Introduzione

I crampi muscolari sono delle contrazioni dolorose e involontarie di uno o più gruppi muscolari che immobilizzano la regione colpita. È un evento estremamente comune, quasi tutti almeno una volta nella vita sviluppano un crampo muscolare. Possono verificarsi in qualsiasi muscolo e in qualsiasi momento della giornata, anche se più frequentemente si presentano ai muscoli delle gambe e dei piedi e nella maggior parte dei casi seguono un’intensa attività fisica o si presentano di notte durante il riposo.

Esistono moltissime cause in grado di scatenare il crampo muscolare e molte volte l’insorgenza, la sede e le caratteristiche del crampo, sono correlate alla causa scatenante.

I crampi muscolari sono più caratteristici negli adulti e diventano sempre più frequenti con l’invecchiamento, ma possono ovviamente insorgere anche nei bambini.

Nella maggior parte dei casi i crampi muscolari sono transitori e durano pochi minuti. Per il recupero funzionale della regione colpita e per diminuire il dolore è utile effettuare un allungamento del muscolo.

Cenni anatomici

La contrazione muscolare volontaria inizia dal cervello.

Quando vogliamo contrarre un muscolo, la nostra corteccia cerebrale origina delle onde elettriche che si propagano lungo i nervi, chiamate potenziali d’azioni. I potenziali d’azione viaggiano verso un gruppo di fasci muscolari, e, quando li raggiungono, eccitano la loro membrana. Questa eccitazione scatena il rilascio di calcio all’interno del muscolo, depositato all’interno dei reticoli sarcoplasmatici, che sono delle aree di stoccaggio del calcio. Il calcio rilasciato fa sì che le fibre muscolari siano in grado di contrarsi.

Quando i potenziali d’azione si fermano, il calcio smette di fluire dai reticoli sarcoplasmatici e il muscolo si rilassa.

Affinché questo meccanismo possa verificarsi in maniera corretta, vi è la necessità di avere giuste concentrazioni di calcio, potassio, sodio e magnesio nell’organismo. Se queste dovessero essere alterate, le membrane delle fibrocellule muscolari potrebbero essere eccitate in maniera anomala o potrebbero non essere in grado di ritornare allo stato di riposo, determinando l’insorgenza dei crampi.

Cause

Le cause che possono determinare crampi muscolari sono moltissime, tuttavia, nella maggior parte dei casi, la causa scatenante rimane sconosciuta e si riconduce a un’ipereccitabilità dei nervi che stimolano i muscoli per ragioni ignote.

L’esempio più comune di crampi a causa sconosciuta sono i crampi notturni.

Si verificano più frequentemente negli adulti durante le ore di riposo notturno. Sono molto dolorosi e possono svegliare il soggetto dal sonno. Tendono a ripetersi frequentemente, molte volte a notte e/o molte notti a settimana per un certo periodo. Pur non avendo una causa nota, si sviluppano più comunemente se nel corso della giornata si trascorre molto tempo seduti nella stessa posizione, o, al contrario, se si è effettuata un’attività fisica molto intensa, a cui non si è abituati. Comune è la condizione di una persona non allenata che per la prima volta dopo molto tempo riprende a effettuare attività fisica con ritmi troppo intensi e non graduali.

Si verificano spesso anche durante la gravidanza, come conseguenza alle modifiche para-fisiologiche a cui va incontro l’organismo durante la gestazione.

Le cause conosciute più frequenti di crampi sono

  • Importante attività fisica. È la causa nota più comune di crampi muscolari. Si associa all’utilizzo vigoroso dei muscoli e al conseguente affaticamento muscolare. In questo caso i crampi possono verificarsi sia durante l’attività che dopo l’attività fisica, a volte anche a molte ore di distanza. Gli anziani presentano un rischio maggiore di sviluppare crampi durante l’esecuzione di attività fisiche faticose, in quanto con l’età viene progressivamente persa massa muscolare e l’intera attività grava sul muscolo rimanente, che quindi si affatica con maggiore facilità.
  • Disidratazione. La perdita eccessiva di liquidi ha come conseguenza una perdita eccessiva di sodio, lo ione più abbondante nei fluidi corporei extracellulare. Il sodio ha un ruolo determinante nell’eccitazione della membrana muscolare e nel corretto rilassamento. Alterazioni delle sue concentrazioni nell’organismo possono quindi provocare l’insorgenza di crampi. Comuni cause di disidratazione sono lo sport e altre attività fisiche molto dispendiose, che possono determinare un’eccessiva perdita di liquidi. Con un’adeguata reintegrazione idrico-salina, diminuisce la probabilità di sviluppare crampi. Nelle persone anziane è comune la disidratazione dovuta all’utilizzo persistente di diuretici (farmaci che promuovono la minzione) e all’assunzione di pochi liquidi durante la giornata, situazioni che possono predisporre entrambe all’insorgenza di crampi. I crampi da disidratazione hanno maggiori probabilità di manifestarsi con alte temperature, durante le stagioni estive.
  • Alterazione della distribuzione dei fluidi corporei. I crampi muscolari possono svilupparsi non solo in condizioni di disidratazione, ma anche in situazioni che presentano un’insolita distribuzione dei liquidi corporei. L’esempio più caratteristico è l’ascite dovuta alla cirrosi epatica, un accumulo di liquido nella cavità addominale. Altro esempio di distribuzione anomala dei fluidi può presentarsi in corso di scompenso cardiaco, dove può verificarsi un sequestro di liquidi in vari compartimenti: negli arti inferiori, nella cavità addominale, nel fegato e nella milza.
  • Basso livelli di calcio o magnesio nel sangue. Bassi livelli ematici di calcio o magnesio stimolano l’eccitabilità sia dei nervi che a loro volta stimolano i muscoli, che direttamente della membrana muscolare. Bassi livelli di calcio e magnesio sono comuni nelle donne in gravidanza, a meno che questi ioni non vengano integrati nella dieta. I crampi possono svilupparsi in qualsiasi situazione che diminuisca la disponibilità di calcio o magnesio nei fluidi corporei, come
    • assunzione di diuretici,
    • iperventilazione,
    • vomito eccessivo,
    • apporto inadeguato di calcio e/o magnesio nella dieta,
    • assorbimento inadeguato di calcio a causa di carenza di vitamina D o per malattie intestinali
    • scarsa funzione delle ghiandole paratiroidi (ipoparatiroidismo). Le paratiroidi sono piccole ghiandole nel collo immerse nel tessuto tiroideo che regolano l’equilibrio del calcio.
  • Bassi livelli di potassio. Anche bassi livelli ematici di potassio causano occasionalmente crampi muscolari, seppur sia più comune che i bassi livelli di potassio si associno a debolezza muscolare.
  • Malattie neuro-muscolari. Seppur nella maggior parte dei casi i crampi si manifestino da soli e siano una condizione benigna, una piccola parte di crampi sono manifestazione di malattie neuromuscolari, talora anche molto gravi. Il più delle volte queste malattie non si presentano con crampi isolati, ma sono accompagnate da altri sintomi, che sono di solito più prominenti. Alcuni esempi di malattie neuro-muscolari includono:
    • Sclerosi laterale amiotrofica, che si presenta con debolezza e atrofia muscolare, oltre che con crampi.
    • Radicolopatie (sofferenza delle radici dei nervi spinali), spesso dovute a compressione da ernia del disco. Si manifesta con dolore, perdita di sensibilità, debolezza muscolare, oltre che con crampi.
    • Neuropatia diabetica, ossia una complicanza del diabete che causa un’alterazione della conduzione neuro-muscolare. Si associa a perdita di sensibilità, debolezza muscolare e talora anche con crampi.
  • Scarsa circolazione ai muscoli delle gambe. Questo determina un insufficiente apporto di ossigeno al tessuto muscolare, che può causare un forte dolore al muscolo della gamba associato a crampi durante la deambulazione o l’esercizio fisico. Questa condizione è nota anche come claudicatio intermittens e si riduce con il riposo. Si verifica più frequentemente nei muscoli del polpaccio.
  • Infortunio. Uno spasmo muscolare persistente può verificarsi come meccanismo protettivo a seguito di un infortunio, come ad esempio la frattura di un osso. In questo caso lo spasmo muscolare involontario ha lo scopo di minimizzare il movimento e a stabilizzare l’area della frattura
  • Farmaci. Numerosi farmaci presentano come effetto collaterale l’insorgenza di crampi. Tra questi troviamo
    • Furosemide (Lasix),
    • Donepezil (Aricept), usato per il morbo di Alzheimer,
    • Neostigmina usata per il trattamento della miastenia gravis e talora durante l’anestesia,
    • Raloxifene (Evista), usato per prevenire l’osteoporosi nelle donne in postmenopausa,
    • Tolcapone (Tasmar) usato per il morbo di Parkinson,
    • Nifedipina (Procardia), usato per l’angina, l’ipertensione e altre condizioni,
    • farmaci per l’asma come la Terbutalina (Brethine) e il salbutamolo (Ventolin),
    • alcuni medicinali usati per abbassare il colesterolo, come la Lovastatina (Mevacor).

Fattori di rischio

I fattori che possono aumentare il rischio di sviluppare crampi muscolari includono:

  • Età. Le persone anziane presentano più frequentemente crampi muscolari. Questo sembra essere dovuto al fatto che, con l’avanzare dell’età, viene persa massa muscolare e quindi il muscolo rimanente, sovraccaricato da maggior lavoro, può sviluppare più facilmente crampi muscolari.
  • Disidratazione. Comune è il caso di atleti che in seguito ad intensa attività fisica vanno incontro a disidratazione e sviluppo di crampi, soprattutto se le temperature sono particolarmente alte.
  • Gravidanza. Non si conosce precisamente il motivo, ma le donne durante la gravidanza presentano spesso crampi muscolari.
  • Condizioni mediche. Alcune condizioni mediche non sono diretta causa di crampi muscolari, ma ne possono favorire l’insorgenza. Tra queste troviamo
    • diabete,
    • patologie del sistema nervoso,
    • patologie del fegato,
    • disturbi della tiroide.

Sintomi e diagnosi

Riconoscere un crampo è relativamente facile sia per chi vive l’esperienza sia per il medico, a cui basterà il racconto del paziente.

Tipicamente il paziente riferisce un dolore molto intenso a livello di un muscolo o di un gruppo muscolare, il più delle volte a livello della gamba. Solitamente il paziente deve interrompere qualsiasi attività che sta svolgendo per cercare sollievo dal crampo. Durante il crampo il paziente non è in grado di muovere il muscolo interessato. Crampi importanti possono essere associati a indolenzimento e gonfiore, che a volte possono persistere fino a diversi giorni dopo la risoluzione del crampo. Se presente durante un crampo, il medico può sentire il rigonfiamento muscolare duro e teso del muscolo colpito.

Non esistono test specifici per fare diagnosi di crampo. L’unico esame che può essere utile è la valutazione delle concentrazioni di sodio, potassio, calcio e magnesio nel sangue. In caso si sospetti una malattia neuro-muscolare, potrà essere richiesta l’elettromiografia, la TAC o la risonanza magnetica.

È necessario infine indagare se il paziente assume farmaci, in quanto i crampi possono essere l’effetto collaterale di alcuni medicinali.

Cura e rimedi

La maggior parte dei crampi può essere interrotta se si effettua un allungamento del muscolo interessato. L’allungamento contrasta infatti la contrazione involontaria e, se il crampo non è troppo intenso, può dare sollievo in pochi secondi. Anche massaggiare o eseguire impacchi caldi sulla zona interessata può accelerare la risoluzione del crampo.

Se il crampo è associato a disidratazione, come spesso accade in seguito ad una intensa attività fisica, è essenziale un adeguato reintegro dei liquidi e degli elettroliti perduti (specialmente di sodio, calcio, magnesio e potassio).

Non sono necessari farmaci per trattare un comune crampo, in quanto la maggior parte regredisce spontaneamente prima che una quantità sufficiente di medicinale possa essere assorbita. L’unica indicazione all’utilizzo di rilassanti muscolari è il crampo muscolare a causa di un infortunio. In questi casi possono essere prescritti miorilassanti come la Ciclobenzaprina, l’Orfenadrina e il Baclofen.

Quando i crampi sono associati a specifiche condizioni mediche, il trattamento si concentra a risolvere la causa sottostante. In questo caso non è possibile né auspicabile l’attuazione di interventi terapeutici generalizzati, ma andrà affrontato ogni caso in maniera specifica.

Prevenzione

  1. Evitare la disidratazione. Bere una adeguata quantità di liquidi ogni giorno. Durante l’attività fisica è importante reintegrare i fluidi persi a intervalli regolari e continuare a bere anche ad allenamento completato. Un buon indicatore di corretta idratazione è il colore chiarissimo dell’urina.
  2. Evitare esercizi fisici non proporzionati alle proprie capacità e aumentare progressivamente l’intensità e la durata dell’esercizio fisico nel tempo.
  3. Effettuare stretching muscolare prima e dopo qualsiasi allenamento. Se si ha la tendenza ad avere crampi alle gambe di notte, può essere utile anche uno stretching leggero prima di coricarsi.
  4. Eseguire esercizi di riscaldamento muscolare prima di ogni allenamento.
  5. Attenersi ad una dieta equilibrata che garantisca un adeguato apporto di sali minerali. Alcuni soggetti possono trarre beneficio dall’utilizzo di integratori specifici.

 

A cura del Dr. Alberto Carturan

FONTI

Rugarli C., Medicina interna sistematica 2000

Harrison, Principi di medicina interna, 18ª ed., Milano, CEA Casa Editrice Ambrosiana, 2012

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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