Dolore all’occhio (destro e/o sinistro): cause, sintomi, rimedi

Introduzione

Il dolore agli occhi, anche noto come “oftalmodinia”, è un sintomo riconducibile a numerose condizioni cliniche, patologiche e non. In molti casi, infatti, il dolore oculare tende ad autolimitarsi nel corso del tempo, risolvendosi in qualche ora o nell’arco di alcuni giorni; altre volte, al contrario, non regredisce spontaneamente ed anzi tende ad aggravarsi, fino a limitare lo svolgimento delle attività quotidiane ed inserendosi nel contesto di una quadro clinico di maggiore entità.

Uomo che si tocca l'occhio sinistro a causa di dolore

iStock.com/Prostock-Studio

La maggior parte dei pazienti descrive il dolore oculare come un “fastidio” che può interessare:

  • La superficie oculare, ed è avvertito in corrispondenza delle strutture che si localizzano più esternamente nell’occhio (come palpebra, congiuntiva, sclera e cornea);
  • L’orbita, ed è avvertito principalmente dietro o all’interno dell’occhio.

Il dolore può essere unilaterale o bilaterale, in altre parole può colpire l’occhio destro, sinistro od entrambi; ad oggi non ci sono evidenze che uno dei due sia maggiormente esposto al rischio di sviluppare disturbi rispetto all’altro, mentre ai fini della diagnosi è importante la valutazione se ad essere colpiti siano entrambi o solo uno.

Per poter gestire al meglio questo tipo di disturbo è opportuno ricorrere ad una visita oculistica, perché solo una volta stabilita la causa alla base del dolore oculare è possibile impostare una terapia in grado di risolvere questo sintomo così spiacevole.

Cause

Il dolore oculare è descritto generalmente come un fastidio improvviso in corrispondenza delle strutture localizzate più esternamente nell’occhio.

Anatomia semplificata dell'occhio umano

Anatomia semplificata dell’occhio (iStock.com/solar22)

Questo sintomo, che spesso è associato a prurito, può essere dovuto a:

  • Abrasioni corneali: lesioni della cornea (membrana che ricopre la superficie anteriore dell’occhio) dovute ad esempio all’uso incorretto di lenti a contatto o a graffi causati da particelle disperse tramite l’aria, nonché da unghie, spazzole per capelli o utilizzo di prodotti per il make-up (pennelli per ombretti, mascara, …); il dolore è accompagnato da irritazioni, arrossamenti ,lacrimazione degli occhi e sensazione di corpo estraneo a livello oculare.
  • Blefarite: infiammazione acuta o cronica delle palpebre; causa anche arrossamenti, gonfiori, desquamazione o ulcerazioni del margine palpebrale;
  • Congiuntivite: processo infiammatorio che riguarda la congiuntiva (la membrana mucosa che riveste la superficie anteriore dell’occhio e parte della zona palpebrale interna); nella maggior parte dei casi è sostenuto da agenti di natura allergica o da virus e batteri che causano infezioni. Oltre al dolore oculare, la congiuntivite può essere causa di
    • gonfiore palpebrale,
    • fastidio alla luce,
    • aumentata lacrimazione
    • e prurito;
  • Cheratite: infiammazione della cornea causata da agenti fisici (come i raggi ultravioletti), agenti chimici (come acidi o alcali) o agenti biologici (protozoi, batteri, funghi e virus); può causare, tra i sintomi, arrossamenti, sensazione di corpo estraneo, cefalea frontale, nausea, aumentata lacrimazione;
  • Calazio: piccola cisti palpebrale causata dall’infiammazione cronica delle ghiandole che sono deputate alla produzione della componente lipidica delle lacrime (ghiandole di Meibomio); il sintomo caratteristico è il dolore in corrispondenza della palpebra, associato ad una sensazione di pressione oculare;
  • Orzaiolo: infiammazione benigna delle ghiandole sebacee della palpebra (localizzate in prossimità dell’inserzione palpebrale delle ciglia), spesso sostenuta dal batterio Stafilococco Aureus; la palpebra appare rossa, dolorante, gonfia, segnata da un rilievo di colorito giallastro;
  • Occhio secco: un’altra causa molto comune è rappresentata dalla secchezza oculare, condizione che quando persistente e sottovalutata, può portare allo sviluppo di abrasioni corneali.
  • Ulcere corneali: si verificano generalmente a partire da lesioni della cornea (come le abrasioni) che sono interessate da processi di sovra-infezione; sono molto dolorose e, come le abrasioni corneali, si accompagnano alla percezione di un corpo estraneo all’interno dell’occhio;
  • Ustioni da agenti chimici o fisici: possono essere conseguenti a lesioni da calore (come quelle da esposizione a lampade per l’abbronzatura o causate da scintille che penetrano a livello oculare durante i processi di saldatura) o associate all’utilizzo di sostanze chimiche (acidi e alcali, come detergenti per la casa o la candeggina); oltre al dolore, possono causare gravi conseguenze, inclusa la cecità permanente.

Quando avvertito attorno all’occhio in genere la causa va cercata in emicrania o sinusite (vedi dopo), ma può anche concentrarsi in corrispondenza dell’orbita (è descritto come localizzato internamente e posteriormente all’occhio); questo tipo di disturbo può essere causato principalmente da:

  • Glaucoma: patologia del nervo ottico caratterizzata da un danno a carico delle fibre nervose, con escavazione della papilla ottica e riduzione del campo visivo; in caso di attacco acuto, possono comparire sintomi come:
  • Neurite ottica: infiammazione del nervo ottico che si manifesta con
    • dolore oculare,
    • perdita parziale o completa della vista;
  • Sinusite: processo infiammatorio, di natura acuta o cronica, sostenuto da virus o da batteri, che colpisce i seni paranasali; è causa di
  • Traumi: traumi orbitali, come quelli che si verificano in caso di ricezione di forti colpi in corrispondenza del viso, possono comportare una rottura delle ossa che costituiscono l’orbita; in questo caso possono sopraggiungere
    • dolore orbitale,
    • gonfiore,
    • eventuale visione doppia
    • e abbassamento della vista;
  • Uveite: infiammazione di un’area della mucosa pigmentata localizzata all’interno dell’occhio, nota come uvea. L’occhio diventa particolarmente sensibile alla luce, arrossato e la visione è poco nitida; il dolore può caratterizzare alcune forme di malattia intermedia e posteriore.

Sintomi

Come appena visto analizzando le cause più comuni di dolore agli occhi, questo sintomo può accompagnarsi molto frequentemente ad altre manifestazioni cliniche che interessano le strutture oculari, come:

  • Aumentata lacrimazione
  • Bruciore
  • Visione poco nitida
  • Aumentata sensibilità alla luce
  • Visione doppia
  • Gonfiore oculare.

Quando preoccuparsi

Il dolore agli occhi può essere spesso riconducibile ad un’irritazione superficiale (in tal caso sarà spesso avvertito come la percezione di un graffio o come sensazione della presenza di sabbia nell’occhio), ma è bene non sottovalutare altri sintomi che potrebbero essere indicativi di una condizione più preoccupante, quali:

  • Vomito
  • Febbre
  • Brividi
  • Stanchezza generalizzata
  • Dolori muscolari
  • Alterata visione alla luce (percezione di aloni ai margini del fascio luminoso)
  • Ridotta nitidezza visiva
  • Protrusione di un occhio
  • Incapacità di movimento dell’occhio nelle varie direzioni.

Qualora coesistano uno o più segni d’allarme è importante recarsi immediatamente da un oculista che possa individuarne la causa ed intervenire tempestivamente.

In caso di traumi o ustioni è necessario recarsi senza indugio al più vicino Pronto Soccorso.

Nel caso di dolenzia oculare lieve, senza altri segni o sintomi, è in genere possibile temporeggiare per 1 o 2 giorni al fine di valutare se si tratti o meno di una condizione transitoria, prima di consultare uno specialista.

Diagnosi

La visita medica, condotta da un’oculista, prevede l’esecuzione di:

  • Raccolta anamnestica: durante il colloquio con lo specialista sono raccolte informazioni riguardanti insorgenza, qualità, gravità del dolore (spesso avvalendosi di questionari) e storia precedente di episodi analoghi.
    Oltre alla ricerca di sintomi oculari associati (come alterazioni visive, sensazioni di corpo estraneo, percezioni dolorose con il movimento oculare), sarà valutata la presenza di altri reperti indicativi di patologie che possono essere alla base del dolore, quali:

    • Presenza di aurea (corteo sintomatologico tipico dell’emicrania);
    • Febbre, brividi (reperti che possono essere suggestivi di infezioni in atto);
    • Tosse produttiva, rinorrea purulenta, alitosi (indicativi di un’eventuale sinusite).

    Si terrà conto, inoltre di:

    • Patologie note che possono costituire un fattore di rischio per il dolore oculare (malattie autoimmuni, sclerosi multipla, emicrania, infezioni sinusali);
    • Uso o abuso di lenti a contatto;
    • Esposizione eccessiva alla luce solare;
    • Interventi chirurgici agli occhi svolti recentemente;
    • Documentate lesioni oculari.
  • Esame obiettivo e indagini strumentali: l’esame oculare sarà accurato e completo e successivamente potranno essere prescritte altre indagini, come:
    • Esame del campo visivo: viene svolto appoggiando mento e fronte del paziente ad uno strumento computerizzato che invia stimoli luminosi ad un occhio, mentre l’altro occhio viene occluso. La persona sottoposta all’esame deve premere un pulsante ogni volta che vede uno stimolo luminoso nello spazio davanti a sé. È uno strumento molto utile nella diagnosi di glaucoma e nella valutazione di patologie della retina, del nervo ottico e del sistema nervoso centrale, ma può risultare insensibile in caso di pazienti non collaborativi.
    • Esame con lampada a fessura: il paziente appoggia mento e fronte ad uno strumento ottico fornito di una lampada in grado di erogare un fascio luminoso in una zona specifica dell’occhio, consentendone l’analisi da parte dello specialista. Si tratta di un esame sicuro, indolore, mediante il quale è possibile visualizzare bulbo, annessi oculari, strati corneali, vitreo, camere anteriori, cristallino ed iride, fornendo un’analisi accurata dell’occhio.
    • Tonometria: metodica che consente la misurazione della pressione oculare, mediante l’utilizzo di un tonometro a contatto oppure a soffio.
      Oftalmoscopia: è un’indagine che prevede l’utilizzo di un oftalmoscopio, in grado di osservare in maniera più dettagliata il fondo oculare e varie strutture che compongono la tonaca retinica del bulbo oculare.

Cura

Il trattamento del dolore oculare è strettamente dipendente dalla gravità del quadro clinico sottostante; soltanto intervenendo sulla causa del sintomo, è infatti possibile controllare la sintomatologia e indurre una riduzione di questo disturbo.

Farmaci antidolorifici (come paracetamolo o antinfiammatori non steroidei) possono risultare efficaci in alcuni pazienti con sintomi da lievi a moderati; in altri casi, qualora il dolore sia particolarmente intenso o tale da impattare lo svolgimento delle attività quotidiane, è possibile ricorrere all’utilizzo di oppioidi.

I pazienti affetti da uveite anteriore o da patologie della cornea, possono utilizzare un collirio con effetto antidolorifico (come il ciclopentolato); tale farmaco agisce impedendo la contrazione del muscolo ciliare, dilatando la pupilla e impedendo che si generi dolore quando il paziente è esposto ad uno stimolo luminoso.

Ad ogni modo, prima di fare ricorso ai farmaci per alleviare la propria condizione, è sempre opportuno consultare uno specialista che stabilisca il trattamento e la posologia più indicata, sulla base delle caratteristiche del paziente e della sintomatologia rilevata durante la visita.

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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