Uveite: cause, sintomi e cura

Introduzione

Uveite è un termine generico che identifica un’infiammazione di una parte o della totalità dell’uvea, una sottile membrana posta tra sclera e cornea e deputata alla vascolarizzazione dell’occhio.

Anatomia semplificata dell'occhio umano

Anatomia semplificata dell’occhio (iStock.com/solar22)

L’uvea è costituita da tre componenti, dette:

  • iride (parte anteriore),
  • corpo ciliare (parte media),
  • coroide (parte posteriore).

L’infiammazione può colpire ognuna di queste componenti, che possono essere interessate singolarmente (rispettivamente uveite anteriore o iridociclite, media o posteriore) oppure nella loro interezza (panuveite).

La patologia ha conseguenze di carattere solitamente transitorio, che si manifestano con riduzioni temporanee della vista, ma se non trattata in termini adeguati può condurre ad esiti irreversibili ed irreparabili come la cecità permanente.

Cause

Un’infiammazione dell’uvea può essere sottesa a diverse cause, che a loro volta variano a seconda della porzione coinvolta.

  • Uveite anteriore (iridociclite)
    • Idiopatica (senza causa nota, condizione più frequente)
    • Iatrogena (come conseguenza di un intervento chirurgico)
    • Infettiva (come conseguenza di infezione da virus erpetici)
    • Traumatica
    • Secondaria ad artrite idiopatica giovanile
  • Cause di uveite intermedia
  • Cause di uveite posteriore (coroidite)
    • Idiopatica (senza causa nota, condizione più frequente)
    • Infettiva, come conseguenza di infezione da
    • Secondaria a sarcoidosi
  • Cause di panuveite
    • Idiopatica (senza causa nota, condizione più frequente)
      Infettiva, come conseguenza di infezione da Mycobacterium tubercolosis o secondaria a sarcoidosi

Va sottolineato che una rara, ma spesso sottovalutata causa di uveite (soprattutto anteriore, ma anche delle altre porzioni), è legata all’assunzione di farmaci, quali ad esempio:

  • bifosfonati (spesso utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi),
  • rifabutina (antibiotico per la tubercolosi polmonare),
  • cidofovir (farmaco antivirale ad ampio spettro).

Segni e sintomi

I sintomi di uveite possono variare da quadri leggeri a quadri più invalidanti, a seconda della sede coinvolta e della severità dell’infiammazione.

Sintomi di uveite anteriore

La forma anteriore è probabilmente quella che dà sintomi con maggiore frequenza, causando ad esempio:

  • dolore a livello dell’occhio
  • arrossamento dell’occhio
  • senso di fastidio con l’esposizione alla luce (fotofobia)
  • riduzione della vista

Alcuni segni tipici che invece può riscontrare il Medico nel corso dell’esame obiettivo sono:

  • iperemia congiuntivale paracorneale (flush ciliare),
  • precipitati cheratici sulla superficie corneale interna,
  • flare nella camera anteriore,
  • sinechie posteriori.

Sintomi di uveite intermedia

A differenza delle forme anteriori, quelle intermedie solitamente non sono caratterizzate da dolore e si manifestano con:

  • riduzione della vista,
  • presenza di corpi mobili (piccoli puntini neri, macchie scure o linee frastagliate, che fluttuano all’interno del campo visivo).

Spesso si riscontrano cellule nel vitreo, che possono aggregarsi in prossimità del confine tra iride e sclera (pars plana) formando i cosiddetti essudati “a palla di neve”. Altri segni clinici sono estremamente specifici e di pertinenza dello Specialista oftalmologo.

Sintomi di uveite posteriore

Anche nell’uveite posteriore è tipico il riscontro dei corpi mobili con una riduzione dell’acuità visiva. I segni riscontrati in questo caso sono:

  • manifestazioni di retinite o di coroidite, con lesioni giallo-biancastre
  • presenza di cellule nel vitreo
  • vasculite retinica
  • edema del disco ottico.

Sintomi di panuveite

Nella panuveite si possono manifestare combinazioni miste dei sintomi e dei segni descritti nelle altre forme.

Complicanze

Le complicanze dell’uveite possono arrivare a determinare un esito drammatico come la perdita della vista, soprattutto nei casi che non vengono adeguatamente trattati o riconosciuti.

Le complicazioni più comuni sono rappresentate da

  • edema maculare cistoide (principale causa di perdita della vista)
  • cataratta
  • distacco di retina
  • glaucoma
  • ipotonia (pressione intraoculare troppo bassa)
  • fenomeni di neovascolarizzazione di retina, iride o del nervo ottico.

Diagnosi

La diagnosi di uveite è basata su esami di approfondimenti specifici, che comprendono l’utilizzo della lampada a fessura e l’oftalmoscopia, mentre la malattia viene sospettata in quei pazienti che lamentano una sintomatologia dolorosa associata ad arrossamento dell’occhio e fotofobia.

In realtà esistono diverse condizioni che possono simulare un’uveite, tra cui quelle che determinano condizioni di infiammazione intraoculare come

  • congiuntiviti particolarmente gravi
  • cheratiti gravi
    • cheratocongiuntivite erpetica
    • cheilite ulcerativa periferica
    • sclerite grave.

L’uveite entra in diagnosi differenziale con le forme acute di glaucoma ad angolo chiuso, che presenta tipiche manifestazioni di arrossamento e dolore del tutto simili appunto a quelle dell’uveite. A tal proposito va sottolineata l’importanza della misurazione della pressione intraoculare per distinguere le situazioni: essa infatti risulta aumentata nel glaucoma in più di due terzi dei casi (mentre può addirittura essere bassa nell’uveite).

Vanno poi prese in considerazione, sempre per la diagnosi differenziale, altre patologie come:

  • tumori intraoculari, soprattutto se:
    • il paziente è di giovane età (retinoblastoma, leucemia, …)
    • il paziente è di età avanzata (linfoma intraoculare)
  • retinite pigmentosa.

Cura

Il trattamento dell’uveite segue i capisaldi per la terapia delle situazioni d’infiammazione e si avvale in particolar modo di:

  • corticosteroidi (farmaci cortisonici), soprattutto ad applicazione topica, come il prednisolone acetato (applicato con iniezioni peri o intraoculari)
  • farmaci cicloplegico-midriatici, come omatropina o ciclopentolato (somministrati come collirio);
  • farmaci antimicrobici, qualora vi sia un concomitante quadro infettivo;

Oltre a queste opzioni farmacologiche, in casi selezionati con cause specifiche, può risultare indicata la chirurgia (vitrectomia) o l’adozione di metodiche come la fotocoagulazione al laser.

I casi più gravi possono invece richiedere la somministrazione di corticosteroidi ad azione sistemica o addirittura di farmaci immunosoppressivi come il metotrexato o l’adalimumab.

 

A cura del Dr. Marco Cantele

Fonti e bibliografia

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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