Letargia: significato, sintomi, pericoli e cura

Introduzione

Per letargia si intende uno stato di sonno profondo patologico preceduto da una grave astenia, affaticamento e mancanza di energia, che porta ad un completo rilassamento muscolare e, sovente, alla riduzione della sensibilità del corpo.

Dal punto di vista psichico invece si assiste ad un rallentamento delle funzioni mentali basilari: per il soggetto letargico sarà più difficile riuscire a concentrarsi, a mantenere la soglia minima di attenzione e manifesterà inoltre una riduzione della capacità di memoria e dell’affettività (sintomi che devono essere correttamente inquadrati al fine di consentire la discriminazione tra cause organiche e psichiatriche).

Più frequentemente la letargia rappresenta una risposta para – fisiologica a diversi fattori come:

In questi casi la letargia si risolve spontaneamente dopo un adeguato riposo che permetta un sonno ristoratore, e con la rimozione dei fattori di maggiore stress.

Quando invece la letargia si presenta in maniera persistente, può indicare la presenza di una grave patologia psico-fisica di base che a sua volta potrà essere di natura:

  • organica, ovvero per un qualche disturbo cerebrale di origine vascolare, infettiva, traumatica o neoplastica
  • psichica.

Nei casi meramente patologici il paziente tenderà a riaddormentarsi subito dopo il risveglio non riuscendo a svolgere le normali attività quotidiane; qualora non si intervenga in modo tempestivo per la cura della patologia scatenante, il paziente può andare incontro ad un’evoluzione drammatica sino al raggiungimento di uno stato comatoso (perdita di coscienza, assenza di risposta agli stimoli e mancato risveglio).

Qualora la letargia sia dovuta a semplice privazione di sonno o a forte stress psico-fisico, è opportuno rimuovere tali fattori causali per far scomparire il sintomo. Se invece la letargia è insorta per altre cause, è opportuno rivolgersi prontamente ad un medico al fine di indagare e riconoscere la patologia sottostante e trattarla efficacemente.

Donna che dorme

iStock.com/Martin Dimitrov

Causa

La letargia è un sintomo comune a svariate patologie, che presentano come denominatore comune un’alterazione a livello dell’ipotalamo e del mesencefalo, due strutture cerebrali ove sono presenti i centri regolatori del sonno e della veglia.

Tra le principali condizioni o patologie che possono presentare il sintomo della letargia ritroviamo:

  • Avvelenamento da monossido di carbonio (CO)
  • Iper o ipotiroidismo clinicamente manifesti
  • Insufficienza renale o epatica, condizioni che portano all’accumulo di tossine che non riescono ad essere metabolizzate ed espulse dall’organismo; accumulandosi nel sangue superano la barriera emato – encefalica e arrivano a livello cerebrale con conseguente danno cellulare
  • Malattia di Lyme, infezione provocata dal batterio Borrelia Burgdorferi e trasmessa dopo puntura di una zecca infetta
  • Trauma cranico
  • Meningite od encefalite, infiammazione rispettivamente delle meningi (due sottili membrane che rivestono l’encefalo) e delle strutture cerebrali
  • Tripanosomiasi africana, una parassitosi provocata dal Tripanosoma Brucei, che viene trasmessa tramite le mosche tse-tse
  • Idrocefalo e ipertensione endocranica
  • Morbo di Parkinson o morbo di Alzheimer
  • Tumori primitivi del cervello o metastasi cerebrali da tumori a partenza da altri organi
  • Complicanze del diabete mellito di tipo I (chetoacidosi diabetica, crisi ipoglicemica)
  • Acidosi o alcalosi metabolica
  • Iper-ammoniemia, presente in caso di insufficienza epatica
  • Alti livelli di urea nel sangue, come nei casi di insufficienza renale acuta o cronica
  • Insufficienza respiratoria o cardiaca
  • Intossicazione da alcol o stupefacenti, come nella sindrome da rebound in caso di assunzione di anfetamine
  • OSAS (sindrome delle apnee ostruttive del sonno)
  • Effetti collaterali di molti farmaci
  • Primi giorni post-operatori dopo un intervento di chirurgia maggiore, anche come effetto di un più lento metabolismo dell’anestesia generale
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi psichiatrici, come l’isterismo o un quadro di depressione

Sintomi

Il quadro clinico della letargia è piuttosto complesso e ricco di sintomi che prevedono un rallentamento della maggiori funzioni mentali, cognitive e di elaborazione del pensiero:

  • Calo del tono dell’umore, con tendenza alla depressione
  • Astenia cronica (senso di stanchezza perenne)
  • Facile affaticamento anche dopo le attività più semplici
  • Sensazione di non avere l’energia necessaria ad affrontare la giornata
  • Sonnolenza diurna
  • Sensazione di sonno incompleto e non riposante
  • Deficit di attenzione e vigilanza con difficoltà a trovare e a mantenere la giusta concentrazione in determinati momenti della giornata
  • Riduzione del processo ideazione, con il pensiero che diviene più lento e monotono
  • Stato confusionale
  • Ridotta capacità lavorativa
  • Incapacità di svago e di compiere attività creative, legate sia al calo del tono dell’umore sia al rallentamento del pensiero
  • Riduzione dell’affettività, con tendenza da parte dei soggetti a diventare apatici, a non provare emozioni nei confronti di persone a loro vicine
  • Deficit della memoria, soprattutto a breve termine
  • Riduzione della volontà, con tendenza ad evitare la vita sociale

Essendo la letargia una condizione che accompagna diversi disturbi, è importante riconoscere i sintomi associati per poter risalire alla patologia sottostante; se ad esempio è presente sin dal mattino persistendo poi per molte ore al giorno, potrebbe indicare la presenza di un quadro di depressione maggiore.

Se accanto alla letargia si osservano dispnea, affaticamento e dolore toracico, potrebbe esserci alla base una patologia respiratoria o cardiaca, che andrà prontamente riconosciuta e risolta.

Negli individui più giovani la causa principale è spesso l’assunzione di alcol e droghe, mentre negli anziani ritroviamo soprattutto malattie cerebro-vascolari e deterioramento neurologico (come nel morbo di Alzheimer o nei quadri di grave demenza senile).

Diagnosi

Per giungere all’identificazione della causa della letargia è fondamentale conoscere la storia clinica del paziente ricostruendola attraverso una dettagliata anamnesi; il medico, in una sorta di intervista medico-paziente, e coadiuvato nel colloquio dai parenti dell’ammalato, porrà diverse domande riguardo:

  • caratteri della letargia:
    • quando si presenta
    • da quanto tempo è presente
    • con quali altri sintomi si associa
  • assunzione di alcol o sostanze stupefacenti
  • disturbi dell’umore o del sonno
  • assunzione di farmaci
  • presenza di patologie sottostanti, soprattutto a carico del sistema nervoso centrale

Dopo questo iniziale inquadramento diagnostico si dovrà eseguire un accurato esame obiettivo, che permette il riconoscimento di sintomi soggettivi e segni oggettivi presentati dal paziente. A questo punto il medico avrà il sospetto diagnostico dell’eventuale causa che ha portato alla letargia e dovrà proseguire con le indagini di laboratorio.

È in genere utile eseguire esami ematochimici standard completi, per valutare i valori degli elettroliti, della bilirubina, degli enzimi epatici e della funzionalità renale. In alcuni casi particolari potranno essere richiesti anche esame delle urine e/o del liquor (liquido cerebro – spinale).

Dal punto di vista strumentale si eseguono indagini di secondo livello a seconda del sospetto diagnostico che si vuole confermare. Possono essere richiesti dal medico:

  • esami di imaging: ecografia, radiografie, TC, Risonanza magnetica, scintigrafia, PET; tutte indagini utili nel riscontro di una causa organica o nell’esclusione della stessa
  • test per valutare le funzioni psichiche e colloquio specialistico di tipo psichiatrico, in caso di esclusione di una patologia organica come causa della letargia.

Cura

Il trattamento, nonché la prognosi della letargia, dipendono dalla causa sottostante e dalla sua eventuale rimozione:

  • In caso di letargia dipendente da una causa organica andrà risolta quest’ultima per avere la scomparsa del sintomo.
  • Nei casi letargia non organica e quindi prettamente di natura psichica, si dovranno intraprendere sedute programmate di psicoterapia associate all’uso di alcuni farmaci come gli antidepressivi.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Il Bergamini di Neurologia – Mutano, Lopiano, Durelli. Ed: Cortina (Torino).

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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