Emoglobina glicata (HbA1c): alta, bassa e valori normali

Valori Normali

A seconda delle fonti consultate l’intervallo di normalità può variare leggermente (valori per pazienti con più di 18 anni):

La società italiana di diabetologia individua i seguenti valori:

  • valori normali inferiori al 6.0%,
  • fra 6.00 e 6.49% (alto rischio di diabete nei cinque anni successivi).
  • uguale o superiore a 6.5% in due misurazioni condotte in tempi diversi, diagnosi di diabete.

Il valore di emoglobina glicata è un’indicazione della glicemia media degli ultimi 2-3 mesi e la seguente tabella mostra la conversione tra i due esami; i tre numeri nella colonna “glicemia media” rappresentano rispettivamente la media aritmetica e l’intervallo di confidenza al 95%.

Emoglobina glicata (%) Glicemia media (mg/dl)
5 97 (76–120)
6 126 (100–152)
7 154 (123–185)
8 183 (147–217)
9 212 (170–249)
10 240 (193–282)
11 269 (217–314)
12 298 (240–347)
13 326 (260-380)
14 355 (290-410)
15 384 (310-440)
16 413 (330-480)
17 441 (460-510)
18 470 (380-540)
19 499 (410-570)

In alcuni laboratori il referto prevede anche la presenza della glicemia media, indicata spesso come A1c.

Recentemente è stato proposto di passare all’unità di misura in mmol/mol, da cui si ricavano i seguenti valori limite:

HbA1c
(%)

HbA1c
(mmol/mol)

Utilizzo

4.0

20

Limite inferiore in soggetti non diabetici

5.4

36

Limite superiore in gravidanza (1o e 2o trimestre)

5.7

39

Limite superiore in soggetti non diabetici

6.5

48

Diagnosi di diabete

7.0

53

Obiettivo terapeutico primario

o, semplificando ulteriormente:

  • una persona sana troverà risultati compresi fra 20 e 39 mmol/mol,
  • un valore compreso fra 40 e 47 mmol/mol, pur non potendo essere classificato come diabete, rappresenta una condizione che richiede un intervento sullo stile di vita e periodici controlli,
  • valori inferiori a 53 mmol/mol rappresentano nella grande maggioranza dei casi l’obiettivo della terapia del soggetto diabetico.

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Il diabete mellito è una malattia cronica legata ad un disturbo del metabolismo dei carboidrati (zuccheri); in assenza di trattamento è caratterizzato da una costante iperglicemia, ossia da elevate quantità di zucchero nel sangue.

È una delle malattie croniche più diffuse, interessa più di 3 milioni di persone solo in Italia (fonte Istat) e più di 400 milioni nel mondo (fonte OMS).

Possiamo distinguere principalmente due forme di diabete:

  • di tipo 1: il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule che producono insulina (insorge in genere in giovane età);
  • di tipo 2: le cellule non sono più in grado di prelevare lo zucchero circolante, nonostante l’aumento dell’insulina circolante (spiega circa 9 casi su 10 ed esordisce di norma dopo i 30-40 a causa di stili di vita errati).

La terapia sul lungo periodo mira a controllare la concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia) per prevenire le complicazioni acute, per esempio chetosi e iperglicemia, e croniche, come

L’esame dell’emoglobina glicata richiede un normale prelievo di sangue venoso e permette di:

Può anche essere chiamato con i seguenti sinonimi:

  • emoglobina glicosilata,
  • emoglobina A1C,
  • emoglobina HbA1c.

L’analisi ha l’obiettivo di stimare la glicemia media del sangue nei 2-3 mesi precedenti, attraverso la misurazione della concentrazione nel sangue di emoglobina glicata, cioè dell’emoglobina legata al glucosio (l’emoglobina è la proteina presente nei globuli rossi che permette il legame con l’ossigeno).

Maggiore è la concentrazione di questa proteina, minore è il controllo del glucosio e maggiore il rischio di complicazioni del diabete.

Fornisce quindi una valutazione diversa e complementare rispetto alla singola concentrazione del glucosio nel sangue, in quanto alcuni pazienti possono avere valori normali di glicemia a digiuno, ma alte concentrazioni dopo i pasti, mentre altri possono avere livelli elevati a digiuno e valori solo moderatamente elevati dopo i pasti.

Fotografia di una provetta di sangue per l'analisi dell'emoglobina glicata

iStock.com/jarun011

Interpretazione

Se il paziente non è diabetico, il valore normale dell’emoglobina glicata varia da valori pari al 4% fino al 6%, ma il soggetto diabetico che non riesce a tenere sotto controllo il disturbo da molto tempo può avere una concentrazione anche superiore all’8%.

Pre-diabete

I pazienti in cui la concentrazione dell’emoglobina glicata è compresa tra il 6% e il 6,5% sono considerati a rischio di diabete, ma alcune associazioni preferiscono non usare più le espressioni prediabete, a favore di

per non creare confusione e soprattutto sottolineare il fatto che la condizione è reversibile (si stima che di questi un soggetto su cinque svilupperà la malattia nei cinque anni successivi).

Diagnosi di malattia

Le linee guida più recenti dell’American Diabetes Association (ADA) permettono di usare questo esame per diagnosticare il diabete quando il risultato è uguale o superiore a 6.5%, soglia che si basa su dati di sensibilità e specificità derivanti da diverse ricerche.

Tra i vantaggi dell’uso dell’HbA1c per la diagnosi del diabete ricordiamo:

  • valutazione dell’eventuale condizione di iperglicemia cronica,
  • non è necessario essere a digiuno per eseguire l’esame,
  • variabilità minima tra pazienti (valore critico inferiore al 2%),
  • si può usare un unico esame sia per diagnosticare che per tenere sotto controllo la malattia.

Nel caso in cui si stia usando questo esame per la diagnosi di diabete, un eventuale valore oltre la soglia deve essere confermato da

  • una ripetizione dell’esame,
  • oppure la presenza chiara dei sintomi di iperglicemia,
  • oppure nel caso in cui la glicemia misurata in un qualsiasi momento della giornata sia superiore a 200 mg/dl.

Monitoraggio di pazienti diabetici

Maggiore è la concentrazione di emoglobina glicata, più si rischia di soffrire delle complicazioni del diabete.

Per la maggior parte dei pazienti a cui sia già stata diagnosticata la malattia la terapia normalmente mira a raggiungere una concentrazione di emoglobina glicata pari al massimo al 7%. Se la concentrazione di emoglobina glicata è superiore a questa soglia, il medico potrà consigliarvi di cambiare la terapia.

Negli ultimi anni tuttavia l’indicazione dei valori target è stata personalizzata in base al paziente; nel soggetto anziano, ad esempio, provare ad impostare valori ambiziosamente bassi può aumentare il rischio di andare incontro a pericolosi episodi di ipoglicemia (eccessivo abbassamento della glicemia, dovuto ai farmaci).

Valori Bassi

  • Anemia emolitica
  • Anemia falciforme
  • Anemia mediterranea
  • Emorragia
  • Gravidanza
  • Insufficienza renale
  • Splenectomia

Valori Alti

  • Abuso di Alcool
  • Avvelenamento da piombo
  • Diabete
  • Iperglicemia

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

  • Se il paziente ha una mutazione dell’emoglobina (ad esempio l’emoglobina S, causa dell’anemia falciforme) la concentrazione di emoglobina A sarà inferiore. In questo caso l’esame potrebbe avere un’utilità minore per la diagnosi o il controllo del diabete, a seconda del metodo usato.
  • Se il paziente è anemico, soffre di emolisi o ha subito recenti gravi emorragie, l’esito dell’esame può essere inferiore al normale. In caso di carenza di ferro, invece, la concentrazione di HbA1c può essere superiore al normale.
  • Se il paziente ha ricevuto di recente una trasfusione di sangue, il risultato dell’esame dell’esame può essere impreciso e non rispecchiare con accuratezza il controllo della glicemia nei 2-3 mesi precedenti.
  • I farmaci che possono alterare le concentrazioni di glucosio nel sangue altereranno ovviamente anche l’esame dell’HbA1c.

Quando viene richiesto l'esame

L’esame dell’emoglobina glicata può essere prescritto, a fini diagnostici e di screening, durante un normale check-up, oppure quando il medico sospetti che il paziente sia diabetico in base alla presenza di sintomi suggestivi di iperglicemia.

Un comitato internazionale di esperti appartenenti all’American Diabetes Association, all’European Association for the Study of Diabetes e all’International Diabetes Federation consiglia di usare l’esame dell’emoglobina glicata come primo esame per la diagnosi del prediabete, del diabete di tipo 1 e di quello di tipo 2.

A diagnosi avvenuta l’esame potrà essere usato per tenere sotto controllo la terapia, la frequenza dell’esame dipenderà: dal tipo di diabete, dal tipo di terapia e dall’efficacia della stessa. L’esame dell’HbA1c può ad esempio essere prescritto:

  • due volte all’anno se il paziente soffre di diabete di tipo due, non usa l’insulina e l’indice glicemico rientra negli obiettivi previsti,
  • tre o quattro volte all’anno se il paziente soffre di diabete di tipo 1,
  • quattro volte all’anno se il paziente soffre di diabete di tipo 2, usa l’insulina o ha difficoltà a mantenere la glicemia entro i limiti.

Se il medico cambia la terapia o se iniziate ad assumere un nuovo farmaco antidiabetico, potreste dover fare verifiche con maggior frequenza.

Preparazione richiesta

Non è richiesta alcuna preparazione, né digiuno.

Articoli ed approfondimenti

Collegamenti esterni

  • Diabete (Wikipedia)
  • Diabete Italia (consorzio che riunisce tutte le Società scientifiche, Associazioni di pazienti e operatori professionali del mondo del diabete)

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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