Introduzione

Il naso chiuso è un fastidioso sintomo che interessa moltissimi individui per diversi giorni all’anno; anche detto “congestione nasale”, consiste nell’ostruzione delle narici che, impedendo il passaggio dell’aria, provoca una respirazione difficoltosa.

Il sintomo del naso chiuso si presenta ogni qualvolta ci sia una rinite, ovvero l’infiammazione della mucosa nasale con associato accumulo di muco, che assieme ostruiscono le vie nasali.

Tra le cause principali del naso chiuso ritroviamo:

  • raffreddore e influenza,
  • allergia,
  • deviazione anatomica del setto nasale,
  • ingrossamento delle adenoidi,
  • polipi nasali,
  • infezioni virali delle vie respiratorie.

In caso di naso chiuso ritroviamo spesso sintomi associati come:

  • difficoltà respiratorie,
  • difficoltà deglutitorie (soprattutto nei bambini molto piccoli),
  • disturbi dell’udito,
  • disturbi del linguaggio
  • disturbi del riposo notturno con possibile russamento.

L’approccio terapeutico è di tipo eziologico, ovvero subordinato alla rimozione della causa sottostante, prevedendo quindi:

  • antistaminici, in caso di allergia,
  • antinfiammatori, in caso di influenza e infezione delle vie respiratorie,
  • decongestionante nasale come terapia soltanto sintomatica (ovvero che rimuove il sintomo, senza agire sulla rimozione della causa),
  • intervento chirurgico in caso di deviazione del setto nasale o di ipertrofia delle adenoidi.

Il naso chiuso rappresenta un sintomo comune a molte condizioni: la diagnosi in questo caso è mirata al riconoscimento della patologia sottostante che ha provocato tale sintomo. Un corretto ed esaustivo iter diagnostico è fondamentale per una terapia efficace e definitiva.

Il naso chiuso può interessare qualsiasi individuo, dai neonati agli anziani.
Negli adulti rappresenta un sintomo piuttosto fastidioso che riduce la qualità della respirazione e, qualora diventi cronico, può disturbare il riposo notturno con riduzione della qualità della vita.

Nei neonati bisogna prestare particolare attenzione poiché essi utilizzano spesso soltanto il naso per respirare; di conseguenza nei casi più gravi si possono avere problemi respiratori e disfagia (deglutizione alterata per via del naso chiuso).

Donna che spruzza un farmaco per liberare il naso

iStock.com/puhhha

Cause

Il naso chiuso origina da un processo infiammatorio delle mucose nasali che si ingrossano sino ad ostruire le narici; allo stesso tempo l’ostruzione nasale viene favorita dall’accumulo di muco, che si forma in caso di rinite e di infezioni virali delle prime vie respiratorie.

Le cause di tale processo infiammatorio e dell’accumulo di muco sono:

  • raffreddore, quasi sempre provocato dal Rhinovirus,
  • influenza, soprattutto nelle fasi iniziali,
  • allergia (più correttamente rinite allergica), provocata spesso dal polline e da altri allergeni aerei che vengono inalati,
  • deviazione anatomica del setto nasale, verso una o l’altra narice con ostruzione nasale importante,
  • ingrossamento delle adenoidi, ovvero la loro ipertrofia. Le adenoidi, al pari delle tonsille palatine, sono degli organi con funzione immunitaria che nei bambini possono ingrossarsi notevolmente dopo il contatto con diversi antigeni batterici o virali. Ingrossandosi ostruiscono il rinofaringe con comparsa del sintomo del naso chiuso. Come complicanze nei bambini si possono avere apnee notturne e ipossia (riduzione di ossigeno nel sangue); se non trattata con l’intervento chirurgico, l’ipertrofia delle adenoidi nelle sue forme più gravi può provocare la modifica dei caratteri facciali del bambino, con comparsa della tipica “facies adenoidea”;
  • polipi nasali, piccole escrescenze che originano dalla mucosa, che tipicamente compaiono nei maschi adulti,
  • infezioni virali delle vie respiratorie,
  • sinusite, infiammazione dei seni paranasali,
  • eccessivo utilizzo di decongestionanti nasali: si verifica un effetto paradosso, per il quale l’eccessivo utilizzo di decongestionanti provoca l’atrofia dei turbinati e della mucosa nasale. Tale atrofia modifica la resistenza dell’aria durante il suo ingresso nelle cavità nasali, portando allo sviluppo di un’ostruzione paradossa chiamata “sindrome del naso vuoto” (ovvero il volume delle cavità nasali aumentando troppo per via dell’atrofia della mucosa, impedisce un passaggio dell’aria efficace durante l’inspirazione);
  • Corpo estraneo: può capitare nei bambini piccoli, con un oggetto che si incastra nella narice ostruendola. Il corpo estraneo va prontamente individuato e rimosso;
  • reflusso gastrointestinale: in alcuni casi il reflusso può provocare infiammazione del faringe e del rinofaringe con comparsa del sintomo del naso chiuso, che migliora qualora venga intrapresa una terapia efficace.

Sintomi

In caso di naso chiuso ritroviamo spesso in associazione sintomi come:

  • difficoltà respiratorie,
  • difficoltà deglutitorie (soprattutto nei bambini molto piccoli),
  • disturbi dell’udito,
  • disturbi del linguaggio,
  • disturbi dell’olfatto con incapacità di riconoscere gli odori,
  • cefalea (mal di testa),
  • disturbi del riposo notturno con possibile russamento,
  • febbre,
  • malessere generalizzato con astenia,
  • dolori muscolari e articolari,
  • rinorrea (naso che cola),
  • congiuntivite con lacrimazione e prurito agli occhi (in caso di allergia).

Nei casi più gravi e duraturi possono comparire diverse complicanze come:

  • ipossia (diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue),
  • sensazione di soffocamento,
  • insufficienza cardiaca (raramente),
  • facies adenoidea, in caso di ipertrofia delle adenoidi,
  • sindrome del naso vuoto.

Diagnosi

Essendo il naso chiuso un sintomo molto frequente e non associato a patologie gravi, ci si rivolge al medico (medico di medicina generale od otorinolaringoiatra) solo in casi particolari, come ad esempio:

  • ostruzione nasale che dura da diverso tempo e non trova rimedio con le più comuni terapie,
  • rinite cronica con cefalea e febbre periodica,
  • presenza di complicanze come l’ipossia,
  • ostruzione nasale cronica nei bambini,
  • difficoltà respiratoria,
  • disturbo del riposo notturno e russamento nei bambini.

Il processo diagnostico inizia con l’anamnesi, che permette al medico di ricostruire l’intera storia clinica del paziente; durante questa fase è importante indagare diversi aspetti:

  • se è presente allergia a qualche antigene,
  • un eventuale processo influenzale nei giorni precedenti,
  • se ci sono complicanze respiratorie o disturbi del sonno,
  • se ci sia stato abuso di decongestionanti nasali.

L’esame obiettivo mira al riconoscimento dei sintomi riferiti dal paziente e dei segni clinici oggettivi.

Dal punto di vista strumentale è possibile effettuare:

  • rinoscopia anteriore,
  • fibrolaringoscopia,
  • test allergici,
  • TC e risonanza magnetica, utili peraltro solo in rari casi.

Effettuati tali esami, si sarà giunti ad una diagnosi di certezza, e si potrà instaurare la terapia corretta e più efficace.

Rimedi

La terapia del naso chiuso è mirata alla rimozione della causa sottostante e, a questo scopo, si possono utilizzare diversi rimedi, farmacologici e non.

  • In caso di allergia si utilizzano gli antistaminici e i cortisonici. È opportuno evitare il più possibile il contatto con l’antigene responsabile.
  • In caso di raffreddore, influenza o infezione delle prime vie respiratorie, si utilizzano i farmaci antinfiammatori come l’ibuprofene (Moment, Brufen), il ketoprofene (Oki), l’acido acetilsalicilico (Aspirina o Vivin C) o il paracetamolo (Tachipirina).
  • In caso di ipertrofia delle adenoidi, nelle fasi iniziali viene preferito un approccio farmacologico, che aiuti la regressione fisiologica di queste ghiandole che avviene spontaneamente con la crescita del bambino. Nei casi più gravi con adenoidi molto ingrossate, tali da comportare disturbi della respirazione, russamento e altre problematiche, viene posta indicazione per l’intervento chirurgico di rimozione.

L’intervento chirurgico è da effettuare anche in caso di deviazione del setto o poliposi nasale, poiché non esiste una terapia farmacologica in grado di risolvere il problema.

Dal punto di vista della terapia sintomatica, ovvero quella che permette di far regredire i sintomi senza agire sulla rimozione della causa sottostante, si possono utilizzare diversi spray nasali che prendono il nome di “decongestionanti nasali”; si tratta di medicinali che alleviano notevolmente la sintomatologia del naso chiuso, ma solo per un periodo limitato di tempo.
L’abuso di questi farmaci porta alla comparsa di atrofia della mucosa nasale e sviluppo della “sindrome del naso vuoto”, con successivo peggioramento dei sintomi e lo sviluppo di una reale dipendenza dalla molecola.

Per quanto riguarda i rimedi non farmacologici, si rivelano molto utili in caso di naso chiuso i seguenti accorgimenti:

  • praticare suffumigi con bicarbonato o sostanza balsamiche,
  • soffiare il naso regolarmente, ma senza eccessivo vigore (per evitare il rischio di rottura dei capillari e conseguente epistassi),
  • effettuare lavaggi nasali con acqua fisiologica o soluzione salina (nei bambini molto piccoli è utile per drenare il muco e liberare il naso chiuso),
  • dormire con testa sollevata rispetto al corpo, utilizzando un cuscino in più,
  • assumere vitamine e minerali essenziali attraverso il regolare consumo di frutta e verdura,
  • assumere bevande calde come brodo, cioccolata, thè, che aiutano a sciogliere il muco rendendolo più fluido e più facilmente drenabile.

 

A cura del Dr. Dimonte Ruggiero, medico chirurgo

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Importante:

Revisione a cura del Dr. Guido Cimurro (fonti principali utilizzate per le analisi http://labtestsonline.org/ e Manual Of Laboratory And Diagnostic Tests, Ed. McGraw-Hill).

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