione renale.

Quando la malattia inizia a regredire i sintomi scompaiono in qualche settimana mentre, affinché i parametri degli esami urinari tornino a valori normali, possono volerci svariati mesi (in quanto il rene per riprendersi del tutto necessita di più tempo).

Le misure da adottare prevedono

  • Riposo a letto fino a miglioramento
  • Dieta priva di sale e ad alto dosaggio calorico, ma con un basso contenuto di proteine e di potassio. Vanno pertanto evitati cibi come salumi, affettati o formaggi stagionati.
  • Trattamento farmacologico:
    • Antipertensivi per regolare la pressione arteriosa: molto utili gli ACE inibitori (inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina) e gli ARB (antagonisti del recettore dell’angiotensina II) in quanto aiutano anche a rallentare la progressione del danno renale
    • Diuretici per eliminare i liquidi in eccesso, ad esempio furosemide (Lasix®), un diuretico dell’ansa
    • Immunosoppressori e cortisonici per ridurre l’infiammazione
    • Antibiotici per trattare infezioni batteriche
    • Antiaggreganti: eparina ed aspirinetta
    • Dialisi renale (necessaria in alcuni casi)
  • Trapianto renale nei casi in cui il rene sia irrimediabilmente danneggiato.

 

 

A cura del Dr. Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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