Ginecomastia nell’uomo: significato, cause, rimedi e cura

Introduzione

Con il termine ginecomastia s’intende l’evidente aumento del volume della mammella nel maschio (aumento della ghiandola mammaria superiore ai 4 centimetri), condizione che influisce in modo profondo sulla qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti, in ragione del forte impatto psicologico e dell’influenza negativa su rapporti sociali, percezione del proprio corpo e della propria mascolinità.

La ginecomastia si può presentare in maniera bilaterale, interessando entrambe le mammelle, o monolaterale, dunque solo una (in questo caso va esclusa un’origine neoplastica). Raramente tale patologia può portare anche alla secrezione di liquido da parte del capezzolo.

Le cause della ginecomastia sono molteplici e possono essere anche correlate a malattie molto gravi come tumori dell’apparato maschile, ma a livello biochimico si tratta sempre della conseguenza di un’eccessiva azione degli ormoni estrogeni e da un disequilibrio tra la produzione di questi e degli ormoni androgeni.

 

Cause

La ginecomastia può essere così classificata in base alla causa:

  • Ginecomastia vera, ossia l’eccessivo sviluppo di una o di entrambe le mammelle dell’uomo per l’espansione dello stroma o dei dotti mammari a causa dell’incremento del tessuto ghiandolare;
  • Ginecomastia falsa o pseudoginecomastia, in cui si osserva esteticamente uno stesso incremento di volume nella zona mammellare, ma causato dall’aumento del tessuto adiposo.

Tra le cause della malattia rientrano:

  • Effetto collaterale di farmaci con proprietà anti-androgeniche (per esempio alcuni antiacidi e antitumorali) ed estrogeniche (fitoestrogeni, …), farmaci che aumentano il metabolismo degli androgeni (alcol, ketoconazolo) o che aumentano la concentrazione della proteina legante gli ormoni sessuali (diazepam), farmaci che inducono iperprolattinemia (aloperidolo), nonché altri farmaci di cui non è noto il meccanismo causa della ginecomastia (fluoxetina);
  • Cirrosi epatica, grave patologia del fegato che annovera tra le sue complicazione anche una possibile alterazione ormonale;
  • Riduzione della produzione di testosterone:
    • Ipogonadismo primario, derivante da una patologia dei testicoli (sindrome da insensibilità agli androgeni, torsione testicolare, trauma testicolare, emocromatosi, orchite virale);
    • Ipogonadismo secondario, derivante dall’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi (Sindrome di Kallmann);
  • Tumori (del fegato, surrenali, carcinoma gastrico, tumori ipofisari, tumori a cellule di Sertoli);
  • Ipertiroidismo;
  • Insufficienza renale cronica.

Nella maggior parte dei pazienti la causa è tuttavia idiopatica (sconosciuta) o fisiologica, cioè legata a variazioni ormonali considerabili normali, la ginecomastia infatti si può presentare negli adolescenti durante lo sviluppo (ginecomastia puberale), ma può occorrere anche nei neonati come come manifestazione del passaggio di estrogeni materni e placentari durante il parto.

Si può manifestare durante l’arco di vita contestualmente ad un aumento della massa corporea, o ancora negli anziani per aumento del grasso tissutale e dell’attività aromatasica responsabile della produzione degli estrogeni a partire proprio dal testosterone. In quest’ultimo caso numerosi studi hanno dimostrato una correlazione tra l’aumento dell’età e l’invecchiamento e la diminuzione del testosterone circolante, soprattutto in presenza di obesità: è infatti da questa osservazione che prende il nome l’andropausa, la cosiddetta menopausa maschile, a sottolineare il legame tra la riduzione di testosterone e l’avanzamento dell’età.

Fattori di rischio

  • Assunzione di farmaci/alcol/droghe
  • Obesità (aumento del BMI, ossia l’indice di massa corporea)
  • Età avanzata
  • Familiarità

Sintomi

La ginecomastia può interessare uno o entrambi i seni, a volte in modo non uniforme.

I sintomi che accompagnano la ginecomastia, ossia l’ingrossamento di rilevanza estetica della mammella, sono correlati alle cause primarie precedentemente elencate:

  • Ipogonadismo primario:
    • diminuzione della libido,
    • disfunzione erettile,
    • sintomi vasomotori (arrossamento)
  • Ipogonadismo secondario:
    • diminuzione della libido,
    • disfunzione erettile,
    • sintomi di altri deficit di ormoni ipofisari,
    • cefalea,
    • disturbi visivi
  • Ipertiroidismo:
  • Insufficienza renale:

Complicazioni e prognosi

In alcuni casi, legati allo sviluppo ormonale proprio dell’adolescenza, la ginecomastia è solo transitoria e può risolversi autonomamente dopo il periodo di sviluppo (viene definita ginecomastia transitoria puberale).Se fosse necessario procedere con un intervento di chirurgia, potrebbero presentarsi successivamente gonfiore ed ecchimosi nella zona sottoposta all’intervento. Progressivamente, dopo un breve periodo di riposo, durante il quale effettuare un monitoraggio per escludere l’insorgenza di infezioni o sanguinamenti, il problema si risolve in toto.

Nella maggior parte dei pazienti la ginecomastia non è legata a patologie potenzialmente responsabili di complicazioni organiche gravi, ma può essere estremamente difficile far fronte alla condizione dal punto di vista sociale e psicologico.

In età adulta la prognosi è invece sovrapponibile a quella della patologia responsabile.

Diagnosi

Raramente i pazienti che soffrono di questa patologia presentano dolore, ma vi è comunque la preoccupazione legata alla possibile presenza di un tumore.

Solitamente la ginecomastia viene individuata tramite esami di routine attraverso la palpazione della zona; durante la visita il medico indaga l’entità ghiandolare o adiposa del tessuto. Nell’arco di una prima visita ambulatoriale è difficile stabilire con sicurezza se sia una ginecomastia vera o una pseudoginecomastia, dunque è necessario affiancare un primo esame ad un’ecografia mammaria (il carcinoma della mammella è un tumore estremamente raro nell’uomo, ma che in prima battuta non si può escludere) e/o testicolare che possa contribuire a far luce sulla reale causa.

Il medico, inoltre, può richiedere al paziente di sottoporsi a esami del sangue volti ad indagare parametri quali

Cura

Essendo la ginecomastia la manifestazione di altre patologie mediche, il trattamento prevede l’indagine e la cura volta a quest’ultime.

Nei pazienti adolescenti il tessuto mammario tenderà a regredire senza necessità di trattamento entro un periodo generalmente compreso tra 6-24 mesi.

Se il disturbo è conseguente all’assunzione di sostanze sia medicinali che stupefacenti, il trattamento vira verso l’interruzione di questi fattori scatenanti: qualora fosse possibile, si può concordare con il medico l’utilizzo di farmaci alternativi in base alle necessità di salute del paziente. Risulta inoltre necessario, ai fini del corretto trattamento sia del disturbo stesso che del benessere globale del paziente, lavorare affinché vengano interrotti i comportamenti di dipendenza da sostanze e da alcol.

Se il disturbo è causato dall’aumento dell’indice di massa corporea (obesità), è necessario curare lo stile di vita ed alimentare del soggetto affetto dalla patologia, strutturandone l’attività fisica e una dieta adeguata (ciò può essere considerato anche in termini di prevenzione, assicurando un fattore protettivo non solo limitato alla ginecomastia, ma anche per molteplici altre patologie).

In caso di deficit dell’ormone maschile, come nel caso dell’ipogonadismo, si somministra testosterone in forma di medicinale (iniezioni, cerotti, …).

Nel caso in cui le origini della malattia fossero legate all’eccessivo sviluppo del tessuto mammario, si può procedere ad interventi di chirurgia estetica che consistono nell’asportazione del tessuto adiposo in eccesso o, se si agisce tempestivamente alla comparsa dei primi sintomi, mediante farmaci che possano agire sullo squilibrio ormonale (antiestrogeni come tamoxifene, inibitori dell’aromatasi come anastrozolo).

Nello specifico, l’intervento chirurgico per la ginecomastia vera consiste nella mastectomia sottocutanea, volto ad asportare la ghiandola in eccesso; l’intervento per la ginecomastia falsa, invece, consiste nella liposcultura dell’area toracica, ovvero nell’inserimento in questa zona di piccole cannule con asportazione del tessuto in eccesso.

Fonti e bibliografia

  • Braunstein, G. D. (2007). Gynecomastia. New England Journal of Medicine, 357(12), 1229-1237.
  • Fagerlund, A., Lewin, R., Rufolo, G., Elander, A., Santanelli di Pompeo, F., & Selvaggi, G. (2015). Gynecomastia: a systematic review. Journal of plastic surgery and hand surgery, 49(6), 311-318.
  • Dickson, G. (2012). Gynecomastia. American family physician, 85(7), 716-722.
  • Kasper, D., Fauci, A., Hauser, S., Longo, D., Jameson, J., & Loscalzo, J. (2015). Harrison’s principles of internal medicine, 19e. Mcgraw-hill.

 

A cura del Dr. Enrico Varriale, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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