Introduzione

La sindrome del tunnel carpale è la “neuropatia”, ovvero una forma di sofferenza del nervo periferico, in questo caso per compressione, più comune dell’organismo. Colpisce prevalentemente soggetti che lavorano molto utilizzando le mani:

  • casalinghe,
  • muratori,
  • soggetti che passano molto tempo al computer (soprattutto scrivendo con la tastiera),

Si manifesta con:

  • alterazione della sensibilità a livello del primo, secondo e terzo dito della mano (pollice, indice e medio), nonché la porzione più laterale del palmo della mano,
  • perdita di forza (soprattutto della capacità di prensione e pinza tra il pollice ed il resto delle dita),
  • formicolii,
  • ipotrofia (riduzione del volume muscolare).

Le cause possono essere numerose, ma solitamente hanno come effetto comune una compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, ovvero il canale in cui si trova a passare a livello del polso.

La terapia può cominciare con tutori notturni, dato che il dolore tende ad insorgere più frequentemente durante la notte, fino ad arrivare alla chirurgia decompressiva che rimane ad oggi la soluzione definitiva.

Cenni di anatomia

Il responsabile della sintomatologia è, come abbiamo detto, il nervo mediano.

Tale nervo ha origini ben più lontane rispetto alla sede di compressione nel polso; origina infatti a livello del plesso brachiale, un insieme di fibre nervose che si distaccano dalla colonna vertebrale dalla 4° vertebra cervicale fino alla 1° vertebra toracica, quindi la sua origine può essere orientativamente immaginata tra la fine del collo e l’inizio della schiena.

Una volta distaccatosi dalla colonna vertebrale, tale nervo attraversa il braccio e l’avambraccio, mantenendosi sempre nella regione antero-laterale, fino ad arrivare al polso. Proprio a questo livello è costretto a passare all’interno di un canale costituito da due pareti: le ossa del carpo inferiormente ed il legamento trasverso del carpo superiormente. All’interno del canale inoltre, col nervo mediano, passano una serie di altre importanti strutture:

  • tendine del muscolo flessore lungo del pollice,
  • tendine del muscolo flessore superficiale delle dita,
  • tendine del muscolo flessore profondo delle dita,
  • tendine del muscolo flessore radiale del carpo.

Se per qualunque motivo il legamento trasverso (o qualunque altra struttura che insieme al nervo attraversa il canale) aumentasse le sue dimensioni, essendo il lato osseo totalmente rigido ed inestensibile, il nervo si troverebbe compresso e questo determinerebbe un’alterazione della sua funzione: ecco spiegato l’inizio della sintomatologia nervosa (e quindi anche come un approccio chirurgico possa risolvere la compressione stessa).

Causa

Le differenti cause che possono provocare un aumento della compressione sul nervo mediano, e quindi la comparsa dei sintomi legati alla sindrome del tunnel carpale, sono:

  • aumento delle dimensioni per eccessivo sforzo dell’articolazione, come appunto soggetti che tendono a lavorare molto con i movimenti fini delle mani o dei polsi;
  • patologie endocrino metaboliche che determinano accumulo di materiale all’interno del canale, così da ridurre lo spazio a disposizione del nervo. Tra di esse possiamo citare artrite reumatoide (che può generare una vera e propria infiammazione locale), amiloidosi, ipotiroidismo, …
  • formazioni, benigne o meno, come ad esempio lipomi o cisti,
  • traumi.

Tra i possibili fattori di rischio ricordiamo:

  • famigliarità,
  • gravidanza,
  • utilizzo professionale dell’arto (musicisti, addetti alla preparazione di pacchi, utilizzo di strumenti che causano vibrazioni, …).

Sintomi

Il nervo mediano, una volta oltrepassato il tunnel carpale, si trova ad innervare soltanto alcune strutture che compongono la mano:

  • Dal punto di vista motorio si occupa dell’innervazione dell’eminenza tenar (cioè dei muscoli alla base del pollice) e dei 1° e 2° muscolo lombricale, responsabili della flessione delle dita. Tutto questo gli permette di regolare il meccanismo di pinza della mano.
  • Sul versante sensitivo si occupa invece di innervare la superficie palmare del primo, secondo, terzo e metà del quarto dito, nonché il palmo della mano (regione più laterale) e le falangi distali (quelle in cui ci sono le unghie per semplificare) delle stesse dita sul lato dorsale della mano.

Dopo questo breve accenno possiamo dunque facilmente localizzare la sintomatologia tipica e di conseguenza differenziare un’alterazione del mediano da quella di un altro nervo che arriva fino alla mano (come il nervo radiale o cubitale).

I sintomi della sindrome del tunnel carpale insorgono preferenzialmente durante la notte e nelle prime ore del mattino e sono:

  • parestesie (formicolii) e alterazioni sensitive a carico del territorio descritto (prevalentemente le prime tre dita della mano),
  • perdita di forza a livello della mano (il soggetto non è più in grado di tenere oggetti in mano),
  • perdita della capacità di prensione, soprattutto dei movimenti fini,
  • riduzione della sensibilità,
  • debolezza e ipotrofia della muscolatura; quest’ultima è una tipica complicanza da denervazione di un muscolo (che tende man a mano a ridurre il suo volume proprio a causa dello scarso utilizzo che ne viene fatto). Sfortunatamente quando compare è indice di una lesione ormai avanzata e talvolta irreversibile.

La sindrome del tunnel carpale può colpire una o entrambe le mani e generalmente la sintomatologia esordisce con una certa gradualità.

Diagnosi

Essendo la sindrome del tunnel carpale oggigiorno tra le più famose è facile pensare che qualunque tipo di formicolio o disturbo della mano o del polso possa essere ascrivibile a tale meccanismo.

Il primo sospetto deve nascere dal paziente, il quale deve essere in grado di localizzare i sintomi in una zona compatibile col territorio d’innervazione del nervo mediano sopra descritto.

Successivamente il medico può condurre un’attenta anamnesi (soprattutto per quel che concerne episodi traumatici o particolari movimenti in ambito lavorativo) ed infine un ancor più attento esame neurologico, in grado di evocare alcuni segni specifici:

  • Tinel test: la percussione del tunnel e quindi la stimolazione ripetuta del nervo, provoca un intenso dolore nella regione corrispondente;
  • Phalen test: l’iperflessione del polso provoca sensazione di formicolii nel territorio del mediano.

La diagnosi definitiva viene però effettuata tramite uno studio elettrofisiologico:

  • elettroneurografia, volta a studiare alterazioni a carico della conduzione nervosa,
  • elettromiografia, che si occupa della componente elettrica a livello muscolare,
  • tecniche d’immagine, prevalentemente RX, per escludere che ci siano altri tipi di patologie (soprattutto in caso di anamnesi positiva per trauma dobbiamo escludere che vi siano delle fratture ossee a livello di mano/polso).

Altre indagini nel caso in cui la sindrome correli con disordini endocrino metabolici (vedi artrite reumatoide associata a fattore reumatoide positivo in circolo, ipotiroidismo con ridotti livelli di T3 e T4, …).

Cura e rimedi

Il primo approccio è sicuramente di tipo conservativo, per arrivare eventualmente col tempo ad una soluzione di tipo chirurgico:

  • riposo dell’articolazione, soprattutto per quei soggetti in cui il danno sembra verosimilmente causato da un utilizzo eccessivo,
  • tutori, soprattutto durante la notte,
  • farmaci antinfiammatori (di natura non steroidea o steroidea), applicati localmente, assunti per bocca o iniettati attraverso infiltrazioni.

Nei pazienti colpiti da sintomi di modesta entità gli esercizi di stretching e di rafforzamento rivestono una grande importanza e, in molti casi, è possibile giungere a una completa risoluzione del disturbo; è ovviamente fondamentale che vengano eseguiti sotto la supervisione di un fisioterapista.

Quando tutte queste metodiche sembrano non sortire più alcun effetto si può ricorrere all’intervento chirurgico, il cui obiettivo è quello di intervenire a livello del legamento trasverso del carpo allentandone la tensione (e quindi la compressione sulle strutture sottostanti).

Nella maggior parte dei casi è possibile prevenire, o per lo meno ritardare, l’insorgenza della sintomatologia a carico del nervo mediano attraverso alcuni piccoli accorgimenti:

  • Al primo posto si colloca un corretto utilizzo dell’articolare del polso e della mano, tentando di non sovraccaricare le strutture muscolari.
  • Successivamente è bene mantenere un buon equilibrio metabolico (soprattutto in soggetti ipertesi, diabetici, obesi, distiroidei) per ridurre al minimo tutti i fattori di rischio correlati ad una possibile degenerazione di tali strutture.
  • Quando il paziente comincia ad avvertire lievi formicolii o perdita delle normali capacità, è bene applicare ghiaccio, tenere la mano a riposo e richiedere un consulto medico per una più accurata valutazione medica.

Nel caso di sindrome del tunnel carpale in gravidanza in genere i sintomi tendono a regredire spontaneamente a seguito del parto.

 

A cura della dott.ssa Ergasti Raffaella

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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