Introduzione

Per minzione frequente si intende la condizione in cui vengono ad aumentare gli episodi di espulsione delle urine durante la giornata.

La maggior parte delle persone urina dalle 3 alle 6 volte al giorno, per lo più durante le ore diurne, producendo dai 500 ml ai 3 litri di urina giornalieri.

Uno stimolo più frequente può essere dovuto essenzialmente a:

  • aumento della produzione di urina e del volume emesso (poliuria, oltre i 2 litri al giorno)
  • aumento della frequenza dello stimolo ad urinare ma con volume emesso nella norma (pollachiuria).

Si tratta di un sintomo legato a numerose condizioni che possono essere

  • fisiologiche (bere troppo, per esempio)
  • parafisiologiche (gravidanza),
  • patologiche (disturbi che possono colpire l’apparato urinario in un qualsiasi punto, condizione dei sistema nervoso centrale, …).

Il disturbo può verificarsi sia di giorno che di notte, andando ad impattare in modo potenzialmente anche molto severo sulla qualità di vita del paziente colpito.

Cause

I disturbi della minzione prevedono l’alterazione di alcuni meccanismi automatici che riguardano la funzione di:

  • sistema nervoso centrale (SNC) e sistema nervoso periferico (SNP),
  • rene,
  • vescica.

La presenza di condizioni patologiche organiche o funzionali a carico di questi organi possono portare allo sviluppo di diversi sintomi, tra cui quello della minzione frequente.

Il disturbo interessa nella maggior parte dei casi la popolazione adulto-anziana, ma non mancano situazioni in cui a soffrirne possono essere anche bambini o adolescenti.

Poliuria

L’aumento del volume di urine emesso quotidianamente, oltre i 2 litri al giorno, può essere causato principalmente da:

  • quantità di liquidi assunti, un fattore che è legato in modo direttamente proporzionale a quello che sarà il volume urinario emesso durante la giornata; bere troppa acqua e bevande, o mangiare cibi con alta percentuale di acqua, porta inevitabilmente ad un aumento della minzione e del volume urinario;
  • diabete mellito di tipo I: esordisce tipicamente in età giovanile; l’aumento oltre la norma della glicemia (valori di glucosio nel sangue) porta il glucosio in eccesso a venire eliminato on le urine, poiché supera la capacità di riassorbimento del rene. Il glucosio, essendo osmoticamente attivo, favorisce la perdita di acqua dal rene con conseguente poliuria, spesso il primo sintomo che porta il medico a sospettare la presenza di diabete, il quale può presentarsi anche con sintomi quali:
  • pressione alta,
  • insufficienza cardiaca,
  • ipercalcemia, aumenti dei livelli di calcio nel sangue,
  • diabete insipido, una patologia rara caratterizzata dalla riduzione di ormone antidiuretico (ADH) che normalmente agisce a livello renale permettendo il riassorbimento dei liquidi filtrati,
  • introito di alcool, che riduce l’ormone antidiuretico in circolo e aumenta la perdita di acqua a livello renale,
  • effetti collaterali di diversi farmaci (o effetti propri del medicinale nel caso dei diuretici),
  • polidipsia
    • organica (aumento dello stimolo a bere acqua per una lesione a livello cerebrale),
    • o psicogena (assunzione compulsiva di acqua senza lo stimolo della sete),
  • ictus o altre patologie neurologiche cerebrali.

Pollachiuria

La pollachiuria consiste nell’aumento dello stimolo ad urinare, ma con volume emesso totale nella norma (al di sotto dei 2 litri al giorno); ogni minzione è quindi costituita da piccole quantità di urina. In altri termini si parla di pollachiuria quando si avverte il bisogno di urinare per più di 8-9 volte al giorno, sino ad un quadro di pseudo-incontinenza. È più frequente della poliuria come causa di minzione frequente ed è dovuta principalmente a:

  • cistite, condizione infettiva-infiammatoria della vescica, la cui mucosa irritata porta alla liberazione con maggior frequenza dell’urina anche a minimi livelli di riempimento; la cistite è molto frequente nelle giovani donne e negli anziani;
  • gravidanza: l’ingrandimento dell’utero porta ad una leggera compressione della vescica e come conseguenza si ha una minzione frequente. Questo sintomo regredisce completamente con il parto. La gravidanza inoltre aumenta l’incidenza di infezione delle vie urinarie;
  • ipertrofia prostatica: condizione molto frequente negli uomini over 50 dove può raggiungere anche una prevalenza del 40% nella popolazione. La prostata è un organo a stretto contatto con la vescica: il suo ingrandimento porta alla formazione della cosiddetta “impronta prostatica” sulla vescica, la quale viene a modificarsi anatomicamente con conseguente incapacità di trattenere adeguati volumi urinari. Oltre alla pollachiuria l’ipertrofia prostatica si presenta con altri sintomi urinari, tra cui:
    • nicturia (emissione di urine ripetuta durante la notte),
    • difficoltà ad iniziare la minzione e difficoltà a terminarla con gocciolamento alla fine dell’atto mintorio,
    • dolore con la minzione (stranguria),
    • sensazione di minzione incompleta,
    • ritenzione urinaria;
  • altre patologie a carico della prostata come la sua infiammazione (prostatite) o la sua degenerazione neoplastica (carcinoma prostatico),
  • altre patologie a carico della vescica, come la vescica neurogena (provocata da alterazioni neurologiche centrali o periferiche che alterano il corretto funzionamento della vescica), o tumori vescicali,
  • calcoli vescicali: la presenza dei calcoli irrita la mucosa vescicale ed attiva più frequentemente la contrazione del detrusore, il muscolo deputato allo svuotamento della vescica,
  • uretrite acuta e cronica (infiammazione dell’uretra),
  • affezioni genitali femminili (p, tumori dell’utero).

Sintomi

La minzione frequente rappresenta già di per sé un sintomo urinario, che tuttavia a seconda della patologia di base può associarsi a:

  • minzione difficoltosa (disuria),
  • flusso urinario basso e interrotto,
  • sensazione di svuotamento vescicale incompleto,
  • incontinenza urinaria,
  • ritenzione urinaria,
  • aumento dello stimolo della sete,
  • aumento della minzione notturna sia in termini di frequenza che di volume urinario emesso,
  • dolore addominale,
  • astenia e malessere generalizzato,
  • calo ponderale.

Diagnosi

Il percorso diagnostico per stabilire la causa alla base della minzione frequente inizia con una dettagliata anamnesi, processo che consiste in una sorta di intervista medico-paziente che permette di ricostruire la storia clinica recente e passata dell’ammalato.

In questo caso verranno formulate domande mirate a stabilire:

  • quante volte al giorno avviene la minzione,
  • caratteristiche della minzione,
  • abitudini alimentari,
  • assunzione di farmaci,
  • presenza di patologie sottostanti.

Un dettagliato esame obiettivo è fondamentale nel ricercare i segni oggettivi ed i sintomi riferiti dal paziente. Dopo questa fase l’ipotesi diagnostica potrà essere confermata dall’esecuzione di altri esami:

  • test ematochimici (esami del sangue), con i quali è possibile valutare:
    • innalzamento degli indici infiammatori (PCR, VES, …),
    • aumento del PSA (antigene prostatico specifico) i cui valori aumento in caso di patologia della prostata (sia benigna che maligna),
    • eGFR (per valutare la presenza di una condizione di insufficienza renale),
    • glicemia e quindi possibile presenza di diabete.
  • esame delle urine standard ed urinocoltura nel sospetto di una cistite o altre problematiche a carico dell’apparto urinario,
  • esami radiologici strumentali come l’ecografia, la TC o la risonanza magnetica, utili per lo studio di patologie organiche come un tumore,
  • cistoscopia, per la visione diretta della vescica e di sue eventuali alterazioni,
  • esame urodinamico per la valutazione funzionale della minzione.

Cura

Poiché alcune condizioni che si manifestano attraverso un aumento della frequenza di minzione sono piuttosto gravi, sebbene molte persone provino imbarazzo a discuterne apertamente è essenziale segnalarlo tempestivamente al medico.

L’approccio terapeutico è generalmente eziologico, ovvero mirato alla rimozione della causa sottostante.

È possibile ricorrere a:

  • antibiotici ed antinfiammatori in caso di cistite o prostatite,
  • farmaci antidiabetici nel caso di diabete,
  • intervento chirurgico in caso di patologie organiche come calcoli vescicali o patologie tumorali della vescica o della prostata.

Prevenzione

Alcuni accorgimenti permettono di prevenire e ridurre notevolmente la sintomatologia urinaria legata alla minzione frequente:

  • regolare attentamente l’introito di liquidi, riducendolo soprattutto la sera prima di coricarsi, per evitare spiacevoli episodi di nicturia,
  • evitare l’abuso di alcool o di caffeina,
  • evitare cibi piccanti o troppo speziati che possono irritare la mucosa vescicale,
  • esercizi di Kegel (una sorta di “fisioterapia della vescica” che aumenta la capacità di controllare il muscolo detrusore della vescica, e regolare più attentamente la regolazione della minzione),
  • regolare il dosaggio dei farmaci diuretici o antipertensivi e l’orario della loro assunzione,
  • valutare le abitudini del paziente riguardo la minzione poiché la frequenza delle minzioni può variare da soggetto a soggetto. Può risultare utile l’uso di un “diario minzionale”, che fornisce informazioni sulle abitudini del paziente e sul numero effettivo delle minzioni

Fonti e bibliografia

  • Semeiotica medica. R. Muti. – ed. Minerva Medica.
  • “Malattie dei reni e delle vie urinarie” – F.P. Schena, F.P. Selvaggi, L. Gesualdo, M. Battaglia. Ed. McGraw-Hill – quarta edizione

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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