Introduzione

Per unghia incarnita, chiamata in termini medici onicocriptosi, si intende la crescita della lamina dell’unghia (di solito i margini laterali) all’interno della cute del solco ungueale, cioè quella parte di cute che si trova ai lati dell’unghia.

In altre parole, l’unghia incarnita si verifica quando la parte laterale dell’unghia va a insinuarsi al di sotto della cute circostante; ciò provoca in fase iniziale un leggero fastidio, che in seguito evolverà verso un vivo dolore, associato agli altri classici segni di infiammazione:

  • arrossamento,
  • tumefazione,
  • cute calda
  • e spesso anche pus e sanguinamento.

La condizione può colpire qualsiasi unghia, ma tipicamente si manifesta a livello dell’alluce del piede; non è associata a particolari complicazioni, quantomeno in soggetti altrimenti sani.

Tra le pratiche più importanti per prevenire la formazione di questo disturbo si raccomanda di tagliare l’unghia mantenendo margini e angoli netti.

Modalità di prevenzione dell'unghia incarnita

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Causa

L’unghia incarnita è un disturbo piuttosto frequente, che colpisce in ugual misura sia maschi che femmine. È particolarmente comune tra gli adolescenti.

Tra i fattori predisponenti, ricordiamo:

  • calzature strette e scomode, poiché in grado di schiacciare la plica della pelle contro l’unghia,
  • cute circostante all’unghia che cresce troppo velocemente, finendo per incorporare parte dell’unghia,
  • un’unghia troppo grande rispetto al dito i cui lati tenderanno ad approfondirsi nella cute limitrofa,
  • unghie tagliate corte con margini curvi invece che rettilinei, in quanto la pelle mostrerà la tendenza a estendersi sopra l’unghia,
  • piedi sudati, perché una cute bagnata e macerata è più soggetta a lacerarsi,
  • disturbi della deambulazione, causa di traumatismi,
  • alluce a forma di bulbo,
  • deformazioni congenite, come l’unghia a tenaglia, ovvero un’unghia eccessivamente curva, che si verifica nei malati di
  • tumore benigno delle ossa (osteocondroma) nei giovani,
  • diabete mellito, per un duplice meccanismo:
    • da un lato l’angiopatia diabetica che provoca alterazioni del microcircolo
    • e dall’altro la neuropatia con conseguente deterioramento della sensibilità propriocettiva, causa di microtraumatismi ripetuti,
  • edema periferico può favorire negli anziani l’insorgenza dell’unghia incarnita.

Sintomi

L’unghia dell’alluce è quella che tende a incarnirsi con maggiore facilità.

In una prima fase l’unghia incarnita è asintomatica o si manifesta solo attraverso un leggero fastidio, magari limitatamente ad alcune calzature; in seguito, inizia a svilupparsi

  • dolore, soprattutto quando l’area è sottoposta a pressione,
  • gonfiore (edema) della zona,
  • arrossamento,
  • calore al tatto,
  • comparsa di sangue.

Tra la pelle e l’unghia può drenare del pus, come segno di infezione della cuticola, la porzione di cute che si trova al di sotto dell’unghia (paronichia acuta).

Complicazioni

L’unghia incarnita può complicarsi attraverso lo sviluppo di infezioni, divenendo ancora più accentuati i segni di infiammazione (dolore, rossore e calore).

Può prodursi tessuto di granulazione, soprattutto nei soggetti giovani, che si forma durante il processo di guarigione delle ferite; si tratta di un tessuto altamente vascolarizzato, che pertanto apparirà di colore rosso vivo.

I soggetti diabetici sviluppano più facilmente complicanze, in quanto è ridotta la capacità di guarigione delle ferite a causa del microcircolo difettoso. Quindi, sono quindi più esposti a rischio di incorrere in infezioni, che in casi gravi possono coinvolgere anche l’osso.

Quando rivolgersi al medico

Si tratta di un disturbo che, se non complicato, può essere risolto senza l’ausilio del medico, automedicandosi oppure consultando professionisti quali callista o podologo; è raccomandabile recarsi dal proprio curante o dal dermatologo quando:

  • vi siano segni di infiammazione (arrossamento, tumefazione, calore),
  • sia presente pus e/o sangue,
  • si avverta molto dolore,

oltre ovviamente ai casi di pazienti a rischio di complicazioni, come i soggetti diabetici.

Diagnosi

La diagnosi si basa sull’esame visivo.

In casi selezionati:

  • nei bambini e negli adolescenti andrebbe eseguita una radiografia del piede per escludere un osteocondroma.
  • nell’anziano, in caso di tessuto di granulazione, va posta la diagnosi differenziale con il melanoma, effettuando una biopsia.

Rimedi e cura

In caso di unghia incarnita è importante evitare di attendere che il disturbo passi da solo, in quanto l’unghia manifesta al contrario la tendenza ad approfondirsi ulteriormente nei tessuti molli.

Come regole di approccio generale si raccomanda di:

  • effettuare un pediluvio in acqua calda e sale più volte al giorno per 20-30 minuti, al fine di ammollare l’unghia e la cute circostante. Terminato il pediluvio è molto importante asciugarsi accuratamente i piedi;
  • tenere i piedi asciutti e puliti;
  • indossare scarpe larghe e comode, o meglio, se possibile, calzare scarpe aperte, avendo cura però di coprire l’unghia con le calze o con una medicazione;
  • non indossare scarpe e calze, quando si è a casa;
  • tagliarsi le pellicine e la pelle secca intorno all’unghia;
  • rimuovere delicatamente il pus, se presente, utilizzando una garza sterile.

Valutare con il proprio farmacista o medico di assumenre un blando analgesico (aspirina, paracetamolo, ibuprofene) per il dolore; in caso di sovrainfezione batterica il curante potrà prescrivere l’applicazione di una pomata antibiotica o l’assunzione di antibiotici per via orale, se presente febbre.

Quando sia necessario l’intervento del medico, nei casi più lievi è possibile procedere sollevando leggermente l’unghia e, ponendo attenzione a non provocare troppo dolore, la libererà dal lembo di pelle che la ricopre. Successivamente, posizionerà un pezzetto di garza sterile tra il solco ungueale e l’unghia. Bisogna avere cura di cambiare la garza una volta al giorno, per evitare infezioni. Tale manovra recherà sollievo al paziente e, se protratta nel tempo, potrà anche correggere l’onicocriptosi. A volte, sarà opportuno, invece della garza, inserire un piccolo catetere.

Nei casi più compromessi può diventare necessario ricorrere all’intervento chirurgico, soprattutto se l’unghia rischia di accrescersi ulteriormente nella pelle. L’intervento si attua asportando la porzione di unghia incarnita, incidendola con un’apposita forbicina, previa anestesia locale con lidocaina. Se l’unghia è infetta può diventare necessario effettuare la sua rimozione completa (avulsione ungueale totale), anche se ciò aumenta il rischio che l’unghia ricresca in modo anomalo. In ogni caso, l’unghia impiegherà tre o quattro mesi per ricrescere, nel frattempo è opportuno proteggere il letto ungueale lasciato privo di copertura, onde evitare che il minimo urto causi un vivo dolore al dito.

In caso di recidive si può ricorrere alla distruzione chimica della matrice ungueale applicando fenolo o acido tricloroacetico, oppure asportandola chirurgicamente.

Prevenzione

Per prevenire questo fastidioso disturbo, si consiglia di:

  • tagliarsi le unghie dritte non curve,
  • indossare calzature comode, non strette,
  • cambiarsi le calze tutti i giorni,
  • lavarsi i piedi quotidianamente, asciugandoli con cura dopo il lavaggio,
  • non tagliarsi le unghie più spesso di una volta ogni 2-3 settimane (tenere le unghie troppo corte, infatti, facilita la penetrazione dell’unghia al di sotto della plica ungueale),
  • tagliarsi le pellicine e la pelle secca intorno all’unghia,
  • non indossare calzini colorati, in quanto i coloranti, che possono venire disciolti nel sudore, irritano la pelle.

Se si è già sofferto di unghia incarnita vi sarà una probabilità maggiore che ciò si avvenga di nuovo, è quindi ancora più opportuno attenersi agli accorgimenti preventivi sopra descritti.

A cura della Dr.ssa Giovanna Celia, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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