Sindrome di Turner: cause, sintomi e complicazioni

Introduzione

La sindrome di Turner, conosciuta anche con il nome sindrome di Ullrich-Turner, è una patologia genetica legata ad un’anomalia dei cromosomi sessuali che riguarda esclusivamente le donne.

Il corredo genetico (DNA) dell’essere umano è composto da 46 cromosomi (23 coppie):

  • 44 cromosomi, detti autosomi, sono comuni ad entrambi i sessi,
  • 2 cromosomi sessuali, o eterosomi, determinano il sesso dell’individuo:
    • una coppia di cromosomi XY determina un maschio,
    • una coppia di cromosomi XX determina il sesso femminile.

La variazione del numero di cromosomi prende il nome di aneuploidia; la sindrome di Turner è caratterizzata dall’assenza di un cromosoma X e, per questa ragione, colpisce esclusivamente le donne.

È una condizione molto rara che, nella maggior parte dei casi (99%), ha come conseguenza l’aborto spontaneo del feto (riguarda il 10% delle cause di aborto non indotto); si rileva in circa una donna nata viva su 2.500.

La patologia comporta specifiche caratterizzazioni nell’aspetto fisico:

  • statura bassa,
  • collo corto,
  • sviluppo parziale dei caratteri sessuali secondari,
  • problemi relazionali.

Questi sintomi non sono in genere evidenti nelle prime tappe dello sviluppo e più comunemente vengono osservati non prima dell’età scolare, tuttavia la diagnosi può essere confermata già da eventuali esami prenatali come l’amniocentesi e test genetici del cariotipo, affiancandosi alla diagnosi di eventuali anomalie cardiache, renali o in comorbilità con la sindrome.

In quanto malattia genetica non esiste cura definitiva per la sindrome di Turner, vengono invece affrontati sintomi e manifestazioni mediante terapie ormonali ed eventualmente operazioni chirurgiche.

Sindrome di Turner

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Trasmissione

La sindrome di Turner non è ereditaria poiché non viene trasmessa dai genitori, peraltro i soggetti che ne sono affetti nella stragrande maggioranza dei casi non sono fertili, per cui non potrebbero trasmettere l’anomalia ad eventuali figlie femmine.

La causa dell’errore è invece da ricercarsi nella mancata disgiunzione dei cromosomi sessuali durante la fase di meiosi, il processo di divisione cellulare che si verifica durante la maturazione delle cellule e che permette l’origine delle cellule sessuali (aploidi).

Non sono, dunque, stati individuati fattori di rischio né ambientali né biologici, per cui le alterazioni sono da imputare esclusivamente ad errori casuali dei processi di sviluppo delle cellule.

La sindrome non si manifesta solo in caso di totale mancanza del cromosoma, in quanto è sufficiente l’assenza di porzioni cromosomiche o alterazioni strutturali degli stessi; in base a questo è possibile individuare diverse forme della patologia:

  • Monosomia: riguarda il 60% dei soggetti e si verifica se uno dei due cromosomi X è totalmente assente, dunque il soggetto presenta 45 cromosomi anziché 46. L’errore è precedente alla fase di fecondazione.
  • Mosaicismo: le manifestazioni cliniche sono meno accentuate, poiché il cromosoma X manca solo in alcune cellule, segno che l’errore è insorto in una fase successiva all’unione delle due cellule sessuali.
  • Anomalie strutturali a carico del cromosoma X:
    • Delezioni minori,
    • Delezioni maggiori (lunghezza delle braccia del cromosoma)
    • Isocromosoma (lunghezza di due braccia del cromosoma)
    • Cromosoma ad anello
  • Cariotipo contenente materiale Y: può essere presente il cromosoma Y, anche solo parzialmente.

La manifestazione sintomatologica dunque è molto varia e i segni sono diversi in base anche all’età del soggetto.

Sintomi

I segni e i sintomi della sindrome di Turner sono molteplici e devono essere differenziati in base all’età di manifestazione.
La sintomatologia dell’infanzia è più lieve e si presenta con:

  • Linfedema: ristagno di linfa che comporta gonfiori in alcune zone del corpo: collo, mani, piedi e caviglie;
  • Difetti cardiaci:
    • valvulopatia aortica,
    • coartazione aortica, ossia il restringimento di una porzione dell’aorta,
    • valvola aortica bicuspide,
    • stenosi,
    • rigurgito aortico;
  • Difetti renali:
    • agenesia renale (mancanza di un rene),
    • rene a ferro di cavallo;
  • Collo palmato;
  • Torace ampio con capezzoli tra loro distanti;
  • Ptosi (palpebre cadenti);
  • Orecchie basse e padiglione auricolare prominente;
  • Palato ogivale (iperconvesso);
  • Presenza di molti nevi sulla pelle;
  • Cubito valgo (deformità del gomito);
  • Micrognatia (mascella piccola) e retrognazia (spostamento della mascella verso l’interno);
  • Ipertensione;
  • Piede piatto;
  • Dita e unghie corte;
  • Attaccatura dei capelli molto bassa;
  • Facilità allo sviluppo di otite media ed infezioni del tratto urinario.

Dopo i primi tre anni d’età appare evidente la rallentata crescita generale della statura (da adulti le pazienti tenderanno ad essere circa 20 cm più bassi della media).

Durante l’adolescenza si presenta una sintomatologia più articolata, che caratterizzerà anche l’età adulta e che, in gran parte, dipende dalle alterazioni ormonali:

  • Bassa statura (in media intorno ai 140 cm)
  • Mancata maturazione delle ovaie e mancanza del ciclo mestruale
  • Disturbi della fertilità, spesso in forma di completa sterilità (impossibilità completa di procreazione)
  • Ritardi e difficoltà dello sviluppo delle capacità di comunicazione non verbale

Solitamente non sono presenti deficit cognitivi, nonostante molti soggetti affetti da sindrome di Turner soffrano di disturbo di attenzione/iperattività (ADHD) e problemi legati all’apprendimento.

Complicazioni

Sono purtroppo numerose le possibili complicanze causate dalla sindrome di Turner, data la correlazione con numerose problematiche principalmente cardiache e renali e la compromissione delle attività ormonali:

  • Soffio al cuore
  • Dissezione aortica
  • Ipertensione polmonare
  • Frequenti infezioni renali
  • Ipotiroidismo (ad esempio in forma di tiroidite di Hashimoto)
  • Problemi scheletrici (scoliosi)
  • Osteoporosi
  • Linfedema
  • Disturbi metabolici
  • Frequenti otiti
  • Disturbi oftalmici (miopia, strabismo)

È importante tener conto anche dell’aspetto psicologico di queste pazienti che sono soggette a periodi di umore depresso, in conseguenza di difficoltà relazionali, di percezione del proprio corpo e della propria sessualità.

Diagnosi

È possibile effettuare una prima ipotesi diagnostica di sindrome di Turner durante i primi mesi di gravidanza grazie all’utilizzo dell’ecografia morfologica, che è in grado d’individuare specifici segni clinici:

  • Collo gonfio
  • Crescita rallentata
  • Anomalie cardiache

Nei casi in cui si sospetti la sindrome è possibile garantirsi una diagnosi di certezza mediante amniocentesi, esame che permette, grazie al prelievo di una piccola quantità di liquido amniotico dall’utero, di effettuare una diagnosi precoci di malattie genetiche.

La diagnosi successiva alla nascita invece viene formulata partendo da una prima indagine anamnestica volta ad osservare ed analizzare le tappe di sviluppo del bambino, nonché dopo l’osservazione clinica volta all’individuazione dei segni caratteristici della sindrome.
Il test diagnostico utilizzato per avvalorare l’ipotesi è un test genetico del cariotipo, tramite prelievo di sangue, che permette di stabilire l’assenza del cromosoma X.

Si ricorre infine a test strumentali per l’individuazione delle problematiche cardiache, renali e le altre presenti in comorbilità:

Cura

Non esiste un trattamento volto a curare la sindrome di Turner, l’obiettivo è piuttosto volto al contenimento della sintomatologia e al trattamento delle patologie concomitanti che possono portare alle varie complicanze anche gravi.

La paziente dev’essere seguita da molteplici specialisti al fine di garantire una corretta gestione delle necessità e complicazioni che dovessero insorgere:

  • Endocrinologo
  • Cardiologo
  • Ortopedico
  • Urologo
  • Gastroenterologo
  • Oftalmologo
  • Genetista
  • Otorinolaringoiatra
  • Odontoiatra
  • Psicologo

Dunque è sicuramente essenziale rivolgersi in prima istanza alle condizioni di comorbilità, ricorrendo ai trattamenti chirurgici per le anomalie cardiache.

Il trattamento farmacologico prevede l’utilizzo di:

È possibile valutare tecniche di fecondazione assistita per far fronte ai problemi di sterilità.

Ricorrere a terapie per la salute mentale è infine particolarmente utile sia per le pazienti stesse che per la famiglia, non solo per quanto riguarda il trattamento degli stati depressivi che la sindrome provoca e riversa sui caregiver, ma anche per far fronte alle difficoltà di comunicazione non verbale e alle difficoltà attentive e di apprendimento che caratterizzano l’infanzia e l’adolescenza.

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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