Muco nelle feci: cause, rimedi e pericoli

Introduzione

Parlando di muco risulta spontaneo pensare alla sostanza prodotta all’interno del naso, ma sono numerosi i tessuti dell’organismo in grado di produrlo; a livello del sistema digerente, per esempio, svolge prevalentemente funzione lubrificante, favorendo il passaggio delle feci all’interno dell’intestino e in particolare dell’ano durante l’evacuazione.

La presenza di muco nelle feci non è quindi sempre indicativa di un problema, quantità impercettibili ad occhio nudo di muco sono infatti sempre presenti e quindi del tutto fisiologiche.

Con il termine “mucorrea” si fa riferimento, invece, alla perdita di elevate quantità di muco attraverso le feci; questo disturbo, soprattutto se presente in maniera continuativa, potrebbe rappresentare un segno clinico riconducibile a diverse condizioni patologiche che riguardano l’intestino, tra cui:

A seconda della causa scatenante, alla presenza di muco nelle feci possono associarsi altri sintomi, come:

In tutti questi casi è opportuno rivolgersi al medico, affinché sia stabilita una diagnosi ed attuata una corretta terapia.

Cause

Sono numerose le patologie che possono essere causa di aumentata emissione di muco attraverso le feci; il riscontro occasionale non rappresenta in genere motivo di preoccupazione, mentre l’osservazione di un’aumentata presenza di muco nelle feci limitatamente a qualche giorno può essere legata ad una temporanea infiammazione intestinale (come ad esempio un’influenza intestinale).

Si noti che anche il perpetrarsi di abitudini alimentari scorrette, come un consumo eccessivo di alimenti raffinati, può esacerbare la produzione di muco.

In caso di persistenza del disturbo le cause più comuni sono:

  • Sindrome del colon irritabile: soprattutto in presenza di diarrea profusa o stipsi persistente, sono frequenti gli episodi di mucorrea.
  • Infezioni intestinali di natura batterica: sono più spesso determinate da agenti patogeni quali Salmonella, Shigella e Campylobacter o riconducibili ad un’affezione nota come “diarrea del viaggiatore”, che colpisce le persone in viaggio attraverso paesi in cui le condizioni sanitarie sono precarie ed è possibile ingerire acqua o altri alimenti contaminati; strettamente connessa è il possibile sviluppo di dissenteria batterica, è una patologia infettiva caratterizzata dalla presenza di muco nelle feci, commisto a sangue e pus; può presentarsi con forti dolori addominali ed essere associata ad un’anormale perdita di peso. In questi casi, è consigliabile intervenire nel più breve tempo possibile, per scongiurare l’aggravarsi del quadro clinico.
  • Gastroenterite virale (influenza intestinale): è un’infezione virale dell’apparato intestinale caratterizzata, oltre che dall’emissione di muco nelle feci, anche da altri sintomi, come diarrea, nausea, vomito e crampi addominali.
  • Malattie infiammatorie intestinali:
    • Colite ulcerosa: in questa malattia infiammatoria cronica dell’intestino, le lesioni della mucosa del retto e del colon (vere e proprie ulcere) possono causare l’emissione di muco nelle feci, spesso commisto a sangue, nonché attacchi di diarrea e coliche addominali, intervallati da periodi di apparente benessere.
    • Morbo di Crohn: questa malattia infiammatoria cronica dell’apparato digerente può colpire, anche in maniera non continuativa, qualsiasi sezione dalla bocca all’ano. L’emissione di muco attraverso le feci può essere presente (seppur più raramente rispetto alla colite ulcerosa), unitamente ad altri sintomi come dolori addominali, diarrea, vomito e perdita di peso.
  • Infezioni parassitarie a carico dell’intestino: come, per esempio, la Giardia, caratterizzata dalla presenza di vermi nell’intestino e quindi anche nelle feci.
  • Allergie e intolleranze alimentari.
  • Celiachia: l’ingestione di glutine, in soggetti geneticamente predisposti, può causare una condizione di infiammazione dell’intestino, con aumento dell’emissione di muco nelle feci.
  • Cancro del colon retto.

Sintomi associati

In base alla causa sottostante, alla mucorrea possono associarsi una serie di sintomi, in parte già elencati nella descrizione delle possibili cause.

Tra i principali ricordiamo:

  • dolori addominali diffusi, più spesso localizzati al basso ventre,
  • sensazione di gonfiore,
  • crampi addominali,
  • sangue nelle feci,
  • odore delle feci particolarmente sgradevole,
  • diarrea,
  • nausea,
  • vomito,
  • sensazione di incontinenza fecale.

Nei casi più gravi possono sopraggiungere:

  • febbre,
  • prurito diffuso,
  • tachicardia,
  • alterazioni della coscienza,
  • generale malessere fisico.

Quando contattare il medico

In assenza di altri disturbi la presenza occasionale di quantità visibili di muco è in genere irrilevante, mentre si raccomanda di rivolgersi al curante in caso di:

  • presenza abbondante e/o frequente,
  • presenza di sangue,
  • persistenza di altri sintomi, come diarrea e dolori addominali.

Diagnosi

Oltre all’anamnesi dei sintomi e alla visita medica di routine, sono generalmente richiesti, per stabilire la diagnosi, ulteriori accertamenti:

  • Esame chimico-fisico e microscopico delle feci: viene eseguito su un piccolo quantitativo di feci, raccolte in un contenitore pulito e non contaminato da acqua o urine; permette di verificare la presenza di:
    • Leucociti (spesso indicativi di un’infezione);
    • Markers infiammatori (come la calprotectina fecale, particolarmente utile nella diagnosi delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino);
    • Grassi fecali (la cui presenza può essere indicativa di una patologia da malassorbimento);
    • Sangue occulto (tracce microscopiche di sangue possono essere presenti in molte patologie neoplastiche, benigne o maligne, nonché negli stati di infiammazione protratta);
    • Batteri, virus e parassiti (nel sospetto di una patologia infettiva).
  • Esame del sangue: con particolare attenzione ai valori ematici di
  • Esami strumentali quali:
    • ecografia addominale,
    • colonscopia,
    • TC addome o RX addome, possono essere richiesti, in base ai singoli casi, per individuare la sede e l’entità della patologia in corso.

Cura

Il trattamento dipende dalla causa che è alla base della mucorrea e può pertanto prevedere l’utilizzo di approcci terapeutici differenti:

  • Nel caso di gastroenteriti batteriche, come quelle determinate da Salmonella, Shigella e Campylobacter, possono essere prescritti antibiotici;
  • In caso di diarrea profusa o importante stato di disidratazione, è indicata una reidratazione orale o parenterale;
  • In caso di malattie infiammatorie croniche dell’intestino, la terapia si avvale spesso, in prima battuta, dell’impiego di farmaci antinfiammatori, come la mesalazina, o cortisonici, da applicare localmente (per esempio sotto forma di supposte o clisteri) o da assumere per via orale.
  • Nel caso di intolleranze o allergie alimentari è fondamentale limitare, se non evitare del tutto, l’assunzione dell’alimento che è causa della sintomatologia.
  • In caso di neoplasie, se possibile, si è soliti preferire un approccio chirurgico.

Rimedi

Adottare uno stile di vita salutare, che preveda la pratica di regolare attività fisica aerobica e privilegi il consumo di frutta, verdura e cibi integrali, può favorire una riduzione della quantità di muco presente nelle feci, soprattutto se è da correlare a condizioni cliniche di natura funzionale, quale colon irritabile e alimentazione scorretta.

L’utilizzo di probiotici, come quelli a base di Bifidobacterium e Lactobacillus, può aiutare a riequilibrare la flora intestinale, specialmente nei periodi di stress o dopo cure farmacologiche a base di antibiotici.

Infine, è importante garantire all’organismo una corretta idratazione, consumando almeno 2 litri di acqua al giorno.

Fonti e bibliografia

  • Rugarli C., Medicina interna sistematica, settima edizione (2015)

Dott.ssa Chiara Russo, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

Le informazioni contenute in questo sito non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente; si raccomanda di chiedere il parere del proprio dottore prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.


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