Allucinazioni visive, uditive, ipnagogiche, …: cause e cura

Introduzione

Le allucinazioni sono un fenomeno che porta a proiettare nella realtà immagini, suoni o sensazioni che non sono reali, ma puramente immaginarie (percezione senza oggetto).

Possono essere causate da alterazioni psichiche indotte da malattie psichiatriche come le psicosi (schizofrenia), da disturbi neurologici (demenze senili) o anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti che comportano manifestazioni solo temporanee di fenomeni allucinatori (per esempio LSD).

Le allucinazioni vanno distinte dalle allucinosi, fenomeno ove il soggetto è consapevole della natura patologica della percezione anomala.

Quello allucinatorio è uno dei fenomeni psichici più invalidanti per il paziente che ne è affetto; è richiesta una riabilitazione su più fronti per il miglioramento della qualità della vita del soggetto, sia esso un paziente psichiatrico o neurologico che un paziente affetto da dipendenza da sostanze, il quale viene inficiato sotto molteplici aspetti relazionali, lavorativi e di benessere individuale.

Cosa sono le allucinazioni ipnagogiche?

Le allucinazioni ipnagogiche sono esperienze molto vivide che si verificano durante l’addormentamento, contestualmente a delle paralisi ipnagogiche dovute ad un inizio anticipato della fase REM, ove i muscoli corporei vengono bloccati dai processi ormonali del sonno prima che la persona sia in effetti addormentata (il fenomeno opposto è detto fase REM senza paralisi, comunemente conosciuto come sonnambulismo).

Durante queste paralisi accade che il soggetto percepisca come reali delle entità bizzarre ed inquietanti altrimenti appartenenti al sogno: vengono spesso descritte forme semplici geometriche con differenti colori, oppure possono presentarsi sotto forma di sagome di animali o di persone; sono altresì presenti allucinazioni che riguardano il proprio corpo, come la levitazione o le esperienze extracorporee.

La differenza chiave tra sogno ed allucinazione ipnagogica è che quest’ultima viene sempre vissuta come se fosse la realtà, tanto che al risveglio il paziente si dirà sicuro di aver visto/sentito/percepito qualcosa, con conseguente sviluppo di una sensazione di paura e/o confusione.

Lo stesso fenomeno può verificarsi anche al risveglio dal sonno, prendendo il nome di paralisi, e dunque allucinazioni, ipnopompiche.

Entrambi questi fenomeni sono causati da caratteristiche ormonali a componente ereditaria, ma possono essere accentuati da:

  • Periodi di forte stress,
  • Ritmi di sonno irregolari,
  • Malattie del sonno come la narcolessia.

La narcolessia è un disturbo neurologico che si manifesta con attacchi di sonno in momenti inadeguati, che divengono un bisogno incontrastabile di dormire e durano pochi minuti; il sintomo in questione, che può comportare fenomeni allucinatori, viene chiamato cataplessia ed è caratterizzato dalla paralisi muscolare: durante un attacco di cataplessia l’individuo cade immobile, ma completamente cosciente e capace di controllare il movimento oculare.

Allucinazioni

iStock.com/OllyKava

Causa

Le principali cause in grado di innescare lo sviluppo di allucinazioni possono essere così classificate:

  • Malattie psichiatriche (disturbo post-traumatico da stress, schizofrenia, disturbo depressivo maggiore, disturbo bipolare, disturbo dissociativo dell’identità)
  • Assunzione di sostanze stupefacenti (LSD, Ketamina, mescalina estratta dal cactus Peyote, psilocibina estratta da funghi, …)
  • Delirium tremens (sindrome da astinenza da alcol caratterizzato in particolare da allucinazioni microzooptiche, durante le quali il soggetto si vede e si sente addosso piccoli animali come insetti, ragni, scarafaggi, topi, …)
  • Disturbi neurologici (demenze, morbo di Alzheimer, epilessia del lobo temporale, febbre alta)
  • Disturbi del sonno, in particolare la narcolessia
  • Tumori cerebrali

A livello neurofisiologico, le allucinazioni possono essere spiegate con un iperfunzionamento degli organi sensoriali adibiti alla ricezione dell’immagine, che comporta un’accentuazione della stessa nella percezione dell’individuo; secondo le spiegazioni psicoanalitiche sono invece una manifestazione dell’inconscio, inaccettabili per l’individuo (regressioni collegate ai ricordi dell’infanzia) che le proietta all’esterno del proprio Sé in maniera distorta; le allucinazioni dunque si collocano nella realtà esterna in quanto elementi della propria personalità, estremizzati e spaventosi.

Fattori di rischio

È possibile individuare molteplici fattori ambientali, biologici e psicosociali in grado di concorrere all’esordio delle allucinazioni, tra i principali:

  • Familiarità genetica (il fattore genetico è necessario, ma non sufficiente).
  • Tossicodipendenza o psicopatologia materna: l’utilizzo di stupefacenti da parte dei genitori, in special modo della madre, concorre all’utilizzo di stupefacenti nel figlio; inoltre, vivere in un ambiente familiare insano e patologizzante concorre, insieme alle cause genetiche, all’insorgenza di patologie psicologiche nel figlio.
  • Fattori ambientali quali nascere in un’area urbana, vivere in quartieri con un alto tasso di criminalità legato all’utilizzo di sostanze
  • Alcuni autori riconoscono anche nella presenza di disturbi sensoriali (cecità, sordità) un possibile fattore di rischio.

Sintomi

Le allucinazioni possono coinvolgere tutti e cinque i sensi.

Per quanto riguarda le allucinazioni uditive possono essere suddivise in semplici o complesse.

  • Semplici, in forma di di brevi suoni, rumori, ronzii, fischi, note musicali;
  • Complesse: sono quelle più articolate, caratterizzate da voci bisbigliate, urlate, multiple, note o sconosciute; possono essere voci che commentano azioni, che cantano, che denigrano, che dialogano, impartiscono ordini o divieti.

Le allucinazioni visive si dividono in:

  • Semplici (flash, luci, bagliori, colori);
  • Complesse (scene statiche o dinamiche di persone intere o parti del corpo);
  • Autoscopie (vedere se stessi);
  • Macropsie (figure di aumentate dimensioni);
  • Micropsie (figure di diminuite dimensioni);
  • Allucinazioni dismorfiche (figure deformate);
  • Persone conosciute o sovrannaturali (figure a sfondo religioso);
  • Allucinazioni zooptiche (animali e insetti).

Le allucinazioni possono essere anche di tipo olfattivo o gustativo (gusti insoliti, odori, profumi, cattivi odori), oppure tattili e anche quest’ultime possono dividersi in semplici e complesse:

  • Semplici:
    • allucinazioni idriche, ossia il sentirsi bagnato;
    • allucinazioni atipiche come percepire scosse elettriche;
    • allucinazioni che riguardano sensazioni di caldo o freddo;
    • allucinazioni zooptiche, che consistono nella sensazione della presenza di insetti che camminano sul proprio corpo;
    • allucinazioni relative alla sfera genitale, come sentirsi eccitati o violentati;
    • allucinazioni somato-cenestesiche elementari, che consistono in una dispercezione del proprio corpo come oscillazioni e ondeggiamenti oppure in una sensazione di paralisi e immobilità non spiegabile da altre cause.
  • Complesse: il soggetto sente il movimento di organi interni, sensazioni di dolore penetrante o si manifestano con alterazioni propriocettive ed enterocettive globali.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata sulla base dell’indagine anamnestica sul paziente, attraverso una serie di domande, al fine di individuarne la causa psicopatologica e direzionare il trattamento.

Il passo successivo consiste del ricorso ad eventuali esami strumentali volti a comprendere l’entità del disturbo, escludendo o attribuendo la sintomatologia a tumori o a problematiche neurologiche:

Se tali cause sono escluse, in base all’età del paziente e alle caratteristiche cliniche, potrebbe risultare necessario attribuire la manifestazione sintomatologica ad assunzione di droghe o a gravi disturbi psicopatologici.

Le allucinazioni causate dai disturbi psicotici a carattere psichiatrico rientrano nei sintomi “positivi” della malattia ed esistono alcune scale con validità diagnostica che possono essere somministrate ai fini non solo della diagnosi in sé, ma anche della comprensione della gravità del sintomo (Scale for the Assessment of Positive Symptoms per valutare allucinazioni, deliri, anomalie del comportamento e disturbi formali del pensiero).
Mediante un attento colloquio clinico è necessario comprendere, dunque, sia la causa che la gravità, nonché le caratteristiche, delle allucinazioni stesse. Il primo colloquio diagnostico dev’essere condotto da un medico o da un professionista della salute mentale per indagare la modalità di insorgenza, il contenuto e la durata delle allucinazioni.

Come si curano le allucinazioni?

Il trattamento delle allucinazioni dev’essere scelto e calibrato in base alla causa scatenante:

Se la causa rientra nei disturbi psichiatrici il trattamento è affidato a farmaci antipsicotici prevalentemente di prima generazione (ossia atti a controllare i sintomi positivi come deliri e allucinazioni delle psicopatologie a carattere psicotico, come clorpromazina e aloperidolo) e stabilizzatori dell’umore (litio, acido valproico), antidepressivi (SSRI, SNRI, triciclici).

Poiché la farmacoterapia esclusiva non si è dimostrata efficace, specialmente a lungo termine, ad essa devono essere affiancati altri tipi di trattamento:

  • psicoterapia,
  • inserimento in comunità assistenziali,
  • attività a stampo psicoeducativo volte al miglioramento della qualità della vita, al recupero lavorativo e all’implementazione delle modalità relazionali.

Se la causa è attribuibile all’assunzione di sostante stupefacenti, in prima istanza il paziente dovrà essere allontanato dall’ambiente patologico e supportato sia a livello farmacologico, al fine di evitare i sintomi dell’astinenza (ad esempio con. metadone per la dipendenza da oppioidi), che a livello psicologico tramite:

  • psicoterapia individuale e di gruppo,
  • inserimento in comunità assistenziali,
  • attività educative per il reinserimento sociale e lavorativo,
  • supporto familiare assistito da operatori della salute mentale.

Se le allucinazioni sono conseguenti ad un delirium tremens, il trattamento dev’essere volto alla stabilizzazione del paziente introducendo dosi controllate di benzodiazepine,

Se sono causate da disturbi neurologici, il trattamento di essi può variare a seconda dell’entità della patologia utilizzando farmaci antipsicotici (demenze e Alzheimer) o benzodiazepine (epilessia, convulsioni).

Quando infine siano causate da tumori cerebrali dovrà essere valutata l’asportazione, la radioterapia e/o la chemioterapia.

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, Medico Chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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