Introduzione

Un brutto mal di testa può essere un’esperienza che mette a dura prova chi ne soffre, ma a volte può essere ancora più difficile superare la paura che il sintomo sia legato a qualcosa di peggio.

Anche se nella maggior parte dei casi un forte mal di testa non è un sintomo dovuto alla presenza di tumore, la paura di sviluppare questa forma di cancro è tra le più comuni e la grande diffusione che tale timore riveste è probabilmente dovuta alla grande aspecificità dei sintomi con cui può presentarsi, come ad esempio

  • cefalea,
  • stanchezza e faticabilità precoce,
  • riduzione della vista,
  • alterazioni motorie,
  • alterazioni della sensibilità.

I tumori che possono insorgere all’interno del Sistema Nervoso Centrale (SNC) sono in realtà vari, poiché tale sistema è costituito da numerosi tipi di tessuto differenti. Nella maggior parte dei casi, parlando di “tumore del cervello”, si intendono quei tumori maligni localizzati all’interno della scatola cranica (nella testa per l’appunto).

Da un punto di vista generale i tumori del sistema nervoso centrale sono relativamente poco comuni, rappresentando circa l’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione; è ancor più difficile parlare di sopravvivenza, perché molto variabile in base al tipo di tumore, ma secondo statistiche americane aggiornate al 2013 la sopravvivenza media a 5 anni è pari a circa un paziente su tre.

Le indagini che possono aiutare in caso di sospetto sono molteplici, partendo da un attento esame obiettivo neurologico e procedendo attraverso metodiche più sofisticate come TC e Risonanza Magnetica, con o senza utilizzo di mezzo di contrasto.

La specifica terapia viene poi diversificata in base a

  • tipo di tumore,
  • prognosi
  • ed evoluzione.

Classificazione

Le possibili forme di tumore al cervello sono numerose  e proprio per questo possono colpire tutte le fasce d’età.

Se volessimo prendere come riferimento la frequenza di presentazione, le lesioni maligne che più di frequente si diagnosticano a livello cerebrale sono le metastasi; la letteratura non offre un quadro unanime della situazione, ma tendenzialmente sono il tumore al polmone e quello al seno le neoplasie più frequentemente responsabili di metastasi cerebrali.

I tumori primitivi del SNC (ovvero che non “migrano” nel cervello ma vi originano direttamente) possono avere comportamento benigno o maligno, ma nel complesso possono essere classificati in:

  • Astrocitomi, sono i più frequenti e di vario grado (fino ad arrivare al Glioblastoma multiforme che è il tumore cerebrale maligno più frequente nell’adulto, associato molto spesso a sanguinamento intracranico).
  • Meningiomi, sono i tumori benigni più frequenti a questo livello. Sono tipici delle donne tra 50 e 60 anni ed originano dalle granulazioni della dura madre. Hanno una crescita solitamente lenta e quando possibile vengono direttamente asportati chirurgicamente.
  • Schwannomi, originano dalle cellule che avvolgono i nervi. Il più conosciuto di questa categoria è il neurinoma (sinonimo di schwannoma) del nervo acustico, il più frequente tumore che può riscontrarsi nell’angolo ponto-cerebellare.
  • Linfoma primitivo del SNC, soprattutto nei pazienti immunodepressi.

Ricordiamo poi l’esistenza anche di altri tumori meno comuni, come ad esempio oligodendroglioma, lipoma, craniofaringioma, tumori a cellule germinali (che possono produrre ormoni, come ad esempio la beta HCG), emangioblastoma, ependimoma, …

Nei bambini i più frequenti sono l’astrocitoma (per quanto concerne lesioni di tipo benigno), medulloblastoma ed il craniofaringioma.

Sintomi

Il principale problema di ogni nuova formazione all’interno della scatola cranica (che essendo ossea non permette al volume cerebrale di aumentare) è il cosiddetto “effetto massa”. Con tale termine si intende la compressione esercitata dal tumore al cervello contro qualunque tessuto che abbia intorno, che determina quindi una compromissione della sua funzione (in parole più semplici se andasse a comprimere una struttura motoria il paziente accuserebbe una perdita di forza, così come una struttura sensitiva periferica o di altro tipo. Ecco spiegato come, a seconda della sua localizzazione, un tumore cerebrale possa dare sintomi tanto diversi).

La prima manifestazione dell’effetto massa è solitamente la cefalea.

Il tipo di “mal di testa” che dovrebbe allarmare e richiedere indagini più approfonditi è solitamente una cefalea intensa, molto frequente, che tende a recidivare e addirittura a svegliare il paziente durante la notte. Aumenta con i cambi di posizione e non regredisce con il riposo o il sonno. Può associarsi tra l’altro a sintomi quali la nausea e il vomito.

Oltre a questa manifestazione, generale e comune alla maggior parte dei tumori cerebrali, vi sono poi sintomi più o meno specifici legati alla localizzazione della massa. Tali difetti vengono definiti deficit neurologici focali, ovvero delle perdite (più o meno gravi e più o meno transitorie) specifiche di una singola funzione:

  • alterazioni della vista,
  • convulsioni (o crisi epilettiche vere e proprie),
  • alterata sensibilità in una porzione del corpo; con tale definizione si intendono formicolii, riduzione della percezione o addirittura aumento della percezione (soprattutto dolorifica),
  • perdita di forza di un arto o altra porzione,
  • tremori,
  • afasia o altro disturbo della parola,
  • paralisi facciale,
  • disfagia o disturbi della deglutizione.

A tutto questo possono aggiungersi i sintomi tipici della maggior parte delle patologie maligne:

  • debolezza,
  • faticabilità,
  • perdita di peso,
  • malessere generalizzato.

Diagnosi

Il primo approccio, nel sospetto di sintomi cerebrali consiste in un’attenta analisi dei segni e sintomi che il paziente presenta; con questo non si intende soltanto l’esame obiettivo classico, ma anche ovviamente quello neurologico, che ha l’obiettivo d’indagare ed evidenziare la perdita di alcune specifiche funzioni cerebrali e periferiche.

Si conduce inoltre un’attenta anamnesi, soprattutto per identificare l’epoca d’insorgenza dei disturbi ed il loro andamento nel tempo.

Le principali manovre diagnostiche di livello successivo sono poi rappresentante da:

  • TC cranio con e senza mezzo di contrasto; essa ci permette solitamente di evidenziare delle lesioni che possono confermare il sospetto diagnostico.
  • RMN utilizzata per meglio caratterizzare le lezioni e la loro eventuale espansione.
Medico e paziente che osservano sul tablet l'esito di un esame di imaging.

iStock.com/Nikada

Discorso a parte meritano le metastasi, alle quali seguirà poi un’ulteriore indagine volta a ricercare la sede del tumore primitivo da cui sono originate.

Cura

A seconda dell’aggressività e della localizzazione delle lesioni, esse risulteranno più o meno aggredibili chirurgicamente.

Quando l’effetto massa è particolarmente pronunciato già al momento della diagnosi, possono essere somministrati corticosteroidi (cortisone) con l’obiettivo di ridurre l’edema (gonfiore), nonché terapie di supporto:

  • Farmaci anticonvulsivanti, nel caso in cui il tumore abbia dato origine a crisi epilettiche.
  • Supporto ventilatorio se ci fosse depressione respiratoria (in ogni patologia ci si presenti, la stabilità cardiorespiratoria del paziente rimane comunque la priorità).

Nel caso in cui poi sia necessario asportare la neoplasia, l’approccio chirurgico permette spesso la risoluzione del quadro sintomatico (o per lo meno le manifestazioni più acute e critiche).

Altre modalità di trattamento, che a volte coadiuvano la terapia chirurgica, mentre in altri casi sono gli unici adottati/adottabili, saranno:

  • Radioterapia, utilizzata soprattutto per le metastasi cerebrali.
  • Chemioterapia, con uno o più farmaci in contemporanea.

Prevenzione

Parlando di tumori è ovviamente necessario riconoscere come siano eventi multifattoriali e puramente imprevedibili (almeno nella maggioranza dei casi), quindi la prevenzione risulta essere un argomento molto dibattuto all’interno della comunità scientifica e non solo.

Come tutte le lesioni neoplastiche è necessario ridurre l’esposizione a specifici agenti carcinogeni, come le radiazioni ionizzati (ad esempio una precedente radioterapia nella regione cervicale).

L’accento maggiore deve essere invece posto sull’attenzione che il paziente deve porre nei confronti dei suoi stessi sintomi, non trascurando mai qualunque alterazione di natura neurologica che possa avvertire.

D’altro canto è possibile tranquillizzare il lettore affermando che non tutte le cefalee sono la spia di un tumore del cervello. Molto spesso sono soltanto periodi di particolare stress o un insufficiente riposo che generano cefalee ricorrenti, le quali in tal caso possono ridursi con il riposo e…un po’ di meritato relax!

 

A cura della dott.ssa Ergasti Raffaella, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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