Tonsilloliti (calcoli tonsillari) e tonsille criptiche: cause e rimedi

Introduzione

I tonsilloliti (anche noti come “calcoli tonsillari” o “pietre tonsillari”) sono piccoli agglomerati di dimensioni comprese tra 1-3 mm circa, di consistenza semisolida e di colore variabile dal bianco al giallastro, localizzati in corrispondenza delle tasche delle tonsille linguali o, più frequentemente, di quelle palatine.

Queste formazioni solide sono costituite per lo più da

  • cellule morte,
  • batteri,
  • muco,
  • leucociti,
  • residui di cibo,
  • calcificazioni.

Sono responsabili di alitosi e possono venire espulse in caso di starnuti particolarmente violenti.

Si stima che circa il 10% della popolazione sia interessata dalla formazione di tonsilloliti e che il fenomeno riguardi soprattutto giovani adulti (poco comune è il riscontro nell’infanzia, quando le tonsille presentano ancora mucose turgide e con cavità meno pronunciate).

La diagnosi è basata sull’evidenza clinica.

Nella gran parte dei casi i tonsilloliti tendono ad essere asintomatici e vanno incontro a risoluzione spontanea, meno comunemente può essere necessario procedere ad un trattamento antibiotico (specialmente in presenza di infezioni del cavo orale o delle prime vie aeree) o, in caso emanino un odore particolarmente sgradevole e siano sintomatici, alla loro rimozione.

Tonsilloliti e tonsille criptiche

iStock.com/ttsz

Cause

Le tonsille sono organi linfoghiandolari localizzati in corrispondenza del cavo orale; sono suddivisibili in 4 grandi gruppi (tonsille faringee o adenoidi, tubariche, palatine e linguali) e presentano in superficie artefatti e depressioni, note come cripte tonsillari, necessarie per ampliare la porzione di tonsille che è in contatto con i tessuti situati al loro esterno.

Cellule morte, muco, saliva e resti di cibo possono rimanere intrappolati in corrispondenza di queste cripte (tonsille criptiche), formando delle palline di consistenza calcifica, note come tonsilloliti; questi agglomerati sono inoltre un terreno fertile relativamente alla proliferazione batterica, con produzione di gas responsabili della comparsa di alitosi.

Questa condizione può essere favorita da alcuni fattori predisponenti, come:

  • Scarsa igiene orale (favorisce l’accumulo di sostanze in corrispondenza delle cripte tonsillari);
  • Infezioni della bocca o delle prime vie aeree (la sovrapproduzione di muco durante l’infezione può favorire la proliferazione di batteri che agiscono decomponendo muco e residui di cibo e producendo gas ricchi di zolfo che sono causa di alitosi);
  • Tonsilliti o processi di infiammazione cronica delle tonsille (processi infiammatori a carico delle tonsille, specialmente se ripetuti nel corso del tempo, possono favorire la comparsa di fibrosi in corrispondenza delle cripte tonsillari; queste cicatrici fibrotiche, contribuiscono alla formazione di tonsilloliti, agevolando il processo di accumulo di batteri e di cellule morte che avviene a livello delle cripte).

Sintomi

Nella maggior parte dei casi la presenza di tonsilloliti decorre in maniera asintomatica e solo in caso di aumento delle loro dimensioni e quantità possono determinare la comparsa di disturbi di entità maggiore, come:

  • Alitosi: è il sintomo che compare più precocemente in caso di calcoli tonsillari; la presenza di alito cattivo è generalmente correlata alla formazione di depositi sulla superficie delle tonsille, con alta concentrazione di solfuri (gas a base di zolfo di produzione batterica).
  • Mal di gola: è generalmente correlato ad un processo di infiammazione delle tonsille o alla presenza degli stessi tonsilloliti, i quali possono causare dolore o fastidio nel punto della cavità orale in cui si localizzano;
  • Otalgia: il dolore all’orecchio può essere determinato dall’irritazione delle fibre nervose situate nell’area in cui si localizzano le tonsille, responsabili anche della trasmissione di impulsi dall’orecchio all’encefalo;
  • Difficoltà a deglutire: se i calcoli tonsillari raggiungono dimensioni elevate, specialmente se si trovano in corrispondenza del punto di passaggio di alimenti solidi o liquidi, possono creare ingombro e determinare la comparsa di dolore durante l’atto di deglutizione.
  • Gonfiore tonsillare: i tonsilloliti, specie se di grandi dimensioni, possono favorire l’infiammazione delle tonsille e il loro conseguente aumento di volume.

Complicanze

Pur essendo un’evenienza piuttosto rara, in alcuni casi i tonsilloliti possono determinare importanti infezioni delle tonsille che, se estese in profondità, possono danneggiare il tessuto tonsillare e dar luogo alla formazione di veri e propri ascessi.

Diagnosi

Tonsillolito

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In alcuni casi i tonsilloliti possono essere confusi con le placche (formazioni bianche-giallastre che si estendono sul rivestimento mucoso della faringe, come risultato di infezioni di natura virale o batterica) o non essere visibili per le loro ridottissime dimensioni, per cui la diagnosi può risultare poco agevole.

Quando sono più grandi, invece, i calcoli tonsillari risultano ben distinguibili e si accompagnano a sintomi di maggior rilievo (come alitosi, dolore alla gola e all’orecchio, difficoltà a deglutire), per cui possono essere facilmente diagnosticati attraverso una visita medica e la relativa ispezione visiva.

Raramente e solo nel sospetto di patologie di gravità maggiore (come tumori, corpi estranei, …), potrebbero essere richiesti ulteriori esami strumentali specifici, come TAC o radiografia.

Rimedi e cura

In molti casi i tonsilloliti determinano esclusivamente la comparsa di alito cattivo e possono andare incontro ad auto-risoluzione (nel corso del tempo, infatti, tendono a staccarsi e vengono digeriti in seguito ad una normale deglutizione), non richiedendo alcun trattamento specifico.

Per alcuni pazienti è possibile rimuovere manualmente i tonsilloliti mediante l’uso di pinzette, spazzolini o cotton-fioc inumiditi, effettuando l’operazione con molta delicatezza per evitare il possibile sanguinamento causato dalla lacerazione del tessuto tonsillare; si raccomanda di procedere autonomamente solo se specificatamente addestrati dal proprio medico.

Laddove possibile, inoltre, il medico potrebbe procedere ad una spremitura, attuata con manovre specifiche, volte a favorire la fuoriuscita del calcolo dalla cripta tonsillare (ad esempio esercitando una pressione contro il fondo della tonsilla e premendo verso l’alto, facilitando in tal modo l’espulsione dei calcoli).

Farmaci antibiotici possono essere somministrati soprattutto in caso di tonsillite batterica, eventualmente associati all’esecuzione di gargarismi con acqua salata calda, per favorire la riduzione dei fastidi avvertiti localmente e facilitare la dislocazione del calcolo dalla sede in cui si trova.

Il trattamento chirurgico, infine, prevede l’esecuzione di una criptolisi, per eliminare definitivamente le cripte in cui si annidano i calcoli o di un intervento di laser criptolisi, tecnica mediante la quale, tramite il laser, si modificano i bordi delle cripte tonsillari, in modo da evitare l’accumulo di residui che possono favorire la formazione di calcoli.

L’intervento chirurgico di tonsillectomia, mediante il quale si rimuovono le tonsille palatine, è invece ad oggi riservato a pazienti affetti da tonsilliti ricorrenti o da calcoli tonsillari particolarmente sintomatici.

Prevenzione

Per evitare la formazione ricorrente di calcoli tonsillari è buona norma:

  • Mantenere una corretta igiene orale, mediante spazzolatura di denti e lingua;
  • Non fumare;
  • Bere acqua a sufficienza durante la giornata;
  • Effettuare gargarismi con acqua salata tiepida.

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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