Pupilla dilatata (midriasi): cause, pericoli e cura

Introduzione

La midriasi è una condizione caratterizzata dall’aumento del diametro della pupilla dell’occhio oltre i 5 mm.

È possibile immaginare la pupilla come un foro da cui entra la luce necessaria a trasformare le immagini osservate in segnali nervosi interpretati poi dal cervello, il fisiologico aumento del diametro è quindi una reazione fisiologica innescata in situazioni di scarsità di illuminazione, mentre il fenomeno opposto, ovvero la riduzione del diametro pupillare, è chiamata miosi e si osserva in presenza di luce intensa.

La midriasi può presentarsi in modo:

  • Unilaterale: limitata ad un occhio (in genere quinti patologica)
  • Bilaterale: interessa entrambi gli occhi

e va inoltre differenziata in

  • Reagente: la pupilla reagisce agli stimoli luminosi
  • Fissa: la pupilla non reagisce agli stimoli luminosi (forma più grave e spesso irreversibile).
Midriasi

Shutterstock/sruilk

Cause

In condizioni di normalità la pupilla ha un diametro compreso tra i 2 ed i 5 mm, la midriasi è una condizione che porta all’aumento di questo diametro.

La midriasi può essere una condizione fisiologica o patologica; è fisiologica, ovvero normale, in caso di scarsa illuminazione, quando l’aumento del diametro della pupilla permette di captare un numero maggiore di stimoli luminosi fino ad attivare la reazione dei bastoncelli e permettere ad esempio la visione notturna. Si può osservare fisiologicamente anche in seguito ad una forte emozione.

Tra le cause patologiche invece si annoverano

  • Farmacologiche: sostanze midriatiche ad uso topiche permettono la dilatazione del diametro della pupilla. Vengono molto usate in oftalmologia al fine di facilitare l’esame oftalmoscopico del fondus oculare. Le sostanze più usate sono:
    • Ciclopentolato: sostanza a lunga durata d’azione
    • Tropicamide: sostanza a breve durata d’azione
    • Atropina: sostanza usata nel passato ed oggi in disuso per via della lunga durata d’azione ed altri problemi posologici
  • Anche farmaci d’abuso o psicofarmaci possono provocare questa condizione.
  • Amaurosi (cecità): provoca una midriasi persistente
  • Ambliopia (occhio pigro)
  • Emicrania
  • Paralisi del nervo oculomotore
  • Glaucoma
  • Botulismo
  • Ictus
  • Asfissia
  • Traumi
  • Irritazione del sistema nervoso simpatico
  • Spasmo delle fibre longitudinali iridee
  • Sindrome serotoninergica
  • Sindrome di Reye

Richiami di anatomia e fisiologia

La midriasi viene provocata dalla contrazione del muscolo dilatatore dell’iride in risposta alla riduzione di luminosità con lo scopo di captare una maggiore quantità di luce. Questo riflesso viene attuato grazie a fibre nervose del sistema nervoso ortosimpatico che partono dalle radici anteriori del midollo spinale a partire da C8 fino a T1 (il centro cilio spinale), attraversano il ganglio stellato e quello vertebrale e salgono fino al ganglio cervicale superiore del simpatico dove contraggono sinapsi con il secondo neurone. Il secondo neurone accompagna la carotide interna attraverso il plesso carotideo interno e risale nella cavità orbitaria associandosi al nervo oftalmico nel V nervo cranico (il trigemino) e raggiunge il muscolo dilatatore della pupilla nello spessore dell’iride.

Il controllo di questo meccanismo è affidato ai tubercoli quadrigemini superiori nel tetto del mesencefalo che ricevono informazioni sull’intensità del segnale luminoso dal nervo ottico (mediante collegamenti con il nucleo pre-tettale)

Sintomi

La midriasi è caratterizzata dalla presenza di una o entrambe le pupille dilatate, che spesso appaiono anche areflessiche (ovvero prive dei normali riflessi di accomodamento, innescati ad esempio dall’illuminazione dell’occhio durante l’esame neurologico).

Il paziente con midriasi spesso accusa un’eccessiva sensibilità alla luce, in quanto la pupilla non è in grado di bloccare l’eccesso di luce restringendosi; questo può portare a sua volta a sviluppare mal di testa e capogiri.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per questa condizione è il medico oftalmologo che, dopo aver raccolto l’anamnesi, effettuerà un esame del fondo dell’occhio per constatare l’aumento del diametro della pupilla.

Occorrerebbe rivolgersi al medico ogni volta che si manifesta midriasi ed in particolare:

  • in seguito a trauma cranico
  • in sospetto di ictus
  • quando associata ad ipovisione (riduzione della capacità visiva), vista sfuocata o abbagliamenti

Cura

La midriasi è una condizione fisiologica nelle situazioni di scarsa luminosità, in quanto meccanismo compensatorio al fine di garantire una visione migliore, e come tale non richiede alcun trattamento (in questi casi è ovviamente bilaterale, riguarda cioè entrambi gli occhi).

Nelle situazioni in cui sia richiesto un trattamento questo deve essere rivolto alla correzione della causa scatenante.

È necessario che un paziente con midriasi eviti di esporsi alla luce diretta del sole o che indossi occhiali da sole al fine di proteggere l’occhio interno.

La terapia d’elezione è volta alla risoluzione della patologia scatenante, mentre i farmaci che possono essere prescritti per il trattamento della midriasi in quanto sintomo sono:

  • Gocce di fenilefrina
  • Pilocarpina
  • Scopolamina
  • Atropina
  • Steroidi

 

A cura del dr Mirko Fortuna, medico chirurgo

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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