Mosche volanti nell’occhio (miodesopsie): cause e rimedi

Introduzione

Le miodesopsie sono un fenomeno caratterizzato dalla sensazione di osservare “corpi mobili” (descritte spesso come “mosche volanti”) all’interno del campo visivo.

Questa condizione è causata da un’imperfetta trasparenza del corpo vitreo, la massa trasparente che riempie l’occhio, e che si traduce nella comparsa di ombre sulla retina, che appaiono infine nel campo visivo in diverse forme, pur non corrispondendo ad oggetti realmente presenti all’esterno.

Semplificando ai minimi termini il concetto, è come guardare attraverso un paio di occhiali le cui lenti non siano più perfettamente pulite.

Le forme con cui possono presentarsi queste miodesopsie sono molto varie:

  • Forme ad anello
  • Filamenti sottili
  • Punti di colore nero
  • Macchie grigiastre
  • Forme a ragnatela
  • Forma di “mosche volanti”

Vengono maggiormente percepite mentre si guarda verso superfici chiare, luminose e di colore uniforme, come ad esempio

  • il cielo azzurro durante un giorno di sole,
  • una parete chiara,
  • un foglio di carta bianco
  • un monitor che riproduca un’immagine a sfondo chiaro.
Riproduzione della percezione di mosche volanti osservando il cielo azzurro in un giorno di sole

iStock.com/Meyer & Meyer

Oltre che forme parafisiologiche, le miodesopsie possono essere espressione di diverse patologie a carico dell’occhio, come nel caso di:

  • Distacco del corpo vitreo
  • Distacco di retina
  • Emorragia o infezioni a carico del corpo vitreo
  • Tumori oculari
  • Cataratta in fase avanzata
  • Traumi o corpi estranei a livello oculare
  • Periodo post-chirurgico dopo interventi sull’occhio
  • Miopia (un importante fattore di rischio)
  • Patologie sistemiche come l’emicrania o il diabete.

La caratteristica dirimente che permette di riconoscere le miodesopsie rispetto ad altri reperti oculari, ovvero altri tipi di “macchie oculari”, è data dal fatto che qualora si cambi la posizione dello sguardo, i corpi mobili ne seguono la stessa direzione e si fermano solo quando è l’occhio a fermarsi.

Si tratta di un fenomeno piuttosto frequente nella popolazione, possono essere percepite temporaneamente da chiunque semplicemente strofinandosi gli occhi, e solo raramente sono sintomo di disturbi gravi, ma se associato ad altri sintomi oculari è sempre raccomandabile una visita oftalmologica per una diagnosi esatta.

Per le miodesopsie idiopatiche, tipiche dell’anziano e secondarie ad un fisiologico invecchiamento delle strutture oculari, non esistono rimedi realmente pratici in grado di favorire la risoluzione del disturbo, è quindi necessario imparare a convivere con la sintomatologia e segnalare al proprio curante o all’oculista eventuali altri sintomi suggestivi di patologie più serie (ad esempio la comparsa di flash luminosi, che possono indicare un distacco di retina).

Qualora la sintomatologia sia poco sopportabile e si vada ad associare ad una seria compromissione delle strutture oculari, si può optare per un approccio chirurgico (vitrectomia classica o chirurgia per mezzo laser); la prognosi è in questo caso è molto buona, ma va soppesato il rischio di complicazioni come il distacco di retina o l’insorgenza di cataratta precoce.

Nel caso di miodesopsie causate da altre patologie di base, trattamento e prognosi sono ovviamente sovrapponibili a quelli della malattia stessa.

Cause

Le miodesopsie sono solitamente considerate difetti para-fisiologici della vista e mai una malattia vera e propria, poiché nella maggior parte dei casi compaiono in età avanzata senza una vera e propria causa patologica; negli anziani, infatti, si assiste al normale processo d’invecchiamento delle strutture oculari, tra cui un’alterazione del corpo vitreo, la sostanza gelatinosa formata essenzialmente da fibre collagene e acqua che “riempie” il bulbo oculare.

Anatomia semplificata dell'occhio umano

Anatomia semplificata dell’occhio (iStock.com/solar22)

Con il tempo il deterioramento del corpo vitreo porta le fibre collagene a frammentarsi e a formare filamenti sottili che fluttuano nel restante mezzo acquoso; sono proprio questi filamenti, quando colpiti dalla luce durante la normale visione, che diventano responsabili della proiezione di ombre sulla retina che le percepisce come delle macchie di varia forma, in grado di spostarsi all’interno del campo visivo.

Anche se fortunatamente non succede con elevata frequenza, in caso di progressione del danno questo può evolvere fino a determinare una condizione di vero e proprio distacco del vitreo, che a sua volta provoca una trazione sempre maggiore sulla retina con conseguente rischio di distacco della stessa (un evento grave caratterizzato dalla perdita di adesione dello strato più superficiale della retina da quelli sottostanti, responsabile di perdita dell’acuità visiva, fino alla cecità permanente se non riconosciuto in tempo e trattato in modo adeguato).

Tra le cause patologiche responsabili dell’insorgenza di miodesopsie si annoverano:

  • Miopia: patologia della vista caratterizzata da un’anomalia del bulbo oculare, che si presenta più allungato del normale. Questo porta ad una condizione di trazione tra retina e corpo vitreo, oltre che ad un deterioramento precoce del corpo vitreo stesso, con la comparsa di miodesopsie già in giovane età. Più che una causa vera e propria, la miopia può quindi essere considerata un fattore di rischio particolarmente rilevante.
  • Distacco del corpo vitreo: la perdita di aderenza tra retina e corpo vitreo provoca la comparsa dei corpi mobili in seguito alla trazione meccanica che si crea sulla retina, che può arrivare a separarsi dai tessuti sottostanti (distacco di retina).
  • Distacco di retina: patologia gravissima che presenta diverse cause; è caratterizzata dal distacco dello strato superficiale della retina (il neuroepitelio) da quelli sottostanti, ha un elevato rischio di condurre alla cecità e richiede un intervento risolutivo in urgenza.
  • Emorragia o infezioni a carico del corpo vitreo: la presenza di sangue o di cellule della risposta immunitaria all’interno del corpo vitreo ne provocano l’opacizzazione con la formazione di ombre che si proiettano sulla retina.
  • Tumori oculari: come il retinoblastoma, il melanoma coroideo o il linfoma, che possono compromettere la normale trasparenza del corpo vitreo.
  • Cataratta avanzata: consiste nella completa opacizzazione del cristallino.
  • Traumi o corpi estranei a livello oculare.
  • Esiti di chirurgia oculare: gli interventi sugli occhi possono lasciare delle micro – cicatrici o alterare la normale struttura del corpo vitreo compromettendone anche la trasparenza.
  • Uveite: infezione dello strato intermedio dell’occhio (uvea) che rappresenta la tonaca vascolare che irrora gran parte delle strutture oculare; una sua infezione o infiammazione può compromettere la normale trasparenza delle strutture e portare quindi alla comparsa di miodesopsie.
  • Glaucoma acquisito: aumento della pressione interna oculare che porta progressivamente al danneggiamento del nervo ottico.
  • Patologie sistemiche come il diabete (che si manifesta a livello oculare con la retinopatia diabetica), o l’emicrania (per cui le miodesopsie rappresentano un sintomo prodromico, ovvero uno dei primi sintomi che precedono lo sviluppo del quadro clinico specifico).
  • Ipertensione arteriosa (pressione alta), per aumento della pressione sanguigna sulle strutture della retina.
  • Disturbi del normale metabolismo elettrolitico: un’anomalia delle normali concentrazioni degli elettroliti può determinare una condizione di disidratazione delle strutture oculari, primo tra tutti del corpo vitreo e quindi può compromettere la sua fisiologica trasparenza e aderenza alla retina.

Sintomi

Posto che le miodesopsie sono di per sé un sintomo e non una malattia, spesso in base alla condizione sottostante possono associarsi ulteriori disturbi:

  • disturbi della visione soprattutto nelle zone periferiche
  • disturbi della lettura che risulta difficoltosa e “stancante”
  • fotopsie (improvvisa comparsa di flash luminosi)
  • fotofobia (intolleranza alla luce, più o meno severa)
  • perdita del riflesso rosso (alla valutazione con l’oftalmoscopio)
  • dolore oculare
  • febbre
  • cefalea (mal di testa)
  • perdita dell’acuità visiva
  • cecità parziale o totale (nei casi più gravi di distacco di retina)

Quando preoccuparsi e rivolgersi al medico

Le miodesopsie non sono generalmente considerate condizioni patologiche, per cui la prognosi è sostanzialmente buona; l’aspetto maggiormente problematico è invece la mancanza di un trattamento risolutivo specifico e realmente efficace, per cui i diversi approcci disponibili (compresi quelli chirurgici) nella migliore delle ipotesi sono in grado di rallentare il peggioramento e migliorare temporaneamente il sintomo.

In molti casi, tuttavia, mosche volanti ed altre forme percepite nel campo visive hanno durata limitata nel tempo e tendono a rimanere fenomeni isolati; essendo causate da zone di maggiore densità del corpo vitreo, con il tempo possono andare a depositarsi sul fondo della camera vitreale e scomparire dal campo visivo.

Solo nel momento in cui compaiono in maniera improvvisa, a maggior ragione quando associate a disturbi più importanti come fotopsie (flash luminosi) o dolore oculare, possono essere indicative di una patologia più grave e in questo caso assumono la prognosi della malattia stessa.

Diagnosi

L’obbiettivo diagnostico principale è quello di identificare eventuali fattori patogenetici a carico del corpo vitreo o della retina. È opportuno rivolgersi ad un medico specialista in oftalmologia (oculista) per il corretto inquadramento diagnostico e per intraprendere eventuali trattamenti adeguati alla risoluzione del problema.

Il percorso diagnostico comincia con l’anamnesi, ovvero la formulazione da parte del medico di una serie di domande atte ad indagare e ricostruire l’intera storia clinica del paziente; nel caso delle miodesopsie è rilevante la valutazione di

  • esordio e durata del disturbo
  • eventuali sintomi associati
  • caratteristiche principali delle macche percepite, come:
    • forma
    • dimensione
    • localizzazione nel campo visivo
    • spostamento sincrono o meno con i movimenti oculari
    • monolaterali o bilaterali
  • trauma oculare recente
  • intervento di chirurgia oculare precedente
  • stato di salute generale (miopia, diabete o emicrania, …).

Con l’esame obiettivo il medico descrive oggettivamente i segni e i sintomi riferiti dal paziente; vengono valutati fra gli altri

  • acuità visiva,
  • risposte pupillari alla luce,
  • movimenti dei bulbi oculari,
  • esame delle cornee,
  • tonometria (misura della pressione intraoculare).

L’esame più importante è infine l’oftalmoscopia diretta o indiretta, a seguito di dilatazione pupillare, che permette di valutare le restanti strutture oculari, comprese quelle più profonde e difficilmente accessibili come la retina.

A seconda delle necessità è infine possibile ricorrere a:

  • Esami ematochimici standard
  • Valutazione dell’acuità visiva
  • Esame del fundus oculi
  • Tomografia a coerenza ottica od OCT
  • Ecografia oculare
  • TC o risonanza magnetica cerebrale
  • Esami elettrofunzionali oculari

Cura

Per le miodesopsie da cause fisiologiche non esiste un trattamento risolutivo, i pazienti devono cercare di convivere con la sintomatologia allertando il medico in caso di sviluppo di altri sintomi come flash luminosi (suggestivi di un danno alla retina), dolore oculare, perdita della vista. Fare riferimento al paragrafo Rimedi Naturali per alcune indicazioni su come ridurre l’impatto del sintomo.

Qualora i corpi mobili e la sensazione di filamenti e macchie scure sia tale da ridurre notevolmente il campo visivo, e quindi la qualità di vita, si possono valutare approcci chirurgici risolutivi, con una preventiva ed attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio:

  • Vitreolisi: trattamento che utilizza un raggio laser che fa evaporare tutte le opacità presenti nel corpo vitreo, permettendo così di prevenire eventuali complicanze come il distacco posteriore del corpo vitreo.
  • Vitreolisi enzimatica: trattamento meno invasivo e traumatico del precedente che utilizza specifiche molecole enzimatiche (ad esempio la ialuronidasi) per “sciogliere” chimicamente le opacità vitreali. Questa è tuttavia una tecnica non molto utilizzata a causa degli effetti collaterali che può avere sulle altre strutture oculari.
  • Vitrectomia: intervento chirurgico invasivo vero e proprio che consiste nell’asportazione del corpo vitreo e la sua sostituzione con una soluzione salina, che nel tempo verrà sostituito a sua volta da umore acqueo prodotto dall’occhio stesso. È un intervento più complesso e con più rischi per il paziente, per cui viene effettuato in caso di controindicazioni o scarso successo della vitreolisi.
  • Vitrectomia mini-invasiva: stessa tecnica della precedente, con la differenza che vengono effettuati solo dei micro – fori sulla superficie oculare e per questo si espone il paziente a minori complicanze post-chirurgiche.

È importante ricordare che questi approcci invasivi non permettono una risoluzione definitiva della condizione, pur esponendo al rischio di complicazioni quali:

  • Distacco di retina: l’intervento può causare la formazione di cicatrici in grado di creare una forza di trazione sulla retina o compromettere alcuni punti del campo visivo.
  • Infezioni oculari.
  • Cataratta precoce: l’intervento aumenta notevolmente il rischio di opacizzazione del cristallino.
  • Glaucoma: la chirurgia può causare una disregolazione della pressione oculare.
  • Persistenza o recidiva di miodesopsie: se non viene rimosso completamente il vitreo durante un trattamento chirurgico, questo residuo può essere sede di formazione di nuove ombre vitreali.

Qualora le miodesopsie siano secondarie a cause patologiche gravi, va sempre eseguito un trattamento specifico ed efficace per rimuovere la causa sottostante.

Rimedi naturali

Il mantenimento di un corretto stato d’idratazione è imprescindibile e può essere perseguito attraverso il consumo regolare di liquidi e di frutta e verdura, tra l’altro ricche di minerali ed antiossidanti altrettanto utili al rallentamento della progressione del disturbo.

Vengono talvolta prescritti integratori multivitaminici, in virtù proprio del contenuto in antiossidanti, anche se le evidenze di efficacia sono ad oggi nel migliore dei casi preliminari e limitate.

Nelle giornate molto luminose è necessario indossare occhiali da sole con lente scura, sia per filtrare parte dei raggi solari permettono di ridurre il numero e le dimensioni delle miodesopsie, sia per ridurre l’impatto dei raggi UV sulle strutture oculari.

Sforzandosi di non focalizzarsi sul disturbo visivo in genere con il tempo il cervello si adeguerà e riuscirà ad elaborare i dati visivi escludendo dal campo visivo le mosche volanti, migliorando notevolmente la visione che risultava precedentemente compromessa.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

 

Fonti e bibliografia

  • Harrison – Principi Di Medicina Interna Vol. 1 (17 Ed. McGraw Hill)
  • NIH

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Importante

Revisione a cura del Dott. Roberto Gindro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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