Introduzione

La tenia è un verme nastriforme, appartenente alla classe dei cestodi, che può raggiungere una lunghezza di qualche metro nella sua forma adulta.

L’uomo può sviluppare l’infestazione mediante il consumo di carne di bovino o suino cruda o poco cotta, contenente le larve del parassita. In presenza di una cottura scarsa o assente le larve presenti nei tessuti animali sopravvivono e, una volta giunte nell’intestino umano, possono crescere fino a raggiungere la forma adulta.

La teniasi è diffusa in tutti i Paesi in cui sia consuetudine mangiare carne cruda o poco cotta; per quanto riguarda la tenia bovina la prevalenza è particolarmente alta nell’Africa subsahariana e in Medio oriente. La tenia suina, invece, si trova in tutte quelle parti del mondo in cui i suini vengono allevati e hanno accesso alle feci umane a causa di una bassa qualità delle reti fognarie; è diffusa prevalentemente in America Latina, Africa subsahariana, Cina, India, e Sudest asiatico.

La teniasi è caratterizzata da segni e sintomi lievi e aspecifici; 6-8 settimane a seguito dell”ingestione delle larve possono insorgere

  • dolori addominali,
  • nausea,
  • diarrea o costipazione;

i sintomi possono durare fino alla risoluzione in caso di trattamento, oppure alla morte naturale del parassita, che può avvenire dopo diversi anni.

La terapia è di norma farmacologica e la prognosi, almeno nei Paesi industrializzati dove è più semplice che si giunga alla diagnosi, ottima.

Causa

Le teniasi sono infestazioni provocate da grandi vermi nastriformi in grado di raggiungere la considerevole lunghezza di alcuni metri e che possono parassitare l’intestino dell’uomo.

Esistono tre tipi principali di tenie di interesse clinico:

  • Tenia solium,
  • Tenia saginata,
  • Tenia asiatica.

L’uomo si infesta mediante il consumo di carne cruda o poco cotta contenente la forma larvale del verme. In particolare la carne di maiale può essere parassitata da T. solium e quella di bovino da T. saginata. La T. asiatica è simile a T. saginata e parassita principalmente in maiali e più raramente i bovini.

Il corpo della tenia adulta è formato da numerosi segmenti uguali tra loro detti proglottidi. Al loro interno sono contenute le uova del parassita che possono dare origine a nuovi individui adulti; questi tipi di vermi sono infatti ermafroditi, in grado cioè di riprodursi autonomamente in quanto le proglottidi contengono sia l’apparato riproduttivo femminile che quello maschile e, quando maturano, rilasciano le uova in maniera intermittente.

Ogni essere umano può essere parassitato da una sola tenia: questo è il motivo per cui tale parassita viene comunemente chiamato verme solitario.

Nel momento in cui una tenia si àncora alla parete intestinale infatti viene generata un’immunità specifica che è in grado di impedire l’attecchimento di altri parassiti della stessa specie.

La tenia è molto longeva e può persistere all’interno del canale alimentare umano per vari anni (dai due ai quattro). Durante la sua permanenza si nutre degli alimenti che vengono quotidianamente ingeriti dall’ospite e per questo motivo è comune che chi risulta essere parassitato mostri un aumento dell’appetito e sviluppi una tendenza al dimagrimento nonostante il maggiore apporto alimentare.

Ciclo vitale della tenia

Il ciclo vitale di questi elminti prevede l’alternarsi di diverse fasi che variano a seconda del tipo di ospite in cui si trova.

Il verme adulto vive all’interno dell’intestino dell’uomo ed il suo corpo è costituito da centinaia di segmenti detti proglottidi. Le ultime proglottidi della tenia vengono espulse con le feci e contengono al loro interno le uova che possono sopravvivere per lungo tempo (fino a diversi mesi) nell’ambiente esterno.

Se animali come i suini o i bovini ingeriscono le proglottidi presenti nel terreno le uova contenute al loro interno penetrano nella mucosa intestinale degli animali e, grazie alla circolazione sanguigna, vengono portate a livello muscolare dove si sviluppa la forma larvale detta anche cisticerco.

Le larve di tenia possono ultimare il loro ciclo vitale e trasformarsi nel verme adulto all’interno dell’intestino dell’essere umano: il consumo alimentare di carne cruda o poco cotta porta infatti all’ingestione di larve ancora vitali che, nel momento in cui arrivano a livello dell’intestino umano si fissano alla parete del tenue. A questo punto il verme può crescere nutrendosi del materiale alimentare ingerito e contenuto all’interno dell’intestino, fino ad arrivare nell’arco di due o tre mesi a formare un esemplare adulto.

Ciclo vitale della tenia, rappresentazione schematica

iStock.com/ttsz

Nel caso in cui l’uomo si infesti direttamente mediante l’ingestione delle uova di tenia (e non tramite l’assunzione di carne contenente larve) ha origine una forma patologica particolare detta cisticercosi, possibile soltanto quanto l’infestazione è sostenuta da Tenia solium; in questo caso infatti le uova ingerite vengono assorbite a livello intestinale e trasportate nei tessuti periferici dove possono svilupparsi le larve (cisticerchi) allo stesso modo di quanto avviene negli animali.

La localizzazione dei cisticerchi può avvenire ovunque ma esistono alcune sedi preferenziali:

  • encefalo,
  • occhio,
  • sistema muscolo-scheletrico,
  • cuore,
  • fegato,
  • polmoni.

In questi tessuti vengono a formarsi piccole vescicole trasparenti e ovoidali che contengono un liquido limpido e un numero variabile di parassiti. La localizzazione a livello muscolare non dà in genere origine a grossi problemi, che possono invece presentarsi in caso di interessamento cerebrale o oculare.

Le cisti vengono nel corso del tempo circondate da una reazione infiammatoria tissutale e dopo 3-6 anni vanno incontro ad una trasformazione fibrosa con calcificazione.

Sintomi

Le manifestazioni cliniche variano a seconda della forma patologica presente.

In caso di teniasi, cioè di sviluppo del verme adulto all’interno del canale intestinale, si presentano i seguenti sintomi:

  • disturbi intestinali vaghi come:
  • eruzioni cutanee,
  • presenza di proglottidi nelle feci (durante l’evacuazione è possibile avvertire una spiacevole sensazione di disagio a livello perianale data dal passaggio delle proglottidi).

Nella più rara forma di cisticercosi i sintomi invece sono in genere più importanti e si diversificano a seconda del distretto corporeo interessato:

  • muscolo scheletrico: il coinvolgimento del muscolo avviene in genere in maniera asintomatica o al massimo con vaghi dolori e debolezza muscolare;
  • Occhio:
    • Iridociclite (infiammazione dell’occhio),
    • distacco di retina,
    • strabismo,
    • dolore,
    • scotomi (difetti del campo visivo);
  • Encefalo:

Diagnosi

Il paziente infestato da tenia presenta quasi sempre eosinofilia a livello del sangue periferico (eosinofili alti, uno specifico tipo di globuli bianchi che crescono di numero in corso di infestazioni parassitarie e fenomeni allergici).

La diagnosi viene poi confermata dal ritrovamento delle proglottidi nelle feci: queste sono visibili anche ad occhio nudo come piccoli segmenti giallognoli. L’esame colturale delle feci potrà identificare con precisione la loro natura e la specie di tenia a cui appartengono.

Se non vengono ritrovate le proglottidi direttamente nelle feci, ma il sospetto di teniasi è forte, è possibile andare a ricercare le proglottidi a livello perianale mediante l’utilizzo di una striscia di nastro di cellophane adesivo che deve essere applicata localmente e successivamente esaminata.

In caso di cisticercosi la diagnosi può risultare più difficile e richiede la documentazione istologica della presenza del parassita nei tessuti mediante analisi del materiale bioptico prelevato, qualora questo sia possibile (ad esempio in caso di cisti a livello muscolare o sottocutaneo).

Se la localizzazione avviene a livello oculare il parassita può essere visualizzato con un esame del fondo dell’occhio o mediante indagini di diagnostica per immagini che evidenzino delle lesioni cistiche.

Queste ultime tecniche vengono utilizzate anche in caso di sospetta cisticercosi cerebrale.

Cura

La terapia si basa sulla somministrazione di niclosamide in una dose unica. Questo farmaco non viene assorbito dal tratto gastro-intestinale ed è ben tollerato; agisce bloccando la motilità della tenia e la sua adesione alla parete intestinale.

Per evitare la cisticercosi che può seguire alla digestione dei segmenti di tenia contenenti le uova viene contemporaneamente somministrato un lassativo (purgante salino) dopo due ore.

In alternativa alla niclosamide possono essere somministrati anche praziquantel o albendazolo.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire la teniasi è la cottura della carne: temperature superiori ai 56°C per 5 minuti sono sufficienti per distruggere i cisticerchi. Anche la salatura o il congelamento a -10°C per almeno 9 giorni eliminano le larve presenti nella carne.

Inoltre una buona igiene personale e un’adeguata rete fognaria per lo smaltimento delle deiezioni umane sono fondamentali per bloccare la diffusione del parassita, motivo per il quale la parassitosi è ancora purtroppo molto diffusa in Paesi dove le condizioni igieniche sono ancora limitate.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

Fonti e bibliografia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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