Tracoma oculare: cause, sintomi e cura

Introduzione

Il tracoma è una malattia infettiva ad elevata contagiosità e rappresenta la principale causa di cecità ad eziologia infettiva nel mondo; fa parte a pieno titolo delle 17 malattie tropicali che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha inserito nella lista delle patologie neglette (trascurate) che colpiscono oltre 1 miliardo di persone nel mondo, le più povere, nonostante sia abbastanza semplice da trattare e prevenire.

Causa

L’agente eziologico di questa patologia è rappresentato da un batterio gram negativo intracellulare obbligato: Chlamydia trachomatis, in particolar modo i sierotipi A, B, Ba e C.

È una patologia che interessa soprattutto l’età pediatrica, è infatti purtroppo molto comune nei bambini tra 3 e 6 anni in quanto più sensibili per via di un’immunità non ancora pienamente sviluppata e una peggiore igiene personale rispetto ai bambini più grandi e agli adulti.

Trasmissione e contagiosità

Il tracoma è molto contagioso, soprattutto nelle prime fasi, e l’infezione avviene per contatto:

  • Da occhio a occhio
  • Da mano a occhio
  • Per condivisione di oggetti contaminati (fazzoletti, asciugamani, vestiti, …)
  • Insetti, mosche che si posano sugli occhi.
Mosche Diptera, uno dei vettori responsabili della diffusione del tracoma

Mosche Diptera, uno dei vettori responsabili della diffusione del tracoma (iStock.com/yod67)

Osservando i dati dell’OMS nel mondo si contano oltre 150 milioni di bambini infetti che rischiano di diventare totalmente ciechi; è una patologia endemica nelle aree più povere del pianeta, come nord-Africa, India, medio oriente, sud est asiatico, in cui colpisce bambini che vivono in condizioni igieniche precarie, con scarsità di acqua potabile, in stretta vicinanza con animali e insetti, in condizioni di sovrappopolazione.

L’Australia rappresenta invece l’unico Paese sviluppato dove questa infezione sia ancora endemica (si rileva in circa metà delle sue comunità più remote).

Fattori di rischio

  • Sesso femminile (le donne hanno tipicamente un contatto più stretto con i bambini)
  • Vivere in zone dove il tracoma è endemico
  • Condizioni di povertà e sovraffollamento
  • Scarsa igiene e accesso all’acqua pulita
  • Presenza di vettori (mosche ed insetti)
  • Età compresa tra i 3 e i 6 anni

Sintomi

Il periodo d’incubazione una volta avvenuta l’infezione è di circa 7 giorni, dopo i quali iniziano a manifestarsi i sintomi tipici di una congiuntivite:

A questo segue una rapida infiammazione dei follicoli congiuntivali e i vasi capillari invadono la cornea.

Con la progressione dell’infezione si assiste a:

  • entropion (una rotazione verso l’interno della rima della palpebra)
  • trichiasi (inversione delle ciglia).

Si avrà dunque un continuo delle ciglia invertite sulla cornea, che subirà pertanto delle lesioni che riparano per cicatrizzazione e conseguente alterazione e compromissione della visione; con il passare del tempo si sviluppa un’opacità irreversibile della cornea, che condurrà nel tempo a ipovisione (riduzione della vista) fino a giungere, danno dopo danno, alla cecità completa. Si tratta altresì di un processo estremamente doloroso, essendo la cornea una struttura riccamente innervata.

Si riportano schematicamente le fasi dell’infezione da tracoma identificate dall’OMS:

  • Fase 1 : Infiammazione tracomatosa – follicolare
  • Fase 2 : Infiammazione tracomatosa – intensa
  • Fase 3 : Cicatrici tracomatose
  • Fase 4 : Trichiasi tracomatosa
  • Fase 5 : Opacità corneale

Complicanze

Un singolo episodio infettivo, se trattato adeguatamente, guarisce senza lasciare sequele; in assenza di diagnosi precoce e senza il necessario trattamento la storia naturale della patologia conduce allo sviluppo di:

  • cicatrici sulla palpebra interna
  • deformità della palpebra e trichiasi
  • cicatrici corneali
  • opacità della cornea e perdita della vista parziale o totale.

Diagnosi

I segni clinici della malattia in grado di essere riconosciuti alla visita medica sono

  • follicoli congiuntivali,
  • ispessimento infiammatorio,
  • neovascolarizzazione corneale,
  • cicatrici sulla parte interna della palpebra.

Da un punto di vista laboratoristico è possibile ricorrere a

  • Diagnosi citologica: si prelevano cellule epiteliali dalla congiuntiva attraverso una tecnica di raschiamento congiuntivale e si eseguono test su questo materiale (immunofluorescenza diretta della Chlamydia e colorazione di Giemsa per ricerca di leucociti polimorfonucleati e corpi inclusi intracitoplasmatici basofili nelle cellule epiteliali).
  • Esame culturale delle secrezioni oculari per individuare l’agente infettivo.

Cura

La terapia d’elezione è antibiotica, fra quelle considerate d’elezione ricordiamo:

  • Azitromicina (fa parte della classe dei macrolidi), una tantum via os al dosaggio di 20 mg/kg
  • Pomata oftalmica ad uso topico a base di doxiciclina (fa parte della classe delle tetracicline)
  • In bambini allergici, o donne in gravidanza da meno di sei mesi, terapia topica con eritromicina (classe dei macrolidi) o sulfamidici.

Negli stadi avanzati di malattia è invece indispensabile un approccio chirurgico. Per trattare la trichiasi tracomatosa la chirurgia rappresenta l’unica opzione praticabile. Se l’opacità corneale è giunta fino alla cornea centrale la cecità è considerata irreversibile e non trattabile.

Occorre naturalmente associare al trattamento farmacologico o chirurgico tutte le regole di prevenzione elencate a seguire.

La prognosi quando si interviene precocemente è molto buona, ma essendo una patologia endemica nei Paesi più poveri del mondo purtroppo per scarsità di risorse spesso evolve nella sua storia naturale fino alla condizione di cecità completa.

Prevenzione

Le strategie di prevenzione non possono prescindere da

  • Miglioramento delle condizioni igieniche e disponibilità di acqua pulita
  • Evitare contatti diretti tra persone infette e persone sane
  • Eliminare i vettori (mosche e insetti)
  • Terapia farmacologica profilattica con antibiotici in soggetti suscettibili che soggiornano in aree endemiche

L’OMS nel 1998 ha lanciato una vera e propria battaglia verso il tracoma con il progetto VISION-2020 attraverso la strategia S.A.F.E. con l’obiettivo di eliminare nel mondo la cecità da tracoma entro il 2020, obiettivo purtroppo disatteso. L’acronimo sta a indicare:

  • Surgery: chirurgia per correggere la trichiasi
  • Antibiotics: distribuire antibiotici per trattare l’infezione
  • Facial Cleanliness: attenzione all’igiene personale e alla pulizia del viso
  • Environmental improvement: correzione e miglioramento delle condizioni ambientali

Nel 2012 l’Oman è stato il primo Paese verificato ad aver raggiunto l’eliminazione del tracoma; tra gli altri paesi che stanno adottando il protocollo S.A.F.E e che stanno ottenendo risultati soddisfacenti nell’eliminazione del tracoma troviamo: Gambia, Ghana, Iran, Marocco, Birmania, e Vietnam.

 

A cura del dr. Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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