Introduzione

L’uretrite è il processo infettivo/infiammatorio che colpisce l’uretra, ovvero la porzione distale della via escretrice che dalla vescica convoglia l’urina verso l’esterno.

L’uretrite appartiene quindi alle malattie delle vie urinarie inferiori e può colpire, seppur con incidenze differenti, sia l’uomo che la donna e che sono nella maggior parte dei casi appartenenti al grande gruppo delle malattie sessualmente trasmissibili.

La manifestazione è quasi sempre rappresentata dalla fuoriuscita di materiale, più o meno mucopurulento, dall’orifizio uretrale esterno e da dolore/fastidi durante la minzione.

La diagnosi si basa sul riscontro del patogeno responsabile attraverso colture di materiale prelevato a livello uretrale, associato ad altre indagini come prelievi ematici o esame delle urine.

La terapia dipende invece dallo specifico agente responsabile del focolaio infettivo, ma nella maggior parte dei casi è costituita da uno o più antibiotici in associazione.

Richiami di anatomia

Per poter capire come si trasmettono le infezioni uretrali, nonché la loro diversa incidenza nei due sessi, si rende necessario analizzare nei suoi tratti essenziali l’anatomia dell’apparato urinario.

RIcostruzione grafica del sistema urinario

iStock.com/Ingram Publishing

Il processo di filtrazione che avviene a livello renale determina la formazione di pre-urina la quale, attraverso varie modificazioni chimiche della sua composizione, diventa in seguito urina definitiva. Dai reni, attraversando l’uretere di ciascun lato, arriva nella vescica, dove può accumularsi finché l’organismo non è pronto per urinare.

Il collegamento tra la vescica e l’esterno avviene attraverso l’uretra.

Nella donna tale condotto è lungo soltanto 4 cm (contro i 18 – 20 cm dell’uomo) e questo predispone la donna ad una maggior incidenza di infezioni delle vie urinarie inferiori. La vicinanza dell’orifizio uretrale esterno con lo sfintere anale (condizione che nell’uomo non si verifica, data la localizzazione dell’orifizio sulla punta del glande) facilita ulteriormente la colonizzazione batterica.

In realtà nella donna, essendo molto corto il tragitto, l’infezione arriva quasi sempre alla vescica dando origine ad una cistite, mentre nell’uomo è per questo motivo maggiore l’incidenza di uretrite vera e propria.

Cause

La causa dell’uretrite viene notoriamente ricondotta ad un’infezione batterica e possono essere generalmente suddivise in:

  • Uretriti gonococciche: in questo caso l’agente eziologico è la Neisseriae Gonorrhoeae, un batterio spesso meglio conosciuto come “gonococco”. Tale batterio può colonizzare tutti gli epiteli colonnari, tra cui appunto l’uretra.
  • Uretriti non gonococciche: rappresentano il resto delle uretriti ed hanno alla base differenti agenti eziologici. I principali sono:
    • Chlamydia Trachomatis
    • Ureaplasma Urealyticum
    • Mycoplasma genitalium
    • Citomegalovirus (costituisce un’eccezione in quanto agente virale, piuttosto che batterico).

In alcuni pazienti l’uretrite è soltanto un processo infiammatorio senza infezione sottostante, che deve la sua patogenesi ad alterazioni del sistema immunitario a cui il paziente è eventualmente predisposto. Un tipico esempio è rappresentato dalla sindrome di Reiter, che si presenta con

Altri eventi possono essere di origine traumatica, chimica o da corpo estraneo (un esempio è anche rappresentato dalla permanenza di un catetere vescicale).

Sintomi

Le principali manifestazioni con cui si presenta l’uretrite sono rappresentate da:

  • Perdite uretrali purulente, talvolta possono esservi delle perdite fisiologiche di genitali esterni, ma odore, prurito, colore ed altri sintomi accessori possono indirizzare verso una condizione patologica. Nel caso di uretriti non gonococciche le perdite potrebbero essere più scarse e meno evidenti all’occhio del paziente e/o del medico stesso;
  • disuria (dolore durante la minzione),
  • tenesmo (sensazione di dover evacuare, anche in assenza di una reale necessità),
  • sintomi sistemici, quali febbre e malessere generalizzato (anche questi sintomi potrebbero essere meno evidenti o acuti nel caso di infezioni non gonococciche).

Le principali complicanze che possono insorgere sono:

  • locali:
    • prostatite (uomo),
    • cistite,
    • salpingite e bartolinite (donna),
    • stenosi uretrale,
  • sistemiche:

Diagnosi

La diagnosi di uretrite inizia solitamente col sospetto del paziente stesso che, in prima istanza, identifica le perdite a livello genitale, associate ad altri sintomi locali.

Risulta di fondamentale importanza per il medico una corretta anamnesi patologica per capire se possano esserci stati dei comportamenti a rischio, ricordando che l’uretrite gonococcica rappresenta una delle più comuni infezioni sessualmente trasmesse nell’uomo in epoca riproduttiva. Oltre alle perdite è possibile poi osservare

Tra i possibili approfondimenti necessari ricordiamo:

  • Esame urine con urinocoltura ed antibiogramma: questi esami permettono di rilevare la presenza di colonie batteriche all’interno delle vie urinarie e contemporaneamente decidere l’antibiotico più adeguato da utilizzare.
  • Striscio uretrale, soprattutto in caso di N. Gonorrhoeae, permette di coltivare i batteri in laboratori e saggiare anche qui la loro sensibilità agli antibiotici. Per alcuni agenti, come ad esempio la Chlamydia, risulta più efficace un tampone uretrale.
  • Altri test includono la ricerca di antigeni specifici su sangue o campioni locoregionali, PCR, esami ematochimici con ricerca di anticorpi.
  • Test di gravidanza, nelle donne talvolta può essere utile per una diagnosi differenziale in caso di gonfiori addominali e dolore idiopatici.
  • Ecografia pelvica nel caso di sospetta PID (Malattia infiammatoria pelvica), tipicamente correlata ad infezione da Chlamydia nella donna.

Cura

Il cardine su cui si fonda la cura dell’uretrite è la terapia antibiotica, possibilmente mirata contro i patogeni identificati attraverso urinocoltura ed antibiogramma. Le molecole più prescritte sono:

  • cefalosporine di III generazione (come il Ceftriaxone intramuscolo),
  • macrolidi,
  • tetracicline (soprattutto la doxiciclina).

Nel caso della Chalmydia le molecole maggiormente utilizzate sono Azitromicina e Doxiciclina.

Alla terapia antibiotica possono unirsi alcuni farmaci accessori con lo scopo di alleviare la sintomatologia:

  • analgesici, soprattutto FANS,
  • eventualmente antipiretici qualora i sintomi sistemici comportino rialzo febbrile.

Quando la causa risiede in un fenomeno transitorio, in un trauma o altra patologia sottostante, è necessario risolvere la causa primaria per permetterne la guarigione definitiva.

In rari casi è infine necessario intervenire sulle complicanze dell’uretrite, finanche ad un approccio chirurgico se vi sia verificata una stenosi uretrale definitiva.

Prevenzione

Parlando di prevenzione è ovviamente necessaria in prima istanza una corretta educazione sessuale; un rapporto sessuale sicuro è alla base della riduzione del rischio, per ogni individuo, di trasmettere germi. Il preservativo in tal caso riduce in maniera molto significativa il rischio di incidenza di questo gruppo di patologie.

A questo va aggiunto un regolare controllo presso il proprio ginecologo di riferimento e presso il medico curante, per supervisionare l’andamento delle vie urinarie e genitali.

La prescrizione antibiotica infine deve essere attentamente valutata da caso a caso, per evitare l’insorgenza di resistenze antibiotiche difficili poi da debellare.

 

A cura della dott.ssa Ergasti Raffaella, medico chirurgo

Fonte:

  • Oxford Handbook of Clinical Medicine, M. Longmore, 19th edition.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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