Valori Normali

Amilasi totale

  • 0-30 giorni: 0-6 U/l
  • 31-182 giorni: 1-17 U/l
  • 183-365 giorni: 6-44 U/l
  • 1-3 anni: 8-79 U/l
  • 4-17 anni: 21-110 U/l
  • Dopo i 18 anni: 26-102 U/l

Fonte: Mayo

Amilasi pancreatica

  • 0-24 mesi: 0-20 U/L
  • 2-18 anni: 9-35 U/L
  • Dopo i 18 anni: 11-54 U/L

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Le amilasi sono un gruppo di enzimi che servono a degradare i carboidrati complessi; all’interno del pancreas, che è una ghiandola esocrina, l’enzima è sintetizzato dalle cellule acinose per poi attraversare i dotti pancreatici e raggiungere l’apparato digerente.

Sono anche prodotte dalle ghiandole salivari, dalla mucosa dell’intestino tenue, dalle ovaie, dalla placenta, dal fegato e dalle tube. Gli isoenzimi pancreatici e salivari si trovano nel sangue, dove attraverso l’esame è possibile rilevarne la concentrazione presente.

In condizioni normali l’amilasi è presente in piccole quantità nel sangue e nelle urine, ma quando le cellule del pancreas hanno qualche problema, come nel caso della pancreatite oppure quando il dotto pancreatico è ostruito da un calcolo o in rari casi da un tumore, gli enzimi entrano in circolo più facilmente, quindi la loro concentrazione aumenta sia nel sangue che nelle urine (l’amilasi abbandona l’organismo attraverso queste ultime).

Questo esame di solito viene usato dai medici per diagnosticare la pancreatite, quindi l’esame dell’amilasi pancreatica (p-amilasi) è quello più utile per la diagnosi di laboratorio della pancreatite acuta.

Il valore sierico (sul sangue) totale continua ad essere la modalità più usata di diagnosi della pancreatite acuta, utilizzo giustificato da un’accuratezza pari al 95% (per accuratezza di un esame diagnostico si intende la sua  capacità di fornire valori corrispondenti a quelli veri).

Il problema di quest’esame, tuttavia, è la specificità relativamente bassa, che si attesta tra il 70 e l’80% (si definisce specificità di un esame diagnostico la capacità di identificare correttamente i soggetti sani, ovvero non affetti dalla malattia o dalla condizione che ci si propone di individuare).

Fotografia di un modello di pancreas con accanto uno stetoscopio

iStock.com/Shidlovski

Interpretazione

Totale

Durante gli episodi di pancreatite acuta, il livello dell'amilasi sierica si innalza temporaneamente, tra le 2 e le 12 ore dall'inizio dell'attacco. La concentrazione ritorna alla normalità entro il terzo o quarto giorno. Il picco, ottenuto tra le 12 e le 72 ore, è di solito pari a 4-6 volte il massimo del valore normale, tuttavia in un numero significativo di pazienti il valore aumenta di meno e spesso non aumenta affatto. Si noti tuttavia che l'aumento dell'attività dell’enzima non è proporzionale alla gravità del disturbo.

Nella pancreatite acuta associata all'iperlipidemia l'amilasi sierica può risultare mascherata ed apparire normale, probabilmente a causa di un'interferenza degli elevati livelli lipidici con la lettura calorimetrica del test.

Una parte significativa dell'enzima viene eliminata con le urine, quindi a un aumento dell'attività sierica corrisponde l’aumento dell'amilasi urinaria, che aumenta in molti più pazienti rispetto a quella sierica, raggiunge livelli maggiori e continua a rimanere elevata per periodi più lunghi.

Nella pancreatite cronica quiescente sia l'attività della forma sierica sia quella delle urine di solito sono inferiori al normale.

L'amilasi totale non è un indicatore specifico della funzionalità pancreatica, perché è prodotta da diversi organi. Livelli alti sono stati riscontrati anche in altre patologie e situazioni che non coinvolgono il pancreas, ad esempio:

Nella pancreatite acuta di solito aumenta contemporaneamente alla lipasi, tuttavia in alcuni casi quest'ultima può

  • impiegare più tempo ad aumentare,
  • rimanere elevata più a lungo.

La pancreatite cronica spesso è connessa all'alcolismo. Può anche essere causata da un trauma o dall'ostruzione dei dotti pancreatici, oppure essere associata ad anomalie genetiche come la fibrosi cistica.

L'aumento dell'alfa-amilasi sierica totale non è un indicatore specifico delle malattie del pancreas, perché l'enzima è anche prodotto dalle ghiandole salivari, dalla mucosa dell'intestino tenue, dalle ovaie, dalla placenta, dal fegato e dalle tube. Nel siero si trovano due isoenzimi, quello pancreatico e quello salivare. L'amilasi pancreatica si dimostra più utile rispetto a quella totale per la diagnosi e il controllo della pancreatite acuta.

I valori dell'enzima possono anche essere significativamente aumentati nelle persone con ostruzione del dotto pancreatico e con cancro del pancreas.

Valori bassi in soggetti con pancreatite portano invece a pensare danni permanenti alle cellule del pancreas.

Pancreatica

In caso di pancreatite acuta, l'amilasi pancreatica di solito rimane elevata per le prime 12 ore dall'inizio dell'attacco e continua ad esserlo per 3-4 giorni, raggiungendo di norma valori pari a 4-6 volte quello normale massimo.

L'esame della forma pancreatica non è utile per diagnosticare il tumore al pancreas.

L'esame dell'amilasi pancreatica durante gli attacchi di pancreatite acuta è l'unico modo per diagnosticare la pancreatite cronica.

Aumenti poco significativi (fino a 78 U/l) possono infine avere una scarsa significatività clinica.

Valori Bassi

  • Cirrosi
  • Epatite
  • Tireotossicosi
  • Tumore al pancreas
  • Ustioni

Valori Alti

  • Abuso di Alcool
  • Chetoacidosi diabetica
  • Colelitiasi
  • Gravidanza
  • Infiammazione delle ghiandole salivari
  • Iperlipidemia
  • Ipertiroidismo
  • Orecchioni
  • Ostruzione biliare
  • Pancreatite
  • Perforazione intestinale
  • Perforazione ulcera peptica
  • Rottura tuba

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

Numerosi farmaci possono alterare l'esito dell'esame, tra cui alcuni antinfiammatori, la pillola anticoncezionale, il cortisone, ... così come il consumo di alcool.

Totale

Il valore totale può essere più alto del normale nei pazienti affetti dalla macroamilasemia. La macroamilasi è una forma di amilasi che si trova nel siero ed ha un peso molecolare elevato. Sono state ipotizzate diverse cause della macroamilasemia, ad esempio si pensa che l'amilasi formi un complesso con un'immunoglobulina. La macroamilasi, per via delle dimensioni superiori alla norma, non può essere eliminata con le urine, e quindi di solito fa aumentare l'amilasi sierica. In questo caso il valore alto non serve per diagnosticare la pancreatite. L'esame contemporaneo dell'amilasi sierica e urinaria permette di capire se il paziente soffre di macroamilasemia.

I valori possono infine aumentare i numerose altre situazioni, per esempio:

In questi casi l'esame perde quindi la sua utilità diagnostica.

Pancreatica

I risultati dell’esame della forma pancreatica possono essere elevati nei pazienti affetti dalla macroamilasemia.

L'esame dell'amilasi pancreatica durante gli attacchi di pancreatite acuta è l'unico modo per diagnosticare la pancreatite cronica.

Quando viene richiesto l'esame

Nella maggior parte dei casi l'aumento dell'amilasi sierica è causato dall'aumento dell'enzima che entra in circolo e/o dalla diminuzione della sua eliminazione. L’esame è usato perlopiù per diagnosticare e tenere sotto controllo la pancreatite acuta e altri disturbi del pancreas e viene eseguito contemporaneamente a quello della lipasi.

Il livello può anche essere elevato in caso di tumore al pancreas, ma di solito l’aumento avviene troppo tardi perché l’esame abbia una qualche utilità diagnostica, tuttavia i risultati possono servire a controllare se la terapia del tumore è efficace.

Viene infine richiesto in caso di sintomi ancora senza spiegazione, come:

Preparazione richiesta

Il paziente non deve bere alcol nelle 24 ore precedenti e serve che il prelievo avvenga a digiuno.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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