Macroprolattina alta, bassa e valori normali

Valori Normali

La percentuale di prolattina complessata dev’essere inferiore al 50%; i livelli residui devono poi rientrare nei normali limiti previsti dal laboratorio.

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

La prolattina è un ormone presente nel plasma, la parte liquida del sangue, che serve tra l’altro per stimolare la produzione di latte materno.

La prolattina è presente in tre diverse forme nel sangue:

  • l’85-95% circa è costituito da molecole leggere, formate da una sola catena di aminoacidi;
  • il 10% circa è costituito da molecole leggermente più grandi e pesanti;
  • la minima percentuale residua è costituita dalla macroprolattina, cioè da molecole molto più grandi e pesanti, formate dal legame tra l’ormone e specifici anticorpi (le immunoglobuline IgG).

A differenza della prolattina, la macroprolattina non è prodotta direttamente dall’ipofisi e non è biologicamente attiva, tuttavia viene ugualmente conteggiata quando si valuta la quantità di prolattina circolante (esame eseguito in molti casi dalle pazienti con ridotta fertilità, o in presenza di alterazioni del ciclo mestruale, produzione inspiegabile di latte materno, …).

Un condizione di prolattina alta nel sangue (iperprolattinemia) può essere causata dall’eccesso di molecole di prolattina in quanto tale, oppure dalla presenza della macroprolattina; è opportuno distinguere questi due casi per poter impostare una terapia adeguata e risolvere gli eventuali problemi di fertilità.

In altre parole l’esame serve a individuare i casi in cui un eccesso di prolattina nel sangue sia dovuto semplicemente alla presenza di molecole complessate, che non richiedono alcun trattamento perché non attive.

Rappresentazione grafica in tre dimensioni della prolattina

Molecola attiva di prolattina (iStock.com/markusblanke)

Interpretazione

  • L’esame della macroprolattina ha esito negativo se la percentuale rispetto alla prolattina totale è inferiore a un certo valore di soglia, che può variare da un laboratorio all’altro.
  • Se viceversa la percentuale è superiore l’esame avrà esito positivo, cioè l’iperprolattinemia è causata dalla presenza della macroprolattina.
  • Se la prolattina totale è superiore ai valori di riferimento e la macroprolattina è negativa, i medici devono ricercare un’altra causa per l’iperprolattinemia.

Fattori che influenzano l'esame

  • L’esercizio fisico, lo stress e il sonno possono far aumentare temporaneamente i valori della prolattina.
  • Numerosi farmaci possono essere causa di alterazione dei valori.
  • La macroprolattina è presente soprattutto nelle donne, indipendentemente dall’età.

Quando viene richiesto l'esame

L’esame della macroprolattina viene richiesto quando si verificano contemporaneamente queste tre condizioni:

  • il livello della prolattina è elevato,
  • il/la paziente non presenza i sintomi dell’iperprolattinemia,
  • gli esami di imaging dell’ipofisi non danno informazioni significative.

L’esame serve per escludere che l’iperprolattinemia sia causata ad esempio da situazioni non patologiche, come:

  • gravidanza,
  • stress,
  • dolore,
  • esercizio fisico eccessivo

rispetto al caso in cui alla base ci sia una condizione da trattare:

  • prolattinoma (tumore ipofisario che secerne la prolattina),
  • disturbi dell’ipotalamo,
  • ipotiroidismo primario,
  • compressione del peduncolo ipofisario,
  • lesioni della cassa toracica,
  • insufficienza renale,
  • tumori ectopici.

Con questo esame si possono riconoscere i casi in cui l’iperprolattinemia è causata dalla presenza della macroprolattina e si riesce quindi a evitare esami e terapie inutili.

Preparazione richiesta

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue da una vena del braccio, che tuttavia dovrebbe avvenire dopo un periodo di riposo di alcuni minuti; essendo la produzione dell’ormone attivato strettamente legata allo stress, viene talvolta suggerito il prelievo in due tempi, per dare modo alla paziente di rilassarsi e verificare a distanza (ad esempio di 20 minuti) come cambia il valore.

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


La sezione commenti è attualmente chiusa.