Valori Normali

  • 1.1-4.4 ng/mL

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Il peptide C (o peptide di connessione) è una catena formata da 31 amminoacidi, apparentemente priva di funzioni fisiologiche (anche se da questo punto di vista diverse ricerche negli ultimi anni stanno incrinando l’ipotesi). Viene rilasciato dalle cellule beta del pancreas durante la scissione della proinsulina a liberare insulina e, è importante notare, per ogni molecola di insulina prodotta viene liberata una molecola di peptide-C.

Viene eliminato principalmente dai reni e la sua emivita è di 3-4 volte superiore a quella di insulina (cioè persiste più a lungo nel sangue rispetto all’insulina e questo è importante nel confronto dei due valori).

L’insulina è l’ormone che più di ogni altro è responsabile dell’abbassamento dei livelli di glucosio (zucchero) nel sangue; l’insulina è come detto prodotta da cellule specializzate del pancreas (cellule beta).

Quando mangiamo il nostro organismo comincia a rompere il cibo in glucosio e altri nutrienti che vengono poi assorbiti e passano quindi in circolo; in risposta a questo processo il pancreas produce insulina, che permette alle cellule di estrarre il glucosio dal sangue.

Il C-peptide è un sottoprodotto creato dalla sintesi di insulina e quindi misurare la quantità di C-peptide nel sangue permette di farsi un’idea precisa di quanta insulina venga prodotta.

Generalmente un’elevata produzione di C-peptide indica un’elevata sintesi di insulina e viceversa.

 

L’esame può essere prescritto a seguito della diagnosi diabete, per capire se si tratti di diabete di tipo 1 o di tipo 2: una persona affetta da diabete di tipo 1 non produce insulina, mentre un soggetto affetto da tipo 2 mostra in genere un livello normale o aumento di insulina (e quindi anche di peptide C).

L’esame può inoltre essere d’aiuto nel trovare la causa di un insufficiente livello di zucchero nel sangue (ipoglicemia), per esempio a causa di un uso eccessivo di farmaci per il trattamento del diabete, della presenza di un tumore del pancreas (insulinoma), o altro.

  • Poichè l’utilizzo di insulina attraverso le iniezioni non aumenta i livelli circolanti di peptide C, se un soggetto sta usando dosi eccessive il test mostrerà un valore basso (e un alto livello di insulina).
  • Un insulinoma è invece causa di un rilascio eccessivo e incontrollato di insulina, che causa rapidamente uno stato di pericolosa ipoglicemia (livelli troppo bassi dello zucchero circolante); in questo caso il valore del peptide C, come quello dell’insulina, sarà insolitamente elevato.

L’esame è quindi di grande aiuto nel distinguere l’insulina endogena (prodotta cioè dall’organismo) da quella esogena, cioè quella assunta come farmaco antidiabetico.

L’analisi può avvenire nel sangue o nell’urina.

La quantità di peptide C e di insulina prodotta dall’organismo è la stessa, ma le due sostanze lasciano l’organismo in modo diverso: l’insulina, infatti, è trattata ed eliminata perlopiù dal fegato, mentre il peptide C è eliminato dai reni.

Interpretazione

Il risultato in un soggetto sano è strettamente legato alla quantità di zucchero nel sangue e la presenza di C-peptide indica che l'organismo sta producendo insulina regolarmente.

Un valore leggermente basso può essere riscontrato in soggetti sani a digiuno.

Un livello alto di peptide C in generale indica una sovrapproduzione di insulina endogena, probabilmente dovuta all’iperglicemia (causata dall’assunzione eccessiva di glucosio e/o dall’insulinoresistenza tipica del diabete di tipo 2). Un livello alto di peptide C può anche essere riscontrato in caso di insulinoma oppure con l’ipopotassiemia, la sindrome di Cushing e l’insufficienza renale.

Un livello basso di peptide C è connesso a una scarsa produzione di insulina. Questa situazione si può verificare se le cellule beta del pancreas producono poca insulina, ad esempio in caso di diabete di tipo 1, o se la produzione delle cellule beta è soppressa dalla terapia con l’insulina esogena. Può inoltre verificarsi in caso di malattie epatiche, infezioni gravi, morbo di Addison.

Se il peptide C è usato per il monitoraggio della terapia dell’insulinoma, la sua diminuzione indica che l’organismo reagisce bene alla terapia; viceversa, l’aumento del peptide C può indicare che c’è una recidiva del tumore.

La rimozione completa del pancreas causa una totale scomparsa del peptide dal sangue, il risultato dell'esame sarà quindi zero.

Valori Bassi

  • Diabete di tipo 1

Valori Alti

  • Insufficienza renale
  • Insulinoma
  • Iperglicemia
  • ipopotassiemia
  • Sindrome di Cushing

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

Possono alterare l'esito dell'esame:

  • L'assunzione di farmaci antidiabetici come l'insulina o le solfoniluree (ma in questi casi il medico può prescrive l'esame proprio per verificarne l'effetto);
  • insufficienza renale, in quanto l'escrezione del peptide C e dell'insulina avviene attraverso i reni e possono quindi aumentare i risultati se questi organi non funzionano adeguatamente;
  • obesità (aumenta la produzione di insulina endogena).

Quando viene richiesto l'esame

L’esame del peptide C non serve per diagnosticare il diabete, ma come approfondimento dopo la diagnosi; viene utilizzato per monitorare la produzione di insulina nel corpo e può dare moltissime informazioni sull'equilibrio insulina-glicemia.

Può essere utilizzato per:

  • determinare la causa di ipoglicemia (basso livello di zucchero nel sangue),
  • rivelare la quantità di insulina residua prodotta nel pancreas in una persona con nuova diagnosi di diabete di tipo 1,
  • distinguere tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2, se il medico non è sicuro di quale forma abbia colpito il paziente,
  • in caso di diabete di tipo 2, l’esame può essere prescritto a cadenza regolare se il medico vuole controllare lo stato delle cellule beta e della produzione dell’insulina nel tempo per capire se/quando è necessario ricorrere alla somministrazione di insulina.

La prova può essere eseguita anche su pazienti che soffrono di sintomi legati a ipoglicemia in assenza di diabete, se il medico ipotizza un'eccessiva produzione di insulina.

I principale sintomi di ipoglicemia sono:

  • sudorazione,
  • palpitazioni,
  • fame eccessiva,
  • nervosismo o irritabilità,
  • confusione,
  • visione offuscata,
  • svenimento,
  • convulsioni e/o perdita di coscienza nei casi più severi..

Molti di questi sintomi, tuttavia, si possono verificare anche a causa di altre malattie.

In alcuni casi l’esame può essere usato per il controllo dei pazienti a cui è stata diagnosticata la sindrome metabolica, un insieme di fattori di rischio che comprende: l’obesità addominale, ipoglicemia e/o insulinoresistenza, alterazioni del livello di lipidi nel sanuge e ipertensione.

Può essere richiesto alle donne affette da ovaio policistico, per valutarne con esattezza il quando endocrino.

Se al paziente è stato diagnosticato un insulinoma, il dosaggio del peptide C può essere prescritto a cadenza regolare per valutare l’efficacia della terapia e diagnosticare eventuali recidive.

In rari casi l’esame del peptide C può essere controllato in seguito alla rimozione chirurgica del pancreas o al trapianto di cellule beta.

Preparazione richiesta

Il campione di sangue è ottenuto tramite prelievo da una vena del braccio. Se è richiesto il campione di urina delle 24 ore, deve essere raccolta tutta l’urina per un periodo di 24 ore.

Di solito è richiesto il digiuno per le 8-10 ore precedenti il prelievo.

Altre informazioni

Posso fare l’esame del peptide C da solo, come quello della glicemia?

No. L’esame del peptide C va eseguito da personale specializzato in laboratorio. L’esame del peptide C non è molto usato e può non essere disponibile in tutti i laboratori. Se il medico vi prescrive una serie di esami del peptide C è opportuno eseguirli sempre nello stesso laboratorio usando sempre lo stesso metodo.

Diabete di tipo 1 e di tipo 2

Per favorire la corretta distinzione in fase di diagnosi tra diabete di tipo 1 e di tipo 2 e scegliere così il trattamento più adeguato, nella maggior parte dei casi è sufficiente valutare i fattori di rischio presenti nel soggetto:

  • età,
  • peso,
  • durata dei sintomi.

Occasionalmente possono esserci dubbi residui che impediscono una diagnosi certa e l'esame del peptide C può essere determinante.

  1. Durante il test di stimolazione si misura la quantità di partenza della molecola,
  2. si procede a stimolarne la produzione iniettando nel paziente un ormone in grado di stimolare l'aumento della glicemia (glucagone), a questo punto si effettua un secondo prelievo:
    • Nelle persone con diabete di tipo 1 i livelli rimangono bassi perchè il pancreas non è in grado di produrne,
    • mentre nelle persone affette da tipo 2 si rileva un sostanziale aumento in risposta al farmaco somministrato.

 

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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  1. Anonimo scrive il

    da marzo di quest’anno ( 2015 ) ho scoperto di essere affetto da diabete di tipo 2. Ragiungendo valori tra 400/500.
    il mio medico mi ha prescritto ” Solosa ” 2 /3 Mg 2 /3 volte al giorno. Con il farmaco e la dieta ho contenuto i valori, dalla normalità fino a oltre i 300 quanto assumevo più cibo . In seguito ad un ricovero ospedaliero per una fastidiosa allergia (porpora petecchie e prurito in tutto il corpo) parzialmente debbellato con 25 + 25 mg di cortisone per 15 g.g ( mi è rimasto solo il prurito a tratti) sono stato dimesso con terapia insulinica 10 unità al giorno spesso insufficiete per normalizzare la glicemia.
    causa un scompenso ( l’insulina era salita a 316 ) il medico di guardia medica del mio paese mi praticò altri 16 unità dopo un’ora trattato con i 10 appunto insufficienti. Lo stesso medico mi consigliò il dosaggio del peptide C. rivolgendom dopoi al mio medico curante questi si irrito per il sugerimento affermantdo di non conoscere tale esame, e dopo qualche discussione mi fece la richiesta. eseguito l’esame in data odierna l’esame indica valori 8,33 quindi superiori a 0,80- 3,00..
    ho portato gli esami al medico curante, il quale per tutta risposta a detto a mia moglie: “QUESTO NON SIGNIFICA NULLA, LO FACCIA VEDERE AL MEDICO CHE LO HA PRESCRITTO”.

    1. Dr. Guido Cimurro (farmacista)
      Dr. Guido Cimurro (farmacista) scrive il

      L’esame è utile allo specialista per capire se e quando ricorrere alla somministrazione di insulina (al posto di una terapia orale); nel suo caso un valore elevato indica probabilmente che la produzione di insulina è ancora molto elevata (più di una persona sana), ma nonostante questo l’organismo non riesce a tenere i livelli di glicemia nella norma. È una situazione tipica del diabete di tipo 2, soprattutto nei primi tempi.

      Al suo posto farei il punto con un endocrinologo, credo che la aiuterebbe a trovare un equilibrio migliore dell’attuale.

  2. Anonimo scrive il

    A seguito di ricovero in ospedale con la diagnosi di iperglicemia all’esordio i valori iniziali di mio figlio( 3 anni e mezzo) erano:
    Emoglobina glicata 12,6%
    Insulina 0,4
    C,peptide 0,11
    Trigliceridi 712
    Con tali valori si puo’ sperare in un ritorno della funzionalita’ autonoma delle cellule beta del pancreas.
    Sta effettuando 4 volte al giorno cura con insulina
    Grazie mille

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