Distensione addominale: cause, sintomi e cura

Introduzione

Parlando di distensione addominale si fa riferimento ad una condizione caratterizzata dall’aumento del volume dell’addome, che in termini popolari viene riassunta più semplicemente come sensazione di “pancia gonfia”, causata dall’accumulo di gas o liquido all’interno dei visceri addominali.

Tale condizione può risultare piuttosto comune in soggetti di qualunque età, da quella pediatrica a quella adulta–anziana, e nella maggior parte dei pazienti è un disturbo temporaneo e benigno privo di conseguenze; in una minoranza di casi, tuttavia, può essere segno di una patologia più seria che richiede un più tempestivo intervento medico.

Tra le cause più comuni si annoverano un normale accumulo di gas a livello gastro-intestinale, dovuto ad esempio ad una dieta sbilanciata od a stati d’ansia e stress psico-fisici, ma può essere anche la manifestazione di

Per riassumere le cause più frequenti di distensione addominale è possibile fare riferimento alla cosiddetta “regola delle 6 F”, di origine anglosassone:

  • Flatus, ovvero il meteorismo intestinale
  • Fat, ovvero deposito di grasso addominale
  • Fluid, accumulo di liquidi
  • Fetus, che indica la gravidanza
  • Feces, ovvero le alterazioni dell’alvo
  • Fatal growth, con cui si intende la presenza di una massa addominale come nei casi di neoplasia

Il quadro clinico della distensione addominale è caratterizzato dal sintomo cardine del gonfiore che si localizza genericamente su tutti i quadranti addominali e che può essere accompagnato da

La diagnosi è basata sul riconoscimento dei sintomi e dei segni presentati dal paziente previo raccordo anamnestico. L’ipotesi diagnostica sospettata dal medico, quando non comune, dovrà essere confermata mediante esami del sangue ed esami radiologici come ecografia, TC, risonanza magnetica ed esame endoscopico (gastroscopia o colonscopia).

Il trattamento e la prognosi dipendono dalla patologia sottostante che ha provocato la distensione dell’addome, ma solitamente si tratta di una condizione temporanea e benigna che potrebbe beneficiare della somministrazione di una terapia sintomatico-analgesica con semplici farmaci da banco ed una maggior attenzione a dieta e stile di vita in genere.

Distensione addominale

Getty/Peter Dazeley

Cause

La distensione addominale può avere cause diverse, ma tra le più comuni e normalmente benigne è possibile ricordare:

  • Normale accumulo di gas: è condizione comune deglutire aria durante il pasto (a maggior ragione in caso di consumo di bevande gassate), così come una modesta produzione intestinale risultato dei normali processi di digestione. Questi gas tendono all’accumulo e a determinare la distensione “oltre il normale” dei visceri. Normalmente il gas presente in eccesso viene eliminato attraverso i meccanismi di eruttazione e flatulenza, perciò nel momento in cui questo non avviene, tutta l’aria non eliminata si accumula.
  • Dieta sbilanciata ed obesità, spesso caratterizzata dall’assunzione di pasti troppo abbondanti, alimenti scarsamente digeribili e abuso di sostanze irritanti per l’intestino come il caffè e l’alcol.
  • Aerofagia: durante i pasti, soprattutto se consumati in maniera rapida, il soggetto tende a deglutire aria in eccesso. Quest’ultima si accumula nel tubo digerente causandone la sovradistensione.
  • Stitichezza: il rallentamento della motilità intestinale fa accumulare materiale nel lume intestinale portandone ad una naturale distensione.
  • Intolleranze alimentari: seppure meno comuni di quanto si crede, consistono nell’incapacità dell’intestino di digerire determinati alimenti a causa ad esempio della mancanza di alcuni enzimi digestivi. Chi soffre di intolleranza al lattosio ad esempio, presenta spesso e volentieri una condizione di distensione addominale con sintomi di accompagnamento quali crampi, diarrea o stipsi.
  • Sindrome del colon irritabile: condizione idiopatica che causa sintomi di irritazione intestinale come gonfiore, dolore addominale, stipsi o diarrea.
  • Infezioni e intossicazioni gastrointestinali, come ad esempio l’influenza intestinale (gastroenterite virale) o tossinfezioni come la listeriosi.
  • Alterazione della flora batterica intestinale: una dieta povera di fibre, così come l’assunzione di farmaci antibiotici per lungo tempo, può determinare una alterazione della flora microbica intestinale per cui si possono manifestare sintomi intestinali come gonfiore, crampi e diarrea.
  • Sovraccrescita batterica intestinale (SIBO – Small Intestinal Bacterial Overgrowth): se la flora microbica del colon arriva a colonizzare anche l’intestino tenue, può produrre notevoli quantità di gas che determinano la distensione addominale.
  • Ciclo mestruale o menopausa: soprattutto in fase premestruale e dopo la menopausa, il corpo di una donna subisce degli importanti cambiamenti ormonali e ciò comporta nella menopausa una ridistribuzione del grasso a livello addominale; in entrambi i casi una maggiore ritenzione di liquidi e anche una compromissione della normale motilità intestinale porta alla difficoltà nella digestione e di conseguenza ad un accumulo di gas nell’intestino.
  • Gravidanza: oltre al fisiologico aumento di volume graduale dell’utero nelle diverse fasi della gestazione, la distensione può essere dovuta anche alle modifiche ormonali che comportano l’accumulo di liquidi a livello addominale.

Esistono casi in cui la distensione addominale viene sostenuta da patologie piuttosto serie per la salute, come nel caso di:

  • Malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI): malattie come la rettocolite ulcerosa e il morbo di Crohn possono presentarsi con un quadro sintomatologico caratterizzato da disturbi dell’alvo, gonfiore e dolore addominale. Le complicanze di queste patologie possono essere piuttosto gravi, richiedendo in taluni casi un intervento chirurgico in regime di urgenza nel caso di occlusione o perforazione intestinale.
  • Celiachia: malattia ad origine autoimmune caratterizzata da una grave reazione infiammatoria intestinale in caso di consumo di alimenti contenenti glutine.
  • Ascite: patologia caratterizzata dall’accumulo di liquido in cavità peritoneale derivante principalmente da malattie del fegato, del rene o del cuore. Come per l’ascite, si potrà avere distensione addominale da liquido in cavità peritoneale anche in caso di ipertensione portale, malnutrizione, scompenso cardiaco e cirrosi epatica.
  • Appendicite: un’infiammazione della appendice vermiforme può causare una reazione peritoneale con alterazione dell’alvo, nausea e vomito ed un senso di gonfiore addominale diffuso; a livello del fianco destro e della fossa iliaca destra invece comparirà un quadro di peritonite localizzata con addome piuttosto teso, duro e dolente alla palpazione sia superficiale e profonda. Risulteranno positivi due segni semeiologici caratteristici come il segno di McBurney e il segno di Blumberg.
  • Peritonite: infiammazione del peritoneo per patologie di visceri addominali, tipicamente appendicite ma non solo. Si presenta con distensione addominale e dolore vivo, solitamente molto intenso, associato alla contrattura difensiva della parete addominale che si fa piuttosto tesa (segno di Blumberg positivo). Ogni caso di peritonite rappresenta un’urgenza che può richiedere quasi sempre un intervento chirurgico per la sua risoluzione.
  • Occlusione intestinale: rallentamento fino al blocco del transito di feci e gas a livello intestinale. Richiede una tempestiva diagnosi e nel caso di occlusione completa a feci e gas, può richiedere un intervento chirurgico in urgenza.
  • Globo vescicale: si intende l’aumento di volume della vescica a causa del blocco del flusso di urina verso l’uretra che determina la distensione addominale.
  • Patologie a carico dell’ovaio: in caso di tumore ovarico l’effetto massa della neoplasia provoca progressivamente distensione addominale e gonfiore.
  • Tumori primitivi o secondari (metastasi) a carico dei diversi organi addominali
  • Epatomegalia o splenomegalia: ingrandimento volumetrico rispettivamente di fegato e milza.
  • Malattie metaboliche: una disfunzione tiroidea, come nel caso di marcato ipotiroidismo, può provocare un rallentamento dell’attività gastro-intestinale e quindi la comparsa di distensione addominale.

Sintomi

La condizione di distensione addominale, a seconda della causa, può essere accompagnata da sintomi quali:

  • Flatulenza (eccessiva formazione di gas a livello gastro-intestinale con emissione per vie naturali)
  • Senso di pienezza post-prandiale e dopo gli altri pasti principali
  • Eruttazioni frequenti
  • Dolore addominale, nella maggior parte dei casi di tipo crampiforme (tipico degli organi cavi come il tubo digerente)
  • Diarrea o stipsi
  • Meteorismo
  • Nausea e vomito
  • Calo ponderale (perdita inspiegabile di peso)
  • Melena o rettorragia, ovvero perdita di sangue con le feci (sangue digerito e quindi di colore scuro nel caso della melena), come nel caso di tumori a partenza gastrointestinale
  • Dispnea: difficoltà respiratoria con sensazione di fame d’aria, quando la distensione diventa tale da inficiare la normale dinamica respiratoria

Quando rivolgersi al medico

Non potendo escludere le cause più pericolose di distensione addominale è importante rivolgersi al medico in caso di:

  • Gonfiore persistente da diverso tempo (in genere si suggerisce come riferimento un periodo di circa 2 settimane)
  • Presenza di nausea e vomito
  • Chiusura dell’alvo a gas e feci
  • Presenza di ittero (colorazione giallastra di cute e mucose)
  • Presenza di altri sintomi severi
  • Cambiamenti improvvisi dell’alvo: si diventa stitici, o si passa da un alvo diarroico ad uno stitico e viceversa
  • Presenza di sangue nelle feci
  • Calo ponderale in poche settimane o mesi

Diagnosi

Il percorso diagnostico inizia con un’accurata anamnesi ed un dettagliato esame obiettivo.

Durante l’anamnesi è compito del medico raccogliere diverse informazioni riguardo:

  • modalità di insorgenza della distensione addominale
  • associazione di eventuale dolore in un punto preciso dell’addome
  • fattori che alleviano o esacerbano gli altri sintomi presenti
  • presenza di patologie sottostanti o di pregressi interventi chirurgici
  • effetti collaterali di determinati farmaci

L’esame obiettivo deve mirare al riconoscimento dei segni e dei sintomi riferiti dal paziente, tra cui in particolare

  • la ricerca di eventuali masse addominali
  • presenza di aria libera in addome (rilevata mediante la scomparsa di ottusità epatica alla percussione)
  • ricerca di vari segni semiotici specifici di talune patologie come:

In associazione all’anamnesi e all’esame obiettivo può essere un utile ausilio il potenziale ricorso ad una vasta gamma di esami ematochimici:

Dal punto di vista degli esami strumentali saranno dirimenti indagini di I e II livello, quali:

  • Radiografia diretta addome: valuta la presenza di “livelli idroaerei” che possono indicare una occlusione o una perforazione intestinale.
  • Ecografia addominale: molto utile in bambini e donne in gravidanza poiché rappresenta un esame che non prevede l’emissione di radiazioni. Può aiutare come primo approccio strumentale nello studio di svariate patologie (calcoli biliari, calcoli renali, pancreatite, patologie ginecologiche)
  • TC addome: esame di II livello, è il gold standard per la diagnosi di moltissime patologie a carico degli organi addominali
  • Risonanza Magnetica: utile solo in caso gli esami precedenti siano risultati negativi
  • Gastroscopia e Colonscopia: per mezzo di un endoscopio flessibile dotato di telecamera, si possono visionare direttamente diversi tratti dell’apparato gastro-intestinale: esofago, stomaco, duodeno, colon fino all’ultima ansa ileale. Possono avere anche un ruolo terapeutico oltre che diagnostico e permettono inoltre di eseguire biopsie per la diagnosi istologica di molte patologie (tumore dello stomaco, tumore del colon, …).

Cura

Il trattamento della distensione addominale prevede essenzialmente la risoluzione della causa sottostante che l’ha provocata, anche se va notato come spesso si tratti di situazioni temporanee, occasionali e benigne destinate a risolversi spontaneamente nel giro di poche ore.

I sintomi non vanno tuttavia sottovalutati poiché potenzialmente in grado di essere espressione di una patologia più seria, che richiede una pronta ospedalizzazione e in alcuni casi anche un intervento chirurgico urgente (si pensi ai casi di occlusione o perforazione intestinale, appendicite acuta, tumori a partenza dai visceri addominali, …).

Quasi sempre la distensione addominale si associa alla presenza di dolore, per la cui risoluzione possono essere usati i comuni farmaci da banco della come Paracetamolo, Ibuprofene, Desketoprofene, …

Per ridurre il sintomo del gonfiore possono essere assunti formulazioni a base di simeticone, medicinale in grado di favorire il riassorbimento e l’espulsione dei gas intestinali.

In caso di dieta squilibrata, è ovviamente raccomandabile una pronta e duratura correzione, mentre in caso di intolleranze alimentari o di celiachia è necessario evitare gli alimenti responsabili (rispettivamente, ad esempio, lattosio e glutine).

Alimenti da evitare

Tra i cibi potenzialmente responsabili del gonfiore i più comuni sono:

  • Alcolici e bibite gassate
  • Prodotti lievitati
  • Cibi fritti e troppo grassi
  • Formaggi stagionati
  • Dolci

Anche frutta, verdura e legumi sono talvolta responsabili di gonfiore, ma è necessario e sufficiente abituarsi ad un consumo regolare ed abbondante in modo molto graduale (tutte e tre le categorie di alimenti sono pilastri di una dieta sana); nel caso di soggetti particolarmente sensibili è poi possibile adottare qualche cautela in più, ad esempio consumando legumi privi di buccia ed evitando alcuni specifici ortaggi/frutti particolarmente a rischio (per la presenza di zuccheri o altre molecole).

È fondamentale per un migliore stato di salute generale seguire una dieta normo-calorica senza zuccheri in eccesso, con frutta consumata lontano dai pasti principali (meglio al mattino o tra un pasto e l’altro), e con un corretto equilibrio tra i macronutrienti proteine, grassi e carboidrati.

Infine praticare attività sportiva regolare, almeno due o tre volte a settimana, contribuisce alla corretta funzionalità intestinale (oltre ovviamente a garantire i noti effetti protettivi cardiovascolari).

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Chirurgia. Basi teoriche e chirurgia generale – Chirurgia specialistica vol.1-2 di Renzo Dionigi. Ed. Elsevier
  • Semeiotica medica. R. Muti. – ed. Minerva Medica.
  • Semeiotica medica: G.Fradà & G. Fradà. Ed. Piccin

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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