Blefarospasmo, quando l’occhio si chiude da solo

Premessa

Il blefarospasmo, comunemente chiamato anche miochimia o spasmo palpebrale, è una forma di distonia focale che si manifesta con la contrazione involontaria e ripetuta dei muscoli della palpebra. L’interessamento principale è a carico della palpebra superiore, ma può avvenire anche a livello di quella inferiore.

Nella stragrande maggioranza dei casi il blefarospasmo è di natura benigna ed è privo di causa nota (blefarospasmo benigno idiopatico), presentandosi con una sensazione leggermente fastidiosa di tensione che può arrivare fino alla chiusura completa di entrambe le palpebre.

La durata dell’episodio è variabile, anche se di solito si tratta di spasmi brevi ripetuti ogni qualche secondo per un minuto o due; la loro occorrenza è del tutto imprevedibile, se alcuni pazienti manifestano blefarospasmo per un periodo di pochi giorni e poi non lamentano sintomi per mesi, altri soffrono della condizione con una regolarità maggiore.

Gli spasmi di per sé sono indolori, ma potrebbero determinare un senso di fastidio anche per ragioni di natura estetica o comportamentale. La loro risoluzione è solitamente e spontanea e non richiedono un trattamento vero e proprio.

In alcuni rari casi il blefarospasmo può essere segno precoce di una patologa neurologica degenerativa, soprattutto quando lo spasmo è accompagnato da contrazioni della muscolatura facciale o da movimenti involontari di altra natura.

Uomo che chiude un occhio

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Cause

Il blefarospasmo avviene in larga parte senza una causa scatenante ben precisa; trattandosi tuttavia di un potenziale segnale precoce di malattie anche gravi, la sua origine viene spesso approfondita con degli esami strumentali (vedi “Diagnosi”).

Rappresentano possibili cause di blefarospasmo:

  • semplici infiammazioni dell’occhio (come la congiuntivite);
  • sforzi o affaticamenti palpebrali eccessivi (ad esempio dopo lunghe sessioni al computer o allo smartphone);
  • privazione del sonno;
  • esercizio fisico intenso;
  • stress psicofisico;
  • abuso di sostanze quali alcolici, tabacco, caffeina;
  • alcuni farmaci (in forma di effetto collaterale).

Blefarospasmo essenziale benigno

Nei casi in cui il blefarospasmo diventa una patologia cronica prende il nome di blefarospasmo essenziale benigno, condizione in cui si osserva una chiusura spasmodica ed incontrollabile della palpebra persistente per diverse settimane. Tale patologia riguarda solitamente entrambi gli occhi e la causa esatta è a tutt’oggi ancora sconosciuta.

Possono tuttavia rappresentare condizioni aggravanti lo spasmo palpebrale:

  • blefarite;
  • congiuntivite;
  • secchezza oculare (xeroftalmia);
  • esposizione ad irritanti ambientali (come il vento, le luci forti, il sole o l’inquinamento atmosferico);
  • affaticamento;
  • sensibilità alla luce;
  • abitudine al fumo di sigaretta.

Il blefarospasmo essenziale benigno è una malattia che riguarda con maggiore frequenza la donna rispetto all’uomo e, secondo la Genetics Home Reference, ne sono affetti più di 50.000 cittadini americani con un picco di incidenza tra i 50 e i 60 anni.

Si tratta di una malattia ad andamento tendenzialmente degenerativo, che significa che chi ne è affetto può aspettarsi un peggioramento nel corso degli anni; sono complicanze relativamente frequenti:

Patologie associate

Il blefarospasmo soltanto in rari casi è il sintomo di una patologia neurologica maggiore; in tali situazioni sono quasi sempre presenti sintomi di accompagnamento che delineano quadri clinici riconoscibili e spesso riconducibili a:

  • Paralisi di Bell – una forma di paralisi facciale che determina una tipica “caduta” verso il basso di una metà del viso.
  • Sclerosi multipla – una malattia neurodegenerativa caratterizzata da manifestazioni varie e legata alla presenza di placche demielinizzanti nel sistema nervoso centrale.
  • Sindrome di Tourette – una malattia multidimensionale che tra gli altri sintomi può causare movimenti involontari e tic verbali.
  • Distonia cervicale (torcicollo spasmodico) – una condizione piuttosto diffusa che determina spasmi involontari della muscolatura del collo e la rotazione del capo in posizioni innaturali.

Anche alcune condizioni di natura oculistica possono causare blefarospasmo, tra tutte le abrasioni corneali; se sono presenti sintomi simili a quelli descritti e si ha recentemente subito un infortunio dell’occhio è consigliabile contattare il proprio Medico curante o lo specialista Oculista con la massima priorità.

Quanto preoccuparsi e contattare il Medico

Raramente il blefarospasmo rappresenta una condizione di gravità sufficiente a determinare una vera emergenza medica, tuttavia va tenuto presente che questo sintomo può rappresentare la manifestazione clinica di una patologia neurologica globalmente più grave.

Può risultare indicato confrontarsi con il proprio Medico qualora si presentino uno o più dei seguenti sintomi:

  • arrossamento dell’occhio con secrezione purulenta (pus);
  • caduta della palpebra superiore;
  • chiusura completa delle palpebre durante gli spasmi;
  • durata del blefarospasmo superiore alle settimane;
  • accompagnamento dello spasmo oculare alla contrazione di altri muscoli facciali.

Rimedi e cura

 

 

La maggior parte delle forme di blefarospasmo è autolimitante e si risolve spontaneamente nel giro di qualche giorno, al massimo di qualche settimana; nel caso in cui la condizione persistesse può essere utile cercare di limitare le possibili cause scatenanti, che comprendono l’abuso di caffeina, lo stress psicofisico e la stanchezza accumulata.

In questo senso, soprattutto qualora l’insorgenza con cui avvengono gli spasmi fosse aumentata di recente, può essere utile tenere un diario al fine di raccogliere informazioni circa i possibili fatti scatenanti: si possono annotare ad esempio l’assunzione di caffè, di tabacco, di alcolici, oppure tracciare i livelli di stress psicofisico cui si è sottoposti.

Qualora gli spasmi risultino correlati ad un numero di ore di sonno scarsamente sufficiente può essere utile cercare di incrementare il tempo a letto o di adottare corrette regole di igiene del sonno.

Sono rimedi utili a ridurre i sintomi del blefarospasmo:

  • riduzione nell’intake di caffeina (bere meno caffè)
  • aumento delle ore di sonno (dormire di più)
  • lubrificazione della superficie oculare, utilizzando prodotti specifici (applicare le “lacrime artificiali”)
  • applicazione di un panno caldo sull’occhio quando iniziano gli spasmi

Nei casi resistenti, in cui la semplice adozione di rimedi legati allo stile di vita non fosse sufficiente a ridurre i sintomi, possono essere valutate altre opzioni a giudizio Medico; l’iniezione locale di tossina botulinica (Botox) è sovente utilizzata per il trattamento del blefarospasmo essenziale benigno grazie alla sua azione miorilassante. La durata dell’effetto è limitata a qualche mese, passati i quali è necessaria una nuova iniezione per mantenere sotto controllo la patologia.

La strada della chirurgia viene scelta solamente in rarissimi casi selezionati al fine di rimuovere parte dei muscoli palpebrali (miectomia).

 

A cura del Dr. Marco Cantele, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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