Introduzione

Il dolore articolare è un sintomo molto comune.

Oltre la metà della popolazione generale adulta afferma di aver sofferto di un dolore alle articolazioni almeno una volta nella propria vita; sebbene le persone oltre i 60 anni d’età sono i soggetti più a rischio, questo sintomo può interessare anche i giovani e talvolta manifestarsi nei bambini.

  • L’artrosi è la causa più frequente di dolore articolare negli anziani,
  • negli adulti è più comune l’artrite reumatoide
  • e nei giovani le connetivopatie e le artriti infettive.

Prima di addentrarci nell’argomento, è bene ricordare che Il dolore che sembra provenire dalle articolazioni può talvolta provenire da strutture esterne ad esse, come legamenti, tendini o muscoli (borsite, tendinite, …).

Nelle persone anziane il dolore alle articolazioni che peggiora costantemente è di norma un segno di osteoartrite (artrosi), che può interessare una o più articolazioni.

Se l’articolazione è semplicemente dolente si parla di artralgia, se è anche infiammata di artrite: in quest’ultimo caso il dolore può essere accompagnato da altri segni clinici che è sempre bene non sottovalutare, come

  • gonfiore,
  • arrossamento,
  • calore,
  • bruciore,
  • prurito
  • e/o rigidità di movimento.

In base alla tempistica di sviluppo, il dolore articolare può essere

  • acuto, se compare all’improvviso o di recente insorgenza oppure,
  • cronico, se persiste per più di un mese, nonostante le cure mediche.

In base al numero di articolazioni colpite, il dolore articolare è distinto in

  • monoarticolare, se coinvolge un’unica articolazione,
  • oligoarticolare, se coinvolge fino a 4 articolazioni,
  • poliarticolare, se coinvolge più di 4 articolazioni.

Tutte le articolazioni del nostro corpo possono essere colpite da dolore:

  • mani,
  • piedi,
  • polsi,
  • gomiti,
  • anche,
  • colonna vertebrale,
  • caviglie,
  • ginocchia.

Il dolore articolare inoltre può associarsi a manifestazioni extra articolari, a carico di altri organi del corpo (come ad esempio occhi, cuore, polmoni, reni, sistema neurologico, …).

Cos’è un’articolazione?

Le articolazioni sono componenti essenziali del nostro corpo: giungono le ossa fra di loro e ci consentono di compiere qualsiasi tipo di movimento:

  • flessione,
  • estensione,
  • torsione,
  • inclinazione,
  • adduzione
  • ed abduzione.

Tutto ciò è favorito dalla particolare costituzione delle articolazioni stesse, in cui è possibile distinguere:

  • la cartilagine articolare, esternamente alla superficie articolare, ialina, di colore bianco, spessa da alcuni mm a 1-1,5 cm
  • la capsula articolare, ossia un manicotto fibroso che avvolge i due capi articolari, formato da tessuto connettivo denso; talvolta la capsula articolare è rinforzata da legamenti articolari, fibrosi o fibroelastici
  • la membrana sinoviale, profondamente alla capsula articolare, anch’essa formata da tessuto connettivo che affaccia verso la cavità articolare
  • la cavità articolare, ossia lo spazio compreso tra i capi articolari e la capsula articolare. Presenta ampiezza e forma variabile, in base al tipo di articolazione. Contiene al suo interno il liquido sinoviale
  • il liquido sinoviale, ottenuto dal plasma sanguigno e dai prodotti secreti dalle cellule della membrana sinoviale. Si tratta di un liquido limpido, giallo pallido, viscoso, di volume variabile tra 0,10-3,5 ml a seconda dell’ampiezza della cavità articolare. Ha funzioni lubrificanti e nutritizie per le articolazioni stesse.

Le articolazioni presentano una grande varietà di forma e grado di mobilità, ma per semplificare possiamo distinguere essenzialmente due tipi di articolazioni:

  • sinartrosi, immobili o semimobili di cui fanno parte ad esempio le suture presenti tra le ossa piatte del cranio, l’articolazione che collega lo sterno alla prima costa, i corpi delle vertebre e le ossa pubiche dell’anca;
  • diartrosi, più mobili, di cui fanno parte ad esempio l’articolazione scapolo-omerale (spalla), l’articolazione coxo-femorale (anca), l’articolazione del polso, l’articolazione temporo-mandibolare, l’articolazione del gomito.
Rappresentazione grafica delle articolazioni del corpo umano

iStock.com/wildpixel

Cause

Il dolore articolare ha origine da un processo patologico che si sviluppa all’interno dell’articolazione e che coinvolge una o più delle componenti costituenti la struttura articolare, generalmente la membrana sinoviale o la capsula articolare.

In rari casi la causa può essere un’affezione di un’area extra articolare con cui però l’articolazione è in stretto contatto, ad esempio i tendini, i muscoli, i legamenti, le borse sinoviali, la cute o il tessuto connettivo lasso.

Il processo patologico che causa il dolore articolare può essere

  • infiammatorio
  • o non infiammatorio (meccanico, immunologico, infettivo, …).

Un dolore articolare può talvolta comparire in assenza di una patologia vera e propria, ed essere legato a particolari condizioni fisiologiche come ad esempio gravidanza, invecchiamento, stress, menopausa, sedentarietà, sindrome premestruale.

Anche l’assunzione di alcuni farmaci, specie se cronica, può scatenare un dolore articolare come ad esempio il cortisone, gli antivirali, l’interferone, gli antiacidi, gli antidepressivi, le statine: ad essere colpiti da artralgia da farmaci sono soprattutto gli anziani.

Il clima atmosferico, infine, con i suoi sbalzi di temperatura e cambi di pressione (specie nei mesi invernali), sebbene non possa essere causa di dolore articolare in senso stretto, può però contribuire ad acuirne l’intensità: non ha quindi del tutto torto chi ancora oggi usa l’espressione popolare “il tempo sta cambiando, mi fanno male le ossa”.

Tra le principali patologie e condizioni che possono manifestarsi con dolore articolare ricordiamo:

Sintomi

Il dolore articolare può interessare una sola articolazione, o più articolazioni (in modo simmetrico o asimmetrico).

Ad essere colpiti dal dolore possono essere

  • mani,
  • piedi,
  • braccia,
  • spalle,
  • gambe,
  • anche,
  • colonna vertebrale
  • e ginocchia.

Questo disturbo può essere più o meno intenso, esacerbarsi con il riposo o con il movimento o persistere invariato durante tutta la giornata. Alcuni pazienti si svegliano al mattino, lamentando rigidità articolare.

Vediamo un po’ più nel dettaglio in questo schema quali sono le caratteristiche del dolore articolare, in base ad alcune cause scatenanti.

Rigidità mattutina Interessa
≤ 4 articolazioni
Interessa
> 4
articolazioni
Esordio
giovanile
Esordio dopo i 40 anni Manifestazioni extra articolari
Artrosi  ✓ Mani, ginocchia, anche, colonna vertebrale Mani, ginocchia, anche, colonna vertebrale  ✓
Artrite da cristalli (gotta) Alluce (sede più frequente), piedi, caviglia, ginocchio, polso o gomito  ✓ Febbre
Artrite infettiva Generalmente ginocchio o gomito o polso o caviglia (negli adulti), anca (nel bambino)  ✓  Febbre
Febbre reumatica acuta Ginocchia, anche, polsi, caviglie  ✓  Febbre, faringite, miocardite, corea di Sydenham, rash cutaneo
Spondilite anchilosante   ✓ Rachide cervicale o lombo-sacrale  ✓  Febbricola, astenia, deficit neurologici, uveite, disturbi cardiaci, urinari e metabolici
Artrite reumatoide   ✓ Piccole articolazioni  ✓  Febbricola, astenia, depressione, insonnia, calo ponderale
Sindrome di Behçet Ginocchia, anche, gomiti, polsi  ✓  Lesioni orali e/o genitali, uveite
LES Artralgie diffuse, specie mani e polsi  ✓ Eritema a farfalla, ulcere orali, disturbi renali, pleurite, pericardite

Quando rivolgersi al medico

Il dolore articolare può talvolta non essere l’unico sintomo presente.

Un articolazione, oltre che dolente, può manifestare anche

  • gonfiore,
  • rossore,
  • bruciore,
  • prurito,
  • rigidità
  • e/o calore al tatto,

sintomi che devono sempre esser valutati da un medico.

Considerare inoltre come un campanello d’allarme di possibile malattia sistemica la presenza delle seguenti manifestazioni extra articolari, associate al dolore articolare:

Diagnosi

Il primo passo verso una corretta diagnosi della causa del dolore articolare è innanzitutto la valutazione se il dolore riferito dal paziente abbia realmente un’origine unicamente articolare o periarticolare, oppure se entrambe le componenti siano coinvolte nella genesi del disturbo.

Il medico raccoglie la storia clinica del paziente (anamnesi) attraverso un colloquio che comprende domande del tipo:

  • Dove ha dolore?
  • Da quanto tempo avverte questo disturbo?
  • È comparso all’improvviso o gradualmente?
  • il dolore è più forte al mattino, durante la giornata, la notte, oppure si mantiene costante per tutto il tempo?
  • Sente più dolore a riposo, in movimento o non varia?
  • Ha recentemente fatto qualche viaggio in paesi esteri?
  • Ha avuto rapporti sessuali non protetti?
  • Nella sua famiglia, qualcuno soffre di una malattia articolare?
  • Assume farmaci? Se sì, per cosa?
  • Ha febbre?
  • Ha perso peso negli ultimi mesi?
  • Ha diarrea?
  • Si è vaccinato di recente?
  • Ha mal di pancia?
  • Sente di respirare male?

Anche l’età del paziente ed il sesso possono orientare il medico verso alcune cause specifiche di dolore articolare, perché alcune malattie articolari sono più comuni

  • nei giovani (come il LES o la spondilite anchilosante) o negli anziani (come l’artrosi o la polimialgia reumatica),
  • o ancora alcune malattie articolari più frequenti nelle donne (LES o artrite reumatoide) o negli uomini (spondilite anchilosante o gotta).

Il paziente viene sottoposto ad una visita medica completa, che comprende non solo il sistema muscolo-scheletrico, ma anche tutte le altre parti del corpo che, in caso di anomalie, possono orientare verso la causa scatenante il dolore articolare.

Il medico procede quindi osservando l’articolazione sede di dolore, esaminandone l’aspetto ed il colore: può succedere infatti che l’articolazione presenti un profilo non regolare (deformità) per la presenza di una tumefazione o un versamento, o che appaia arrossata.

Con la palpazione è possibile valutare il grado di dolorabilità articolare (severo, moderato o lieve), sentire se la pelle è calda, percepire un’eventuale sensazione di crepitio sotto la mano mentre invita il paziente a compiere un movimento dell’articolazione, appurare un deficit nel movimento o una rigidità articolare.

In caso di interessamento di più articolazioni, il medico terrà conto se si tratta di articolazioni simmetriche o meno.

Infine la visita medica permette di ricercare eventuali segni di coinvolgimento di aree peri-articolari come

  • tumefazioni dei tessuti molli, dei muscoli o del connettivo,
  • deformità ossee,
  • dolorabilità a carico di un legamento od un tendine.

A questo punto il medico completa la visita, valutando

  • pelle,
  • mani ed unghie,
  • occhi,
  • naso,
  • bocca,
  • mucosa genitale,
  • cuore,
  • polmoni,
  • linfonodi del collo, ascella, inguine,
  • addome,
  • funzionalità neurologica,

alla ricerca di:

  • eruzioni cutanee, come ecchimosi, porpora, chiazze rilevate di colore argento, desquamazioni, eritema a farfalla, …
  • gonfiori e deformità delle dita di mani e/o piedi,
  • ulcere nasali e/o orali,
  • infezioni od infiammazioni oculari, come un’uveite o una congiuntivite,
  • lesioni trasmissibili sessualmente, ulcere o secrezioni anomale della mucosa genitale,
  • reperti anomali all’auscultazione di cuore e polmoni, in particolare difetti a carico delle valvole cardiache o segni di infezioni (pleurite, pericardite od endocardite)
  • ingrossamento dei linfonodi o del fegato,
  • deficit neurologici.

A completamento della visita medica possono essere richiesti esami di laboratorio e strumentali quali:

  • prelievo di sangue (con particolare attenzione agli indici infiammatori VES, PCR e leucociti),
  • test sierologici,
  • emocolture,
  • elettrocardiogramma (ECG) ed ecocardiografia,
  • artrocentesi (in presenza di versamento),
  • radiografie,
  • ecografie,
  • TAC,
  • risonanza magnetica,
  • biopsia.

Cura e rimedi

Il trattamento varia in base alla causa scatenante il dolore articolare.

Può comprendere:

  • paracetamolo,
  • antiinfiammatori non steroidei (FANS),
  • analgesici oppiodi (ad esempio il tramadolo),
  • antibiotici (in presenza di infezione),
  • immunosoppressori,
  • uso di tutori, stecche o bendaggi,
  • impacchi caldi (forme non infiammatorie),
  • impacchi freddi (forme infiammatorie),
  • fisioterapia,
  • infiltrazioni di acido ialuronico, collagene polimerizzato o corticosteroidi intra-articolari,
  • chirurgia ortopedica per via tradizionale od endoscopica (innesti di cellule staminali, protesi).

Prevenzione

Correggere eventuali errori posturali può essere utile a prevenire o anche solo a migliorare un dolore articolare già presente, così come impostare uno stile di vita sano basato su

  • alimentazione regolare,
  • idratazione,
  • mantenimento del peso forma,
  • attività fisica costante ed adeguata alle capacità di ogni singola persona,
  • evitamento di situazioni fisiche ed emotive stressanti.

È infine opportuno

  • non affaticarsi troppo per non sollecitare inutilmente le articolazioni,
  • imparare a riconoscere quando il nostro corpo necessita di una pausa o è utile l’aiuto di un’altra persona per compiere determinate attività, come ad esempio sollevare o spostare un oggetto pesante.

 

A cura della Dr.ssa Tiziana Bruno

Fonti e bibliografia

  • Anatomia Umana di Balboni Giuseppe C. et altri, Edi-Ermes
  • Linee guida EULAR (European League Against Rheumatism)
  • Malattie Reumatiche di S. Todesco e P. Franca Gambari, 4ª edizione

Articoli ed approfondimenti

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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