Bruciore anale: cause, pericoli e rimedi

Introduzione

Il bruciore anale è un sintomo fastidioso che può interessare la mucosa attorno all’ano, l’orifizio attraverso il quale vengono emesse le feci, sia internamente che esternamente; può essere associato a prurito, dolore o irritazione e l’intensità dipende dalla causa scatenante.

È possibile osservare in alcuni casi la presenza di sangue, tipicamente di colore rosso vivo nelle feci, mentre l’evacuazione di feci nerastre è indicativa di perdite nelle alte vie digerenti (melena).

Cause

La causa più comune in grado di spiegare lo sviluppo di bruciore anale è la ragade (fissurazione anale), una piccola ferita superficiale della grandezza attorno ai 0,5 cm presente in un tessuto infiammato, che quindi appare molto arrossato. Può localizzarsi in due posizioni in base alle ragioni di comparsa:

  • Interna: è conseguente ad una criptite, ovvero un’infiammazione delle ghiandole della cripta, che si trovano tra i gavoccioli emorroidari e che producono il muco necessario alla lubrificazione di tutto il canale anale. Si avrà pertanto prima infiammazione e poi la ragade che genera il bruciore anale.
  • Esterna: si ha un aumento del tono dello sfintere anale che riduce l’irrorazione della superficie causando nel punto di minor resistenza una piccola ulcera da causa vascolare, la ragade.

Una seconda condizione che molto comunemente conduce alla comparsa di bruciore anale, soprattutto dopo la defecazione, è la sindrome diarroica. Qualunque possa essere l’origine della diarrea (infettiva, morbo celiaco, colon irritabile, …) il fattore determinante è l’elevato numero di scariche giornaliere che va a causare uno stato di infiammazione del canale anale, che si avverte come bruciore.

Vero è anche il contrario, una stipsi abituale può predisporre al bruciore anale per via dello sforzo di evacuazione che si compie.

Tra le patologie che possono causare bruciore anale ricordiamo inoltre:

Ricordiamo infine come anche i traumatismi causati da rapporti sessuali anali possano condurre allo sviluppo di infiammazioni responsabili della comparsa di bruciore.

Quando rivolgersi al medico?

Occorre consultare il medico qualora i sintomi persistano per molti giorni, nel caso aumentino improvvisamente d’intensità; ovviamente in caso di sospetto volto a patologie di una certa gravità, ad esempio in presenza di fattori di rischio noti, si raccomanda di segnalare immediatamente i disturbi al curante.

Diagnosi

A causa dell’enorme eterogeneità delle possibili cause in grado di spiegare la presenza di bruciore anale, occorre raccogliere un’attenta anamnesi ed effettuare un accurato esame obiettivo del paziente; l’esame clinico dev’essere approfondito e non può prescindere dall’esecuzione dell’esplorazione digito-rettale, che a seconda della condizione può essere accompagnata da una valutazione generale, dermatologica, ginecologica e proctologica.

In base a quanto emerso durante la visita possono in seguito essere prescritti:

  • Esami del sangue
  • Esami delle feci e coprocoltura
  • Esami su frammenti di cute
  • Esami su eventuali secrezioni.

Solo nel caso di riscontri negativi ad ogni livello verrà infine presa in considerazione l’ipotesi che non si tratti di causa organica, bensì di un problema di natura psicologica, indirizzando quindi il paziente verso un opportuno percorso psicoterapeutico.

Rimedi

Il bruciore anale è un sintomo e non una malattia, quindi il trattamento deve mirare a rimuovere le cause che l’hanno generata.

In genere la detersione della regione con acqua a temperatura ambiente, leggermente fresca (né troppo calda né ghiacciata) e usando saponi lenitivi, può essere fonte di momentaneo sollievo; è possibile usare saponi delicati (ad esempio a base di aloe, estratti di cappero, malva, …) ed effettuare un massaggio della regione perianale, ma senza mai spingersi nella regione interna.

I trattamenti farmacologici comprendono: pomate o creme antiinfiammatorie, antimicrobiche, anestetiche e antistaminiche. È tuttavia sconsigliato farne uso senza il preventivo parere del proprio medico, in quanto alcuni principi attivi usati per trattare condizioni differenti da quelle corrette possono risultare non solo inutili, ma addirittura controproducenti.

Rimedi naturali

  1. Evitare pantaloni troppo stretti, che acuiscono la sintomatologia.
  2. Evitare periodi eccessivamente prolungati in posizione seduta, cambiare spesso posizione ed utilizzare una piccola ciambella gonfiabile nei casi più severi.
  3. Utilizzare biancheria fresca e traspirante, prediligendo tessuti naturali come il cotone e privi di coloranti.
  4. Evitare la persistenza di sudore sull’intimo, ad esempio procedendo alla doccia subito dopo il termine dell’attività fisica.
  5. Una corretta igiene rettale è senza dubbio imprescindibile per evitare fastidiose infezioni, ma un eccesso di zelo può essere controproducente (la mucosa perianale è delicata e molto sensibile, può quindi sviluppare facilmente irritazione in caso di eccessivo sfregamento con la carta igienica, mentre andrebbe invece preferito l’uso del bidet quando possibile). Utilizzare carta igienica morbida e delicata e detergenti specifici, privi di profumi.
  6. Garantirsi un corretto apporto idrico (assumere minimo 1,5 L di acqua al giorno).
  7. Adottare una dieta che privilegi fibre e probiotici, in grado di determinare feci voluminose e soffici che aiutano a ridurre il fastidio.
  8. Si raccomanda di moderare od evitare cibi piccanti, alcolici e caffè. Si dovrebbe garantire un apporto quotidiano di grassi (preferibilmente di origine vegetale) del 25-30% sul fabbisogno calorico giornaliero, perché in grado di favorire la lubrificazione delle feci e il loro scivolamento nell’intestino.
  9. Contenere lo stress.
  10. Nel caso di rapporti anali passivi garantirsi la massima igiene ed una sufficiente lubrificazione.

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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