Ferritina alta, bassa e valori normali

Valori Normali

  • Uomini: 24-336 mcg/l
  • Donne: 11-307 mcg/l

Nei casi di emocromatosi spesso si rilevano valori superiori a 1000 mcg/l.

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

La ferritina, misurata attraverso l’omonimo esame del sangue, è una proteina che contiene ferro; la sua valutazione fornisce importanti informazioni relative alle scorti disponibili nell’organismo.

Si trova accumulata principalmente nel fegato, nella milza, nel midollo osseo e nei muscoli scheletrici e di fatto è la principale proteina responsabile dell’immagazzinamento del ferro; benché la frazione circolante sia molto piccola rispetto alle quantità accumulate, la sua concentrazione varia in proporzione al totale presente nel corpo, risultandone quindi un’accurata approssimazione.

  • Se il risultato dell’esame è un valore basso significa che la concentrazione nel sangue è inferiore al normale, indicazione del fatto che anche i depositi sono bassi (carenza di ferro).
  • Se al contrario il risultato è un valore alto potrebbe essere indicativo della presenza di una qualche malattia che causa un eccessivo immagazzinamento di ferro (ad esempio l’emocromatosi).

La ferritina gioca un ruolo significativo nell’assorbimento, nello stoccaggio e nel successivo rilascio di ferro: quando necessario le molecole del metallo sono liberate dal guscio in cui si trovano conservate e si legano alla transferrina, la proteina plasmatica circolante che trasporta il ferro alle cellule responsabili dell’eritropoiesi (processo di sintesi dei globuli rossi).

L’esame è probabilmente il migliore indicatore della carenza del metallo: praticamente tutti i pazienti con bassa sideremia e ferritina bassa ne hanno carenza. È clinicamente utile per distinguere tra l’anemia sideropenica (da carenza di ferro) quando i valori sono bassi e l’anemia causata da una malattia cronica, dove i livelli di solito sono normali od alti.

È inoltre un buon test per distinguere la microcitosi (riduzione anomala del volume medio dei globuli rossi) causata da carenza di ferro (valori bassi) dalla forma dovuta alla talassemia minor (valori normali o alti).

Interpretazione

Un valore più basso del normale indica una carenza di ferro ed il paziente potrebbe quindi essere anemico (soffrire cioè di una riduzione della concentrazione di emoglobina nel sangue); in questo caso il medico procederà con ulteriori analisi ed esami per determinare la causa esatta del disturbo. Lo sviluppo di anemia da carenza di ferro (anemia sideropenica) è un processo graduale: in caso di assunzione (o assorbimento insufficiente) l’organismo può ricorrere alle scorte accumulate e potrebbe passare quindi tempo prima della comparsa di anemia, con relativi sintomi e abbassamento significativo della ferritina.

Un valore di ferritina più alto del normale indica al contrario un eccessivo accumulo nell’organismo, che potrebbe essere causato da numerose malattie.

La diagnosi del disturbo viene in genere formulata attraverso la prescrizione di diversi esami relativi all’uso del ferro nell’organismo:

Malattia Ferro TIBC/Transferrin UIBC %Saturazione transferrina Ferritina
Carenza ferro Basso Alto Alto Basso Basso
Emocromatosi Alto Basso Basso Alto Alto
Malattia cronica Basso Basso Basso/Normale Basso Normale/Alto
Anemia emolitica Alto Normale/Basso Basso/Normale Alto Alto
Anemia sideroblastica Normale/Alto Normale/Basso Basso/Normale Alto Alto
Avvelenamento da ferro Alto Normale Basso Alto Normale

Fonte tabella: LabTestOnLine

Valori Bassi

  • Carenza di ferro
  • Emodialisi
  • Gravidanza
  • Intervento gastrointestinale
  • Malattia infiammatoria intestinale
  • Malnutrizione
  • Mestruazione
  • Policitemia vera

Valori Alti

  • Anemia
  • Artrite reumatoide
  • Cirrosi
  • Emocromatosi
  • Emosiderosi
  • Epatite
  • Infarto
  • Infezione
  • Infiammazione
  • Ipertiroidismo
  • Leucemia
  • Linfoma di Hodgkin
  • Malattie renali
  • Talassemia

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

  • Una carenza di ferro, associata ad un valore di ferritina basso, è abbastanza comune per le donne durante il flusso mestruale ed in gravidanza.
  • Una recente biopsia del fegato può essere causa di un temporaneo aumento dei valori.
  • Aumenta con l’età ed i livelli sono in genere più elevati negli uomini che nelle donne (ancora di più se assumono anticoncezionali).
  • L’abbondante consumo di carne rossa può far aumentare le concentrazioni, che risultano invece diminuite nei soggetti vegetariani.
  • Può aumentare nelle persone con in corso infiammazioni, malattie del fegato, infezioni croniche, malattie autoimmuni, e alcuni tipi di cancro.
  • L’assunzione di integratori di ferro faranno aumentare sia i livelli di ferro stesso che la ferritina.
  • L’abuso di alcolici può far aumentare i valori.

Quando viene richiesto l'esame

Il medico potrebbe richiedere l’esame per vari motivi:

  • Diagnosi: Nel caso in cui altri esami del sangue abbiano evidenziato anomalie (per esempio un valore basso di emoglobina o di globuli rossi) e nasca quindi l’ipotesi di anemia, l’esame della ferritina può aiutare a conferma la diagnosi. Spesso può essere associato ad altri esami, come per esempio la quantità di transferrina (la principale proteina di trasporto del ferro nel sangue).
  • Evoluzione: Se è stato diagnosticata una malattia come l’emocromatosi (eccessivo accumulo di ferro nel corpo), l’esame può aiutare nella scelta delle terapie necessarie.

e più nel dettaglio per:

  • prevedere e monitorare la carenza di ferro,
  • monitorare la risposta alla terapia e la compliance al trattamento
  • individuare la causa esatta di anemia,
  • monitorare lo stato delle scorte di ferro nei pazienti con malattie renali, in dialisi o meno.

Preparazione richiesta

Non è necessaria alcuna preparazione particolare prima dell’esame.

Altre informazioni

Sintomi da carenza di ferro

Nella fase iniziale di carenza in genere non si manifesta alcun sintomo, soprattutto se si tratta di una persona altrimenti in salute; i sintomi compaiono invece quando i valori di emoglobina scendono sotto la soglia dei 10 g/dl e possono essere:

Se non si interviene ripristinando le scorte di ferro possono comparire

  • mancanza di respiro (dispnea),
  • ronzio nelle orecchie (acufene),
  • sonnolenza,
  • irritabilità.

Se l’anemia progredisce ancora si può andare incontro a

I bambini possono anche manifestare difficoltà di apprendimento.

Oltre ai sintomi generali di anemia (che da un punto di vista medico è la diminuzione di emoglobina), ci sono alcuni sintomi che sono invece caratteristici della carenza di ferro:

  • desiderio di consumare sostanze specifiche (picacismo), come la liquirizia, gesso, polvere, o argilla,
  • una sensazione di bruciore nella lingua o una lingua liscia,
  • piaghe agli angoli della bocca (cheilite),
  • malformazioni di dita ed unghie dei piedi.

Sintomi da accumulo di ferro

I sintomi di sovraccarico variano da persona a persona e tendono a peggiorare nel tempo:

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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