Minaccia di aborto, come si presenta e cosa fare

Cos’è una minaccia di aborto

Un aborto è una definitiva interruzione di gravidanza prima di raggiungere le 20 settimane di sviluppo fetale, mentre quando si parla di minaccia di aborto si fa riferimento alla comparsa di

  • sanguinamento vaginale entro le prime 20 settimane di gravidanza,
  • ma in presenza di un collo dell’utero chiuso
  • e in assenza di segni di morte del feto (o dell’embrione).

Vale la pena notare che circa una gravidanza su 4 presenta una qualche forma di sanguinamento vaginale durante i primi due trimestri, ma solo circa metà di questi casi potrebbe poi evolvere verso un’effettiva interruzione della gravidanza.

Donna incinta seduta sul divano con espressione preoccupata

Shutterstock/Antonio Guillem

Come si presenta

Per definizione una minaccia di aborto si presenta con:

  • perdite vaginali di sangue nelle prime 20 settimane di gravidanza,
  • in presenza di collo dell’utero chiuso.

Le perdite possono essere accompagnate da:

Il sanguinamento vaginale è in genere il primo sintomo, seguito dai crampi addominali alcune ore o addirittura giorni dopo.

Dopo essere rimasti sdraiati a lungo, ad esempio al mattino, si potrebbe notare un aumento del sanguinamento, ma che potrebbe essere dovuto semplicemente all’accumulo durante la notte.

Cosa fare

È raro riuscire a risalire alla causa scatenante e, proprio per questa ragione, non è in genere possibile fare nulla in termini di prevenzione. Si pensa che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo sia conseguenza di errori genetici casuali (non ereditati) e nemmeno legati a comportamenti dei genitori (seppure si possano individuare dei fattori di rischio legati allo stile di vita, come il fumo, gli alcolici, il sovrappeso, … e non, come l’età materna).

In presenza di minaccia di aborto spesso ci si limita a una vigile attesa, dopo aver escluso altre possibili cause di sanguinamento o di dolore addominale.

In caso di dolore moderato o severo si possono valutare antidolorifici, ma in genere si preferisce evitare la somministrazione di antinfiammatori; a giudizio del ginecologo è possibile ricorrere a periodiche ecografie per monitorare l’evoluzione della gravidanza (e/o un dosaggio delle betaHCG, soprattutto se la minaccia di aborto si verifica nelle prime settimane di gravidanza).

Il ricorso alla somministrazione di progesterone è dibattuto, ma non essendo associato a rischi significativi può essere valutato come tentativo empirico.

Il riposo a letto e altre restrizioni delle attività non si sono rivelate utili e hanno anzi dimostrato di aumentare il rischio di altre complicazioni, tra cui trombosi venosa profonda e/o embolia polmonare, mentre alcuni ginecologi ritengono utile semplicemente consigliare l’astensione da attività faticose fino alla cessazione del sanguinamento vaginale. Spesso si consiglia di non avere rapporti sessuali fino alla scomparsa dei segni/sintomi.

È invece necessario intraprendere l’assunzione di acido folico, se non fosse già in corso.

In caso di gruppo sanguigno della madre Rh negativo si può valutare la somministrazione di immunoglobuline.

Quando si è fuori pericolo

Una donna in gravidanza con minaccia di aborto si considera fuori pericolo quando le perdite vaginali si arrestino definitivamente e non persistano altri segni, sintomi o esiti strumentali che suggeriscano ulteriore prudenza.

Vale la pena di sottolineare che se la gravidanza dovesse continuare regolarmente, l’emorragia subita non è in genere causa di alcun danno al bambino, anche in caso di sanguinamento è abbondante (andrebbe solo eventualmente valutata la necessità di correzione di anemia).

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.