Recettore solubile della transferrina (sTfR) alto, basso e valori normali

Valori Normali

1.8-4.6 mg/L

Fonte: Mayo

(Attenzione, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio all'altro, fare quindi riferimento a quelli presenti sul referto in caso di esami del sangue ed urina.)

Descrizione

Il ferro è un nutriente essenziale e, da un punto di vista nutrizionale, questo aggettivo indica la necessità di doverlo regolarmente introdurre con la dieta; nell’essere umano questo metallo viene utilizzato principalmente nella sintesi di emoglobina, una complessa proteina espressa nei globuli rossi che la utilizzano per legare l’ossigeno e trasportarlo a destinazione (tutte le cellule dell’organismo).

La sintesi dei globuli rossi avviene principalmente nel midollo osseo, un tessuto spugnoso presente all’interno delle ossa; una volta assorbito a livello intestinale il ferro non può essere trasportato in forma libera nel sangue, a causa dei danni ossidativi che potrebbe indurre, viene quindi legato alla transferrina, la principale proteina di trasporto che lo distribuisce indicativamente come segue:

  • 80% verso il midollo osseo
  • 20% altri organi e tessuti, dove viene accumulato in forma di deposito di scorta (mediante ferritina, ad esempio in fegato e milza, ed eventualmente emosiderina).

L’assorbimento del ferro all’interno delle cellule viene gestito dalla transferrina stessa; il complesso ferro-transferrina si lega ai recettori della transferrina presenti sulla faccia esterna della cellula di destinazione, per essere poi inglobato interamente, prima di rilasciare infine il ferro una volta all’interno. Il numero di recettori esposti dalla cellula è proporzionale al fabbisogno di ferro della cellula (maggiori sono le richieste, maggiori sono i recettori espressi), ma è interessante notare come una porzione di questo recettore venga anche rilasciato tal quale nel flusso sanguigno, staccandosi cioè dalla cellula originale, e diventando così un recettore della transferrina solubile troncato (sTfR, ovvero Soluble TransFerrine Receptor).

Sebbene i dettagli di questo processo non siano ancora stati interamente chiariti, il livello di sTfR circolante si ritiene essere proporzionale alla quantità di recettori esposti della cellule, ovvero che quasi tutti i recettori della transferrina nel plasma siano il prodotto di questa scissione.

In questo senso, quindi, la concentrazione di sTfR nel sangue diventa un indicatore dei depositi disponibili di ferro:

  • in caso di carenza di ferro si osserva un aumento della produzione del recettore, per riuscire a sfruttare ogni singolo atomo di metallo circolante,
  • la reintegrazione induce invece una riduzione dei livelli di sTfR, per evitare un’eccessivo sovraccarico all’interno delle cellule.

Di norma l’esame del sangue ritenuto ideale per la valutazione delle scorte di ferro è il dosaggio della ferritina, che tuttavia può aumentare anche in caso di specifiche condizioni che nulla c’entrano con il metallo, come ad esempio in presenza di gravi processi infiammatori (oltre che malattie croniche, tumori ed infezioni). In queste condizioni sTfR non viene invece influenzato e consente una valutazione marziale (del ferro) indipendente.

Interpretazione

Le concentrazioni del recettore solubile della transferrina (sTfR) sono inversamente correlate allo stato del ferro, ovvero:

  • sTfR alto indica carenza di ferro,
  • sTfR nella norma indica un corretto status delle risorse di deposito,
  • sTfR basso potrebbe verificarsi come risposta alla reintegrazione del ferro.

È importante ricordare che, quando possibile, il dosaggio con ferritina andrebbe sempre preferito.

Valori Bassi

Valori Alti

  • Anemia sideropenica

(Attenzione, elenco non esaustivo. Si sottolinea inoltre che spesso piccole variazioni dagli intervalli di riferimento possono non avere significato clinico.)

Fattori che influenzano l'esame

I pazienti affetti da emolisi e/o da una recente perdita di sangue potrebbero mostrare livelli di sTfR falsamente elevati; il risultato è inoltre superiore al valore normale in soggetti affetti da talassemia ed anemia falciforme, nonché in soggetti di origine africana e coloro che vivono ad altitudini elevate (in questo caso presumibilmente in conseguenza di un aumento dei globuli rossi).

Emocromatosi (patologia che causa l’accumulo di ferro) e malnutrizione proteica possono condurre ad una diminuzione dei livelli di sTfR.

Quando viene richiesto l'esame

L’analisi del ssTfR viene utilizzata come misura dei depositi di ferro disponibili, quando vi sia il sospetto di anemia da carenza di ferro (anemia sideropenica); se la ferritina rappresenta l’indagine di prima scelta in questi pazienti, è purtroppo fortemente alterata dall’eventuale presenza di stati infiammatori, conducendo potenzialmente a valutazioni errate.

In questi (selezionati e poco comuni) casi, la valutazione della concentrazione del recettore solubile della transferrina risulta particolarmente utile per distinguere tra l’anemia da malattie croniche e le anemie causate dall’insufficiente assunzione/assorbimento di ferro.

Preparazione richiesta

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue e non richiede alcuna specifica preparazione (né digiuno).

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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