Ematoma sottocutaneo e superficiale: pericoli e rimedi per il riassorbimento

Introduzione

L’ematoma rappresenta una raccolta di sangue per stravaso ematico provocato dalla rottura di un vaso (arteria, vena o capillare che sia) in genere provocato da un evento traumatico.

La classificazione si basa sulla dimensione dell’ematoma, ma molto più utile è andare a distinguere tra

  • superficiali, che hanno una prognosi ottima e sono in genere autolimitanti,
  • profondi, per i quali sono richiesti accertamenti diagnostici approfonditi, in quanto possono essere potenzialmente fatali.

Cause

I traumi rappresentano la principale causa di ematomi, per un danno diretto ai vasi o agli organi che li contengono.

L’organismo risponde a questa lesione attivando il sistema della coagulazione, responsabile dei processi che conducono alla formazione sulla parete vasale danneggiata di un tappo emostatico in grado di arrestare l’emorragia e a promuovere la riparazione della lesione; in alcuni casi, come in seguito ad un danno vascolare particolarmente esteso o in presenza di deficit della coagulazione, tale meccanismo non è abbastanza rapido da impedire la fuoriuscita di una significativa quantità di sangue tra i tessuti, che coagula formando l’ematoma propriamente detto.

Tra i principali fattori di rischio in grado di favorire l’insorgenza di ematomi, anche in presenza di danni minimi, si annoverano:

  • Farmaci: anticoagulanti come warfarin, NAO ma anche antiaggreganti come l’aspirinetta. Si tratta di principi attivi in grado di ritardare la velocità di coagulazione del sangue, complicando così la riparazione dei vasi lesionati ed aumentando la probabilità di sanguinamenti ed ematomi
  • Disordini della coagulazione, tra cui
    • Emofilia: malattia ereditaria che provoca emorragie spontanee o eccessive, in virtù della carenza di alcuni fattori della coagulazione
    • Piastrinopenia: in assenza di un’adeguata quantità di piastrine il sangue non è in grado di coagulare adeguatamente; tra le patologie possono responsabili le più rilevanti sono leucemia, LES, infezioni virali tra cui epatite C e mononucleosi.
  • Interventi chirurgici: gli ematomi delle ferite chirurgiche sono una delle complicanze più comuni
  • Rottura patologica di vasi già indeboliti da altre patologie come aneurismi, tumori o infezioni

Gli ematomi possono comparire in qualsiasi età e senza distinzione di sesso, sono tuttavia più frequenti nelle fasce estreme:

  • Anziani: hanno la pelle più sottile ed una maggior fragilità vascolare
  • Bambini: sono maggiormente soggetti a traumi ed urti durante i giochi

Classificazione

La principale classificazione operabile sugli ematomi viene condotta in base alla profondità a cui si verificano:

  • Superficiali: sono facilmente visibili ed in genere con decorso ottimale, fatto salvo il disagio estetico;
  • Profondi: non sono evidenti, ma possono evolvere verso complicanze significative, talvolta potenzialmente fatali.

Gli ematomi sottocutanei sono visibili ad occhio nudo e sono ulteriormente classificati in base alla loro grandezza in

  • Petecchie: piccolissime macchie grandi come la testa di uno spillo (1-2 mm) dal color rosso vivo
  • Porpora: macchioline di grandezza tra 3 mm e 1 cm di color violaceo
  • Ecchimosi: sono i classici lividi, hanno dimensione di 1-2 cm
  • Ematomi propriamente detti: sono ecchimosi di dimensioni > 2 cm

Oltre ad una distinzione dimensionale tale categoria riconosce anche una differenziazione causale:

  • Petecchie e porpora: rappresentano un segno di fragilità vasale o di malattie autoimmuni
  • Ecchimosi: sono provocate da traumi di lieve entità, con una una modesta perdita di sangue
  • Ematomi propriamente detti: sono dovuti a traumi gravi che causano la rottura di vasi sanguigni con abbondanti raccolte di sangue nei tessuti o in cavità dell’organismo.

L’ematoma superficiale appare come una macchia cutanea di colore differente a seconda del tempo trascorso dallo stravaso, è infatti possibile, attraverso la sola osservazione del colore, formulare una stima dell’epoca di formazione e stabilirne l’ulteriore durata nel tempo. Questa caratteristica degli ematomi trova grande utilità nell’ambito della medicina legale, dove consente di risalire con buona approssimazione all’ora dell’evento traumatico.

  1. Inizialmente, in seguito all’accumulo di sangue sotto la pelle, l’ematoma è caratterizzato da un colore rossastro.
  2. Dopo un paio di giorni, a causa della desaturazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi, il colore vira sul blu – viola.
  3. Dopo altri 5-10 giorni l’emoglobina viene degradata dalle cellule del sistema immunitario in bilirubina e il colore diviene giallo – verdastro.
  4. Infine la bilirubina viene degradata in emosiderina così che il colore che diverrà giallo – marroncino per poi sparire.
Ematoma su un braccio

By MajorB – Own work, CC0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=51437003

Sintomi

A livello locale, in corrispondenza della zona traumatizzata, si può apprezzare

  • Dolore
  • Edema (gonfiore della zona)
  • Tensione e calore locale
  • Formazione di una massa palpabile

L’ematoma tende a manifestarsi nella zona dove è avvenuto il trauma, tuttavia il sangue può spostarsi tra i tessuti e comparire a distanza; ne rappresenta un tipico esempio la frattura della base del cranio, che è causa di ematomi palpebrali (per gravità il sangue tende ad accumularsi a quel livello).

Tutti gli altri sintomi ancillari dipenderanno dall’estensione dell’ematoma ed in particolar modo dalla zona corporea in cui si è sviluppato.

Le classiche manifestazioni neurologiche di ematomi cerebrali sono:

In presenza di anche solo uno dei sintomi elencati a seguito di trauma o caduta è ovviamente indispensabile rivolgersi rapidamente al più vicino Pronto Soccorso.

Come sono i lividi preoccupanti?

Occorre allertare subito il medico in caso di:

  • Ematoma che non scompare dopo 2 settimane: il sangue potrebbe essere rimasto intrappolato in una sacca e richiedere un drenaggio chirurgico per liberarlo
  • Ematoma che si accresce di dimensioni, segno che l’emorragia non è stata fermata e che il sangue continua ad uscire alimentando l’ematoma
  • Comparsa di febbre, dolore e gonfiore che non regredisce, segni di un’infezione in corso
  • Comparsa di ematomi senza traumi o altre cause, in cui occorre indagare la presenza di altre patologie del sangue o immunitarie
  • Ematoma periorbitale: il classico occhio nero, che tuttavia potrebbe nascondere lesioni all’occhio, in quanto struttura particolarmente sensibile e delicata
  • Formicolio/ perdita di sensibilità della zona d’ematoma con sensazione di dolore e di pressione, sintomi della sindrome compartimentale, un’emergenza medica caratterizzata dalla presenza di ematoma che ostacola la circolazione del sangue ai tessuti vicini.

La gravità degli ematomi dipende da una moltitudine di fattori tra cui:

  • Causa che l’ha provocato: entità del trauma, maggiore sarà il trauma maggiore la quantità di sangue che fuoriuscirà dal vaso danneggiato
  • Dimensioni del vaso danneggiato
  • Capacità di coagulazione sanguigna
  • Tessuti interessati

Un esempio di ematoma molto pericoloso è quello che si può formare all’interno della scatola cranica in seguito a trauma cranico: l’accumulo di sangue all’interno della teca cranica porta ad un aumento della pressione intracranica con possibili danni cerebrali anche letali, a causa dell’impossibilità di trovare spazio per il sangue fuoriuscito. È per questo imprescindibile, in seguito a traumi alla testa, oltre che toracici e addominali, effettuare un’approfondita valutazione medica che consenta un’eventuale diagnosi precoce di complicazioni.

Diagnosi

La diagnosi degli ematomi superficiali è piuttosto agevole, poiché si limita alla raccolta anamnestica e all’esame obiettivo del paziente; per accertare la presenza e l’entità degli ematomi profondi sono invece necessarie indagini strumentali più approfondite come:

Nel caso di trauma cranico possono venire inoltre richieste

  • Angiografia cerebrale
  • Elettroencefalogramma

Cura e rimedi

Gli ematomi superficiali non necessitano di alcun tipo di trattamento specifico, in quanto destinati ad un completo riassorbimento nell’arco di 2 settimane, senza alcuna sequela; in caso di trauma lieve e relativo ematoma non sussistono quindi pericoli, ma è possibile accelerare il processo di guarigione mediante alcune accortezze:

  • Crioterapia (impacchi freddi sulla parte interessata): il ghiaccio causa vasocostrizione dei vasi lesionati, limitando la fuoriuscita di sangue e l’espansione dell’ematoma. Riduce anche il gonfiore ed il dolore grazie all’effetto anestetizzante.
  • Occlusione, tramite bende elastiche o fasciature per ridurre il gonfiore.
  • Sollevamento della parte interessata, per favorire il riassorbimento dell’edema.
    Analgesia: se i dolori non si riducono con le misure sopra descritte si possono usare pomate e creme ad uso topico a base di FANS come diclofenac o ibuprofene, utili a ridurre anche l’infiammazione.

Rappresenta un’eccezione l’ematoma subungueale (unghia nera) che, pur essendo superficiale, è accompagnata da un intenso dolore a causa dell’impossibilità per il sangue di trovare vie di fuga, con conseguente compressione dei tessuti sottostanti e tempi di guarigione più lunghi; a giudizio medico può essere utile la perforazione dell’unghia con un ago sterilizzato e adeguatamente riscaldato, per permettere la fuoriuscita del sangue accumulato. Più raramente si ricorre all’asportazione dell’unghia per permettere una migliore guarigione.

In caso di trauma grave, soprattutto a livello di testa, torace o addome, è indispensabile sottoporsi immediatamente ad esami diagnostici che consentano di evidenziare eventuali  ematomi profondi interessanti organi interni, che possono richiedere

  • follow up regolare tramite esami strumentali per controllarne l’evoluzione,
  • rimozione o drenaggio dell’ematoma,
  • interventi chirurgici di urgenza.

Quando l’ematoma si forma come conseguenza di una ferita chirurgica si opta in genere per una una terapia antibiotica di copertura, ad evitare lo sviluppo di infezioni.

 

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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