Bruciore intimo esterno e/o interno: cause e rimedi

Introduzione

Il bruciore intimo è un disturbo comune nelle donne, ma che può saltuariamente interessare anche gli uomini, di qualsiasi età. Consiste in una sensazione fastidiosa di dolore o eccessivo calore come da bruciatura delle parti intime.

Questo disturbo può manifestarsi all’improvviso o gradualmente, ma è quasi sempre associato ad altri sintomi.

Le cause sono da ricercarsi in una qualche forma irritativa, infiammatoria od infettiva che coinvolge gli organi riproduttivi od il sistema urinario.

Tra i rimedi immediati si possono valutare creme a base di principi attivi anestetici, che riducano la sensibilità cutanea, od eventualmente preparazioni a base di estratti vegetali lenitivi come la calendula, ma in caso di persistenza del disturbo diventa indispensabile il parere medico.

Donna che appoggia le mani sul pube a causa del bruciore intimo

iStock.com/Anetlanda

Cause

Il bruciore intimo può avere diverse origini, riguardanti l’apparato riproduttivo e/o urinario, ma nella maggior parte dei casi si tratta di infiammazioni che possono interessare

  • vulva (vulvite), in cui il bruciore sarà prettamente esterno,
  • vagina (vaginite), in cui il bruciore sarà percepito soprattutto internamente,
  • entrambe (vulvovaginite).

Infezioni

L’infiammazione a sua volta può avere diverse cause, le più frequenti sono tuttavia le irritazioni e soprattutto le infezioni (vaginite e vulvovaginite), sostenute da diversi microorganismi:

La candidosi è un’infezione micotica, ossia causata da funghi appartenenti al genere Candida, in cui il più comune è la specie Albicans; si tratta di un fungo “amico”, ossia normalmente presente nella mucosa orale, intestinale e vaginale, ove partecipa attivamente al metabolismo degli zuccheri introdotti con il cibo. Qualora vengano meno le condizioni di benessere psico-fisico dell’organismo, questo fungo cresce e prolifera in modo incontrollato, diventando causa d’infezione: circa il 75% delle donne va incontro ad un episodio di candidosi vaginale almeno una volta nella vita, nel 5% dei casi le infezioni da candida diventano ricorrenti.

La vaginosi batterica è una vaginite in cui si assiste ad un aumento dei batteri che in condizioni fisiologiche colonizzano normalmente la vagina, ossia microorganismi protettivi e responsabili della produzione di acido lattico che gioca un ruolo di primo piano nel mantenimento del pH vaginale in un intervallo normale tendenzialmente acido (tra 3.8 e 4.5). Alcune condizioni di stress possono alterare questo ecosistema vaginale e favorire la comparsa di infezione.

Un caso particolare di infezione vaginale è infine rappresentato dalle malattie a trasmissione sessuale, come ad esempio

Infiammazioni

A causare un’infiammazione genitale, senza infezione, possono essere

  • parassitosi (come scabbia o pediculosi del pube)
  • malattie dermatologiche (come psoriasi, lichen slerosus, dermatiti, …)
  • reazioni allergiche da contatto (ad esempio verso detersivi per il bucato, saponi, creme depilatorie, bagnoschiuma, carta igienica colorata o profumata, lubrificanti, profilattici, diaframmi o dispositivi intrauterini, …)

La vulvodinia è una condizione infiammatoria della vulva in cui la donna sperimenta un dolore molto severo, talvolta associato a bruciore e/o prurito esterno, di origine ignota.

Altre cause

Alcune donne possono lamentare bruciore intimo anche in occasione di disturbi che coinvolgono l’apparato escretore, come nel caso di cistite.

Tra le altre possibili cause ricordiamo infine:

  • alterazioni neurologiche (come un trauma del nervo pudendo, cisti di Tarlov, …)
  • somatizzazione di periodi stressanti, ansia, depressione
  • effetti collaterali da farmaci (come pillola anticoncezionale, antibiotici, chemioterapia, …)
  • cure radioterapiche in regione pelvica (ad esempio per tumori ad utero, vagina, vulva, vescica).

Fattori di rischio

Ricordiamo infine alcune condizioni note per favorire lo sviluppo di una vaginite o una vulvovaginite, come ad esempio:

  • uno squilibro della flora batterica intestinale o un aumento del pH fisiologico della mucosa vaginale, secondario al sangue mestruale o allo sperma post-coito
  • scarsa igiene intima, comune soprattutto in età infantile
  • uso frequente ed improprio di lavande vaginali o detergenti intimi troppo aggressivi
  • più partner sessuali o rapporti sessuali non protetti e/o occasionali
  • diabete
  • alterazioni della flora batterica intestinale (disbiosi intestinale)
  • trattenere l’urina per molte ore durante il giorno (è importante svuotare la vescica ogni qualvolta che se ne avverte la necessità)
  • cattive abitudini di pulizia dopo aver evacuato (la pulizia dovrebbe sempre avvenire passando la carta igienica da davanti verso dietro e mai viceversa, per non favorire il passaggio di infezioni anali verso i genitali)
  • uso promiscuo di indumenti, biancheria intima o asciugamani
  • indossare abitualmente indumenti intimi molto stretti o in tessuto sintetico
  • piccoli traumi ripetuti della pelvi
  • insufficiente idratazione (avere l’abitudine di bere poca acqua durante il giorno)
  • cattiva alimentazione
  • alterazioni ormonali (come accade in menopausa, gravidanza, periodo post-partum ed allattamento, oppure in seguito a terapie ormonali).

Bruciore intimo in gravidanza

Anche in gravidanza le possibili cause di bruciore intimo sono quelle viste, ma è bene comunicare immediatamente eventuali fastidi al ginecologo per non trascurare infezioni che potrebbero diventare potenzialmente pericolose.

Bruciore intimo ed altri sintomi

Il bruciore intimo è avvertito come una sensazione urente, più o meno forte, che coinvolge i genitali esterni e/o interni. Tale disturbo

  • può comparire all’improvviso o gradualmente, spesso in concomitanza a situazioni particolari come la minzione, dopo un rapporto sessuale, per sfregamento prolungato con un corpo estraneo (assorbenti, granelli di sabbia, …)
  • può avere durata variabile, in rapporto alla causa scatenante, da qualche giorno a qualche settimana
  • può essere temporaneo o presentarsi più volte nell’arco della vita (ossia essere ricorrente).

Il bruciore intimo è un disturbo che spesso si associa ad altri sintomi, quali ad esempio:

Questi sintomi possono essere variamente presenti, a seconda della causa scatenante il bruciore intimo.

In concomitanza di più sintomi, o se il bruciore intimo tende a persistere per più di qualche giorno senza dare segni di miglioramento, è bene rivolgersi al medico per un controllo.

Complicanze

Il bruciore intimo può comportare l’insorgenza di complicanze.

Le infiammazioni od infezioni intime non trattate o trattate in maniera non adeguata (ad esempio con cure fai da te), infatti, possono esser causa di complicanze, come ad esempio

  • un’uretrite che può complicarsi con lo sviluppo di stenosi uretrale (che aumenta il rischio di infezione alla vescica e ai reni)
  • un’infezione che può dare ascessi o formare fistole cutanee, vaginali o rettali o ancora diventare cronica o ricorrente (cioè ripresentarsi più volte).

Le infezioni vaginali sessualmente trasmesse possono inoltre predisporre allo sviluppo di malattia infiammatoria pelvica, una condizione in grado di compromettere in modo permanente la fertilità.

A prescindere da eventuali complicazioni il bruciore intimo, se non curato, può esser causa di disagio persistente ed invalidante per la persona colpita fino a comprometterne la qualità di vita.

Diagnosi

Per la diagnosi occorre raccogliere l’anamnesi della paziente, ossia la sua storia clinica e personale, con particolare attenzione ai sintomi riferiti.

Si passa alla visita obiettiva, con ispezione delle regione genitale esterna ed interna.

Tra gli esami di laboratorio potenzialmente utili ricordiamo

  • esame delle urine completo
  • urino coltura delle 24 ore
  • tampone (uretrale, vaginale, cervicale, a seconda del sospetto clinico)
  • analisi del sangue (che possono indirizzare verso uno stato infiammatorio o infettivo, ad esempio nel caso di aumento dei globuli bianchi del sangue o della VES)
  • test allergologici in caso si sospetti una dermatite da contatto od un’ipersensibilità.

Nel caso di infezione batterica accertata, il laboratorio eseguirà l’antibiogramma, un test che consente di identificare verso quali antibiotici il batterio isolato è più sensibile, in modo da agevolare la scelta terapeutica del medico e la guarigione del paziente.

Talvolta potrebbe essere richiesta un’ecografia dell’addome inferiore per valutare lo stato di benessere della vescica, utero e degli altri organi contenuti nella pelvi (ossia nel basso ventre).

A seconda dei casi può infine essere utile rivolgersi allo specialista, scelto a giudizio del curante:

  • ginecologo (che potrebbe optare per la necessità di un’ecografia trans-vaginale, Pap test, …)
  • dermatologo
  • neurologo.

Rimedi e cura

A giudizio del medico/specialista, in attesa della visita o nei casi di blande irritazioni può essere sufficiente il ricorso a preparazioni semisolide (creme, pomate, geli, …) idratanti ed emollienti, oppure eventualmente contenenti un anestetico locale in grado di ridurre la sensazione di bruciore (si tratta in genere di prodotti ad uso esterno).

In caso di infezioni, il medico prescriverà una cura antibiotica, antivirale o antimicotica dopo l’identificazione del microorganismo patogeno responsabile. I farmaci possono essere somministrati, a seconda dei casi, sotto forma di

  • compresse
  • ovuli vaginali
  • pomate, creme, schiume
  • instillazioni vescicali (in caso di cistite interstiziale)

Gli anti-infiammatori non steroidei (FANS) possono essere assunti per alleviare il bruciore, mentre nel caso di dermatiti irritative o allergiche può essere utile il ricorso a cortisonici.

Nel caso di infezione sessualmente trasmessa, occorre in genere trattare anche il partner.

Rimedi naturali

Tra gli estratti vegetali più usati per il trattamento di piccoli disturbi genitali ricordiamo la calendula, un rimedio naturale disponbiile in forma di ovuli e pomate, con proprietà antiinfiammatorie, antisettiche, cicatrizzanti, rinfrescanti ed emollienti, grazie alla sua composizione ricca di acido salicilico, mucillagini ed oli essenziali. Questi principi attivi agiscono rivestendo la mucosa intima con uno strato vischioso, proteggendola così dalle irritazioni.

Altri sostanze naturali estratte da piante officinali, con medesime proprietà della calendula, sono:

  • camomilla
  • lythrum salicaria
  • malva
  • polygonum bistorta
  • potentilla erecta
  • propolis

Prevenzione

È sempre raccomandato, laddove individuati, allontanare possibili condizioni (fattori di rischio) predisponenti la comparsa di tale disturbo: ciò contribuisce sia alla cura che alla prevenzione di bruciore intimo ricorrente. Si consiglia ad esempio:

  • l’uso del profilattico per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale
  • l’uso di indumenti intimi in cotone, meglio se bianchi, per migliorare la traspirazione delle parti intime
  • variare la dieta a tavola, arricchendola giornalmente di più porzioni di frutta e verdura di stagione
  • idratarsi, bevendo circa 2 litri d’acqua al giorno
  • curare l’igiene intima in modo regolare ma non eccessivo, utilizzando saponi e detergenti emollienti e delicati
  • evitare l’uso prolungato di proteggi-slip, assorbenti interni, bagni frequenti, deodoranti intimi o qualsiasi altro agente che possa essere fonte di sfregamento od irritazione della mucosa o della cute genitale

Fonti e bibliografia

  • Harrison, Principi di Medicina Interna
  • Zanoio, Ginecologia e Ostetricia

 

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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