Frequenza di evacuazione: quante volte è normale defecare?

Quante volte al giorno bisognerebbe defecare?

La frequenza di defecazione risulta essere estremamente variabile da individuo a individuo e, pur essendo ritenuta generalmente considerata normale una frequenza di una volta al giorno, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Gastroenterology condotto negli Stati Uniti, circa il 95,5 % del campione in esame, ha una frequenza di defecazione nell’intervallo che va da 3 volte al giorno a 3 volte a settimana. All’interno di questo intervallo, quindi, la funzionalità di eliminazione delle scorie attraverso le feci può essere considerata comunque normale, anche se non necessariamente ideale; l’osservazione di tribù africane con uno stile di vita ancora prettamente rurale mostra una frequenza sensibilmente superiore, legata con buona probabilità all’elevato consumo di fibra quotidiano.

Donna che si pone una domanda, su sfondo nero

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Si è soliti parlare di stitichezza qualora sussista un ritardo o una difficoltà nell’espulsione completa delle feci; da un punto di vista strettamente medico è necessario osservare almeno 2 tra i seguenti sintomi in un lasso temporale di 12 settimane (anche non consecutive), tra:

  • Meno di tre evacuazioni settimanali
  • Sensazione di difficoltà o sforzo durante l’evacuazione (la defecazione dovrebbe essere pressoché spontanea quanto la minzione)
  • Feci dure, caprine o nastriformi
  • Sensazione di incompleto svuotamento o di blocco/ostruzione anorettale
  • Necessità di manovre manuali per facilitare l’evacuazione (ad esempio esercitando un movimento di compressione in corrispondenza della parete vaginale posteriore).

È noto che le donne abbiano maggiori problemi di transito intestinale, con variazioni nella consistenza delle feci (possono essere dure, simili a “palline”oppure più morbide, di consistenza semisolida).

Un aumento della frequenza di evacuazione, invece, può essere considerato nella norma, se non accompagnato da:

  • Variazioni cromatiche (feci particolarmente chiare o scure);
  • Variazioni di consistenza (feci acquose o molto dure);
  • Variazioni di forma (feci caprine o nastriformi).

Considerata l’estrema variabilità della frequenza di evacuazione e il gran numero di fenomeni che possono influenzarne l’andamento, risulta fondamentale evitare di trasformare la ricerca di una “regolarità intestinale” in una vera e propria ossessione; qualora, nonostante l’adozione di opportune abitudini dietetiche e comportamentali, questa problematica fosse persistente o associata ad altri sintomi (dolori addominali, dimagrimento non spiegato, febbricola, …), è comunque altamente consigliato rivolgersi ad un medico per valutare la natura del problema e la causa che ne è alla base, evitando l’abuso spontaneo di lassativi o farmaci antidiarroici.

Defecazione

Con il termine “defecazione” si fa riferimento all’atto fisiologico mediante il quale, attraverso movimenti volontari e involontari compiuti dalla porzione terminale dell’intestino crasso (retto), avviene l’espulsione delle feci verso l’ambiente esterno.

Grazie a questo processo le sostanze introdotte tramite la dieta che non vengono assorbite a livello intestinale possono essere efficacemente rimosse dall’organismo.

Nell’essere umano la defecazione è garantita da movimenti di peristalsi intestinale (simili a contrazioni) che consentono un rimescolamento del contenuto enterico e che, associati a contrazioni di massa tramite cui il colon si restringe favorendo un movimento coordinato di propulsione a valle, consentono la progressione del contenuto fecale fino al retto; il passaggio delle feci a livello rettale, innescherà poi il riflesso della defecazione e, mediante il rilascio dello sfintere anale interno e la contrazione volontaria dello sfintere anale esterno, le feci saranno espulse all’esterno tramite l’ano.

Fattori che influenzano la normale frequenza di evacuazione

È importante sottolineare che variazioni nella frequenza della defecazione non sono sempre attribuibili a condizioni patologiche, ma riconducibili, nella maggior parte dei casi, a:

  • Abitudini alimentari: un elevato consumo di vegetali e/o alimenti integrali favorisce una defecazione frequente, al contrario una dieta povera di fibra può determinare una modificazione dell’alvo in senso stitico;
  • Insufficiente apporto di liquidi: l’idratazione inadeguata può favorire un’aumentata secchezza nelle feci che ne rende difficile l’eliminazione.
  • Attività fisica: se praticata in maniera costante, favorisce in maniera importante la peristalsi intestinale, garantendo la motilità necessaria per la progressione delle feci lungo l’intestino.
  • Utilizzo di farmaci: in molte persone è comune l’abuso di farmaci o integratori con effetto lassativo, per contrastare la stitichezza; questo rimedio, seppur efficace nell’indurre una nuova defecazione, spesso non ha effetto immediato ( sono necessari, infatti, da alcune ore a qualche giorno, perché a livello intestinale si accumulino le scorie che saranno poi raccolte nelle feci); è importante, quindi, non assumere una nuova dose di purgante prima che faccia effetto la dose precedente, solo per contrastare questa “falsa stitichezza”.
  • Anche l’assunzione di ferro gluconato, prescritto in caso di carenza, può essere causa di costipazione e diarrea, con emissione di feci scure o verdastre.

Per quanto riguarda le condizioni patologiche in grado di determinare variazioni nella frequenza di evacuazione, possono essere così suddivise:

  • Cause di defecazione frequente (più di 3 evacuazioni al giorno):
    • Celiachia: infiammazione cronica dell’intestino tenue, causata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti; include, tra i sintomi, variazioni nella normale frequenza di evacuazione.
    • Morbo di Crohn: malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può colpire qualunque porzione dell’apparato gastrointestinale, causando dolore addominale, diarrea cronica, con aumento della frequenza delle evacuazioni e perdita di peso.
    • Ipertiroidismo: condizione clinica causata da un eccesso di produzione ormonale da parte della ghiandola tiroide; causa un aumento del metabolismo e, talvolta, aumento della frequenza delle evacuazioni;
    • Sindrome dell’intestino irritabile: sindrome caratterizzata da fastidio e dolore addominale (con gonfiore o abnorme senso di distensione) e variazioni nella funzionalità intestinale;
    • Colite ulcerosa: malattia infiammatoria cronica intestinale, caratterizzata da infiammazioni e ulcerazioni del colon e del retto che causano diarrea emorragica, aumento della frequenza di evacuazione, febbre e dolore addominale;
    • Tossinfezione alimentare: esistono più di 250 tossinfezioni alimentari attribuibili a diversi agenti patogeni, quali virus, batteri e parassiti; i microrganismi patogeni possono colonizzare le mucose intestinali, grazie all’ingestione di cibo contaminato e causare disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, …) destinati a risolversi in genere nell’arco di qualche giorno.
  • Cause di defecazione rara (meno di 3 evacuazioni a settimana):
    • Celiachia: infiammazione cronica dell’intestino tenue, causata dall’ ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti; include, tra i sintomi, variazioni nella normale frequenza di evacuazione (in alcuni casi, nonostante il pensiero comune, anche verso la stitichezza);
    • Ipotiroidismo: condizione clinica causata da una riduzione di produzione ormonale da parte della ghiandola tiroide; causa una diminuzione del metabolismo e, talvolta, riduzione della frequenza delle evacuazioni;
    • Sindrome dell’intestino irritabile: sindrome caratterizzata da fastidio e dolore addominale (con gonfiore o abnorme senso di distensione) e variazioni nella funzionalità intestinale;
    • Presenza di ostruzione intestinale: polipi di grosse dimensioni o masse tumorali possono ostacolare la propulsione del contenuto fecale lungo il canale intestinale, causando una diminuzione della frequenza delle evacuazioni.

 

A cura della Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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