Introduzione

L’unghia nera è un sintomo secondario, nella maggior parte dei casi, ad un trauma, ovvero lo schiacciamento.

Questo causa quello che in ambito medico è chiamato ematoma sub-ungueale: il trauma provoca la rottura di piccoli vasi sanguigni presenti a livello del letto ungueale (la parte di epidermide sottostante l’unghia), che porta ad una piccola raccolta ematica. L’ematoma cosi formatosi tende ad avere un colore blu-nerastro e, a distanza di un tempo variabile (di solito diversi giorni), può portare alla caduta dell’unghia; nel caso in cui la matrice ungueale non sia troppo danneggiata l’unghia nuova ricrescerà normalmente nel corso dei mesi successivi.

Anche se molto comune è il trauma sull’alluce, le stesse conseguenze si avranno su qualsiasi unghia venga coinvolta, sia che si tratti di mano che di piede.

Subito dopo lo schiacciamento a livello dell’unghia si manifestano diversi sintomi:

  • ematoma sub-ungueale e colorazione nerastra,
  • dolore molto intenso, descritto come pulsante nelle fasi iniziali,
  • sollevamento e distacco dell’unghia,
  • eventuali micro-fratture o fratture delle ossa delle dita sottostanti.

L’unghia nera per schiacciamento è per il medico facilmente diagnosticabile sulla base della sola osservazione; in causa di trauma importante può essere utile sciogliere ogni dubbio sulla possibilità che ci possano essere fratture ossee delle dita sottostanti attraverso la prescrizione di una radiografia della mano.

Per l’unghia nera da schiacciamento il primo intervento da effettuare prevede:

  • borsa di ghiaccio o di acqua fredda da porre sulla zona colpita,
  • risciacquo e disinfezione e della zona colpita,
  • eventuale bendaggio del dito.

In rari casi può rendersi necessario drenare l’ematoma sub-ungueale, attraverso l’applicazione di diverse tecniche di “perforazione” dell’unghia.

La prognosi può definirsi ottima in caso di traumi molto lievi: anche in caso di caduta dell’unghia, infatti, nel giro 5-8 mesi si avrà una completa rigenerazione senza particolari conseguenze. Qualora il trauma sia stato molto intenso, o si sia avuto anche una lacerazione del letto ungueale, allora c’è la possibilità che l’unghia ricresca deformata, o che non ricresca affatto.

Cause

Sono diversi i traumi che possono portare allo schiacciamento dell’unghia, tra cui ricordiamo:

  • chiudersi un dito nella portiera,
  • colpo accidentale di uno strumento (martello, zappa, …),
  • caduta di un oggetto molto pesante,
  • scarpe troppo strette, con danno soprattutto all’alluce,
  • pratica di attività come la corsa o il calcio, con una prolungata pressione delle scarpe sulla punta delle dita.

Più raramente l’unghia nera può presentarsi senza nessun trauma; in tale evenienza le cause più frequenti sono:

  • melanoma sub-ungueale (tumore della pelle a partenza dai melanociti),
  • malattie renali (come calcolosi e insufficienza renale),
  • onicomicosi (infezione dell’unghia da parte di funghi),
  • diabete (a causa della difettosa circolazione sanguigna, soprattutto a livello delle estremità del corpo come dita di mani e piedi),
  • ipossia (carenza di ossigeno, tipicamente a seguito di patologie polmonari o cardiache).

In caso di unghia nera senza trauma è quindi opportuno rivolgersi tempestivamente ad un medico.

Sintomi

Lo schiacciamento dell’unghia provoca un dolore molto intenso che, soprattutto nelle fasi iniziali, viene descritto come pulsante per via della reazione vascolare infiammatoria post-traumatica. A seguire oltre al dolore possono comparire:

  • formazione dell’ematoma sub-ungueale (una raccolta di sangue secondaria alla rottura di piccoli vasi sanguigni a livello del letto ungueale),
  • colorazione bluastra o nerastra dell’unghia, secondaria all’ematoma;
  • sollevamento e distacco dell’unghia (provoca un dolore molto intenso, che può richiedere una terapia antidolorifica farmacologica),
  • contusioni, fratture e microfratture ossee (sono la complicanza più grave di un trauma da schiacciamento a livello delle dita di mani o piedi e vanno sempre sospettate in caso di trauma importante; richiedono per la diagnosi l’esecuzione di una radiografia della mano),
  • lacerazione del letto ungueale (questa complicanza, se associata ad un danno della matrice ungueale, può portare ad una alterata, o del tutto mancata, ricrescita ungueale).

Quando rivolgersi al medico

Traumi modesti con l’unghia che si presenta nerastra in meno del 50% della sua estensione, possono non necessitare dell’intervento del medico.

Invece andrà sempre allertato il curante in caso di:

  • ematoma intenso e pulsante, con dolore poco gestibile,
  • comparsa di febbre, indicativa di possibile infezione della ferita,
  • fuoriuscita di pus a livello dell’unghia,
  • impotenza funzionale del dito colpito, che può indicare una sottostante frattura della falange.

Diagnosi

La diagnosi è piuttosto agevole per il medico sulla base della sola anamnesi (il medico farà domande sulla natura e le dinamiche del trauma) e dell’esame obiettivo (ovvero sulla osservazione diretta della lesione).

In alcuni pazienti potrebbe rendersi necessario eseguire una radiografia della mano per escludere la presenza di fratture e micro-fratture delle falangi ossee sottostanti.

Rimedi e cura

In caso di ematomi molto piccoli, con unghia che non si è distaccata, è sufficiente mettere in pratica questi accorgimenti:

  1. Lavaggio e disinfezione della lesione con Amuchina o altro detergente antibatterico.
  2. Borsa del ghiaccio o di acqua fredda sulla zona colpita (per ridurre l’infiammazione).
  3. Eventuale bendaggio e fasciatura del dito in caso di concomitante frattura.
  4. Porre l’arto interessato in posizione anti-gravitaria (cioè verso l’alto), per aiutare il ritorno venoso dalla zona lesionata.

In caso di ematomi più estesi o distacco dell’unghia è invece necessario rivolgersi al medico che potrà effettuare il drenaggio dell’ematoma tramite “perforazione” con ago o bisturi. In rari casi è opportuno perfino rimuovere chirurgicamente l’unghia lesionata per evitare sovra infezioni, micosi e consentire così una ricrescita regolare.

Prevenzione

  • Utilizzare scarpe anti-infortunistiche con punta in acciaio rinforzata: è un ottimo strumento preventivo in molte categorie di lavoratori.
  • Indossare scarpe comode e adeguate all’attività che si vuole svolgere.
  • Accurata igiene dei piedi che riduce il rischio di onicomicosi.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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