Stenosi cervicale e lombare: cause, sintomi e cura

Introduzione

Il midollo spinale è un fascio di nervi che scorre attraverso un canale formato dalle vertebre, le ossa costituenti la colonna vertebrale. Il canale prende il nome di canale spinale (o vertebrale) e funge da efficace sistema di protezione ai delicati nervi che ospita, responsabili a loro volta della comunicazione tra cervello ed il resto dell’organismo (muscoli volontari, organi interni, percezione delle sensazioni del tatto, …).

La stenosi spinale è una condizione caratterizzata dal restringimento del canale vertebrale, che porta alla compressione del midollo spinale contenuto e delle sue radici nervose (il tratto di nervo che ne fuoriesce). I distretti più comunemente interessati sono quelli lombari (parta bassa della schiena) e cervicali (collo).

Stenosi spinale

Shutterstock/Chu KyungMin

Se la stenosi non causa compressione del midollo spinale e dei nervi la stessa decorre completamente asintomatica, al contrario in presenza di compressione si manifesteranno sintomi neurologici come dolore dell’arto (braccio o gamba, rispettivamente nel caso di stenosi cervicale/lombare) e del rachide, perdita di forza e di sensibilità.

Il trattamento d’elezione è di tipo conservativo mediante l’uso di antidolorifici, fisioterapia ed esercizi muscolari, ma in assenza di giovamento con queste misure si può prendere in considerazione il trattamento chirurgico, che presenta tuttavia possibili complicanze anche di elevata gravità.

Cause

Con l’avanzare dell’età è fisiologico osservare modifiche di dimensione e forma del canale vertebrale. Se in condizioni di normalità persiste uno spazio sufficiente ad accogliere tutte le fibre nervose che decorrono all’interno, in condizioni patologiche queste possono venire compresse o addirittura danneggiate.

Tipicamente dopo i 50 anni possono comparire alterazioni morfo-strutturali come:

  • Ispessimento dei legamenti vertebrali
  • Osteoartrosi di ossa ed articolazioni, con sviluppo di osteofiti (escrescenza che si forma sulle articolazioni ossee)
  • Protrusione dei dischi intervertebrali: con l’invecchiamento si assiste ad una naturale disidratazione dei dischi intervertebrali, che possono subire episodi di protrusioni o rotture
  • Scivolamento vertebrale (spondilolistesi).

Anche atre condizioni che colpiscono la colonna vertebrale, come la scoliosi o lesioni traumatiche, possono esporre al rischio di sviluppare la stenosi spinale.

Altre cause meno frequenti comprendono

  • Disturbi del metabolismo osseo, come il Morbo di Paget
  • Infezioni
  • Tumori vertebrali

Nonostante l’età sia il fattore di rischio più rilevante, esistono anche forme congenite, ovvero presenti fin dalla nascita, e dovute a traumi o disfunzioni ereditarie come l’acondroplasia (una forma di nanismo).

Colonna vertebrale

Shutterstock/udaix

I segmenti della colonna vertebrale maggiormente interessati sono:

  • rachide lombare (compressione tra L1 e L5): il più frequente in assoluto
  • rachide cervicale (compressione tra C1 e C7): localizzazione meno frequente della precedente ma più pericolosa in quanto il midollo spinale o i nervi possono venire danneggiati ad un livello più alto con maggiori disfunzioni

Anatomicamente la stenosi può essere data da un restringimento a livello di:

  • canale midollare: la cavità in cui è contenuto midollo spinale e le radici nervose
  • fori vertebrali: i forami dove i nervi escono dal canale vertebrale per dirigersi alle altre parti del corpo.

Sintomi

La stenosi spinale può causare la compressione delle strutture contenute nel canale vertebrale, causando sintomi di tipo neurologico di gravità differente a seconda dell’entità della compressione e dell’eventuale danno; nel caso della compressione del midollo spinale lombare il paziente potrebbe lamentare:

La sintomatologia tende ad aggravarsi in situazioni di stazione eretta prolungata e si riduce con il riposo o la flessione in avanti (ragion per cui comunemente i pazienti con stenosi spinale camminano incurvati in avanti).

Nel caso di compressione del midollo spinale cervicale si osservano gli stessi sintomi, ma percepiti agli arti superiori, accompagnati da dolori e fitte simili a scariche elettriche nei movimenti di flessione del collo.

In tutti i casi in cui la stenosi spinale non causi sofferenza delle strutture contenute nel canale vertebrale non si avrà invece alcun tipo di sintomatologia.

Complicazioni

In caso di severa stenosi lombare con danneggiamento del midollo spinale si può riscontrare:

  • perdita di controllo degli sfinteri (anale e vescicale)
  • impossibilità di deambulare
  • anestesia a sella
  • disfunzione erettile.

Questi segni vengono raccolti sotto il nome di sindrome della cauda equina, una condizione che richiede immediato trattamento per scongiurare lesioni permanenti.

Più in generale una stenosi spinale grave, non trattata, può progredire e causare sintomi permanenti quali:

  • Intorpidimento
  • Debolezza
  • Problemi di equilibrio
  • Incontinenza
  • Paralisi

Diagnosi

Molto spesso la stenosi del canale vertebrale è asintomatica (quando cioè non comprime il midollo spinale), viene pertanto scoperta casualmente in corso di esami di imaging effettuati per altri motivi.

Lo specialista di riferimento per questa patologia è il medico ortopedico che raccoglierà accuratamente l’anamnesi del paziente, valutando quali sintomi siano presenti e come siano correlati con i movimenti del corpo, cosa li allevia e cosa li peggior; la visita specialistica comprende in questo caso un attento esame obiettivo neurologico, volto a rilevare anomalie nella forza e nella sensibilità di aree corporee in evidenza di compressione di una radice nervosa.

Gli esami strumentali più richiesti per accertare e valutare le caratteristiche della stenosi spinale sono:

Tramite questi esami, oltre ad individuare la stenosi spinale, è possibile evidenziare eventuali fattori causali responsabili della stenosi stessa, come:

  • Presenza di osteofiti
  • Perdita di altezza di un disco intervertebrale
  • Instabilità spinale

Può risultare utile eseguire l’esame elettromiografico al fine di studiare la conduzione dello stimolo nervoso per individuare eventuali danni o irritazioni dei nervi a causa della compressione provocata dalla stenosi.

Cura

Il trattamento della stenosi spinale comprende misure conservative e misure chirurgiche. Data la delicatezza del distretto e le possibili complicanze anche gravi legato alla chirurgia, a meno di stenosi molto severe e con danni nervosi il primo approccio è sempre di tipo conservativo. In mancanza di benefici da questo tipo di approccio si passerà, dopo aver attentamente valutato i rischi ed i benefici di ogni approccio, al trattamento chirurgico.

Le misure conservative, volte al controllo dei sintomi, del dolore e al ripristino delle normali attività quotidiane, comprendono:

  • Trattamento analgesico a base di farmaci antinfiammatori come FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) od oppioidi a lunga durata d’azione
  • Iniezione di corticosteroidi nello spazio epidurale, al fine di ridurre la flogosi e quindi anche il dolore. Si sconsiglia di effettuare più di 3 iniezioni l’anno
  • Fisioterapia con rinforzo della muscolatura addominale e lombare ed esercizi che migliorino l’elasticità della colonna vertebrale
  • Riposo
  • Nuoto ed esercizi in acqua

Chirurgia

Sono trattamenti di seconda scelta per via delle possibili complicanze chirurgiche, riservati ai pazienti che lamentino una persistente e severa riduzione della qualità della vita e problemi di deambulazione ascrivibili alla stenosi. Comprendono:

  • Decompressione chirurgica:
    • Laminectomia decopressiva: si asportano porzioni di vertebre, legamenti o dischi protrusi che comprimono i nervi o il midollo spinale
    • Foraminotomia: procedura volta ad allargare il canale spinale alleviando la compressione sul sistema nervoso
  • Fusione spinale: trattamento chirurgico che consiste nella fusione di due o più vertebre adiacenti mediante innesti ossei o con piastre metalliche e viti. In tal modo si va a stabilizzare la colonna vertebrale alleviando il dolore.
  • Spaziatore interspinoso: si tratta di un piccolo dispositivo che si impianta con un intervento mininvasivo. Tale dispositivo viene impiantato tra due processi spinosi ed, aumentando la distanza tra questi, allevia la sintomatologia della stenosi spinale.

Prevenzione

Non esiste una reale strategia volta alla prevenzione della stenosi spinale, in quanto condizione degenerativa età-correlata, tuttavia può risultare utile adottare abitualmente comportamenti virtuosi che proteggano la colonna vertebrale:

  1. Mantenere una postura corretta
  2. Sollevare i carichi pesanti nel modo giusto, senza curvare la schiena
  3. Adottare uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata fondata su un grande consumo di frutta e verdura
  4. Abolire il fumo di sigaretta ed il consumo di superalcolici
  5. Raggiungere e mantenere il peso forma

A cura del Dr. Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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