Valori Normali

I valori normali nel sangue sono compresi tra 0-85 ng/mL

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

La mioglobina (nei referti di laboratorio molte volte indicata con il simbolo Mb o MB) è una proteina in grado di trasportare ossigeno e che si trova nel tessuto muscolare striato e nel tessuto muscolare cardiaco.

Negli esseri umani la mioglobina non deve essere presente a livello ematico (sangue), se non in tracce, quindi valori superiori al normale sono indice di un danno muscolare.

Più nello specifico si tratta di una proteina appartenente alla superfamiglia delle ​​globine. È composta da 153 amminoacidi che si dispongono a formare otto alfa eliche interconnesse tra loro nello spazio tridimensionale. La mioglobina contiene al suo interno un anello di porfirina con un atomo di ferro al centro, che nel complesso viene chiamato gruppo eme. Tramite il ferro contenuto nel gruppo eme, la mioglobina è in grado di legare l’ossigeno.

La principale funziona della mioglobina è quella di accumulare ossigeno nel muscolo per poi rilasciarlo durante i periodi di ipossia o anossia (rispettivamente carenza e assenza di ossigeno). Si ritiene inoltre che la mioglobina migliori la diffusione intracellulare di ossigeno, facilitandone il suo utilizzo all’interno delle fibrocellule muscolari.

La molecola presenta una struttura e una funzione simile all’emoglobina, ma con sostanziali differenze. Entrambe le proteine legano l’ossigeno mediante il gruppo eme contenente ferro, la mioglobina ospita però un solo gruppo eme, mentre l’emoglobina ne ha quattro. Sebbene la struttura dell’eme sia identica nelle due proteine, la mioglobina ha un’affinità più elevata per l’ossigeno rispetto all’emoglobina. Questa differenza è legata alle loro diverse funzioni:

  • l’emoglobina trasporta l’ossigeno nel sangue all’interno dei globuli rossi,
  • mentre la mioglobina immagazzina l’ossigeno nel muscolo.

Come l’emoglobina la mioglobina può assumere diverse forme

  • ossimioglobina (MbO2) – quando lega l’ossigeno,
  • carbossimioglobina (MbCO) – quando lega il monossido di carbonio,
  • metamioglobina (Met-Mb) – quando l’atomo di ferro contenuto nell’eme è ossidato da Fe2+ a Fe3+. Il cambiamento dello stato di ossidazione priva la molecola della sua capacità di legare reversibilmente l’ossigeno.

Interpretazione

Valori elevati di mioglobina nel sangue sono associati a due tipologie di malattia:

  • danno del muscolo scheletrico,
  • danno del miocardio (muscolo cardiaco).

A seguito di una lesione ad un muscolo oppure al cuore, la mioglobina viene rilasciata immediatamente nel circolo ematico, già dopo alcuni minuti dal danno muscolare. Se il danno muscolare si arresta, la mioglobina raggiungere un picco dopo 1-2 ore e nel giro di poco tempo (12-24 ore) è già scomparsa completamente dal circolo grazie all'azione dei reni.

Data la sua rapida eliminazione dal circolo la mioglobina possiede un elevato valore predittivo negativo: questo significa che se il paziente ha sintomi di danno muscolare scheletrico o di infarto acuto del miocardio, ma ha una mioglobina nel range di normalità nel sangue, si può ragionevolmente escludere queste patologie. Per lo stesso motivo però, la mioglobina non può ritenersi un marker attendibile di danno muscolare o di infarto del miocardio se i sintomi sono insorti da più di 12-24 ore, in quanto in questo lasso di tempo potrebbe già essere stata eliminata completamente dal circolo ematico grazie al rene.

Potenzialmente qualsiasi causa di danno muscolare scheletrico o cardiaco determina un aumento della mioglobina in circolo, ma ad oggi misurare i livelli di emoglobina ha un’utilità clinica solamente in due condizioni specifiche

  • Rabdomiolisi: distruzione massiva delle fibrocellule muscolari scheletriche con conseguente rilascio in circolo delle sostanze che vi erano contenute. All'interno del tessuto muscolare sono presenti grandi quantità di mioglobina, quindi quando questo viene danneggiato in maniera ingente troveremo alti livelli della proteina in circolo. L’ingente quantità di mioglobina che si riversa nel sangue durante la rabdomiolisi viene in un secondo momento filtrata dai reni ma, essendo tossica per l'epitelio tubulare renale, può causare insufficienza renale acuta. Va sottolineato che in realtà non è la mioglobina stessa che è tossica, ma la sua porzione ferro-eminica che, in un ambiente acido come quello delle urine, si dissocia dalla componente proteica della mioglobina, danneggiando i tubuli renali. Qualsiasi causa che determini un ingente danno muscolare è in grado di scatenare la rabdomiolisi, ma le cause più frequenti sono:
    • traumi,
    • incidenti stradali,
    • sindrome da schiacciamento (grave condizione clinica causata da una forte pressione prolungata (oltre 30 minuti) esercitata su uno o più gruppi muscolari di grandi di dimensioni),
    • ipertermia maligna: canalopatia ereditaria dovuta alla mutazione del gene che codifica per il recettore della rianodina Ryr1 presente nel muscolo scheletrico. La patologia si rende manifesta quando vengono somministrati al paziente alcuni farmaci usati per indurre l'anestesia generale prima di un intervento chirurgico, come i gas alogenati o i bloccanti neuromuscolari depolarizzanti, in particolare la succinilcolina. In questi pazienti, la somministrazione di questi farmaci causa un ingente danno al tessuto muscolare, che innalza notevolmente i livelli di mioglobina nel sangue;
    • ischemia del muscolo (mancanza dell’arrivo di ossigeno al muscolo),
    • infezioni,
    • effetti collaterali di farmaci, come le statine e la claritromicina.
  • Infarto del miocardio: La mioglobina si innalza in seguito a danno muscolare miocardico, rendendolo un potenziale marker per la diagnosi di infarto del miocardio nei pazienti con dolore costrittivo al petto. Tuttavia, pur innalzandosi molto precocemente nel sangue, la mioglobina tende a scomparire altrettanto velocemente una volta avvenuto l’infarto. Di conseguenza, se i sintomi sono insorti da più di qualche ora, la mioglobina potrebbe già essere scomparsa completamente dal circolo ematico e non essere più rilevabile dagli esami di laboratorio. Per questo motivo al suo posto si preferisce utilizzare l’enzima CK-MB, molto più specifico della mioglobina per identificare l’infarto acuto del miocardio in quanto resta innalzato più a lungo.

La mioglobina normalmente non è presente nel sangue se non in tracce, quindi valori diminuiti o assenti di mioglobina nel sangue non sono associati a particolari patologie.

Valori Bassi

Valori Alti

  • Convulsioni
  • Distrofia muscolare
  • Esercizio fisico
  • Infarto
  • Infiammazione muscolare
  • Insufficienza renale
  • Intervento chirurgico
  • Ipertermia maligna
  • Polimiosite
  • Rabdomiolisi
  • Trauma
  • Ustioni

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

Esistono una serie di condizioni che potrebbero determinare un lieve aumento di mioglobina anche in assenza di patologie muscolari scheletriche o cardiache, tra questi i più comuni sono:

  • inntensa attività fisica: l’intensa attività fisica può determinare nelle micro-lacerazioni del tessuto muscolare che possono far aumentare lievemente e transitoriamente i livelli di mioglobina nel sangue,
  • iniezioni intramuscolari,
  • farmaci (come le statine),
  • i soggetti con una massa muscolare molto sviluppata possono presentare livelli di mioglobina nel sangue stabilmente leggermente più elevati rispetto alla popolazione generale,
  • abuso di alcool.

Quando viene richiesto l'esame

In genere l'esame viene richiesto in presenza di sintomi potenziali di danno muscolare, quali ad esempio:

  • debolezza muscolare,
  • dolori muscolari,
  • urine scure.

Non viene più usata di routine per la diagnosi di infarto, in quanto sostituita da esami più specifici e sensibili come la troponina.

Preparazione richiesta

La mioglobina viene misurata su un campione di sangue venoso, prelevato solitamente dal braccio. Non sono necessarie particolari misure di preparazione prima di effettuare il prelievo.

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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