HOMA index: calcolo e interpretazione (insulino resistenza)

Cos’è l’indice HOMA?

HOMA è l’acronimo inglese per “homeostatic model assessment“, ovvero “valutazione del modello omeostatico”; si tratta di un metodo matematico utilizzato per quantificare la resistenza all’insulina e la funzione delle cellule beta del pancreas.

Cosa significa resistenza all’insulina?

Grafica semplificata del meccanismo d'azione dell'insulina

Opera derivata da iStock.com/VectorMine

L’insulina è una sostanza che riveste un ruolo chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2; si tratta di un ormone responsabile della gestione delle quantità di zucchero nel sangue (glicemia), la cui funzione può essere così sintetizzata:

  1. Il cibo che mangi viene scomposto nelle sue sostanze costituenti nell’intestino; in particolare i carboidrati vengono frammentati fino a diventare zuccheri semplici.
  2. Gli zuccheri vengono assorbiti ed entrano nel flusso sanguigno.
  3. L’aumento della quantità di zucchero nel sangue segnala al pancreas di rilasciare insulina, prodotta dalle cellule beta della ghiandola stessa.
  4. L’insulina aiuta lo zucchero in circolo nel sangue a entrare nelle cellule di tutto il corpo (ad esempio nei muscoli) in modo che possa essere utilizzato per produrre energia. La stessa insulina agisce anche sulle cellule del fegato, stimolandolo a immagazzinare lo zucchero per usi futuri (a scopo di riserva).
  5. Grazie a questi processi la quantità di zucchero nel sangue si riduce progressivamente e, di riflesso, anche la quantità di insulina rilasciata diminuisce.
Funzionamento dell'insulina sulle cellule muscolari

iStock.com/ttsz

Quanto visto è il meccanismo fisiologico, che si osserva in tutte le persone sane, tuttavia a causa di uno stile di vita poco attento e altri fattori di rischio, nel corso del tempo il corpo potrebbe diventare insulino-resistente, ovvero le cellule del corpo potrebbero necessitare di quantità sempre maggiori di insulina per riuscire a captare efficacemente lo zucchero in circolo, questo significa che:

  1. Il pancreas deve produrre quantità via via crescenti di insulina per riuscire a evitare concentrazioni di zucchero nel sangue eccessive.
  2. Le cellule, esposte a queste elevate quantità di zucchero e insulina, ne diventano sempre più resistenti, alimentando il pericoloso circolo vizioso.
  3. Alla fine il pancreas non è più in grado di tenere il passo e la glicemia continua a salire.

Una quantità eccessiva di zucchero in circolo è pericolosa per l’organismo e, nel tempo, può evolvere in pre-diabete e poi diabete di tipo 2.

Tra i principali fattori di rischio i più rilevanti sono:

  • familiarità per diabete di tipo 2
  • sovrappeso
  • sedentarietà.

Sintomi

Resistenza all’insulina e prediabete in genere non manifestano alcun sintomo (solo una minoranza di pazienti sviluppa alterazioni del colore della pelle sotto l’ascella, sulla schiena o ai lati del collo, una condizione chiamata acanthosis nigricans).

Come viene diagnosticata l’insulino-resistenza?

 

Nella maggior parte dei casi l’insulino-resistenza viene diagnosticata a seguito di esami del sangue, che comprendono ad esempio:

L’indice HOMA, descritto per la prima nel 1985, è un calcolo matematico volto alla stima della sensibilità all’insulina e alla funzione delle celle beta del pancreas, che si fonda su due semplici valori:

  • glicemia a digiuno
  • insulina a digiuno (o variazioni di questo valore in formule più recenti)

in soggetti con peso normale ed età minore di 35 anni.

È possibile calcolare l’indice IR (Insuline Resistence, resistenza all’insulina)

Glucosio per insulina fratto 405

https://en.wikipedia.org/wiki/Homeostatic_model_assessment (unità di misura della glicemia in mg/dL, nel caso di mmol/L la costante diventa 22.5)

e l’indice Beta (percentuale di funzionamento delle cellule beta del pancreas)

Formula HOMA-beta (360 per insulina fratto glucosio meno 63)Valore in percentuale

https://en.wikipedia.org/wiki/Homeostatic_model_assessment (unità di misura della glicemia in mg/dL, nel caso di mmol/L le costanti diventano rispettivamente 360→20 e 63→3.5)

Nel corso del tempo le equazioni sono state ulteriormente perfezionate e potrebbero risultare più complesse di quelle portate ad esempio (ATTENZIONE, i valori delle costanti possono cambiare a seconda delle unità di misura utilizzate).

Questi parametri, seppure non considerabili come gold standard (sarebbe preferibile l’hyperinsulinemic-euglycemic glucose clamp test, ovvero Clamp Euglicemico Iperinsulinemico, che tuttavia risulta eccessivamente complesso per l’applicazione in contesti al di fuori di quelli di ricerca), sono considerati una buona approssimazione clinica.

Calcolo HOMA index

I valori di glicemia e insulina devono essere valutati tassativamente a digiuno.

Per il calcolo dell’HOMA index si può fare riferimento al calcolatore pubblicato dalla Società Italiana Diabetologia.

Interpretare l’HOMA index e valori normali

Si raccomanda di affidarsi per l’interpretazione ai valori di riferimento indicati sul referto, in quanto variabili in base a unità di misura e strumenti utilizzati, ma soprattutto affidandosi al medico diabetologo.

In genere si considerano NORMALI valori di HOMA-IR compresi tra 0,23 – 2.5 (unità di misura del glucosio in mmol/L e insulina in mIU/L).

Da un punto di vista generale valori superiori al limite dell’indice HOMA-IR suggeriscono che il paziente possa aver sviluppato insulino resistenza (più alto è il valore, maggiore potrebbe essere la resistenza all’insulina, perché espressione del prodotto tra quantità di zucchero e insulina a digiuno).

Come curare l’insulino resistenza

Obiettivo della terapia dell’insulino resistenza è tornare ad essere insulino-sensibile (aumentare l’efficacia di assorbimento dello zucchero da parte delle cellule muscolari in presenza di insulina).

L’attività fisica, uno dei cardini della terapia del diabete di tipo 2, rende più sensibile all’insulina, ma anche la perdita di peso è importante (anche perdere solo una parte dei chili in eccesso garantisce spesso miglioramenti rapidi e tangibili).

Una dieta più attenta, ricca di fibra e povera di farine raffinate (a favore invece di varianti integrali) è sicuramente indispensabile, così come migliorare la gestione dello stress e una buona qualità/quantità del sonno.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.