Frequenza respiratoria normale e tachipnea

Introduzione

La frequenza respiratoria è il numero di atti respiratori al minuto; nei soggetti adulti l’atto respiratorio completo ha una durata compresa tra i 3 e i 4 secondi ed è suddiviso in

  • inspirazione, della durata di circa 1.5 secondi;
  • espirazione, della durata di circa 3 secondi;
  • una pausa breve che intercorre tra l’una e l’altra della durata di circa 0.5 secondi.

La normale frequenza respiratoria si aggira quindi sui 12-16 atti al minuto, aumentando fino ai 35-45 atti con l’attività fisica e motoria; è bene sottolineare tuttavia che la frequenza non patologica differisce in base all’età dei soggetti:

  • Nel neonato la frequenza normale corrisponde a 30-60 atti respiratori al minuto,
  • Nel bambino corrisponde a 21-30 atti al minuto,
  • Nell’adolescente corrisponde a 18-24 atti al minuto,

L’alterazione della frequenza respiratoria è fisiologica, ovvero normale e prevedibile, durante attività che richiedono un certo sforzo, mentre ha connotazione patologica nei casi in cui si presenta in assenza di attività; è accompagnata dall’aumento contestuale dei battiti cardiaci, affaticamento, fame d’aria e dispnea.

Viene definita tachipnea (o polipnea) la condizione clinica caratterizzata dall’aumento della frequenza degli atti respiratori rispetto alla norma; nel soggetto adulto gli atti respiratori possono aumentare notevolmente, toccando i 40-60 atti al minuto in condizioni di riposo o di sforzo minimo.

La tachipnea va distinta dall’iperpnea, ossia una forma più grave di difficoltà respiratoria che comporta non solo una maggiore frequenza degli atti di respirazione, ma anche un’aumentata profondità degli stessi che incrementa la ventilazione polmonare.

Al contrario, viene definita bradipnea la riduzione della normale frequenza respiratoria, ovvero inferiore ai 12 atti respiratori al minuto nell’adulto.

Donna con tachipnea

iStock.com/Maridav

Cause

L’alterazione della respirazione può essere una normale risposta fisiologica allo sforzo fisico od una risposta ad emozioni intense come la paura (determinando un’attivazione dell’arousal, un temporaneo stato di eccitazione del sistema nervoso); a livello patologico le cause, ossia le patologie primarie, in grado d’indurre tachipnea e più in generale alterazioni della frequenza degli atti respiratori sono molteplici (elenco non esaustivo):

La gravidanza può indurre una leggera tachipnea (considerata pertanto parafisiologica, soprattutto negli ultimi mesi di gestazione), ma l’alterazione può essere causata anche da stati gravi d’ansia come gli attacchi di panico (sindrome da iperventilazione), caratterizzati anche dall’aumento della profondità della respirazione nonché della frequenza, oppure può essere conseguente a stress situazionale o prolungato

Tachipnea del neonato

Sindrome comune è la tachipnea transitoria del neonato, un distress respiratorio causato dal ritardo nel riassorbimento del liquido polmonare del feto che si manifesta in forma di

  • respirazione accelerata
  • cianosi (colorazione bluastra di dita e labbra).

Questa condizione, comunque soprattutto nei bambini nati con parto cesareo e/o prematuramente, tende a risolversi nel giro di un paio di giorni; la terapia è esclusivamente di supporto e consiste nella somministrazione di ossigeno, durante uno stretto monitoraggio mediante emogasanalisi arteriosa o pulsossimetria. È rara la necessità di ricorrere a ventilazione artificiale.

Sintomi

La tachipnea è un sintomo, non una malattia, che si presenta come un respiro affannoso e rapido; può essere accompagnata da altre manifestazioni variabili quali-quantitativamente in base alla frequenza respiratoria e alla causa scatenante:

  • Dispnea (affanno e fame d’aria)
  • Ipossia (carenza di ossigeno) e conseguente cianosi (colorazione bluastra di dita e labbra)
  • Iperventilazione (riduzione patologica dell’anidride carbonica nel sangue)
  • Affaticamento (astenia)
  • Letargia (Stato di sonno patologico profondo, il paziente non è in grado di rimanere sveglio)
  • Aritmie cardiache, come tachicardia e palpitazioni

Diagnosi

La tachipnea è definita come un’alterazione della frequenza respiratoria conseguente a differenti e molteplici cause; la diagnosi è quindi volta ad indagare quale patologia primaria ne possa essere la causa ed il primo passo consiste una dettagliata raccolta anamnestica rivolta allo stile di vita del paziente, nonché l’eventuali patologie pregresse e a carattere familiare.

Il medico effettuerà poi un esame clinico, focalizzato sulla verifica del funzionamento polmonare mediante:

  • Auscultazione del torace
  • Palpazione
  • Percussione

La valutazione della frequenza degli atti respiratori viene effettuata monitorando il numero degli stessi al minuto, poggiando una mano sull’addome o sul torace (anche con fonendoscopio) del soggetto in posizione supina o seduto con la schiena dritta.

Alla visita possono seguire esami strumentali quali:

  • Esami del sangue
    • Un esame emocromocitometrico completo (emocromo) può indicare la presenza di anemia o di infezioni
    • Uno screening tossicologico può rilevare la presenza in circolo di farmaci o droghe che potrebbero essere la causa di tachipnea.
  • Emogasanalisi
  • Spirometria
  • Broncoscopia polmonare con biopsia
  • Esami di imaging

Cura

La tachipnea può essere preoccupante per i pazienti, ma non è sempre indicativa di una malattia critica, nonostante alcune delle cause potrebbero richiedere una presa in carico immediata del soggetto.

Non esiste un trattamento volto alla cura della tachipnea in quanto tale, è invece solo successivamente alla diagnosi e alla comprensione della patologia primaria che può stabilito il trattamento più appropriato ed utile.

A livello emergenziale, se la respirazione arriva al di sotto dei 6 atti al minuto è necessario effettuare una respirazione assistita.

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Park SB, Khattar D. Tachypnea. In: StatPearls. StatPearls Publishing, Treasure Island (FL); 2020.
  • Kasper, D., Fauci, A., Hauser, S., Longo, D., Jameson, J., & Loscalzo, J. (2015). Harrison’s principles of internal medicine, 19e. Mcgraw-hill.
  • MSD

Articoli ed approfondimenti

Link sponsorizzati

Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


Commenti, segnalazioni e domande

Gentile utente, per garantire maggiormente la tua privacy i tuoi contributi potrebbero essere mostrati sul sito in forma anonima.
Leggi le condizioni d'uso dei commenti.

La sezione commenti è attualmente chiusa.