Primi sintomi di gravidanza: come capire se sei incinta prima del ciclo

Introduzione

Ogni donna è diversa da tutte le altre, ma non solo, ogni gravidanza può essere differente dalle precedenti; questa consapevolezza deve fungere da fil rouge durante la lettura dell’articolo, perché TUTTI i sintomi di gravidanza possono avere anche altre spiegazioni a giustificarne la presenza.

I sintomi più rilevanti che è possibile manifestare nei primi giorni e nella prima settimane sono infatti nella maggior parte dei casi sfumati e poco specifici

  • crampi leggeri e spotting (popolarmente indicate come falso ciclo o false mestruazioni)
  • stanchezza
  • ritardo delle mestruazioni.

Nelle settimane successive potrebbero poi comparire i classici disturbi della gravidanza, ma in genere in questa fase la donna è ormai ben consapevole della gestazione:

  • nausea
  • fastidio al seno
  • aumento della frequenza di minzione
  • senso di gonfiore
  • alterazioni dell’umore
  • bruciore di stomaco.

L’unica strada per una conferma certa è un test di gravidanza (betaHCG), che può essere fatto fin da qualche giorno prima del ritardo del ciclo mestruale, ma sapendo che per ottenere un risultato definitivo dovrà eventualmente essere ripetuto a 19 giorni dall’ultimo rapporto non protetto in caso di test sull’urina (poco prima in caso di test sul sangue).

Donna che ha il dubbio di essere incinta

Getty/PeopleImages

Quando compaiono i primi sintomi?

Alcuni dei seguenti sintomi possono comparire qualche giorno prima del ritardo, ovvero nel momento in cui inizino ad accumularsi quantità significative di ormone della gravidanza nel sangue, la cui produzione inizia con l’impianto in utero dell’ovulo fecondato (6-10 giorni dopo il concepimento, più o meno sovrapponibile al giorno dell’ovulazione).

Aumento della temperatura corporea

Spesso si legge in rete che una temperatura corporea superiore ai 37° sia indice di gravidanza, ma la realtà è più complessa.

A seguito dell’ovulazione, che avviene mediamente 14 giorni PRIMA della mestruazione successiva, si rileva un modesto aumento della temperatura corporea basale, spesso limitata a pochi decimi di grado (0.2-0.3 °C). Se questo aumento si mantiene tale per almeno 18 giorni in assenza di comparsa delle mestruazioni la gravidanza è molto probabile, ma per poterlo apprezzare è necessario iniziare a misurare quotidianamente la temperatura fin dai primi giorni del ciclo in corso, ovvero giorni prima dell’ovulazione.

Misurare la temperatura in modo estemporaneo come se fosse un test di gravidanza NON ha invece alcuna capacità predittiva.

Perdite da impianto

Le cosiddette perdite da impianto consistono nella perdita di piccole tracce di sangue (spotting) più o meno in corrispondenza dell’impianto dell’ovulo fecondato in utero.

È importante sottolineare che

Alla luce di queste due considerazioni, nonostante siano considerate un sintomo di gravidanza precoce, è di fatto impossibile distinguere quando queste perdite siano legate (o quantomeno concomitanti) ad una gravidanza e quando siano invece conseguenze di altro. Tecnicamente è possibile affermare che siano quindi poco sensibili e poco specifiche per individuare con buona certezza una fecondazione andata a buon fine.

In genere si manifestano a distanza di 1-2 settimane dal concepimento (incontro spermatozoo-ovulo) e possono durare da pochi giorni a qualche settimana (trasformandosi nelle cosiddette false mestruazioni, vide infra).

Secondo gli esperti della ClevelandClinic le perdite si manifestano in forma di piccole gocce di sangue, talvolta di colore brunastro.

In alcune pazienti può essere scambiato per l’inizio del flusso mestruale, ma in realtà presenta intensità sensibilmente inferiore.

Perdite vaginali

Oltre al sanguinamento, si apprezza talvolta la progressiva comparsa di perdite biancastre e lattiginose dalla vagina, conseguenza dei cambiamenti cui vanno incontro le pareti. In fase più avanzata, quando particolarmente abbondanti, si parla più precisamente di leucorrea gravidica.

È importante non confonderle con perdite patologiche, ad esempio quando associate a prurito, fastidio o cattivo odore, segno di infezione vaginale (vaginosi, candida, …).

Crampi

Alcune donne riferiscono di avvertire piccoli crampetti, più fastidiosi che dolorosi, già nei giorni che precedono il ritardo. Sebbene sia effettivamente plausibile una possibile associazione con uno stato di gravidanza, anche in questo caso si tratta di un rilievo che potrebbe avere numerose altre spiegazioni più probabili (non ultima un’origine psicosomatica, conseguenza della speranza/paura di essere incinta).

Ritardo del ciclo mestruale

Una volta che sia avvenuto il concepimento l’organismo mantiene ed anzi aumenta la produzione di progesterone, che impedirà la degradazione delle pareti dell’utero (mestruazione) e nuove ovulazioni per i successivi 9 mesi, da cui l’interruzione del normale ciclo mestruale e la sospensione della comparsa mensile delle mestruazioni.

Nelle donne con un ciclo regolare il sintomo più affidabile che suggerisce un possibile stato di gravidanza è quindi sicuramente proprio il ritardo delle mestruazioni, che tuttavia non è raro che possano farsi attendere anche per altre cause, non ultima l’ansia da ricerca o la paura di una gravidanza indesiderata.

Va infine notato che alcune donne sviluppando comunque delle perdite che possono essere scambiate per mestruazione (vedi paragrafo successivo).

False mestruazioni (falso ciclo)

Alcune donne incinte possono manifestare il cosiddetto falso ciclo, ovvero una perdita di sangue in corrispondenza del giorno di arrivo previsto, nonostante uno stato di gravidanza. In rari casi questo potrebbe verificarsi anche per qualche mese consecutivo, sebbene i casi più eclatanti presentati in trasmissioni televisive appaiano quantomeno dubbi alla prova dei fatti…

Aumento di peso

È sicuramente noto e normale di come si assista ad un progressivo aumento di peso durante tutti i 9 mesi, ma nel primo trimestre la differenza è in genere modesta e limitata; questa valutazione tuttavia NON si presta ad essere indicativa di gravidanza prima del ritardo, perché molto spesso la ritenzione idrica che potrebbe effettivamente causare un leggero aumento è legata alla sindrome premestruale.

Altri sintomi di gravidanza dei primi giorni/settimane

  • Avversione a specifici alimenti. In genere legata allo sviluppo di nausea, l’aumento ormonale (di progesterone e betaHCG) può favorire lo sviluppo di sensazione di avversione a specifici cibi o, più precisamente, odori. Si tratta tuttavia di un sintomo che tipicamente compare a distanza di qualche giorno/settimana dal ritardo del ciclo.
  • Voglie. Parallelamente al fastidio provato verso alcuni cibi la donna in gravidanza potrebbe iniziare a percepire improvvisi desideri verso bevande e cibi. Anche in questo caso è tuttavia improbabile che compaia come conseguenza della gravidanza già nei primi giorni dal concepimento, mentre è sicuramente più realistico aspettarne lo sviluppo nell’arco del primo trimestre.
  • Sapore metallico in bocca. Molte donne riportano la sensazione di sapore metallico in bocca durante le prime fasi della gravidanza, durante il consumo di specifici alimenti od in modo apparentemente casuale durante il giorno.
  • Stanchezza. Un sensibile aumento della stanchezza, talvolta quasi in forma di sonnolenza, è tra i primi sintomi che vengono lamentati da una donna in gravidanza, almeno in parte conseguenza dell’aumento del progesterone in circolo.
  • Mal di testa. Nonostante alcune fonti riportino anche un aumento della frequenza di comparsa di cefalee, non è tra i sintomi più caratteristici del primissimo periodo, mentre è sicuramente più comune con il trascorrere delle settimane.
  • Cambiamenti del seno: All’inizio della gravidanza i cambiamenti ormonali potrebbero rendere il seno più sensibile, talvolta addirittura dolorante, e con le vene che diventano più visibili. Il disagio probabilmente diminuirà dopo alcune settimane, con il progressivo adattamento dell’organismo al nuovo equilibrio, quando tuttavia si assiste ad altri cambiamenti (ad esempio uno scurimento dell’areola).
  • Cattivo umore. L’improvviso aumento di ormoni nell’organismo può favorire lo sviluppo di un aumento dell’emotività (pianto facile) e causare la propensione a frequenti sbalzi d’umore.
    Gonfiore. I cambiamenti ormonali durante l’inizio della gravidanza possono farti sentire gonfio, in modo simile a come potresti sentirti all’inizio di un periodo mestruale.
  • Nausea con o senza vomito. Quelle che normalmente vengono indicate come nausee mattutine in realtà possono colpire in qualsiasi momento del giorno o della notte. Il fastidioso sintomo inizia in genere a circa un mese dal concepimento, quando i valori di betaHCG circolanti (ormone della gravidanza) raggiunge valori elevati. Se alcune donne non percepiranno mai alcun fastidio di questo tipo, in altri casi (fortunatamente rari) il fastidio potrebbe essere profondo da essere scatenato addirittura da odori, o arrivare ad impedire una corretta nutrizione/idratazione.
  • Aumento della frequenza di minzione. La donna in gravidanza in genere urina più spesso del solito, anche di notte, perché viene gradualmente aumentata la quantità di sangue circolante che dovrà servire anche la piccola vita che si sta sviluppando, processo che richiede ai reni di manipolare una maggior quantità di liquidi che in parte finiranno nelle urine (per questo è molto importante bere spesso ed abbondantemente durante tutti i 9 mesi). Negli ultimi mesi di gravidanza l’aumentata dimensione dell’utero si rende inoltre responsabile di un effetto di compressione sulla vescica che ne riduce la capienza.
  • Stitichezza. I cambiamenti ormonali si rendono spesso responsabili di alterazioni delle abitudini intestinali, favorendo spesso una leggera stitichezza (contrastabile efficacemente mediante idratazione, consumo di fibra ed attività fisica).
  • Congestione nasale. I profondi cambiamenti legati alla produzione ormonale ed al volume di sangue circolante (volemia) possono riflettersi in una leggera congestione dei vasi sanguigni nasali, ovvero nella sensazione di naso chiuso.
  • Bruciore di stomaco. Gli ormoni possono causare un certo rilassamento della valvola che separa stomaco ed esofago e che normalmente impedisce la risalita del materiale gastrico (reflusso gastroesofageo), innescando la comparsa di un fastidio senso di bruciore e fastidio epigastrico.

Potrei avere i sintomi precoci di gravidanza senza essere incinta?

Sì, certamente.

Molti dei sintomi descritti si sovrappongono ad altre condizioni mediche, primo tra tutti il normale ciclo mestruale (e la relativa sindrome premestruale), senza dimenticare la possibilità di manifestazioni psicosomatiche.

Tutti i sintomi visti sono poco specifici (possono essere conseguenza di numerose cause) e poco sensibili (anche in caso di gravidanza possono esserci o meno), quindi il modo più affidabile per una risposta certa è senza dubbio sottoporsi ad un test di gravidanza, preferibilmente aspettando almeno il primo giorno di ritardo.

Fonti e bibliografia

Articoli ed approfondimenti

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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