Introduzione

I seni paranasali sono quattro paia di cavità situate all’interno del massiccio facciale, cioè la parte anteriore del cranio, e ciascuno prende il nome dall’osso in cui si trova: avremo così i seni

  • mascellari,
  • frontali,
  • etmoidali
  • e sfenoidali.

Tutti questi, come suggerisce la loro denominazione, sono in comunicazione con le cavità nasali attraverso dei piccoli condotti che consentono il passaggio del muco. L’infiammazione dei seni paranasali viene chiamata sinusite.

La sinusite si presenta con una serie di sintomi che generalmente comprendono

  • febbre,
  • dolore
  • e senso di congestione al volto.

Nella maggior parte dei casi la causa è di natura infettiva e, a seconda della durata, può essere classificata come

  • acuta,
  • subacuta
  • o cronica.

Di seguito cercheremo di spiegare tutte le caratteristiche di questa patologia. La lettura del presente articolo non rappresenta comunque un’alternativa al parere del medico curante.

Uomo sdraiato sul letto, che si tocca la regione dei seni nasali a causa del dolore da sinusite

iStock.com/Yuri_Arcurs

Classificazione

A seconda della durata dei sintomi distinguiamo sinusiti:

  • Acute (meno di 4 settimane),
  • Sub-acute (fra le 4 e le 12 settimane),
  • Croniche (superiore a 12 settimane).

Si parla invece di sinusite ricorrente qualora lo stesso paziente presenti più di tre episodi nel corso di un anno.

Le sinusiti croniche, ricorrenti o che non rispondono al trattamento devono far sospettare la presenza di qualche fattore predisponente o di una malformazione anatomica e meritano pertanto di essere indagate adeguatamente.

Cause

Nella quasi totalità dei casi la sinusite è causata da un’infezione, che può essere di due tipi:

  • Infezione virale: È la più frequente ed è causata dagli stessi virus che normalmente infettano le vie aeree, come i rhinovirus, i coronavirus o i virus influenzali. La forma virale è solitamente meno grave di quella batterica e può presentarsi dopo un raffreddore o una bronchite.
  • Infezione batterica: Alcuni fra i batteri più frequentemente coinvolti sono lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae, lo Staphylococcus aureus e la Moraxella catarrhalis. La sinusite batterica solitamente si sviluppa a partire da un focolaio di infezione già esistente, spesso localizzato nelle prime vie digestive (ad esempio nella faringe o nelle arcate dentarie).

Esistono anche delle forme non infettive che sono causate dall’ostruzione dell’ostium di drenaggio, cioè del passaggio che mette in comunicazione i seni con le cavità nasali. Quando questo passaggio viene bloccato, infatti, il muco prodotto dai seni paranasali ristagna al loro interno, favorendo così l’infiammazione.

L’ostruzione può essere dovuta a diversi fattori, come

  • poliposi nasale,
  • deviazione del setto
  • o la presenza di un corpo estraneo all’interno della cavità.

È importante comunque precisare che queste cause non sono da considerarsi indipendenti; il ristagno di muco, ad esempio, favorisce la crescita di microrganismi all’interno dei seni paranasali, creando così una situazione di sovrapposizione fra le forme infettive e non infettive.

Fattori di rischio

Un fattore di rischio è una condizione che, pur non essendo in grado di causare direttamente la malattia, ci rende più vulnerabili ad essa. Di seguito elenchiamo i principali fattori di rischio per la sinusite:

  • freddo,
  • fumo di sigaretta,
  • aria secca,
  • allergie,
  • uso eccessivo di decongestionanti nasali.

Trasmissione e contagiosità

Di norma l’individuo affetto da sinusite di origine infettiva è contagioso per tutta la durata dei sintomi.

La modalità di trasmissione principale è quella aerea, attraverso piccole particelle liquide sospese nell’aria che respiriamo.

È possibile tuttavia che il contagio avvenga a seguito di contatto di superfici sporche (strette di mano, maniglie o altro), soprattutto a causa di condizioni igieniche non adeguate.

Sintomi

I sintomi della sinusite sono più intensi nelle forme acute, mentre diventano più sfumati o addirittura assenti nelle forme croniche. La presentazione tipica comprende:

  • Dolore: Il sintomo più comune è il dolore al volto, che si aggrava con i movimenti bruschi del naso o se esercitiamo una pressione sulla zona interessata. A seconda di quali seni siano interessati dalla patologia si localizza sulla fronte, alla radice del naso, attorno agli occhi o alla mascella. Una particolarità riguardo la sede dell’infiammazione è che differisce a seconda dell’età: nel bambino è più frequentemente nella parte superiore del naso (seno etmoidale) mentre nell’adulto viene coinvolta più spesso la mascella (seno mascellare).
  • Congestione nasale: Un altro sintomo molto importante è la congestione causata dall’accumulo di muco. Può essere accompagnata da rinorrea (cioè l’espulsione di muco dal naso) e rinolalia (voce nasale). Nei casi più gravi arriva a dare difficoltà respiratorie.
  • Cefalea: Il mal di testa provocato dalla sinusite può essere molto intenso e tende a peggiorare nelle prime ore del mattino.
  • Febbre: Pur trattandosi di un quadro infettivo, la febbre non è sempre presente (compare in circa la metà dei casi).
  • Iposmia: L’iposmia è la riduzione del senso dell’olfatto ed è causata dall’infiammazione della mucosa nasale.

Diagnosi

La diagnosi è spesso banale e può essere effettuata sulla base dei sintomi descritti dal paziente e dell’esame obiettivo.

Esiste anche una serie di esami strumentali che vengono impiegati per indagare le cause della patologia (in particolare quando vi sia il sospetto di un difetto anatomico come la deviazione del setto nasale) o per confermare la diagnosi.

  • Rinoscopia: È una tecnica endoscopica che consiste nell’introduzione di una sonda dotata di telecamera. Consente di esplorare le cavità nasali e i seni paranasali, verificando così lo stato di infiammazione e l’eventuale presenza di malformazioni, polipi o corpi estranei.
  • Radiografia: La radiografia utilizza radiazioni ionizzanti (raggi-X) per ottenere un’immagine delle ossa craniche e delle loro cavità. Può evidenziare alcuni segni di sinusite in atto, tuttavia è una tecnica poco sensibile e ha lo svantaggio di usare radiazioni (che, pur somministrate in quantità minime, sono dannose per l’organismo).
  • TAC: La Tomografia Assiale Computerizzata (abbreviata in TAC o TC) è una metodica che consente di ottenere immagini molto precise sia delle ossa che dei tessuti molli del paziente ed è la tecnica di elezione per osservare la morfologia e il contenuto dei seni paranasali. Viene utilizzata soprattutto per le sinusiti croniche. Gli svantaggi di questa metodica sono il costo elevato e l’utilizzo di radiazioni ionizzanti (in misura maggiore rispetto alla radiografia).

Prognosi e complicazioni

La prognosi dipende in larga parte dalla forma di sinusite.

  • Nel caso di sinusite virale è ottima e la guarigione avviene di norma nel giro di una settimana, anche in assenza di trattamento.
  • La sinusite batterica, invece, ha una durata mediamente superiore e, anche se la guarigione spontanea è possibile, dev’essere sottoposta a trattamento antibiotico onde evitare il rischio di cronicizzazione e l’insorgenza di complicanze.
  • Nel caso di anomalie anatomiche, in presenza di polipi nasali o corpi estranei e nel caso di sinusiti ricorrenti può essere indicato anche il trattamento chirurgico.

Le possibili complicanze della sinusite sono:

  • Meningite: L’infezione non adeguatamente trattata può raggiungere le meningi, le guaine che ricoprono e proteggono l’encefalo. In questo caso il quadro clinico è destinato a peggiorare: oltre a febbre e cefalea possono comparire vomito, rigidità nucale, alterazione della coscienza e convulsioni. Può essere letale, soprattutto in soggetti molto giovani o anziani.
  • Ascesso cerebrale: Rappresenta un quadro ancora più grave, in cui l’infezione va ad interessare il cervello causando in esso una zona di necrosi (morte cellulare). Si tratta di una vera e propria urgenza medica che può causare danni cerebrali permanenti o la morte del paziente, quindi deve essere trattata immediatamente.
  • Cellulite orbitaria: È una complicanza tipica del bambino e consiste nella propagazione dell’infezione ai tessuti perioculari (ricordiamo infatti che in giovane età la sinusite tende a localizzarsi nel seno etmoidale, che è molto vicino all’occhio). Si manifesta con dolore, esoftalmo (cioè protrusione del bulbo oculare), eritema palpebrale e difficoltà nel movimento dell’occhio.

Cura e rimedi

Il trattamento della sinusite comprende:

  • Lavaggi nasali: Si effettuano con soluzioni idrosaline che fluidificano l’eccesso di muco e aiutano così a ripulire le cavità nasali. Solitamente vengono associati alla terapia farmacologica.
  • Decongestionanti nasali: Si tratta di farmaci che vengono generalmente somministrati sotto forma di spray nasale. Agiscono come vasocostrittori, cioè diminuiscono la quantità di sangue diretto alla mucosa nasale che si riduce di spessore, favorendo così la fuoriuscita di muco. Anche se sono farmaci molto efficaci nell’immediato, il loro uso non deve essere protratto per lunghi periodi, altrimenti si riscontrerà una perdita di efficacia o addirittura un danno alla mucosa nasale (è consigliabile non assumerli per più di cinque giorni).
  • Antinfiammatori: Riducono l’infiammazione della mucosa e il dolore, alleviando quindi i sintomi del paziente. Possono essere sistemici (cioè agire in tutto il corpo) o topici (se vengono somministrati per via nasale e agiscono solo in tale sede). I più utilizzati sono gli antinfiammatori non-steroidei (noti anche con l’acronimo FANS), mentre in casi più gravi il medico potrebbe optare per una cura a base di cortisone.
  • Antibiotici: La sinusite batterica va trattata mediante l’instaurazione di una terapia antibiotica, normalmente della durata di una o due settimane. Un farmaco molto usato in questi casi è l’associazione di amoxicillina e acido clavulanico, due principi attivi che agiscono sinergicamente e sono efficaci contro un ampio spettro di batteri patogeni; il medico (curante, otorinolaringoiatra, internista, …), comunque, potrà scegliere la terapia più appropriata conoscendo la storia del paziente e valutando le caratteristiche epidemiologiche della zona geografica di sua competenza. Una volta cominciata la terapia antibiotica è importantissimo assumerla regolarmente fino alla fine e non sospenderla alla remissione di sintomi, onde evitare l’insorgenza di ceppi batterici resistenti ai farmaci.
  • Antistaminici: Possono essere utili nel risolvere i sintomi della sinusite quando questa sia causata da fenomeni di tipo allergico.
  • Chirurgia: La terapia chirurgica è riservata alle forme croniche, recidivanti o che non rispondono alla terapia farmacologica. L’intervento viene eseguito normalmente per via endoscopica, tramite un sottile strumento che viene inserito attraverso il naso, e ha come scopo l’ampliamento dei canali di drenaggio dei seni paranasali.

Prevenzione

La prevenzione della sinusite passa essenzialmente attraverso l’eliminazione dei fattori di rischio, tra cui:

  • evitare l’esposizione a condizioni di freddo eccessivo,
  • umidificare gli ambienti dove si vive,
  • smettere di fumare.

Per quel che riguarda la sinusite infettiva è importante proteggersi dal contagio adottando le norme igieniche adeguate (in particolar modo il lavaggio frequente delle mani) quando si entra in contatto con persone malate.

Bibliografia

  • Murray P., Rosenthal K. S., Pfaller M. A. Microbiologia clinica. Milano, Elsevier; 2010.
  • AIMS, Concorso Nazionale SSM. Manuale teorico. Milano, Edra; 2015.
  • Kwon E, O’Rourke M. Sinusitis, Chronic. In: StatPearls. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2017.

A cura del dottor Daniele Busatta.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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