Introduzione

Il dolore intercostale è un sintomo piuttosto comune che può essere provocato da diverse condizioni.

Si tratta di un dolore di parete, che insorge cioè a causa di lesioni o danni a carico delle strutture che compongono la gabbia toracica e non interessa invece gli organi sottostanti come il cuore o i polmoni.

La gabbia toracica è una struttura ossea, cartilaginea e muscolare che ha lo scopo di proteggere gli organi contenuti al suo interno, in primo luogo il cuore, i polmoni e i grandi vasi sanguigni.

È costituita da più componenti:

  • Strutture ossee: vertebre, coste e sterno sono articolati tra loro e formano lo scheletro di sostegno della gabbia toracica.
  • Cartilagine: le coste si articolano anteriormente con una cartilagine ialina che a sua volta si articola con lo sterno. Questo tipo di tessuto permette l’ancoraggio delle prime sette coste allo sterno e della ottava, nona e decima costa a quella del livello superiore. L’undicesima e la dodicesima costa sono invece chiamate coste libere o fluttuanti perché non ancorate ad altre strutture ossee o cartilaginee.
  • Muscolatura: tra una costa e l’altra sono presenti diversi strati di muscoli che svolgono delle importanti funzioni nel permettere la normale attività respiratoria.
  • Terminazioni nervose: i nervi intercostali originano dai nervi spinali e decorrono subito inferiormente alla costa sovrastante. Hanno la funzione di innervare la muscolatura intercostale e la cute del torace.
  • Vasi venosi e arteriosi: decorrono nello spazio intercostale insieme ai nervi omonimi.

Poiché alcuni tipi di dolore viscerale, come ad esempio quello dell’infarto al miocardio, possono essere riferiti ad aree somatiche superficiali, è importante andare a differenziare un dolore primitivamente superficiale da uno che invece origina da organi più profondi e si irradia poi ad altre strutture a causa delle connessioni nervose presenti. L’insieme dei sintomi e dei segni clinici presenti, associato all’utilizzo di alcuni esami diagnostici, permette al medico di discriminare tra le due situazioni.

Cause e altri sintomi

L’origine del dolore intercostale può essere ricondotta da una delle seguenti strutture:

  • osso (coste),
  • cartilagine costale,
  • nervi,
  • muscoli.

Le cause più comuni di dolore intercostale comprendono:

  • stiramenti e strappi dei muscoli intercostali,
  • crampi dei muscoli intercostali,
  • neurite e nevralgia intercostale,
  • osteoartrite,
  • frattura o incrinatura costale,
  • infiammazione delle cartilagini costali: sindrome di Tietze e costocondrite.

I crampi muscolari a carico dei muscoli intercostali possono insorgere in maniera improvvisa e dare origine ad una sintomatologia piuttosto intensa, che tende però a risolversi spontaneamente in breve tempo. Rappresentano di fatto una delle cause più comuni di dolore intercostale.

Il dolore può invece permanere per un periodo più prolungato nel caso in cui si sviluppi uno stiramento o uno strappo muscolare.

Con il termine neurite si intende la presenza di fenomeni infiammatori a carico dei nervi intercostali. L’origine dell’infiammazione può essere delle più varie:

  • fenomeni irritativi causati da speroni ossei (come in caso di artrosi),
  • compressione dell’origine del nervo a livello del midollo spinale da parte di un ernia del disco intervertebrale,
  • danno conseguente ad un trauma,
  • disturbi di natura infettiva o autoimmunitaria.

La neurite può risultare piuttosto fastidiosa e manifestarsi, oltre che con il dolore, attraverso lo sviluppo di parestesie (alterazioni della sensibilità) o formicolii a livello dell’area innervata dal nervo interessato.

In seguito allo sviluppo di un Herpes Zoster (o fuoco di Sant’Antonio) può persistere una nevralgia per diverse settimane, anche in seguito alla risoluzione della manifestazione cutanea. Il dolore viene riferito a livello dello spazio intercostale e dell’area cutanea corrispondente al decorso del nervo su cui ha avuto origine la riattivazione del virus Varicella-zoster (responsabile anche della varicella). Il dolore è causato da un’irritazione nervosa e risulta di difficile trattamento, in quanto non sempre rispondente agli antinfiammatori classici. In questi casi è possibile assumere dei farmaci analgesici (classici o per dolore neuropatico) in attesa della risoluzione spontanea della sintomatologia.

Anche una pleurite può essere causa di nevralgia intercostale: si tratta in questo caso di un’infiammazione della pleura, la membrana che avvolge i polmoni, che si verifica di solito in seguito a un episodio di polmonite. Il nervo intercostale può essere interessato dall’infiammazione a causa della sua vicinanza anatomica con la pleura e risultare di conseguenza dolente.

A livello della gabbia toracica sono presenti diverse articolazioni che, allo stesso modo di quanto avviene per le altre articolazioni del corpo, possono infiammarsi e dare origine a dolorose osteoartiti. Queste infiammazioni articolari possono quindi essere un’altra possibile causa di dolore intercostale.

L’incrinatura o la frattura di una costa sono degli eventi che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, si verificano con una certa frequenza. L’incrinatura in particolare, che corrisponde alla lesione dell’osso senza che si verifichi una vera e propria frattura, può verificarsi in seguito a traumi anche lievi o a colpi insistenti di tosse, specie se cronica. Si verifica con maggiore facilità in persone che hanno una struttura ossea indebolita da condizioni di osteopenia o osteoporosi come la popolazione anziana. I tempi di guarigione sono in questi casi piuttosto lunghi ed è necessario cercare di limitare il più possibile i movimenti che esacerbano il dolore per permettere la riparazione delle strutture danneggiate.

Se l’infiammazione è a carico delle cartilagini costali si parla invece di costocondrite. Anche in questo caso le cause sono svariate e comprendono

  • traumi,
  • infezioni,
  • alcune forme tumorali,
  • artriti.

La sindrome di Tietze è infine un disturbo infiammatorio a carico delle cartilagini costali che si manifesta con il gonfiore delle stesse, oltre che con la presenza del dolore. Si differenzia inoltre dalla costocondrite perché non è possibile identificare una causa specifica all’origine del disturbo, che risulta inoltre essere più circoscritto e localizzato.

Diagnosi

Nel cercare di identificare la causa del dolore il medico deve innanzitutto puntare ad escludere forme di dolore ad origine viscerale, come ad esempio quello provocato dall’infarto al miocardio o da una polmonite.

Il dolore intercostale ha la caratteristica di essere esacerbato dai movimenti della gabbia toracica e dalla pressione sull’area dolente. Queste sono alcune delle caratteristiche che differenziano un dolore superficiale da uno più profondo, che al contrario non dovrebbe risentire dei movimenti e della palpazione.

Anche l’esecuzione di atti respiratori profondi o di colpi di tosse intensi possono aumentare la sintomatologia dolorifica nel caso di un dolore non di origine cardiaca.

L’utilizzo di esami strumentali e la diagnostica per immagini può sicuramente aiutare nella diagnosi differenziale e, per questo motivo, potranno essere richiesti degli approfondimenti diagnostici come:

  • elettrocardiogramma (ECG),
  • radiografia del torace (RX torace).

Una volta esclusa la presenza di patologie viscerali diventa necessario cercare di capire il motivo dell’insorgenza del dolore.

Spesso la presenza di altri sintomi, segni clinici e patologie preesistenti può aiutare il medico nel percorso diagnostico: una patologia polmonare cronica con tosse molto intensa, ad esempio, potrebbe aver provocato l’incrinatura di una costa, pazienti con osteoartrosi nota o con ernia del disco possono facilmente avere una compromissione nervosa causata dalla loro patologia di base, l’esecuzione di esercizi fisici intensi e non abituali o movimenti bruschi e improvvisi possono provocare lesioni muscolari.

Rimedi e cura

La terapia del dolore intercostale deve essere impostata appositamente sulla causa e sul tipo di dolore ma esistono alcune indicazioni generalmente valide:

  1. Riposo con astensione dall’attività fisica eccessiva e dai movimenti che coinvolgono la gabbia toracica ed aumentano il dolore.
  2. Sedazione della tosse, se presente.
  3. Assunzione di farmaci analgesici e antiinfiammatori.

 

A cura della Dr.ssa Giulia Grotto

Fonti principali:

  • Longo, Fauci, Kasper, Hauser, Jameson, Loscalzo. Harrison, Principi di Medicina Interna, IX edizione, Casa Editrice Ambrosiana, 2016
  • Potestà, Manuale prontuario di diagnostica e terapia medica, 9° edizione, Verduci editore, 2017

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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