Introduzione

La parola xerostomia è un termine tecnico usato in medicina per indicare la secchezza delle fauci o, più comunemente, la sensazione di avere la bocca secca.

Si tratta quindi di un sintomo dovuto ad una scarsa presenza di saliva nella cavità orale, che può essere dovuto ad una sua insufficiente produzione o eccessiva eliminazione.

Se presente per un periodo limitato di tempo si tratta di una condizione comune che può presentarsi a causa di diversi fattori come:

  • stati di ansia e stress,
  • consumo di cibi molto salati,
  • diminuita assunzione di acqua,
  • eccessivo consumo di alcolici.

La secchezza della bocca che permane in maniera cronica è invece indice di una disfunzione più marcata e spesso conseguente ad alcune patologie come:

  • sindrome di Sjogren,
  • diabete non controllato,
  • fibrosi cistica,
  • disfunzioni nervose,
  • stati di disidratazione,
  • lesioni delle ghiandole salivari.

È una condizione che si riscontra più frequentemente nella popolazione anziana, probabilmente a causa del maggior grado di disidratazione a cui si va incontro con l’avanzare dell’età.

Questo disturbo, se persiste nel tempo, può essere responsabile dell’insorgenza di:

  • carie dentaria,
  • infezioni della cavità orale,
  • alitosi,
  • disturbi dell’eloquio (parlare),
  • difficoltà nella deglutizione.

La saliva infatti ricopre un ruolo importante nel permettere il normale svolgimento di queste attività e contribuisce a mantenere sotto controllo le infezioni grazie alla presenza di sostanze dotate di proprietà antibatteriche come il lisozima.

Cause

La saliva è un fluido composto per la maggior parte da acqua, ma contenente anche altre sostanze ed elementi come:

Ricopre importanti funzioni per l’organismo sia per quanto riguarda la digestione (solubilizzazione degli alimenti masticati, primi processi di digestione enzimatica), sia come difesa dalle infezioni.

Viene secreta dalle ghiandole salivari, che in condizioni normali sono responsabili di produrre circa 1,5 litri di saliva al giorno. Questo sistema ghiandolare è composto dalle tre ghiandole salivari maggiori (parotide, sottomandibolare e sottolinguale) e dalle ghiandole salivari minori, che sono distribuite a livello della mucosa interna delle labbra e della cavità orale.

La bocca secca è causata da una diminuita produzione di saliva o da un suo eccessivo consumo.

  • Il primo caso si può verificare in condizioni di inadeguato apporto di liquidi o per via di malattie specifiche che colpiscono le ghiandole salivari come la sindrome di Sjögren;
  • il secondo invece è in genere conseguente a disturbi che costringono la persona a dormire con la bocca aperta come le ostruzioni nasali.

Le condizioni che più frequentemente si associano a xerostomia sono:

  • sindrome di Sjögren,
  • diabete non controllato,
  • abuso di alcolici,
  • radioterapia per tumori del distretto testa/collo,
  • disidratazione,
  • ostruzioni nasali (deviazioni del setto, poliposi nasale),
  • alcune categorie di farmaci:
    • antidepressivi,
    • ansiolitici,
    • antistaminici,
    • decongestionanti,
    • antipertensivi e diuretici,
    • miorilassanti,
    • farmaci per il Parkinson,
    • farmaci per l’incontinenza urinaria,
    • antidiarroici.

La sindrome di Sjögren merita una menzione particolare quando si parla di xerostomia; questa patologia infatti interessa primariamente le ghiandole esocrine, cioè le ghiandole che riversano il loro secreto all’esterno dell’organismo o nel canale gastrointestinale, tra le quali rientrano anche le ghiandole salivari.

Si tratta di una malattia autoimmunitaria in cui l’organismo va ad attaccare delle componenti dei propri apparati. In questo caso le ghiandole salivari e quelle lacrimali diventano il bersaglio principale delle cellule del sistema immunitario e vanno progressivamente incontro ad una perdita della loro funzione.

Le manifestazioni cliniche principali di questa sindrome sono la secchezza delle fauci, con continua necessità di bere, e quella oculare che viene percepita con bruciore all’occhio, fotofobia e sensazione di corpo estraneo.

Il diabete e il consumo eccessivo di alcolici possono portare alla xerostomia attraverso il meccanismo della disidratazione: sono infatti due condizioni in cui viene aumentata l’eliminazione di liquidi attraverso le urine e questo porta ad una diminuita produzione di saliva.

Una pregressa radioterapia eseguita per combattere tumori del distretto testa/collo può andare a danneggiare direttamente le cellule che compongono le ghiandole salivari e portare quindi ad una diminuita produzione di saliva.

Bocca secca di notte

Chi soffre di ostruzione nasale cronica può sviluppare xerostomia se costretto a dormire con la bocca aperta; la cavità orale va infatti facilmente incontro a disidratazione e si sviluppa un eccessivo consumo di saliva.

Se escludiamo le cause più comuni di naso chiuso (raffreddore, allergie, …) una delle cause più frequenti è il russare, che causa l’apertura della bocca. Poiché la produzione di saliva rallenta sensibilmente nelle ore notturne, l’aria che passa durante il processo respiratorio asciuga le mucose del cavo orale.

Una condizione che merita attenzione medica è invece la sindrome delle apnee notturne, una condizione caratterizzata da periodiche apnee (il paziente smette di respirare).

Sintomi

Accanto alla percezione di bocca secca, le persone che soffrono di questo problema possono riportare anche:

  • sensazione di bruciore alla bocca,
  • saliva densa e viscosa,
  • alterazione del senso del gusto (disgeusia) e percezione di bocca amara,
  • lingua arrossata e liscia, con perdita delle papille filiformi,
  • difficoltà a parlare per un tempo prolungato,
  • difficoltà a deglutire,
  • labbra screpolate e fissurate,
  • alitosi,
  • afte del cavo orale,
  • carie dentaria,
  • parodontite,
  • infezioni micotiche del cavo orale (da Candida albicans).

Inoltre, poiché la saliva è dotata di un pH basico che contrasta l’acidità gastrica, gli individui con xerostomia, soprattutto se conseguente alla sindrome di Sjögren, sono maggiormente predisposti allo sviluppo del reflusso gastro-esofageo che si manifesta con bruciore retrosternale.

In questi pazienti è inoltre caratteristica l’infiammazione delle ghiandole salivari maggiori che si manifesta con una loro tumefazione associata a dolore locale.

Diagnosi

Una persona che soffre di xerostomia presenta lingua e cavità orale secche e disidratate. Questo reperto è facilmente osservabile con la semplice ispezione del cavo orale.

Per ricercare la causa del problema è necessario indagare la presenza di altri sintomi e segni associati, patologie note e assunzione di farmaci.

Possono essere richiesti dei test specifici che servono per individuare la causa del disturbo e per valutare in maniera quantitativa l’entità del problema.

Alcune metodiche di indagine frequentemente utilizzate a questo scopo sono:

  • ecografia,
  • risonanza magnetica,
  • scialografia parotidea,
  • scintigrafia,
  • scialometria,
  • biopsia.

Ecografia, risonanza magnetica, scintigrafia e scialografia parotidea sono tecniche di imaging che permettono di evidenziare la presenza di fenomeni infiammatori e destruenti a livello delle ghiandole salivari maggiori.

La scialometria invece è un test che punta a quantificare la produzione del flusso salivare: viene chiesto al paziente di raccogliere in una provetta la saliva prodotta mantenendo la bocca aperta per 15 minuti. Normalmente in questo lasso di tempo la quantità di saliva secreta dalle ghiandole salivari è superiore a 1,5 ml.

La biopsia consiste nel prelievo di una piccola porzione di ghiandola (in genere eseguita a livello delle ghiandole salivari minori) al fine di far analizzare i tessuti e verificare se da un punto di vista istologico sono presenti delle alterazioni; questo tipo di esame risulta fondamentale nella diagnosi della sindrome di Sjögren.

Rimedi e cura

Il trattamento di questo disturbo parte da una corretta diagnosi: una volta identificata la causa della xerostomia si cerca di eliminarla, qualora si tratti di una condizione risolvibile. Se questo non è possibile l’obiettivo della terapia diventa quello di alleviare i sintomi.

Nel caso in cui si assumano dei farmaci che potrebbero causare secchezza della cavità orale può essere opportuno rivalutare la terapia e procedere con una riduzione del dosaggio, oppure con una sostituzione del farmaco.

È molto importante assicurare una continua igiene del cavo orale per ridurre il rischio di complicanze infettive e lo sviluppo della carie.

Viene consigliato di bere frequentemente per mantenere il più possibile idratata la cavità orale ed è possibile assumere dei preparati che fungano da sostituti della saliva: questi prodotti cercano di mimare le normali funzioni della saliva e sono dotati di proprietà lubrificanti e umettanti.

Nei casi più gravi di xerostomia possono essere impiegati farmaci come la pilocarpina o la cevimelina.

Chi soffre di questo disturbo potrebbe trovare utili alcuni accorgimenti che aiutano ad alleviare i sintomi:

  1. Bere frequentemente per mantenere idratata la cavità orale.
  2. Masticare chewing-gum senza zucchero aiuta a stimolare la produzione di saliva.
  3. Cercare di respirare con il naso e non con la bocca.
  4. Evitare il consumo eccessivo di alcolici e il fumo di sigaretta.
  5. Evitare l’uso di farmaci da banco che possono aggravare il problema, come i decongestionanti nasali o gli antistaminici.
  6. Umidificare l’ambiente.
  7. Evitare il consumo di alimenti eccessivamente salati o speziati.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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